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Cristina Scateni e Sara Porro | mer 27 feb 2013 ore 7:08
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Cuochi in vendita: c’era uno gnocco nella mia cucina, l’ho visto
Do you remember? “Lo Gnocco in cucina” è un servizio di animazione gastronomica a domicilio che opera a Milano. Abbiamo chiesto a Sara Porro e Cristina Scateni, le due editor milanesi di Dissapore, di provarlo per noi.
Cristina: E poi in un lunedì qualsiasi arriva Donnie, sorride e ammicca, come un compagno delle elementari, innamorato di te. È vestito bene, ha con sé la cena. Puntuale come un treno giapponese, chiede se può andare in cucina. Si mette subito all’opera e porta in casa una ventata di primavera, per la copiosa presenza di verdure di stagione intendo (peperoni e zucchine).

Sara: Ci incrociamo al citofono di casa di Cristina, entrambi puntualissimi. Lo riconosco subito – ha borse dell’Esselunga, è bello ed ha un abito elegante, una combinazione più improbabile del governissimo Berlusconi-Bersani-Grillo nell’androne di un palazzo milanese alle 20:30 di un lunedì sera. Tendo la mano: “Ciao, sono Sara” “Donnie” “Vabbè. Vero nome?” “Donnie” “…Ma cos’è, il programma di protezione testimoni?” protesto tra me e me, salendo le scale.
Cristina. Esci ed entri un paio di volte per essere sicura di non sbagliare, ebbene sì c’è un figo nella tua cucina. Nel frattempo si è tolto giacca e cravatta, arrotolato la maniche della camicia e indossato il grembiule. Non sai di che parlare, ma lui sì. Ha una serie di domande perfette per rompere il ghiaccio. Vive in una dimensione parallela, risponde a un nome inventato, ha paura che gli si pianti una mano sul sedere. Ma la mamma degli gnocchi, Cecilia Minardi, frizzante trentenne milanese ideatrice del progetto, odiata dalle amiche invidiose per il suo entourage di manzi, su questo punto è chiara: guardare ma non toccare.

Sara. A casa di Cristina, “Donnie” chiede permesso, depone la spesa in cucina, accetta l’offerta di un bicchiere di vino. Io mi preparo un Gin Tonic per gestire la deprimente consapevolezza che “Donnie” pensi che se io conoscessi il suo vero nome lo cercherei per molestarlo.
Cristina. Io e Sara cominciamo a ubriacarci copiosamente, con l’obiettivo non dichiarato di fare domande imbarazzanti a uno gnocco scemo che non sa cucinare. Invece Donnie scemo non è: sa fare la sua parte, essere gentile, simpatico, intrattenitore, gioviale. E basta. È bene, infatti, chiarire subito un punto. Donnie è uno gnocco in cucina, non uno gnocco che cucina. Nel senso che sta nella tua cucina, bello come il sole, spadella e tagliuzza con disinvoltura, ma non ha bene idea di tempi e organizzazione. Dopo mezz’ora circa, eccolo comparire con l’antipasto: peperoni in padella e caprino. Si siede con noi e si racconta. Fa il personal trainer nella vita, è abituato (dice lui) a socializzare. Anche a essere importunato (non dice lui), ma si capisce. Intanto aspettiamo un’oretta tra antipasto e primo, s’era dimenticato di mettere l’acqua a bollire.
Sara. Quando gli vedo estrarre, nell’ordine, peperoni, caprino, pesche sciroppate Del Monte, bocconcini di mozzarella Vallelata e zucchine procedo con discrezione a rinforzare di Gin il mio cocktail.
Cristina. Chiacchieriamo ancora con la mamma degli gnocchi, che racconta i retroscena della sua idea e i primi episodi imbarazzanti del voluto misunderstanding: qualche lieve molestia di signore poco ironiche che pretendono l’happy ending, feste tra donne che sfociano spesso in sagra dell’8 marzo, mariti curiosi che vogliono fare una sorpresa alla moglie e non appena vedono le foto degli gnocchi troppo fighi si ritirano imbarazzati dal confronto. E mentre Donnie cucina, in sala da pranzo immaginiamo le peggiori rivisitazioni del format: lo gnocco in cascina – gli 8 manzi sporchi di terra, con la camicia a quadri e la zappa, Biancaneve e i sette gnocchi – con lei che entra in una casa piccina picciò e si mette a rifare i letti, lavare le tazzine e farsi preparare la cena da loro, Lo gnocco in cantina – suspance di gnocchi nascosti al buio.

