respect

Gelato Giusto, il miglior gelato di Milano e, incidentalmente, una soluzione ai problemi del Paese

gelato giusto, milano, coppette, gelato

Disclaimer: io e Vittoria Bortolazzo, che più che “avere” è il Gelato Giusto, siamo amiche. Non amiche come i giornalisti gastronomici che chiamano gli chef con il nome proprio, eh. Siamo proprio amiche-amiche: usciamo insieme a bere e parliamo male degli uomini (non indiscriminatamente). Questo forse non fa di me la persona più indicata per una recensione della sua gelateria, il Gelato Giusto, in via San Gregorio 17 a Milano.

A mia discolpa, posso dire che la ragione per cui siamo diventate amiche ha a che fare con il suo gelato. A quanto pare, c’è un quantitativo massimo di gelato che uno può mangiare in uno stesso posto prima che la gelataia acquisisca una certa familiarità con il suo volto. Vado spesso dal Gelato Giusto perché è il gelato più buono di Milano. Ecco, l’ho detto. Se ci andrete dopo questa recensione e deciderete che non vi è piaciuto, vi ridò i soldi. Ok?

No, non lo farò. Voi andate, comunque.

Vittoria Bortolazzo, Gelato Giusto, Milano

Vittoria e io (ora smetto di parlare di me, lo giuro) abbiamo la compatibilità che hanno a volte le persone radicalmente differenti. Tanto io sono pasticciona, quanto lei è perfezionista. Tanto io sono procrastinatrice, quanto lei è una lavoratrice indefessa. Vittoria va in laboratorio alle cinque ogni mattina – si sveglia due ore dopo a quando io sono andata a dormire. Lavora 6 giorni la settimana, 12 ore al giorno: piuttosto che accorpare le feste comandate, per un netto aumento del Pil il governo dovrebbe puntare a clonare Vittoria.

Un’altra cosa bella di Vittoria è la – relativa – assenza di romanticismo rispetto al suo lavoro. Quando le ho chiesto perché avesse aperto una gelateria (nel 2009, a 22 anni! Da sola!), non ha detto: “Il gelato è poesia, il gelato è una scia di emozioni sempre nuove che vanno da me a te passando per la panna fresca”, bensì mi ha prosaicamente informato che, tra gli ambiti della pasticceria, il gelato era l’unica cosa che le consentiva di fare quasi tutta la produzione da sola. Ha senso. 

Gelato Giusto, gusti, gelato

Ecco, appunto: la produzione. Nei giorni di picco (“Ma quando esce questo post? A volte quando esce qualcosa nei giorni successivi viene più gente, ho paura di non starci dietro con la produzione!”) Vittoria prepara – e vende, perché il gelato dopo 24 ore “si sgonfia” e “si ossida” – anche 100 chili di gelato. Circa il doppio del suo peso – il che mi pensare a quelle formichine che trascinano enormi briciole.

È ovviamente, molto scrupolosa con la materia prima: latte di alta qualità di provenienza italiana, panna fresca intera, frutta biologica, cioccolato Domori, pistacchio di Bronte, noce di Sorrento, eccetera eccetera. Ma il suo vero talento è quello di pasticciera: il gelato è una questione di chimica, e creare gelati equilibrati, né dolci né grassi, eppure deliziosamente cremosi, richiede talento e precisione certosina.

coppette, gelato giusto, gelato

I gusti sono pochi: 6 fissi, e un’altra decina a rotazione. Le creme: in questo periodo ci sono fiordilatte, stracciatella, crema, fior di basilico (mangiare, mangiare subito senza esitare), yogurt, Macadamia Nut Brittle (una sorta di tributo/parodia del gusto Häagen-Dazs, buonissimo e divertente), Pistacchio e Amarena, Pistacchio di Bronte, Nocciola Tonda gentile delle langhe IGP e Cioccolato. Tra i capisaldi, il sorbetto al cioccolato: niente latte né panna, la sensazione di cremosità si ottiene solo con il burro di cacao.

I gusti di frutta hanno il sapore che avrebbe la frutta se fosse buona già com’è in natura (sappiamo tutti che, purtroppo, non è così): adesso trovate limone, melone, frutti di bosco, frutto della passione.

