di
Rossella Bragagnolo | sab 02 mar 2013 ore 17:40
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Diario di una ricetta: pancakes
Nonostante il senso di colpa di quella che la sera prima ha ripassato scrupolosamente le cose da fare di buon’ora, mando al diavolo la sveglia che suona fastidiosa. Buongiorno sabato! Siccome sono una ragazza in gamba, dopo assonnate trattative con me stessa, decido di mantenere almeno uno tra i seguenti buoni propositi, indovinate quale:
– sessione frugale di addominali
– corsetta
– piscina
– colazione a base di pancakes che si allunga fino al pranzo e diventa brunch,
Esatto, l’ultimo.
Ecco cosa serve:
– 2 tazze di farina: la cup è l’unità di misura delle ricette anglosassoni. Corrisponde a 250 ml che, nel caso della farina, equivalgono a circa 280 gr.
– 2 cucch. di zucchero (30 gr.).
– 1 cucch.no di lievito per dolci. Io uso un mix di cremor tartaro e bicarbonato.
– 1 pizzico di sale.
– 2 tazze di buttermilk: ottengo la mia versione mescolando due tazze di latte (450 gr) con un cucchiaio di succo di limone, lasciando che si rapprenda per un po’.
– 3 cucch. di burro fuso fatto raffreddare (50 gr).
– 1 uovo grande.
– sciroppo d’acero per completare. Anche miele di castagno se non lo trovate.

Ore 10.45: carico la moka e faccio il caffè: con la ricetta non c’entra nulla, ma è operazione indispensabile per superare l’indecisione e lo struggimento femminile (leggi: mettere in circolo i neuroni).
Ore 10.50: prendo due ciotole, nella prima mescolo tutti gli ingredienti secchi, nell’altra verso il latte addizionato con il limone, l’uovo, il burro fuso e inizio a sbattere con una frusta a mano.
Ore 10.57: verso gli ingredienti secchi nel latte gradualmente e sempre girando con la frusta, finché ottengo una pastella liscia come il velluto e profumata di latte e burro.
Ore 11.06: i neuroni sono ufficialmente usciti dal letargo. Con un pezzetto di burro ungo leggermente il fondo della padella e quando sfrigola ci verso dentro il primo mestolo di pastella. La vedo dorarsi e lievitare. Dopo due minuti la giro, ancora un minuto e mezzo e il primo pancake è pronto.

Ore 11.10: proseguo fino ad esaurire la pastella. Al terzo pancake, con rapido movimento del polso, azzardo il salto della frittella, la sua riuscita fa di me la donna bionica. Il mio motto è: il salto del pancake non te lo regala nessuno, vattelo a prendere insieme all’autostima.
0re 11.33: con queste dosi sono venuti 8 grossi pancakes che ho impilato in un piatto e irrorato abbondantemente con sciroppo d’acero.
Stretching, corsa e piscina possono attendere, i pancakes no: vanno mangiati subito, ancora caldi e soffici. Non di soli addominali a tartaruga vive la donna bionica.
Il conto della spesa:
– 280 gr di farina 00: 36 cent.
– 30 gr di zucchero: 3 cent.
– Mezzo litro di latte fresco intero: 50 cent.
– 50 gr di burro: 45 cent.
– 1 uovo: 35 cent.
Totale per 8 pancakes: 1,69 euro.
Va aggiunto il costo dello sciroppo d’acero: una boccetta da 250 ml può variare da 8 a 17 euro, a seconda del tipo, della marca, del negozio.
Avete mai preparato i pancakes? Mai capitato di iniziare il weekend con un brunch fatto da voi?
[Crediti | Immagini: Marco Banderne]
Ho mangiato i pancakes dove dovrebbero essere mangiati, negli USA… Ho provato ad assumerli con lo sciroppo d’acero, ma non ci riesco… Non mi piace per nulla…
Ti ringrazio della ricetta perchè li trovo molto buoni (senza sciroppo)… Li proverò col miele…
L’unica differenza è che separo i tuorli dagli albumi e questi ultimi li monto a neve ( a volte sostituisco una parte di farina con amido di mais).
Ma quanto buoni sono con lo sciroppo d’acero?
Ma quante ore di corsa bisogna fare dopo?
Un saluto e buon brunch!
incredibile da alcuni giorni pensavo di dover venire su dissapore per trovare una ricetta per i pancakes ed ecco che i feed mi ricordano che la vita alle volte ti sorride
Ho riprodotto una versione che ho visto in Man vs Food con i mirtilli affogati nell’impasto: notevole!