Sara. “Donnie” si toglie la giacca, arrotola le maniche della camicia, poi DELTOIDI, POI NON RICORDO, poi inizia con precisione certosina a dividere le cimette dei broccoli dai gambi, tagliandoli prima in due e poi in quattro. Il processo è così lento e meticoloso da farmi ritornare precipitosamente alle mie priorità e così penso AIUTO morirò di fame prima che la cena sia pronta. Infatti “Lo Gnocco in cucina” prevede soli piatti espressi: ma alle 23, quando non abbiamo ancora mangiato il primo, comincio a pensare con un certo struggimento all’idea che, magari, “Donnie” avrebbe potuto limitarsi ad aggiungere il suo tocco personale con uno zest di limone agli spaghetti alle vongole dei Quattro Salti in Padella.
Cristina. Arriva il primo: orecchiette con i broccoli. Buone e ben cotte. Poi via di nuovo in cucina con Donnie per assistere alla performance del secondo: insalata di zucchine crude condita con vinaigrette, addobbata con mozzarelline Vallelata (che consiglieremmo di togliere dal menù di gennaio). Per ultimo, un dessert tristanzuolo: pesche sciroppate con panna montata e amaretto sbriciolato. Non chiediamo il bis.

Sara. A differenza del suo menu, lui è inappuntabile. Di mestiere personal trainer, ha la rara grazia di sapere mettere a proprio agio l’interlocutore.
Cristina. Lo gnocco riordina la cucina, lo ami molto per questo. Porta via la spazzatura, lo ammiri. Lo saluti come fosse il tuo migliore amico perché in fondo quello è il suo lavoro e lo sa fare bene: intrattenere le donne che lo scelgono. Chiunque esse siano, qualunque film abbiano auto proiettato nelle loro menti forse un poco annoiate.

Sara. Sostiene che l’unico problema delle donne che chiedono la sua consulenza in palestra sia, magari, un po’ di ritenzione idrica, e che nessuna di loro abbia bisogno di niente di drastico, basterebbe curare un pochino l’alimentazione (io annuisco vigorosamente mentre mastico il ghiaccio rimasto sul fondo del mio Gin Tonic).

Cristina. Ultimo appunto, le donne in questione devono avere il portafoglio ampio: a seconda del menù scelto e del numero di partecipanti il costo del servizio si aggira tra le 90 e le 150 euro.
[Crediti | Link: Dissapore. Immagine di copertina: Lo Gnocco in cucina, immagini: Cristina Scateni]
Praticamente un gigolò che cucina… C’è anche la versione escort???
Amiche invidiose di cosa? Del fatto che, brutta come si ritrova sta Cecilia ( ma l’avete vista??), debba inventarsi un servizio di chef-modello a domicilio per farsi cucinare in casa da un bell’uomo? XD Canna del gas subito!
Perplessa alla prima segnalazione del servizio, sono contenta che abbiate fatto la prova. Poi qualcuno mi deve spiegare il senso dell’ operazione: tu affitti un bell’ uomo per postare su facebook le foto di lui bello come il sole in gembiule che spadella nella tua cucina (a proposito, bella la cappa e tutto il resto, complimenti), così le amiche rosicano? E se manco sa cucinare questo granché, non era meglio affittarsi qualcuno che lo sapesse fare? Insomma, non si mangia bene, non si tocca, a quei prezzi le adolescenti che posterebbero foto del genere e che avrebbero amiche devote che gliele laikano e cuoricinano non credo riescano con la paghetta. Mi sembra la versione ormonale dell’ animatore ai compleanni per bambini. Se mi dite che è questo, sono pacificata. Ma resto dubbiosa sul successo di un’ operazione commerciale che sarà“chiarissima (ti manda uno bell’ uomo a cucinare a casa tua, punto. Bello è bello, cucinare cucina, se poi non è questo delirio gustolfattivo, che sar`a mai, mica te l’ hanno mai promesso). Però se esiste, un target ci sarà.
tutti sti manzi manco dar macellaro.