[Crediti | Immagini: Pietro Baroni]

Login with Facebook:
Login

 

113 commenti a Gelato Giusto, il miglior gelato di Milano e, incidentalmente, una soluzione ai problemi del Paese

  1. Ma quanto è grande Bronte? Quanti pistacchi producono…… E la tonda gentile. A furia di essere gentile poi si diventa c…….oni.
    Nel post scorgo un filo di conflitto di interesse, ma ormai in Italia non ci fa più caso nessuno….

    • Sono i misteri della vita. Te ne suggerisco altri:
      Quanto è grande Colonnata? Come fanno a produrre tutto quel lardo?
      E i prosciutti di Parma? Quanti accidenti di maiali hanno? Spero solo siano gli stessi che usano a Felino per il salame almeno un mistero sarebbe risolto :_)

        • basta dare un’occhiata ai discliplinari e comunque per fare prima:
          - aceto balsamico di modena igp: 90 milioni di litri certificati. il legame con il territorio è la miscelazione degli ingredienti che deve essere fatta a Modena o Reggio Emilia. Determinata è la varietà delle uve. Ma non la provenienza.
          - Prosciutto di parma dop: qualche anno fa erano a 9 milioni di pezzi. circa 200 aziende. Carne nazionale

          - Sara Porro Dop: un solo esemplare e numero uno a prescindere :-)

          Bez.

      • Art.2 Zona di produzione

        La zona di produzione del “Lardo di Colonnata” è rappresentata esclusivamente da Colonnata, frazione montano-collinare del Comune di Carrara, provincia di Massa Carrara, come meglio individuata dalla cartografia (non allegata a questo documento).

        3.1 Materia prima e ingredienti:

        Gli allevamenti dei suini destinati alla produzione del “Lardo di Colonnata” debbono essere situati nel territorio delle seguenti regioni: Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Umbria, Marche, Lazio e Molise.

          • Cos’è che la fa diventare IGP ?

            Sicuramente non l’ARIA dellaVALTELLINA o della Valchiavenna, perché tutta la lavorazione (asciugatura e stagionatura) viene fatta ormai da decenni in celle isolate e con temperatura, umidità e aria controllate a computer, quindi senza alcun collegamento con l’esterno.

            Sicuramente non la RICETTA di PRO..DUZIONE, perché tutti gli ingredienti ammessi chiaramente indicati nel disciplinare (vedi allegato in PDF) non hanno alcuna attinenza con la Valtellina e la Valchiavenna  (leggiamo testualmente all’art.4 del disciplinare: alla carne bovina vengono aggiunti cloruro di sodio e aromi naturali. Possono essere inoltre impiegati vino, zucchero e/o destrosio e/o fruttosio e/o lattosio, nitrato di sodio e/o potassio, nitrito di sodio e/o potassio, nella dose max di 195 p.p.m., acido ascorbico e/o suo sale sodico)**.
            Sicuramente non il “SAVOIR FAIR” degli stabilimenti industriali,  perché le tecnologie di produzione ormai sono tutte livellate e si imparano all’ Università e sono applicabili in qualsiasi stabilimento, anche fuori della provincia di Sondrio (conosco un ottimo produttore di bresaola che se ne sta in provincia di Lecco e un altro in provincia di Milano e fanno un prodotto all’onore del mondo, usando gli stessi ingredienti e gli stessi conservanti ammessi
            http://www.laculturadelcibo.it/articolo-732.html

            • L’origine della carne
              Dal sito di un noto produttore
              “La materia prima utilizzata per la produzione dei ns. prodotti é ottenuta in macelli e laboratori di sezionamento riconosciuti idonei, identificabili dal n. di riconoscimento attribuito dalle autoritá sanitarie, non é eccessivamente marezzata e non é ottenuta da bestiame macellato allo stato febbrile. La carne proviene da laboratori italiani per il sezionamento delle carni fresche, mentre le carni congelate sono importate da Brasile, Uruguay e Argentina, ed allevate allo stato brado. I documenti rilasciati dai ns. fornitori, e sotto controllo veterinario, certificano che la carne proviene da allevamenti e macelli nei quali non sono emersi casi di BSE e non sono state somministrate “farine animali” o mangimi che possono contenere organismi geneticamente modificati (OGM free).”

