settembre poi verrà

Pensieri gastroconsolatori per la fine delle vacanze

infradito, ciabatte, l'estate sta finendo

Sono una donna adulta.  E poi amo la mia città, Milano, e quando sono via mi mancano gli amici. E sono una privilegiata, perché mi piace il mio lavoro. Eppure, per me la fine delle vacanze non è diventata più semplice da quando, tornando in città da bambina, scoppiavo puntualmente in lacrime dopo aver lasciato la casa della nonna nella campagna emiliana, dove trascorrevo l’ultima parte dell’estate. A quel punto mia madre frugava in valigia, ne estraeva un dolcetto e me lo porgeva dicendo con tenerezza: “Oh, tesoro, non essere triste. Mangia questo”.

Funzionava.

E allora ci ho provato di nuovo. Ecco qui una lista dei miei pensieri consolatori per la fine delle vacanze: cose belle ovvero buone da aspettare nei prossimi mesi. Sentitevi liberi di fare delle aggiunte.

  • Invitare a cena gli amici, nel menu i souvenir gastronomici delle vacanze: domani è il mio compleanno, ovvero il mio giorno preferito (sono 25 da alcuni anni, e sì, certo che ce l’ho una wishlist su Amazon, che pensiero gentile!). Lo trascorrerò come sempre invitando gli amici a cena. L’anno scorso sono tornata dalla Francia portando magnum di Champagne e ostriche in quantità. Anche quest’anno torno da lì, ma reco boccioni da 3 litri di rosé sfuso della Loira e cipolle rosa di Roscoff, in Bretagna. Ehi, c’è la crisi!
  • Controllare cosa c’è di nuovo in città: mentre noi siamo in vacanza, i montatori di video viral con le luci stroboscopiche che espongono al rischio di attacchi epilettici lavorano instancabili. Guardate qui: il 17 settembre aprirà Pisacco, ovvero il ristorante/bar in cui ha messo lo zampino anche Andrea Berton, ex Trussardi alla Scala. Voglio essere la prima ad andarci, ho già pronto il mio responso: “Ho mangiato alcune cose molto buone e altre così così, ma del resto hanno appena aperto, è evidente che hanno bisogno di rodaggio” (che – vi rivelo un segreto – è l’unica recensione approvata dalla comunità dei giornalisti/blogger in caso di nuova apertura. La parte complicata è che ci devi comunque andare subito).
  • Immaginare un’altra piccola fuga golosa: Ho già puntato gli occhi su un weekend a Bruxelles per la Cotta Pubblica di Cantillon, birrificio culto che prima era indie ma – cattive notizie – se ci sono arrivata anche io vuol dire che è diventato mainstream.
  • Aspettare l’autunno e i primi freddi: in autunno si mangiano alcune delle cose più buone di tutto l’anno: le castagne, le zucche, i funghi e – quando è avvicinabile – il tartufo. Finalmente si può tornare a vegliare sul risotto, di fianco al tepore dei fornelli.

E, mentre si cucina, aprire una bella bottiglia di vino rosso, come lo Gevrey-Chambertin che ho acquistato con il budget destinato al mio champagne di compleanno. Scusate, amici.

[ Crediti | Immagine: Panorama]

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30 commenti a Pensieri gastroconsolatori per la fine delle vacanze

  1. Aggiunte personali:
    1. tornare a mangiare qualcosa di cucinato (il crudismo a cui mi obbliga la mia torrida casa mi ha un po’ stufato)
    2. rimettere in funzione il forno, che al momento funge solo da ripostiglio per le padelle
    3. collegato al punto precedente, resuscitare la pasta madre dalla sua cella criogenica (aka freezer di casa)
    4. uno dei motivi per cui vale la pena vivere: la zucca
    5. ricominciare a bere tè, e avere la scusa per un viaggetto in UK perché l’ho finito

  2. io sto facendo adesso le mie vacanze, ma non vado da nessuna parte, e quindi il mio pensiero va all’anno prossimo quando partirò per qualche meta stramba, e intanto studio.

    forse sarà ot ma il mio consiglio al ritorno delle vacanze è sempre lo stesso, iniziare a studiare i posti e i vini che si vogliono bere, l’anno prossimo