E consola vedere che su Dissapore il sessismo è trasversale
poi se uno vi dice che forse sarebbe stato meglio vedere appitonate sul divano “L’amante” di Annaud ……
Che delusione. Nemmeno un ravanello in testa. Nemmeno una collanina di peperoni, una cavigliera di teste d’aglio.
“Bello come il sole”? Quanta fame avete? La dimostrazione definitiva che uomini e donne sono uguali.
beh, insomma colon. quelli brutti sono fatti in un altro modo.
detto questo a me piacciono un po’ più stropicciati però sulle qualità fisiche del giovanotto nulla da dire.
La mia era ovviamente gelosia visto che, nonostante sappia cucinare bene e lo abbia fatto spesso in passato per conquistare le ragazze, la maggior parte di queste dopo aver cenato con me andavo a prendere il digestivo da qualcuno come Donnie
Beh, sempre meglio che lavorare…. Tra l’altro, siccome immagino che l’agenzia trattenga una bella fetta, questi ragazzi a questi cachet non diventano certo ricchi.
L’unica domanda è un po’ la solita in questi casi: ma organizzare una cena tra amici in cui ognuno porta qualcosa, non è più divertente ?
Che cavolata assurda! Una dovrebbe pagare 150 euro per avere un ragazzotto che ciondola per la cucina preparando pesche sciroppate?
Quotissimo! E aggiungo che probabilmente sono strana io, ma “Donnie” non mi piace proprio… se poi se ne esce con un menu del genere, men che meno. Le pesche sciroppate, bleah.
E serve il primo alle undici. Io per quell’ora gli avrei già rosicchiato un deltoide, se mi avesse lasciato a stecchetto così….
calcolate che l’idea viene da una talmente brutta da fare concorrenza alla figlia di Fantozzi e capirete perchè le sia venuto in mente di pagare per avere un uomo in casa! XD ammappa che cozza!aaahahahhahhhhahah
Continuo a non capire che gusto ci sia a pagare profumatamente per avere un bel ragazzo in cucina che spignatta…
Ma almeno la padrona di casa voyeur si nasconde dietro alla porta della cucina chiusa e spia dalla serratura?
Guardare e non toccare…fantasticare…mangiucchiare pietanze scontate…boh.. a me sembra una idiozia
E poi, guardando le foto degli “gnocchi”, con quei serti assurdi di uva o rapanelli, con le collane di peeproncini, con le facce da “ragazzo della porta accanto da pubblicità di dentifrico”, con quei jeans che a malapena arrivano all’inguine da dove si intravede il segno bianco del costume dell’estate scorsa….
Ma dai…che tristezza……
“in vendita” sicuro. “cuochi” mi pare una parola grossa.
La prima cosa che mi viene in mente è……. MAPPAZZONE
Povero Donnie, a me sembra un bravo ragazzo e poi a parte le verdure fuori stagione chissene frega se non sa cucinare, se vuoi mangiare bene ti cucini da solo o vai al ristirante. Quello che mi chiedo è: i vari Donnie della situazione fanno gli straordinari oppure si attengono strettamente all’orario di lavoro?
Caspita, ma se l’antipasto era il caprino e il secondo un’insalata, dalle 20:30 alle 23 inoltrate cos’ha fatto?
Poi dice che la ‘ricetta salvacena’ non ha la sua utilità…
Io mi sentirei tremendamente in imbarazzo, è un “servizio” che non mi attira nemmeno un po’.
Ma poi per mangiare anche male! Almeno preparasse, che so, una mozzarella in carrozza con tutti i crismi o l’amatriciana più buona della mia vita!
Nah, zero.
Mitiche!
Ma alla fine mi e’ sembrato di capire che la cosa e’ un po’ una sola…
Chissà, Emidio?
Io non ho certezze, solo domande. Pe esempio
- Ma che succede se lo gnocco arriva in casa e NON si scattano foto, NON si chiarisce che si sta facendo un servizio giornalistico, NON si fa un’intervista, NON è presente l’ideatrice dell’iniziativa, NON si precisa 10 volte che è non è un servizio escort?
- Insomma, l’esperienza di una cliente vera e normale sarebbe la stessa?
- Chissà, magari tra padrona di casa e gnocco una qualche simpatia potrebbe scattare?
