agosto

Se avessi tempo: 18 cose che farei in vacanza (cola anche tu le alici in estate)

estate, vacanze, cosa fare in cucina

Quest’estate c’è un inizio di movimento tipo “se avessi tempo”a tema food, con le vacanze alle porte tutti i fissati di cibo compilano liste delle cose che farebbero in agosto se avessero tempo. Qualcuno prima o poi ci scriverà un Manuale di autodifesa. Dentro c’è di tutto, dai velleitari modaioli a quelli che mangiare è un’estetica no di più una religione sociale, la borghesia milanese con figli biondi e nanny adeguate, uomini molto intelligenti con le loro fragilità.

Il gioco è divertente e chi siamo in fondo noi per sfuggirgli? Allora schiodiamoci dai blog, dalle letture a tema gastronomico e buttiamoci sul campo di battaglia, in cucina.

Indecisa tra le moltissime lacune da colmare ho pensato a poche ma definitive cose che potrei fare nelle tre settimane di ferie ad agosto (infilando quà e là le 5 parole chiave consuete, così che non vi sentiate smarriti). Quindi, da gastrofanatica, se avessi molto tempo a disposizione farei:

1. La colatura di alici per poi puzzare indiscutibilmente di pesce per tutto il resto delle ferie.

2. Il maialino sotto terra cotto alla brace, scavando in giardino la buca.

3. Il gelato in casa, con successiva gita da Grom per improvvisare un blind test con i presenti.

4. Rivendermi come lievito madre sitter e panificare per ammazzare il tempo.

5. La pizza col metodo Bonci o uno stage intensivo da Pizzarium per sentirmi dire finalmente “un pezzo di tutte, grazie”.

6. Coltivare fiori eduli (e farne grandi bouquet da esporre in sala).

7. La panna da portarmi dietro quando vado in gelateria, caso mai me la volessero far pagare.

8. L’aceto, la birra, lo yogurt.

9. Costruire un forno a legna e uno solare.

10. Fare 100 bottiglie di passata di pomodoro.

11. Trasformare la camera degli ospiti in dispensa per conservare la birra, l’aceto, il gelato, il pomodoro e riporre il forno a legna. Quello solare lo terrò in balcone.

12. Cucinare il ragù con la ricetta di mia nonna e nell’attesa stendere a mano le tagliatelle.

13. Cucinare le uova in 10 modi diversi. (Non ho scritto le uova di Parisi).

14. Non fare la spesa per 2 settimane e vedere cosa riesco a preparare con quello che c’è in dispensa.

15. Raccogliere more e gelsi, mangiarne 2/3. Con le restanti fare delle confetture.

16. Le chips a sfoglia, provando tutte le varietà di patate possibili.

17. Programmare 10 tour per sopravvivere all’inverno.

18. Rendermi disponibile per la vendemmia. L’autunno è dietro l’angolo dopo tutto.

A voi adesso. I vostri desiderata, sogni, aspirazioni, impellenti bisogni. Qual è la vostra lista dei “se avessi tempo” a tema food?

[Crediti | Immagine: Panorama]

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40 commenti a Se avessi tempo: 18 cose che farei in vacanza (cola anche tu le alici in estate)

  1. Punti 10 e 18 già fatti in passato. Per il resto preferisco stare in totale relax, e magari far visita a qualche buon ristorante in giro per la Penisola. Il 20 luglio, ad esempio, credo che andrò a cena “al fornello da Ricci” di Ceglie Messapica.
    Buone vacanze a tutti!

  2. consiglierei a chiunque di fare una capatina a Londra per il “Great British beer festival”.. certo sto anno con le Olimpiadi sarà un pò affollatino, con prezzi esorbitanti. Ma la varia umanità che si vede lì, la qualità delle birre inglesi, insomma è una cosa da fare nella vita.

  3. fa troppo caldo. se avessi la gelatiera al massimo farei il gelato.
    per il resto fornelli spenti e tanti piatti freddi aiutano a vivere meglio le ferie estive :-) l’estate è il periodo dell’anno in cui mi dedico meno alla cucina

  4. tutte cose belle, il gelato grazie alla Simac lo faccio spesso e non serve tanto tempo, una cosa che mi piace moltissimo, ma serve tanto tempo e bravura sono i croissant, con la ricetta VERA, ma serve davvero tanto tempo (almeno 3 pieghe) e durano solo un giorno

  5. in agosto ho solo una settimana di ferie, quella del 15, obbligatoria -- e piuttosto che unirmi alla Marcia della Pace verso il mare farei qualsiasi cosa.
    Nello specifico io da anni preparo in quella settimana i regali di Natale*.

