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Nuove aperture

Gabriele Bonci e Teo Musso: Prepariamoci a vivere in una Roma con più No.Au

Ve li ricordate gli anni ’90? I primi dischi dei Pearl Jam, i locali rock, i colori accesi e chiassosi, i disegni buffi e i fiumi di birra? Ecco, entrare per la prima volta al NO.AU è stato come viaggiare nel tempo. Per capirci, non mi avrebbe meravigliato incontrare al bancone i Red Hot Chili Peppers al completo. NO.AU ha aperto a Roma di nascosto per mettere alla prova la struttura e l’offerta al pubblico. L’inaugurazione ufficiale avverrà nella prima settimana di luglio, data sussurrata, il 4. Si trova al centro di Roma che più centro non si può, in Piazza di Montevecchio, al posto di quello che un tempo era il Société Lutèce.

Tra i cinque proprietari, volti piuttosto noti da queste parti: il pizzaiolo superstar Gabriele Bonci, Paolo Bertani, Teo Musso (Birra Baladin), Luca Tosato e Leonardo di Vincenzo (Birrificio del Borgo).  La filosofia del locale è semplice e così riassunta dallo stesso Bonci: birra e cozze. Poi frutti di mare, seppie, pesce conservato, ingredienti di qualità e Champagne. Non c’è una cucina vera e propria, la mini-brigata diretta da Bonci e composta da  Alex e Valerio ha a disposizione un microonde, un ferro da stiro, un forno Salamandra.  In sala c’è una vecchia Olivetti Lettera 22 per scrivere il menù.
L’offerta è costruita con piatti all’apparenza semplici condizionati severamente dalla stagionalità degli alimenti. Trionfa in questa fase il pomodoro, presente in molte voci del menù e in ogni specie possibile. Tra le insalate, con prezzi oscillanti tra i 5€ e i 9€, una variazione di pomodori con alici marinate e zucchero bruciato, e una versione più impegnativa con le ostriche (nella foto sopra).

Non mancano naturalmente le bruschette con prezzi che vanno dai  4€ ai 10€.  Al pomodoro, pomodoro estremo (nella foto sopra ), con verdure marinate, mozzarella e prosciutto, mozzarella e alici. E  la panzanella, servita anche con la variante alici marinate e zucchero di canna bruciato, €11.

I panini sono preparati con le tipiche Fruste e farciti con prosciutto crudo di Parma, con cecina de Leon in purezza, con coppa di maiale e insalata al limone, con il conciato di San Vittore e il lardo di San Nicola, tutti sui 9€ in carta.

Poi c’è il NO.AU, nella foto sopra, con carne cruda e conciato, in versione classico, doppio o con pan focaccia, dai 14€ ai 18€.

Nella sequenza della foto si vede la preparazione della Seppia Stirata, cucinata con il ferro da stiro. Viene avvolta nella carta da forno per evitare il contatto diretto con il ferro, programmato per il cotone,  quindi stirata e servita con un filo di olio a crudo.

Se siete fortunati potete imbattervi nella Zuppa di pesce. Seppie e frutti di mare conditi con pomodoro e passati per non più di 3 minuti al forno microonde. La zuppa arriva a tavola ancora chiusa nella pellicola, con cucchiaio e pinze da cucina come posate.

La sala è governata da tre donne: Alessandra Viscardi – responsabile dei vini – Giusy Fiorenza – sala e banco – e Eleonora Pacifici, perfettamente integrate con l’ambiente rock ma di livello.

La prima impressione, al netto del salto nel tempo che potrebbe non convincere tutti ma convince me, è buona. Un po’ estremo, divertente, rilassato. La seconda impressione è che il centro di Roma non è una piazza facile, soprattutto perché ostico da raggiungere e nel caso di Piazza di Montevecchio, leggermente fuori dal massiccio flusso dei turisti.

La terza impressione, va da sé, spetta a voi che leggete.

Lorenza Fumelli

commenti (123)

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  1. La mia prima impressione è che non vedo l’ora di prepararmi a casa la Seppia stirata 😀

    La seconda è che il locale mi sembra bruttarello assai, in stile paninoteca con giochi da tavolo anni ’80. Ma so’ gusti

    1. Entra e vedrai Giovanni Trimani cosa possa aver realizzato sulle pareti, ha dato vita a qualcosa di impensabile. Poi mi invii una tua opinine, ok?

    2. Volentieri. Può darsi che la foto della Fumelli non renda giustizia al luogo 😀

      PS: come faccio a inviarti la mia opinione? Spedisco una raccomandata indirizzata ad

      Alfcola
      Roma?

    3. Anch’io. Non vedo l’ora di prepararmi la seppia stirata. Ma poi non puzzerà di pesce il ferro da stiro? Magari mi compro un ferro apposta e poi ci cucino anche i calamari e i filetti di sogliola…e gli straccetti.

  2. mi sembra un locale che rispecchia molto lo stile ironico di baladin. però la zuppa di pesce nel microonde mi pare una boiata

    1. non lo so, così ad occhio cucinare una zuppa di pesce in 3 minuti nel microonde non mi sembra un’idea geniale. poi magari mi sbaglio.
      ma a me la zuppa piace farla con il soffritto, bagnarla con il vino e farlo evaporare, ecc..ecc…

    2. D’accordo con Gianluca, pure io perplessa …
      Ma più di tutto mi mette un velo di tristezza il fatto che il piatto, dopo essere passato al micronde, venga presentato in tavola con quel suo “coperchietto” di pellicola sudaticcia … insomma come il più triste e desolato piatto riscaldato a casa in tutta fretta, dopo aver sbirciato dentro il frigo e valutato se mangiare o no quell’avanzino di ieri … 🙁

    3. Invece io trovo l’uso di impiattare con la pellicola ……… Una scelta di trasparenza…
      Al netto della battuta, tra la zuppa di pesce e la zuppa di pesce così realizzata c’è una differenza notevole, non qualitativa, ma é proprio molto diverso il prodotto finale sia nell’aspetto estetico che nel gusto. La pellicola segna il piatto come la cocottina di terracotta per le zuppe, le terrine da forno per i gratinati…..

    4. E’ esattamente per quel motivo che la lascia, perché sia chiaro che è fatta al microonde.

    5. Allora la seppia la voglio appesa ad una stampella, così si capisce che l’hanno appena stirata. 😎

    6. Secondo me la serve ancora con la pellicola in modo che si conservino tutti i profumi e si sprigionino solo al tavolo nel momento dell’apertura.

  3. Diciamo che, ad occhio, gli lasci 25-30€.
    Mi sembrano prezzi corretti.
    Per smacchiare e stirare piumone e abiti invernali in un lavasecco. 😎

  4. Per il resto, mi sembra tutto molto interessante 🙂 … peccato sia così lontano!

  5. Quello che mi attrae del NO.AU è la «seppia stirata» .
    Mi ricorda una battutta del grande Totò,di cui sono un ammiratore, nel film
    Un turco napoletano ” 1000 lire al mese,
    alloggio,vitto,lavatura,sbiancatura e. . . .
    stiratura “.
    Che aveva un doppio significato.

    Ps. Non sarà necessario più il mio piccolo fornellino elettrico da mettere in valigia.Basterà il ferro per stirare ,che fa tutto, cucinatura e….stiratura.