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Come mai l’hamburger di McDonald’s non invecchia?

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L’artista di New York Sally Davies ha fotografato un hamburger e una porzione di patatine per quasi cinque mesi (145 giorni). Al termine dell’esperimento, battezzato Happy Meal Project, l’aspetto del panino e delle patate era praticamente identico.

Perché il fast food McDonald’s non invecchia?

Non è la prima volta che ne parliamo, se è per questo neanche la seconda, ma, visto che la celebre catena di fast food si limita a commentare che i propri hamburger sono 100% manzo e senza conservanti (ma sorvola su pane e patatine) la rivista americana Salon ha chiesto spiegazioni agli esperti.

Secondo Marion Nestel, direttrice del programma di ricerca sul cibo della New York University, “McDonald’s deve usare ‘un’enorme quantità’ di propanoato di sodio, un additivo alimentare a base di acido propionico, per prevenire la crescita di batteri e muffe”. Ma un fattore determinante sono i grassi, vale a dire metà delle calorie presenti in una confezione di patatine. Siccome gli alimenti con un’alta percentuale di grassi sono poco umidi, le muffe trovano meno spazi per crescere.

Discorso simile per la carne, cotta a temperature altissime e con percentuali di grasso che arrivano al 54% le calorie dovute ai grassi che arrivano fino al 54% delle calorie totali.

Infine, i conservanti contenuti nel pane come il propanoato di calcio, sono usati in buona parte del pane confezionato che troviamo al supermercato.

[Crediti | Link: Dissapore, Slate, Wikipedia. Immagine: Happy Meal Project. Via Il Post]

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30 commenti a Come mai l’hamburger di McDonald’s non invecchia?

  1. Conservanti Alimentari:
    “Sostanze, naturali o artificiali, aggiunte agli alimenti per ritardarne il più possibile il deterioramento. Hanno azione antiossidante o antimicrobica, a seconda che evitino rispettivamente il deperimento del cibo da parte dell’ossigeno contenuto nell’aria o dai microbi. Gli unici conservanti innocui per l’organismo sono l’acido sorbico, il propionato di potassio e il PROPIONATO di SODIO. La maggior parte dei conservanti è dannosa per l’organismo, soprattutto a concentrazioni elevate. Tra i conservanti ricordiamo l’acido benzoico, il difenile, l’anidride solforosa, l’aldeide formica e i benzoati.”

    Sean O’Keefe,professore di
    “scienza del cibo”:

    “Ma gli ingredienti non sono diversi da quelli che si trovano nella maggior parte del pane confezionato che troviamo al supermercato. Sean O’Keefe, professore di scienza del cibo alla Virginia Tech, fa quindi notare come gli ingredienti dei prodotti McDonald’s siano gli stessi di tutti gli altri fast-food e dei prodotti trattati e confezionati. Come dire: ci accorgiamo dell’immortalità dei panini McDonald’s solo perché ci concentriamo a osservarli “

  2. Non mi convince la spiegazione: ma è possibile che dopo sei mesi tutto fosse ancora integro?
    E che, non dico dopo sei mesi, ma dopo UNA settimana non ci fosse nemmeno un po’ di muffa nel pane e nelle patatine ma soprattutto che la carne non avesse il tipico odore di cadavere?
    Ma dove è stato conservato il tutto per questi 6 mesi? In congelatore?
    Perchè altrimenti credo che con i conservanti ci hanno impastato il pane, fritto le patate e cotto l’hamburger!

    • Concordo. Tra parentesi, a me e’ capito di dimenticare in frigo un panino MacD per qualche settimana, e vi assicuro che, quando sono andato a riprenderlo, non era decisamente in buone condizioni. Ed era in frigo…

    • il pane, qualsiasi pane, lasciato all’aria non fa muffa. alla vista rimane uguale, diventa duro e dopo qualche giorno e’ pronto per essere conservato per mesi. quando vuoi, poi, ci fai il pan grattato.

  3. Le percentuali di grasso nella carne non arrivano al 54%, sono le calorie dovute ai grassi che rappresentano fino al 54% delle calorie totali (un grammo di grassi ha più del doppio delle calorie di una grammo di proteine o carboidrati).