    Vengo piuttosto derisa -- va detto -- però quando poi vado in ferie a settembre spendendo la metà e, soprattutto, quando a dicembre non metto piede in un negozio nemmeno per ischerzo quella che se la ride sono io -- segue risata satanica.
    *quest’anno sono previsti 4 tipi di marmellate/gelatine, una salsa tipo giardiniera, verdure grigliate e 3 tipi di pesto per pasta

  6. Con questo caldo non amo cucinare.
    E poi l’anno è inziato male fra mamma con alzheimer peggiorata, suoceri peggiorati anche loro.
    A volte ho pensato di scappare…arrivi ad un punto che non ce la fai più e lo Stato non ti aiuta più di tanto. (Scusate l’O.T.)
    Quello che vorrei è essere coccolata gastronomicamemte.
    Rilassarmi su un lettino in un bel posto di mare o a bordo di una piscina e gustare colazioni salutari, insalate leggere pranzo, e cene a base di pesce o pasta preparata in casa. E accompagnate da champagne ghiacciato.
    Un sogno…

  7. 1. Ammanettare tutti i gelatai di Roma che ti fanno pagare la panna
    2. Preparare la parmigiana per invitare a cena amici che potrebbero svenire dallo sforzo digestivo e sentirgli dire “Oddio certo che però d’estate un po’ pesa…” e scorgere quella soddisfazione che fa abbassare la palpebra e passare subito al caffè, minacciare tutti con la bottiglia del limoncello vuota… ancòra di salvezza per chi crede che faccia digerire. Predisporre il secondo caffè. Partire per la Sicilia (bedda!)
    3. Mangiare il mio gelato preferito a Ispica, le arancine, le pizzette, le sfoglie….
    4. fare il briefing da Enzo, pesce take away (!), stabilire un’alternanza plausibile con le scacce
    4. Ordinare la cozze in pescheria a Pozzallo, mangiarle con due spaghetti tanto per fare numero
    5. Menu a la carte alla Sirenetta, tutto questo per ordinare la ricottina fritta: io odio la ricotta ma quella fritta mi fa sognare… e anche sperare.
    6. Scalare i monti Iblei per scoprire che l’apparizione di Ragusa Ibla sarà solo l’avamposto di una serata indimenticabile, Ciccio Sultano a parte.
    7. Mangiare le ali di pollo fritte da Mamma, insuperabili.
    8. Commissionarle per la domenica successiva (mi do tregua) il suo piatto forte: Non lo saprete mai!
    9. No niente cannoli di ricotta, solo al Cioccolato, da Saverio.
    10. Fare colazione granita e panino, si panino avete capito bene, è una tradizione.

  8. Punto 3, il gelato fatto in casa: è molto più semplice e rapido di quello che sembra. Basta mescolare pochi ingredienti di base (panna, latte, zucchero più quello che si vuole aggiungere per i vari gusti, tipo cioccolata o frutta), cuocere a bagnomaria, mettere nella gelatiera -- reperibile nei negozi di casalinghi -, accendere et voilà, fa tutto la gelatiera.

  9. Nelle ferie d’agosto (nei giorni in cui non sarò in giro per l’Italia e non a mangiare e ingrassare) vorrei:
    - preparare la confettura per tutte le crostate da fare durante l’inverno
    - preparare il pesto alla genovese per tutta la stagione successiva
    - preparare la salsa di pomodoro a seconda di quanti pomodori mi regaleranno
    - aspetterò che mi regalino i primi funghi della stagione per festeggiare il mio compleanno degnamente
    - andare in valle d’aosta a farmi coccolare da una cugina di mio padre nota per avere amici che cucinano a iosa e deliziosamente e offrono anche a noi le loro prelibatezze
    - bere prosecco ghiacciato semi sdraiata all’ombra nel mio poggiolo
    - recuperare l’abitudine dell’ottimo pane fatto in casa (e che non basta mai)
    - improvvisare mille ricette di zuppe di stagione, visto il caldo da mangiare a temperatura ambiente nelle belle serate estive
    - provare almeno 2-3 nuovo piatto durante le mie vacanze
    - scegliere con attenzione il ristorante dove festeggiare il mio compleanno e con la scusa fare altre 2-3 cene di festeggiamento in giro
    - sottrarmi alla grigliata di ferragosto per un lussuoso pasto a 2 in casa a base di pesce seguito da dormita epica per riprendermi dalla stanchezza della lunga stagione lavorativa

    Se sopravvivo ai miei ambiziosi programmi ci risentiamo a settembre :-)

  10. Vediamo in ordine:
    #2, preferisco il vecchio sistema. Vacanze a settembre, in Ogliastra, e pastore che provvede. ci va accanto anche il pecorino vero (che quello “di Gavoi” lo lascio A VOI)
    #5 quando sono in montagna (dolomiti) tra temperature che lo permettono e l’acqua del posto, faccio pane e pizze che le marmotte stazionano sotto la terrazza aspettando un pezzettino
    #8 Aceto e birra sono in cantina. ma sulla birra, smetto a maggio, perche’ le temeprature sopra i 24° non permettono un risultao ottimale. La scorta e’ sufficiente fino a ottobre, quando si ricomincia (prox birra: Canadian Lager)
    #10 in casa eravamo in 8 (6 fratelli). Per SOLO 100 bottiglie di conserva manco ci mettavamo al lavoro.
    #12 attivita’ del sabato. se in estate c’e’ un sabato vuoto, si fa senza problemi