              Si possono usare carni Congelate.
              Importate da Brasile Argentina Uruguay

    • forse che il gelato valorizza la frutta, rendendola più buona e golosa?
      Una simpatica battuta di una persona che trova più piacere a mangiare il gelato che non la frutta.

    • quando si parla di frutta non buona si fa un chiaro riferimento all’alimentazioen che oggi giorno ahimè è sempre più avariata. questo aviene per tanti fattori uno diq uesti è la popolazione . Siamo in tanti il processo di produzione lo hanno dvuto velocizzare le esigenze dell’essere umano sono cresciute e per rispettare questo l’industrializzazione non segue più la qualità del prodotto , ma al aquantità. quindi tutto sempre e inquantità. ecco perchè non esiste più le FRUTTA DI STAGIONE , . perchè tutti i tipi di frutta li puoi trovare tutto l’anno , ma non si può pensare che la frutta fuori stagione sia ricca d sostanze nutritive come quando la trovi nel suo periodo di appartenenza. Questo è perciò quello che vuol dire che la frutta non è più buona come una volta, a meno che tu non abbia un albero nel tuo giardino e lo coltivi secondo coscienza. purtroppo il problema della frutta è un problema generale di tutta l’alimentazione….riassumendo abbiamo spesso ne nostri piatti begli involucri , spesso senza sapore, ma vuoti di contenuto. peccato che noi abbiamo bisogno di nutrirci non di alimentarci e basta (sono due concetti ben differenti)

    • Lo ha premesso che sono amiche, cosa altro deve fare? Litigare con l’amica prima di recensire? Se mia sorella sposasse Adrià non dovrei più parlare della sua cucina perché è mio cognato?
      Te lo ha premesso, ha fatto la sua recensione poi sta aa te far la “tara” a quello che dice.

    • Perché questa snervante e costante ricerca del torbido, del cerchiobbottista, della disonestà intellettuale. Perché tanta seriosità sempre? A Sara Porro piace molto il gelato di una sua amica, divenuta tale perché le piace molto il suo gelato. Io non sono amico della proprietaria e trovo che sia un gelato splendido. Dov’è il turbamento della sua ammissione. Quale grande elemento etico solleva?

  2. Se fosse una spudorata pubblicità (alcuni la chiamano marketta),
    non sarebbe scritto in questo modo,
    anzi avrebbe taciuto l’amicizia.

    100 KG. giorno,da sola,12 ore al giorno
    per sei giorni alla settimana,
    materie prime ottime,grande professionalità: è la Milano Laboriosa,
    quella che ha trainato l’Italia verso il boom.
    Non è la Milano da bere, la Milano della finanza,delle speculazioni ,dell’effimero.

    E ,mentre leggevo,immaginavo una ragazza robusta ,che se la sente anche fisicamente.
    Se Vittoria è quella della foto, il merito
    diventa ancora più grande.
    Simo, conosco una gelateria simile (e credo che ce ne siano anche in tutta Italia) ed il gelato alla frutta è Così Buono,che la meraviglia la puoi esprimere anche in quel modo:
    ” ma devo assaggiare un gelato per
    sentire la frutta! ( mentre a volte ci delude).
    Complimenti ,Vittoria!

  3. Apprezzo che Sara non abbia nascosto l’amicizia al proprietario ,col suo stile, che tanto ci piace.
    Andate al Gelato Giusto perché sanno davvero fare il gelato, non so se sia il migliore di Milano, ma è davvero buono.

    Faccio il gelato a casa da quasi un anno e ho sperimentato molto, tecnicamente questo è perfetto, equilibrio nei sapori (mai facile quando si usano ingredienti così diversi dalla nocciola alla ciliegia), cremosità.
    Tra i pochi (percentualmente parlando) che non mi fa venire sete.
    Un po troppo caro, ma a Milano purtroppo lo è tutto, anche le peggiori bettole, che qui non riuscirebbero ad affittare nemmeno agli extracomunitari.

