Esclusiva: sappiamo tutto del nuovo Cracco low cost

Tutto. BOOM! Ieri La Stampa aveva rilanciato la notizia: “Nel 2014 vorrei aprire un ristorante slegato da impegni di stelle e giudizi critici, dove si stia semplicemente bene, con più verità e legame con la vita di ogni giorno”. Non era una novità assoluta, noi stessi lo avevamo anticipato tempo fa. Aveva detto Cracco: “Aprirò un ristorante low cost. Piatti basic ma realizzati con ingredienti di qualità altissima. Anche solo una caprese. Ma che il pomodoro sia fantastico e la mozzarella pure”.

Che si trattasse di togliere per sempre le illusioni a chi era felice di cullarle, o di godere insieme per la possibilità di un Cracco low cost, dovevamo saperne di più.

Missione compiuta.

D. | Partiamo dal luogo. Si resta a Milano?
C.C. | Sì, stiamo ristrutturando un’ex fabbrica sui Navigli. Non avrei mai pensato di fare una cosa simile, ma mi sono innamorato subito del posto: un vecchio edificio industriale, un ambiente stupendo. E’ partito tutto da lì.

D. | Come sarà organizzato questo ambiente stupendo?
C.C. | Una grande sala ospiterà un tavolone unico, per una sessantina di persone circa, a parte ci sarà una zona bar.

D. | Più locale che ristorante, dunque.
C.C. | Sì, diciamo così. I calciatori, gli attori, tutti aprono un locale, perché non dovrei farlo io? Ho sempre inteso la cucina come un divertimento, stavolta mi voglio proprio divertire. Vorrei creare la mia linea prêt-à-porter, come gli stilisti. Anche definirlo bistrot gastronomico sarebbe riduttivo: di sicuro non è un ristorante nel senso classico, dove si va per vivere la cucina come un rituale.

D. | Per essere concreti, cosa si mangerà?
C.C. | Faremo una cosa moderna, diversa da tutto il resto. Un posto così in Italia non esiste ancora, al massimo ho visto qualcosa di simile a New York. Non ci sarà una linea di cucina precisa: seguiremo il mercato, i giorni, l’ispirazione del momento senza essere costretti dal menù. Poche proposte e prezzi inevitabilmente più contenuti: massimo 40 euro, diciamo. Una cucina meno cerebrale, con molti spunti, una mentalità giovane e fresca. Molto giovane anche la squadra, ovunque, nel bar, in cucina e in sala.

D. | Sarà aperto solo la sera?
C. C. | Sì. Vorrei un luogo dove non si va solo per mangiare o bere, ma che si possa vivere completamente, rilassato e coinvolgente. Un modo diverso di stare a tavola, una versione finalmente accettabile del low cost, anzi, bella e di qualità.

D. | Ci sarà musica dal vivo?
C. C. | Ogni parte deve essere autonoma e fondersi con le altre: il bar, la cucina il locale. Dev’essere tutto equilibrato, la musica sarà un ulteriore elemento di completezza.

(Qui non riesco a trattenermi: ma Joe Bastianich e i Blue Note and the Ramps verranno a suonare? Mi risponde che non se ne occupa lui, ma no, non è quello il genere di musica live a cui stanno pensando).

D. | Per finire, quando è prevista l’apertura?
C.C. | Sicuramente entro 2014. Non ho ancora una data precisa, però.

[Crediti | Link: LA Stampa, Dissapore. Immagine: Bruno Cordioli]

Giorgia Cannarella

30 ottobre 2013

commenti (18)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Ps. Il gruppo si chiama The Ramps, il Blue Note è dove hanno recentemente suonato 🙂

    1. pero’ “gourmet”, Massimo. una paninoteca gourmet, sebbene low cost. Noblesse oblige!
      D’altro canto lo dice Lui Se Medesimo: ” Poche proposte e prezzi inevitabilmente più contenuti: massimo 40 euro,…” Esattamente una paninoteca gourmet low cost per féscion pipol!

  2. Potrebbe trattarsi di seguire l’ onda, che può essere in fase di riflusso per ristoranti di alta gamma.
    Quella del tavolone unico può essere una buona o pessima idea, dipende dai vicini…

  3. lowcost 40 euro? per me lowcost è una focaccia con le cipolle dal fornaio a 2 euro

    1. Quoto, 40€ cominciano ad essere tantini…

    2. Sono lieto che tu sia più ricco di noi…

  4. eh… infatti, io ora non mi azzarderei nemmeno più a definire low cost un pranzo con due panzerotti da Luini..

  5. beh ma il pomodoro e la mozzarella saranno fantastiche …eh per 40 euro facessero pure schifo.

    Sarà il solito “vorrei ma non posso” con cibo povero a prezzi griffati e buon per Cracco sarà un successo almeno per un po’.

  6. Cracco potrà anche ripetere fino alla nausea di aver sempre inteso la cucina come divertimento e di esser stato fulminato sulla via dell’ex fabbrica sui Navigli.
    Ma a me nessuno toglie dalla testa che, fino a due-tre anni fa, l’idea di un locale pseudo low cost non gli sarebbe mai balenata.
    Secondo me è la crisi che spinge l’offerta verso certe direzioni, non il desiderio di un “divertissement slegato da impegni di stelle e giudizi critici”.

    1. Sopravvive chi si adatta, l’evoluzione và così.

  7. Due anni fa sono stato a Lione ed ho mangiato in un bistrot di Paul Bocuse: locale bello, luogo splendido, servizio buono, cucina molto buona, prezzo – considerato il “marchio” – ragionevole. In somma, ne è valsa la pena; non ho cenato chez Bocuse a Collonges ma in un posto che, considerati locale-servizio-cucina, valeva la pena. Sono rimasto soddisfatto e lo ricordo con piacere.
    Certo, Cracco non è Bocuse.

    1. Quale punto cardinale?
      E’ che le brasserie (io ho provato quella “du Nord” – tradizionalissima) e pure il fast food (Ouest Express) di Bocuse ci sono da un sacco di anni, quindi è al di sopra di ogni sospetto!

    2. Brasserie l’Ouest, sulle rive della Saone.
      Ciao
      Mario

  8. D’accordo con Riccardo,adesso che di gente che paga 70 euro per 60gr. di maialino ne è rimasta poca, i grandi ristoranti son stati tutti fulminati sulla via della…..

  9. Comunque puntualizzerei che a me tutto sommato non dispiace che arrivi anche in Italia questo trend.
    Che sia per la crisi, perché è una moda altrove e in Italia si arriva in ritardo come al solito o perché gli chef trovano più interessante e divertente andare in questa direzione…a me non importa poi tanto.
    Se si abbassassero davvero i prezzi apprezzerei. Certo che se è vero che la Tares e/o chissà quale altra genialata per i locali sarà una mazzata…mi sa che cambieranno idea! 🙁

    1. Ma poi, in cucina ci sarà lui o magari…Contessino? 😉

«
Privacy Policy