    Aggiungo: la piadina, quando non hai voglia di accendere il forno per il pane. La confettura di albicocche tipo Lethona all’inizio dell’estate. La cotognata alla fine dell’estate. LA calamarata di pesce, approfittando di quanto e’ disponibile dal pescatore con punto vendita in centro. La birra dalla cantina, sulla poltrona al fresco della sera, mentre dal forno si diffonde il profumo della pizza e le marmotte sotto la terrazza aspettano le loro briciole…

  11. Le uova di Parisi non sono state citate, ma Boncio e Grommo sempre, come al solito d’altronde. La marchettona si ingigantisce sempre di più. Meno male che nessuno dei partecipanti ne parla, l’unico sono io, e in modo contrario a chi li cita. Basta, non li nominate più, andate a fare la spesa.
    Il resto è gastrosimpatia, complimenti.

      • Ma infatti! Sembra che allorino stia nascosto dietro il cespuglio pronto a saltare fuori non appena si nominano quei due. Piuttosto farei notare ai redattori -- probabilmente quasi tutti romani -- che sta diventando un po’ noioso parlare sempre e solo di ristoratori romani e di quello che succede a roma. Giuro, senza sottintendere nulla più di quello che ho scritto.

  12. Dei punti elencati ho solo il 12 e manco intero (stendere le tagliatelle a mano).
    Se avessi tempo, e facesse meno caldo, oltre alla pasta sfoglia (ci devo riuscire prima o poi!) mi dedicherei a quei piatti che mio padre mi bocciava regolarmente, ossia: tutto.

    • Perdona Mafi: ma parlando di casa (e non di laboratorio di pasticceria), la pasta sfoglia la mettiamo insieme alla birra, se vuoi ascoltare un consiglio. La mettiamo nel “ne parliamo dopo ottobre”. Non e’ per smontare la buona volonta’, ma proprio necessita, a mio parere, di condizioni meteo differenti.
      Quando ci provai la prima volta, era inverno, e fui convinto da un malleolo fratturato, che ci bloccava in casa, al IV piano senza ascensore. Che si fa? si prepara da mangiare e si mangia, ovviamente. e pensai che era abbastanza fresco per provare una preparazione che ha nella bassa temperatura di lavoro un elemento chiave
      LA cosa merita, merita davvero. come le brioches, per dire. Ma non e’ tra le 18 cose da mettere in conto durante l’estate :)
      Quando la farai, tra ottobre e marzo, ti farai sicuramente i complimenti davanti allo specchio, garantito. Oggi proprio no, assaggia piuttosto una birra, di quelle in fresco, preparate prima che arrivasse il caldo! :)

      • Caspita, la prima volta che hai provato ti è venuta? Hai la mia stima, ho una vera e propria venerazione per chi riesce a farla in casa. I miei (2) tentativi sono falliti miseramente, burro che fuoriusciva da ogni pertugio.
        Comunque hai perfettamente ragione e accetto il consiglio, anche se con questo caldo dubito che mi sarei ri-cimentata. Mi dedicherò al resto (ossia: tutto) ;-)

  13. Io d’estate non ci sono per nessuno…. vivo in un paesino dell’appennino ligure con la nuvola di Fantozzi sempre appesa e l’estate dura poco ( qui abbiamo sentito giusto Scipione, Caronte e Minosse sono girati al largo). Quel poco di bel tempo che c’è mi trasferisco in giardino,a curare e godere delle mie piante. Basta Bonci, Parodi e cucinieri vari…..rimango giusto con Dissapore:-D:-D:-D:-D:-D

  14. Io non ho le ferie, visto che non ho un lavoro…
    Quindi il tempo non mi manca, se uno di voi indaffarati mi fa da finanziatore prometto di fare tutte le 18 cose della lista.
    (Non è vero, da buon italiano prendo i soldi e scappo… al mare! :-) )

    • Giusto Jade, osservazione corretta.
      Vendemmia italica: dopo mezz’ora sei ricoperto di uno strato zuccherino appiccicoso, e preda di tute le vespe e moscerini del circondario “ehi raga, qui il dolce e’ condito al sangue, venite!!!”
      Vendemmia francese (zona Lione, in gioventu’ feci anch’essa): viti tenute alte come l’anca, quindi raccolta in ginocchio come si faceva per i pomodori. Dopo mezz’ora la tua schiena non c’e’ piu’, e le ginocchia protestano come dopo un’entrata su Balotelli.
      Capita l’antifona, al secondo giorno mi offrii volontario come “porteur”, colui che con la gerla in spalla passa a svuotare i cestini dei raccoglitori con la schiena spezzata sulle viti basse… Un’altra vita, e non ero nemmeno sporco zuccherino. E mi feci due spalle cosi’, che da allora la taglia della giacca fu una o due misure sopra quella dei pantaloni :)

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