  4. …e io che mi faccio tanti scrupoli quando commento un post e parlo dell’azienda per cui lavoro, di non farne mai il nome…mah…
    felicissima della vostra amicizia e spero che essa perduri nei secoli dei secoli ecc…
    ecco ci sarebbe da parlare del miglior ristorante di pesce di Milano, è del mio ragazzo, si potrebbe fare qualcosa? Sapete ,magari se poi tutti i dissaporiani ci vanno mi compra il barlocco finalmente…è una nobile causa sappiatelo..
    Anyway…Sara, stima infinita per te, ti leggo sempre con piacere e devo dire che i tuoi articoli mi hanno strappato una risata in più di un’occasione in lunghe giornate lavorative…ma il post è davvero troppo “my best friend forever&evvvver”..

    • Ciao Irene,
      grazie del tuo commento, e anche della garbata reprimenda, che mi dà l’occasione per precisare un paio di cose.

      Prima di tutto, fai bene a non parlare dell’azienda per cui lavori -- io non lavoro per il Gelato Giusto, e mi faccio analoghi scrupoli nel parlare di aziende con cui ho un rapporto commerciale.

      Secondo: se tu leggessi altri blog di gastronomia (cosa che non dovresti fare! Leggi solo noi! ;-) vedresti che, nel parlare favorevolmente del Gelato Giusto, arriviamo buoni ultimi. I pareri sono pressoché unanimi, e che Vittoria sia “il Lionel Messi del gelato” non l’ho detto io.

      Come non sono stata io a proporre questo post in redazione -- mi è stato invece chiesto di scriverlo. La ragione è che non volevamo solo parlare del gelato, ma anche della gelataia, che alla sua età, e da sola, e a Milano, sta facendo un lavoro importante.

      Avrei, ovviamente, potuto omettere il nostro rapporto personale -- non è un matrimonio, e non c’era forse ragione che ne foste a conoscenza. Ma ho scelto di parlarne prima di tutto per trasparenza, e in secondo luogo perché mi sembrava una chiave tramite cui raccontarvi di lei e del suo lavoro.

      • sara, io ho apprezzato molto invece il fatto che tu l’abbia dichiarato.
        e comunque se uno si facesse un giro in rete scoprirebbe che il gelato giusto è osannato come la migliore gelateria di milano non solo dalla saraporro.
        sono curiosa di provarlo a questo punto. magari in abbinata ad un ristorantino in zona che amo molto.
        solo un appunto, anzi due :
        1. gelato giusto non si può sentire (scusa vittoria … :)
        2. a questo punto vittoria deve parlare male degli uomini anche con me e le mie amiche :)

        • è vero, ma perché quel nome? a Milano c’è già il Panino Giusto che è un covo di antipatia…c’era bisogno di copiarlo?

          comunque se fosse nella mia città andrei di corsa a provarlo, credo che non mi deluderebbe

      • ok Sara, non metto assolutamente in dubbio l’effettiva qualità del gelato. Mi capita di passare in zona e di “strafarmi” di Macadamia, dopo divento una donna migliore, del tipo “pace con il mondo e con me stessa”. E sono strafelice che a fare tutto questo sia una donna (si, ho del femminismo neppure troppo celato tra un globulo rosso e l’altro)…solo non capisco l’idea della redazione..avrei capito un confronto tra gelaterie come quello fatto qualche settimana fa…rifletterò sull’intento che, al momento, mi sfugge un pochino.
        …per il barlocco…faccio da sola… :-)

        • se vuoi usare lo slang, è “brillocco”, non “barlocco”.

          E comunque, perché volere un brillante come dimostrazione d’amore e impegno futuro? Sono pietre, hanno spesso origine in paesi poveri e sfruttati, fruttano soldi a multinazionali olandesi, e -- di base -- hanno un valore totalmente finto, infatti se provi a rivenderli dopo non ti danno nulla.
          Io consiglio sempre una bella borsa, che diventa vintage.