La prima volta li mangiai in campeggio a Durango (Colorado). La prima mattina, guidati dal profumo, trovammo la capanna dove una signora li preparava per gli ospiti, con burro e abbondante sciroppo d’acero. Mi sembrava di essere nel cartoon di Paperino e mi aspettavo di vedere il puma che, come noi, arrivava naso all’aria seguendo il profumo. A casa ogni tanto li facciamo, alla domenica, buonissimi, ma quelli di Durango erano eccezionali.
Grazie Rossella per la ricetta! Vivendo negli Stati Uniti diversi anni, ho imparato un paio di cose sui pancakes che mi piacerebbe condividere. Tralascio varianti e aggiunte, ma ho due trucchi, per cosi’ dire. Primo: un modo per capire quando e’ arrivato il momento di girarle e’ la formazione di bollicine sulla parte superiore, segnale di cottura e di lievitazione avvenuta; secondo: la padella dovrebbe essere in ghisa o ferro fuso (e’ tutta un’altra storia!), meglio ancora se e’ una piastra, cosi’ bastera pochissimo burro, o olio vegetale, solo una leggera spennellata (un altro accorgimento che fa la differenza). Questi suggerimenti “tecnici” sono il frutto dei miei anni di preparazione di pancakes, haha. Grazie ancora e viva i pancakes!
un po’ piatti come pancakes, dovrebbero essere più gonfi.
Adoro i pancakes ma li faccio con latte normale. Li abbiamo scoperti in crociera, ed ogni tanto li preparo. Li faccio con i miei figli. La ragazza prepara il tavolo della colazione ed il maschio mi aiuta a cucinare. Mio marito, invece, li detesta. Noi li mettiamo in un piatto e , intorno, mettiamo :un po’ di nutella, un po’ di miele biologico, un po’ marmellata fatta in casa….ed è festa….
belli pallidi come pancakes e decisamente bassi, se volevi fare una bella figura non ci sei riuscita.
…perchè non hai visto i miei la prima volta che li ho fatti (una cartolina in confronto aveva l’altezza delle focacce di Padoan).
Comunque quelli delle prime due foto in alto a me sembrano tutto fuorchè pallidi e bassi.
E non si tratta di voler fare bella figura quanto, più semplicemente, voler condividere una ricetta e scambiare qualche dritta per imparare o migliorare.
A me piace ed è utile!
Macchetelodicoaffà, cara mafi
le prime 2 foto sono prese dalla rete…il risultato della provetta cuoca credo sia solo l’ultima foto. In effetti son ben brutti.
‘mazza che acidi…
Io al mattino sono troppo in coma per cucinare e anche per mangiare tanto.
beh dai, le 10:45 mi pare un’ora ragionevole per essere svegli
Io mischio un po’ di ricotta all’impasto. A me piacciono assà con lo sciroppo d’acero. Col miele, proverò.
Sciroppo d’acero tutta la vita… insieme al brunch, all’indecisione e allo struggimento femminile!
I pancakes, prima di essere affogati nel maple syrup, vanno cosparsi con moderazione di burro. That’s the real American way.
ma perchè ho l’impressione che da qualche volta a questa parte ogni scritto e prova di rossella venga stroncato solo perchè suo? e si vada a cercare il pelo nell’uovo (a proposito io metto due tuorli e due albumi a neve)?
in fondo alcuni sono esperimenti e prove. mai sperimentato niente voi? nati imparati tutti?
Siamo in due, sia per gli albumi a neve sia per l’impressione
(dimenticavo, io metto lievito e una punta di bicarbonato, per capire quando girarli è perfetto come ha detto William. Me lo insegnò mamma dopo il mio ennesimo stuoia-pancake).
Una domanda: mettete gli albumi a neve e poi fate riposare l’impasto (tipo tutta la notte) o lo usate subito?
Io -pratica e spiccia- faccio la pastella, metto gli albumi montati per ultimi e vado direttamente in padella.
Mia madre -saggia e paziente- prepara la pastella, lascia riposare un venti minuti (lo fa sempre, con tutte le pastelle, per frittura, crespelle, blinis), aggiunge gli albumi montati e via di padella.
Un saluto:)
no no, si fanno i pancakes perchè si ha fame subito!
Approvo quest’approccio voglia di-cucino-mangio. E grazie per il consiglio degli albumi montati