Sempre senza scambio di denaro, ovviamente
Concordo che va approfondito.
A questo punto, per puro spirito scientifico, ci sacrifichiamo io e te e chiamando un paio di signorine di quelle presenti in uno dei numerosi siti facciamo la prova. Poi mandiamo la nota spese a Bernardi… Massimo e’ chiaro che se vuoi essere dei nostri ordiniamo una pizza in piu’
o magari semplicemente lo gnocco dice:” non ti trombo stasera perchè sono in servizio, ripasso domani”!
Una bella donna ha molti gnocchi da scegliere in giro.Se vuol mangiare bene va da Cracco.
Magari questi gnocchi servono a qualche attempata con qualche desiderio non soddisfatto o qualche casalinga insoddisfatta.
Ah, la mitica casalinga insoddisfatta…..più che un topos letterario, quasi un animale mitologico
eh, ma ci sono pure quelle che non sono belle…. che fai, discrimini?
se sei brutta come l’ideatrice ( cecilia) credo che sia l’unico modo per averne in casa uno XD
…ma qui tutti pensate che ogni essere umano sulla faccia della Terra sia etero, vero?
1) avete la prova inconfutabile che Donnie (come gli altri gnocchi) sia etero?
2) avete la prova inconfutabile che il servizio a domicilio “manzo in cucina” interessi solo a donne etero?
3) donne etero, perché pensate che OGNI uomo (soprattutto se manzo) sia etero?
Del resto a me non interessa più di tanto. Lo gnocco in cucina è il mio fidanzato. E non devo pagarlo.
Beata te. Il mio non sa fare nemmeno un uovo sodo.
Ehm ehm Ilona credo che Mickey, come dire….
Qui c’era un commento che andava eliminato prima, e che -- colpevolmente -- stiamo togliendo solo ora. La redazione era distratta e ce ne scusiamo. S.P.
Credo che tale termine costituisca reato. Lo dice la cassazione, non io, sia chiaro.
Siamo scesi molto di tono.Ma molto molto.Io non caposco la redazione che censura,magari,interventi poco allineati e poi lascia passare questi.
Vorrei una spiegazione
Se ti riferisci a me, io al contrario ho fatto notare che tale parola usata costituisce reato.
Per il resto ho fatto solo pacatamente notare che l’uso del femminile, molto probabilmente, era errato se riferito ad una persona che si chiama Mickey.
Nel meraviglioso mondo della rete si trova anche molto molto molto di peggio. Tanta gente non capisce che anche solo un banale commento ad un post è parola scritta e “scripta manent”. Poi, detto questo, che la soluzione sia la censura, avrei qualche dubbio a condividerlo.
Ho conosciuto un cuoco a domicilio a un corso di cucina fatto recentemente a milano (era l’insegnante). Il ragazzo(uomo) -- oltra a cucinare molto bene -- era anche bello da vedere. Forse non uno “gnocco”, ma si difendeva bene, e soprattutto la competenza in cucina lo faceva sembrare anche meglio (come le donne che quando ballano, alcune -- non io -- sembrano piu belle di quello che sono).
Ecco, dovessi scegliere, e considerati i costi, prenderei lui per farmi preparare la cena, almeno mangio anche bene.
Ma mangiate in buoni ristoranti, poi per il resto andate in Giamaica, a ognuno il suo compito, io da uomo farei così (ovviamente sostiturei Giamaica con altre località più adatte ai miei gusti)
E’ esattamente quello che penso anch’io, da donna. Non riesco a capire l’utilità del servizio. Se ho voglia di mangiar bene, vado in un buon ristorante. Se ho voglia di passare una serata adulta in posizione orizzontale e proprio non riesco a beccare un bel pezzo di manzo, vedo di pagarlo per far quello. Ma pagarne uno per vederlo “cucinare” e poi ciao, me ne vado…boh!? Mi sembra più triste ancora…mangi male e poi a bocca asciutta. La nuova frontiera del sadomasochismo
condivido. Non ha senso, se non il senso di una donna frustrata.
è bello vedere che i post che non esaltano o elogiano, ma nemmeno offendono, i redattori, vengono eliminati. Bravi!
Di nuovo: si commenta l’oggetto del post, anche criticamente. Non si insulta chi l’ha scritto. L’abbiamo detto tante volte, lo ripetiamo.