  5. peccato che non ami il gelato, sennò ci andrei al volo. però faccio volentieri spam tra gli amici, anzi mi bullerò al bar dicendo di sapere quale è il gelato migliore di Milano, tirandomela non poco.

    as usual, complimenti per la prosa. apettiamo qualche altra recensione dalla GDO :)

  6. Ci sono giorni che non riesco proprio a comprendere il significato di certi post e non per il contenuto ma per la grammatica e l’uso completamente casuale della punteggiatura. Siete tanto attenti agli ingredienti di un gelato e per nulla a quelli necessari a rendere una frase comprensibile e armoniosa. Difendete pure il pistacchio di Bronte ma fatelo senza uccidere la nostra lingua o, almeno, tentando di rendere comprensibile ciò che volete dire. Nonostante ciò che si dice, la lingua parlata e quella scritta non sono la stessa cosa, perciò non scrivete come parlate ma, al limite, fatelo come mangiate: bene e con ricercatezza. Grazie.

      • Era solo una richiesta a prestare più attenzione a come vengono scritte le cose. Riesco anche a capire quello che cerca di comunicare il mio nipotino di un anno e mezzo ma questo non vuol dire che non lo criticherei se scrivesse su un blog, esprimendosi con versi gutturali e onomatopeici. La mia non è una critica alla Porro, che non conosco, ma alla troppa facilità con cui ci si esprime su un blog (e su tanti giornali, per carità chi lo nega) in modo brutto e talvolta sgrammaticato. Basterebbe qualche minuto in più per fornirci un articolo interessante nei contenuti e anche ben scritto. La comprensione è un’altra cosa e la mia voleva essere una provocazione, non colta. Più della sintassi potè la Nocciola Tonda Gentile.

  7. Ma chi si lamenta perché è una marchetta lo ha letto il post?

    Irene, se dicessi che il tuo ragazzo ha il miglior ristorante di Milano e che è diventato il tuo ragazzo perché cucinava così bene da farti innamorare di lui, beh, sì che vorrei saperlo qual è il ristorante ;)

    Peccato che non abiti a Milano e che ci passi molto raramente, per cui Vittoria potrebbe alzarsi anche alle 3 di notte, ma mi sa che resterò senza sapere com’è il suo gelato :D

    • Esatto. Meglio diventare amici di chi fa il gelato buono, la pizza buona, la cacio e pepe buona. Poi capita di essere amici di chi fa il gelato così così e mica si può essere sempre fortunati :-)

  8. a me il post è piaciuto, anche perché va letto per quello che è, e cioè la storia di come una persona con le sue forze, la sua dedizione al lavoro e la sua passione, sia riuscita a crearsi un lavoro che le da soddisfazioni, indipendentemente da ciò che dicono le sue amiche! ed in questo momento storico del nostro paese, leggere queste cose, al di là del fatto che il gelato sia effettivamente buono o a Sara Porro piaccia solo perché magari mentre lo mangia chissà quali infamie sugli uomini si racconterà con Vittoria, non può fare che bene a tutti noi…

    io sono di Napoli, magari non mangerò mai il gelato di Vittoria, perché a Milano ci vado, ma solo per lavoro e quindi sempre di corsa (ma magari ci passo cosi ci trovo la Porro e la saluto da vivo) ma a me interessa comunque sapere che nel nostro paese esistano realtà del genere… e non sentire sempre e solo dei successi delle gelaterie Grom!

    • A me è piaciut,a specialmente, l’ultima frase del tuo commento.
      Tra l’altro la “piccola Davide della gelateria milanese” è proprio nelle vicinanza del Golia della gelateria.Ed in molti commenti sul web c’è questo confronto.
      Spero che Dissapore si soffermi sempre più verso queste realtà di eccellenza.
      Perchè il Gelato Giusto ,a leggere le recensioni,si è già conquistato una nutrita schiera di estimatori.

  9. Ecco, lo sapevo.
    Ci mancava solo il post della Porro e così la gelateria sarà impraticabile, impaccata di ggente, allineata all’uscio. Vabbé, ripasserò a settembre.
    Viva @gelatogiusto.

  10. vorrei solo aggiungere tra i gusti (e credo si trovi proprio in questo periodo) il gelato al te che ho trovato veramente strepitoso. ti maledirei solo per la folla che ho paura ti trovare al prossimo passaggio

        • Amo ,innanzitutto,i gelati alla frutta.
          Ma,siccome tengo in gran conto delle valutazioni dei Dissaporiani, seguirò i vari suggerimenti.
          Scusatemi,ma Irene ,non te ne puoi andare senza dirci,almeno
          Ma Cos’è ‘sto Barlocco?

