erotismi

Non cenate con gli ex: potreste non arrivare sani e salvi al caffè

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Qualche giorno fa il britannico Telegraph ha partorito un pezzo di spinoso umorismo psicanalitico. Uno studio della Cornell University ha dichiarato su base scientifica che una scappatella al ristorante con l’amorazzo dei tempi andati rischia di rinfocolare braci ormai ritenute spente da un pezzo. Non che ci volessero degli scienziati per accreditare questa ipotesi: per accertarla è più che sufficiente studiare la reazione del proprio partner attuale quando te ne esci con un “Tesoro, stasera a cena non ci sono perché mi vedo con lei/lui”.

Sarà che il lato foodie dell’erotismo si fa largo nei messaggini della vecchia fiamma più di quanto la solita minestra riesca a fare con il consueto compagno attuale, cena dopo cena.

Del resto, però, e questo il quotidiano inglese manca di metterlo in chiaro, non è detto che ci voglia un ex all’altro lato del tavolo per degenerare: qualunque cena in compagnia di qualunque essere – per noi sessualmente sulla piazza – potrebbe trasformarsi in un gioco a volte sfacciatamente erotico.

Prova ne sia una scena memorabile del film Tom Jones (1963), forse in assoluto uno dei momenti più “alti” dell’erotismo a tavola di tutta la storia del cinema: Tom e Jenny che mangiano occhi negli occhi sono l’uno per l’altra erogeni anche senza essere due amanti di vecchia data. Rumorini gutturali e sguaiati insozzamenti a pieno viso, bocche unte strusciate sul bavero della giacca o sul dorso della mano sono il linguaggio davvero poco British dei due, che fissano ingordi la macchina da presa.

E anche le pietanze sono inguaribilmente lussuriose: vassoiate di carne untuosa, ostriche tremolanti da farsi scivolare in bocca, aragoste da frugare in mille interstizi, pere polpose in cui affondare i denti, boccali di vino rosso da tracannare senza smettere di lumarsi pregustando il dopocena.

La fruttariana del film Notting Hill, al posto della scostumata Jenny, non avrebbe saputo da che posata cominciare, figurarsi se la tavola poteva diventare galeotta. Vi ricorderete la faccia di Hugh Grant mentre fissa l’aspirante fidanzata con uno sguardo misto fra il disgustato e il divertito, senza far intravvedere nessuna appetibilità nella mesta mangiatrice di ortaggi morti. Come dargli torto?

Ma anche lì, a fronteggiarsi fra le pietanze non erano due ex, anzi: guardare qualcuno mentre mangia, appunto, rivela molto su come fa o farebbe altre cose.

La cena tête a tête fra ex sarà anche il modo per schiudersi a un amore di ritorno, ma un piatto cotto e mangiato dovrebbe essere, in teoria, molto più invitante di un avanzo riscaldato nel microonde. L’unica costante è, par di capire, la rivelazione: mangiare con qualcuno che potrebbe interessarci, o che ha già soddisfatto i nostri languori, quasi di sicuro non ci lascerà a corto di idee sul suo conto.

Ma occhio: nel famoso diner di Harry ti presento Sally la scarmigliata Meg Ryan che finge un orgasmo davanti all’incredulo Bill Crystal dimostra quanto sia facile simulare anche solo un appetito.

Non so quale sia la vostra esperienza. Ma non credo cambi molto, per i due commensali, essere vecchie conoscenze di letto o colleghi in pausa pranzo. Mangiare insieme porta comunque con sé un’intimità viscerale, anche senza che addentare quella pera o solleticare una michetta popputa ci porti a rivivere scene già trascorse in camere da letto passate. Non sarebbe più stuzzicante immaginare quelle future?

[Crediti | Link e immagine: Daily Telegraph]

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13 commenti a Non cenate con gli ex: potreste non arrivare sani e salvi al caffè

  1. Attenzione all’aperitivo.
    Hanno chiesto un commento al dottor Marco Rossi, psichiatra e sessuologo: «Credo che quanto emerge dallo studio sia molto vero. Uscire a pranzo o a cena, quindi mangiare insieme, ha una forte connotazione di gioco-seduzione. Oggi forse il momento più a rischio è quello dell’aperitivo, quell’orario tra le 17.00 e le 19.00, quando ci si ferma a bere qualcosa con i colleghi o con gli amici. Direi che rappresenta l’orario della giornata in cui fioccano le tresche. Lo sanno bene i francesi, che in quell’ora hanno sconti nei motel! ”

  2. Gli autori Kevin Kniffin eBrian Wansink della ricerca spiegano
    “Alla luce del fatto che la commensalità è parte del tessuto delle relazioni più intime fra le persone”, scrivono gli autori nel loro lavoro, “diventa chiaro che la pratica di mangiare insieme può avere un significato funzionale che va al di là del mero consumo di calorie”. Mangiare insieme, argomentano, implica componenti fisiche e sociali. “E il fatto che la commensalità al di fuori della coppia faccia scattare reazioni di gelosia porta a pensare che le persone riconoscono che mangiare insieme tenda a implicare, o a portare, a qualcosa che va al di là del solo cibo”.
    Ma alla prestigiosa Cornell,fanno ricerche del genere?
    Dott.Pagliardi ,alla luce della sua conoscenza della Francia,lei smentisce queste
    americanate.

  3. E la scena di “Bananas” con Woody Allen, che cerca di mangiare in modo sexy la sbobba per fare impressione sulla guerrigliera bona, sbrodolandosi tragicamente ?

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