  3. Riuscire, sono fortunato piu’ della Porro, lo so, a ritagliarsi una coda extra, in coda alla coda delle vacanze.
    Ecco che quest’anno ho messo insieme una crew niente male, e la seconda di settembre sara’ in Sardegna, con la solita struttura: posto sul mare, sulla spiaggia (FERMI! e continuate a leggere) come base e comodo letto, poi esclusivamente mete a piu’ di 10 km dalla costa. Con tutte le cose buone che riusciremo a scoprire, con la meraviglia di scoprirne sempre di nuove, nonostante la frequentiamo da diversi anni con questa modalita’. Se il tempo sara’ buono, magari si fara’ una serata a rimirar le stelle all’agriturismo Separadorgiu. Oppure ci limiteremo a qualche visita all’ovile, lungo la incredibile e impossibile strada militare per Perdasdefogu. Scopriremo il segreto della longevita’ del luogo? Personalmente importa poco: sono mezzosangue ogliastrino, quindi dovrei essere dotato del genotipo della lunga vita :)

  4. Tanti auguri!! fai riflessioni belle e intelligenti, e hai il vantaggio di essere una blogger e non sei costretta ad esprimerti prudentemente come su un quotidiano: perciò non preconfezionare la recensione del nuovo ristorante di Berton, ma vacci, respira le emozioni che ti da (o non ti da) e raccontale, senza bisogno di essere politically correct. Concordo con Farina (anche se io uso l’inglese correntemente) su “indie” e “maistream”, dovremmo parlare meglio e imparare a tradurre con termini altrettanto evocativi certi slang inglesi!

  5. E io, che in ferie quest’anno non ci sono andato, stasera mi consolo con i souvenir altrui e stasera faccio il primo tentativo di “Kanom Jeen Nam Ngiew” . Nel frattempo, finalmente, leggo post come questo. Pieni o meno di termini inglesi rimangono sempre i migliori di Dissapore

  6. I miei pensieri consolatori per la fine delle vacanze:
    Mettere in funzione la planetaria e impastare l’impastabile
    Accendere il forno e infornare l’infornabile
    Portare litri di acqua alle giuste temperature e mettere in infusione l’infusionabile (con o senza teina)
    Leggere 2-3-cento-mila libri
    Guardare 2-3-cento film

      • Credo che la Grecia abbia effettivamente la peggiore cucina del Mediterraneo, se non d’Europa. Una non-cucina fatta sempre degli stessi 4-5 ingredienti (pomodoro-cipolla-melanzane-cetrioli-feta-pollo-agnello) ossessivamente incrociati tra di loro per una serie di piatti che hanno immancabilmente tutti lo stesso sapore, o quasi
        Certo, poi ti mangi un pesce alla griglia (in genere cucinato male anch’esso) in una ntaverna in riva al mare o su una barca, e del sapore te ne frega

        • C’è anche da dire che quella ripetitiva è la cucina proposta nei locali turistici, perchè i greci sono un po’ pigri e scarsamente propensi a diversificarsi. C’è tutta una cucina tradizionale dell’entroterra che non viene proposta perchè “rischiosa”: sconosciuta e con poco appeal turistico; un po’ come chi va in Sardegna e vuole solo mangiare pesce. L’offerta si adegua alla domanda.
          Infine -aldilà dell’orrido pesce di allevamento- il pescato in Grecia sarebbe anche buono…se solo i pescatori sulle isole non si fossero riciclati quasi tutti in più redditizi e comodi affittacamere.
          Detto ciò, chissenefrega: in Grecia vado per altro. Per mangiare bene c’è tanto tempo in Italia.

  7. Ringraziamo comunque della pre.censione o recensione preventiva… o pre.accensione, visto che Venerdì arriva la cucina. Qui ci si consola con viti e brugole. Passate adesso! più in “rodaggio” di così è difficile! A tra poco…

  8. So che sono fuori tema…. Ma ho appena mangiato talmente bene, ma talmente bene… Che io non saprei veramente cosa sceglierei (se mai dovessi) tra un anno a riso in bianco e petti di pollo o un anno senza sesso… Credo la seconda….
    Che bello magnà!

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