          • Un brillante, un diamante, roba così, che da quel che so viene chiamato anche “brillocco” ed evidentemente anche “barlocco”. Alla faccia del femminismo tra i globuli rossi.

            • immagino che irene possa difendersi benissimo da sola ma che c’entra il femminismo con il desiderare un anello ? credo piaccia a tutti fare e ricevere regali a / da una persona che si ama, mica si è meno moderne per questo.
              signur.

              • Hai ragione, ho esagerato e dovevo contare fino a 10 prima di commentare, ma mi ha dato piuttosto fastidio l’accusa di marchetta, quando, secondo me che non sono nessuno, il post parla di un’amicizia tra donne, di una donna molto brava nella sua attività imprenditoriale ed è scritto da una donna molto brava nella sua professione. Per poi, sicuramente scherzosamente, alludere al fidanzato e sempre alla solita palla dell’anello, ma specificando che “per carità, non fraintentemi, io sono femminista”.
                Però, ripeto, potevo forse evitare, perchè la conclusione è che io, donna, sto attaccando un’altra donna e spesso mi manca lo stesso coraggio per attaccare dei maschioni di questo sito, molto più superficiali, ma con la voce più minacciosa. Basta, mi sto facendo noia da sola.

  11. io impazzisco per il gelato del Gelato Giusto! ho la fortuna di essere in zona per lavoro e, da golosa di gelato quale sono, é la migliore delle pause pranzo che mi concedo!
    sono entrata quando aveva appena aperto, attratta dall’insegna ( e dalla voglia di gelato) ed é diventato il mio gelato preferito in cittá

    PS non sono amica della gelataia, né la conosco minimamente, la vedo solo quando vado a prendere il gelato; anzi, a vederla cosí mi sembra pure un po’ freddina….

    il gusto mandorla e il sorbetto al cioccolato senza latte sono eccezionali

  12. La mia teoria è questa e ogni aticolo sul miglior gelato di…non fa che radicare la mia convinzione. Il gradimento di un gelato più di ogni altro alimento, perchè legato ad un modo di consumarlo ancestrale (i più lo leccano), a sapori primari, e legati all’infanzia è quanto di più soggettivo esista. Cioè chiarisco. Dato per minimo comun denominatore la qualità della materie prime per dire che un gelato è buono, da lì in poi il “mi piace non mi piace” è l’unica affermazione lecita. Non esiste quindi il “miglior gelato di Milano” esiste il gelato che a me, a te, a lui piace di più, che nel mio caso non è quello di Sara Porro. Per il mio gusto quello del gelato giusto è troppo freddo e troppo poco fondente. Mi devo dimettere ?

    • Piombino, su questo ti do ragione… considera che per me il gelato più buono al mondo è il Mottarello della Motta! Ma come già ti dicevo, al di là della qualità del gelato, ritengo sia anche interessante la storia che c’è dietro…

      in fin dei conti discutere sui gusti è come discutere sul nulla… possono essere cosi diversi da persona a persona, che non può esistere un giudizio unico ed insindacabile…

      nessuno di noi ha pagato Sara Porro per sapere quale sia la miglior gelateria di Milano, per poi venire a sapere che quella da lei consigliata è di una sua amica… fossero tutti questi i mali del mondo…:-)

    • non sono d’accordo dei parametri oggettivi esistono, come esistono nel vino e in qualsiasi altro tipo di degustazione. poi a te può piacere un ottimo bordeaux più di un ottimo borgogna o viceversa per questione di gusti, così come un gelato più o meno dolce o grasso o freddo. i parametri oggettivi però rimangono.