  4. ANIDRIDE SOLFOROSA : Il conservante del vino.Micidiale se ingerito in forti dosi.Come l ‘hamburger
    di McD. anche il vino è “immortale”
    grazie ad un conservante.
    Più tossico del propionato di sodio.

    “Fra i componenti chimici più discussi e detestati dell’enologia, l’anidride solforosa è l’elemento più importante per la stabilità e la conservazione del vino.
     L’anidride solforosa è certamente uno dei componenti chimici più discussi e detestati in enologia. Nonostante l’uso di sostanze chimiche nella produzione del vino sia piuttosto frequente, quando si parla di chimica in enologia, l’anidride solforosa è l’elemento più frequentemente associato, come se fosse l’unico ad essere utilizzato nella produzione di vino. In realtà, l’anidride solforosa è solamente uno dei tanti elementi chimici utilizzati in enologia, certamente il più comune e il più importante. L’anidride solforosa -- la quale formula chimica è SO2 -- è un gas incolore, dal tipico odore pungente e acre, irritante per gli occhi e per il tratto respiratorio. L’inalazione di questo gas può provocare l’edema polmonare e l’inalazione prolungata di forti dosi può addirittura provocare la morte. ”

    PS.Il vino(quello venduto nelle enoteche) è uno dei prodotti meno naturali al mondo con un uso impressionante di sostanze chimiche.

    È proprio vero che Coca e Hamburger di McD,siano meno micidiali di una bottiglia di vino?

      • Durthu io ho voluto mettere in evidenda che il vino è una delle bevande meno naturali al mondo.Già l’uva da cui si parte è piena di pesticidi essenso molto delicata.
        Poi in cantina avviene tutto il resto .Con l’impego di svariate sostanze chimiche,tutte permesse per legge fino a certe dosi.
        Qual’è il punto.
        “Demonizziamo” sempre McD e poi non abbiamo gli occhi per vedere tutto il resto.

        • Tutto vero quello che dici, tuttavia sono più di dieci anni che in Italia si parla di vini “naturali”. Abbiamo da pochi mesi un regolamento Europeo che detta le condizioni per divenire un ‘azienda Bio, compreso il limite massimo di Solforosa, e inibisce dall’uso di pesticidi in vigna.
          Forse sarebbe il caso che su Dissapore apparisse qualche post per far comprendere cosa si nasconde nel bicchiere.
          Ricordava Fabrizio Pagliardi qualche mese addietro come 2 clienti su 100 chiedono uno specifico vino bio al momento dell’ordinazione, quindi puoi capire di quanta informazioni in realtà necessitiamo, non dimenticando che al momento del conto la bottiglia pesa per il 20/30%.
          PS: fatti un giro qui e vedrai che di vini senza sostanze “micidiali” ne trovi quanti ne vuoi.
          http://www.vinidivignaioli.com/

          • Simone,volevo concludere con i vini naturali .Lo hai fatto tu. Andrò a leggermi il tuo link.E spero che l’argomento venga approfondito.
            Cmq,mi fa piacere dialogare in questo modo con te.
            Un saluto

            • Il dialogo, come viene spesso inteso tra commentatori e volentieri da editors di vari blog è la strada che porta all’ignoranza. Il confronto, questo si, basato su la “prova provata” e logicamente filtrato dalle proprie preferenze, dovtrebbe determinare la possibilità che ci sia uno scambio di vedute.
              I soloni degustatori professionisti, la casta, che tanto non sopporti, venne arginata diversi anni fa dal proliferare di blog e utenti del web che finalmente potevano segnalere quello che di buono e alternativo esiste, la diffusione è stata maggiore e orizzontale.
              Oggi il rischio evidente è il ritorno dei “soloni” semplicemente perchè il megafono non esprime contenuti, test, scienza, confronti.
              “A me quel posto, quel vino, quella pizza non piace” è una delle frasi preferite che si colgono sul gastro web, mai però seguiti da una spiegazione del perchè.
              Pensaci

  5. Ci vantiamo della nostra cultura alimentare, ma intanto i Mc Donald sono sempre più affollati…quelle cose che non si capiscono…Ci vorrebbe una rivoluzione delle hamburger!

    B.

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