      • D’accordissimo con Anto.
        Esistono parametri oggettivi, ancora piu’ delicati perche’ il gelato, rispetto al vino, ad un cibo “normale” ha il problema della temperatura, che anestetizza e quindi modifica in maniera sostanziale, evidente, la percezione del gusto. Quindi il freddo stesso diventa parte del gusto del gelato.
        A riprova comunque che i parametri esistono, l’articolo medesimo richiama una pratica che i bravi gelatai non hanno timore di nascondere, anzi, se ne fanno vanto: il gelato nella vaschetta di distribuzione non ha una durata infinita, e non puo’ essere venduto “dopo un certo numero di ore”. Ore. non giorni, non settimane. E’ curioso come se ne parli poco (ma forse la produzione di massa ha aggirato il problema), ma nell’articolo dice una cosuccia mica da niente: il buon gelato ha una durata e una scadenza che anche la migliore mozzarella di bufala se la sogna!

        • Non sono del tutto d’accordo. Il gelato appena mantecato ha delle qualità, quello che ha “riposato un po’” altre. Il gelato invecchia ma non così tanto come si può pensare: nel frigo ventilato più che nei pozzetti e comunque l’invecchiamento tocca soprattutto la superficie. E’ poi meglio il gelato del giorno prima o il gelato rimantecato o addirittura ripastorizzato? perché sia chiaro che nonostante quello che si sente in giro se piove il gelato non lo butta nessuno.

  13. confermo che anche a me Gelato Giusto piace molto… ma qui si continua ad ignorare una grandissima gelateria di milano (misconosciuta), che è MISCIOLGO (in via varchi)! andate, provatela, recensitela. vi assicuro che diventerete amici per la pelle anche con loro ;)

  14. Mi associo al coro ormai ampio di complimenti per Vittoria e il suo gelato. Ci vado da un po’ e resto sempre colpito dai sapori, equilibri, abbinamenti, dalla leggerezza e (un po’ dopo, perché di solito si nota di più quando manca…) anche dall’estrema digeribilità il che ne conferma l’eccezionale qualità. Se devo trovare un “difetto”, ebbene, l’unico che mi viene in mente è che adesso mi è diventato molto difficile anche solo pensare di mangiare il gelato altrove.

  15. Non sono amica della proprietaria del Gelato Giusto, anche se ormai, è vero, mi riconosce, visto che sono abituale al suo negozio.
    Adoro il gelato, ne mangio tanto, cercando sempre di assicurarmi che sia buono. Se entro in una gelateria e, ad esempio, hanno il gelato alla mente verde acceso, esco subito.
    Poste le mie credenziali, devo dire che il Gelato giusto è veramente ottimo, non troppo dolce, non pesante, i sapori sono sempre presenti, giusti, bilanciati.
    Vittoria, la proprietaria, è proprio come la si descrive: serissima, lavoratrice, pignola, col suo caschetto e la pelle chiara, magretta ma si vede piena di energia: le ho chiesto se avrebbe aperto un’altra gelateria a milano, magari più vicino a dove vivo, e mi ha detto che no, perchè non ce la farebbe a stare dietro alla produzione personalmente, e dunque non vuole.
    Ultimo: mi scocciano un po’ tutti questi articoli sul Gelato Giusto, vorrei tenermelo come un segreto solo per me e gli altri amanti del gelato, e non darlo in pasto alle folle oceaniche che si concentrano da Grom.

    • Si vede che le vuoi bene e la stimi.
      Sembra che Vittoria persegua una linea imprenditoriale molto simile ad un imprenditore che sta a 1000 km. ,Vannulo.
      Vannulo poteva essere ,molto ma molto più grande e ricco di Mandara.
      Ma ha fatto una scelta diversa.Un’azienda a ciclo chiuso dove ha il controllo
      su tutto il ciclo produttivo.
      Rinunziando a montagne di soldi.
      Certo il Marchio Vannulo oggi vale una fortuna.Ma è frutto anche di rinunce.
      Vittoria è agli inizi,ma già scorgiamo nella sua attività delle potenzialità che la protrebbero proiettare molto in alto.
      Comunque le dico ,perchè mi ha conquistato,Vittoria ,fatti aiutare almeno da un bravo collaboratore in laboratorio.Sei grande!

  16. Tanto baccano per un gelato buono la metà de La Sorbetteria Castiglione.

    Mah…..

    ps Non sono amico e parente della suddetta gelateria, bensì un semplice consumatore di buon gelato.

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
accedi
3. Iscritto a dissapore