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Sara Mariani | gio 28 feb 2013 ore 18:56
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I 10 brunch più buoni d’Italia. Per il creativo e lo slow, il green chic e lo sportivo
È la formula del momento, piace alle famiglie, ai fashionisti con ciuffo cerato e occhiali di velluto, alle scolaresche, ai fidanzatini che fanno tardi la sera e alle amiche in libera uscita. Il brunch sarà pure un tantino esterofilo ma continua a mietere vittime, in tutte le sue varianti. C’è quello super yankee a base di pancakes e sciroppo d’acero, quello regionale che annovera parmigiane, lasagne e persino lampredotto, quello solo dolce e quello rigorosamente salato. Scegliete voi a cosa abbinare succo di frutta, vino e caffè – e in quale successione, noi abbiamo messo i brunch italiani in classifica.
1. Unico, via A. Papa (grattacielo WJC), Milano, tel. 02 39261025.
I padroni di casa preferiscono chiamarlo “abbuffata regale”. E di regale in questo brunch non c’è solo la performance dello chef Fabio Baldassarre, che snocciola fritti di qualità, crostacei, paste al forno, formaggi ciociari e carni di primissima scelta. Di regale c’è anche la posizione, il ventesimo piano del WJC, che domina Milano a ridosso del Monte Stella. Uno scenario un po’ da Blade Runner visti gli svincoli autostradali sotto di noi, ma la vertigine cyber è irreversibilmente placata da quella della gola. Prezzo: 40 euro, 20 per i bambini – bevande escluse.
2. Il Palagio del Four Seasons, borgo Pinti 99, Firenze, tel. 055 2626450.
Impossibile non trovare nel menu del Four Seasons ogni tipo di desiderata. Dalla più classica crostata di frutta a bacon & eggs, passando per la cucina nazionale (carbonare, lasagne, salumi e formaggi) e per quella locale: pappa al pomodoro e lampredotto diventano però piatti tutt’altro che popular. Lo suggerisce anche il conto finale. Prezzo: 75 euro.
3. Il Consiglio di Sicilia, via Casmene 79, Donnalucata, tel. 340 9448923.
Il panino chiaromontano viene servito nella sua versione primaverile, con pesce spatola capperi e cipolla. La focaccia è ripiena di ricotta alla maggiorana e, infine, i pancakes sono irrorati di miele di carrubo. Alla faccia degli americani, qui si celebra il rito del “brunch ibleo”, dedicato alla gastronomia sicula. Il buffet è abolito dalla carta, le porte del Consiglio si aprono alle 11 e trenta e gli ospitali Roberta e Antonio vi offrono pure il giornale. Prezzo: a partire da 15 euro.
4. God Save The Food, via Tortona 34, Milano, tel. 02 8373604.
Uova strapazzate, crostate, hamburger e altri piatti indecisi fra le due sponde dell’Atlantico, da scegliere sulla carta, non al buffet. Val bene una puntata in via Tortona, strada boutique della Milano che ama il design e i posticini come questo: spaziosi come vecchie fabbriche, eco-chic ma familiari, ancora. Prezzo: a partire da 15 euro. Anche meglio di California Bakery.
5. Palazzo Caracciolo, via Carbonara 111/112, Napoli, tel. 081 0160770.
Il brunch diventa ’o brunch all’ombra del Vesuvio, e della terra sanguigna di Campania assorbe le tradizioni non solo nella parodia linguistica, facendosi mediterraneo a tutti gli effetti: pasta cozze e fagioli, timballo, caciotte e friarielli, per fare qualche esempio. Prezzo: 25 euro.
6. The Perfect Bun, largo del Teatro Valle 4, Roma, tel. 06 45476337.
Uova espresse e buffet libero, che non contempla solo torte e pasticcini, bensì carne, sformati, salsicce, insalate, muffins. Un brunch da designer a riposo, che tazza alla mano fantasticano su come piegare la prossima seggiola. La regola per gli avventori, creativi o meno, è di rispettare il proprio turno fra i tre disponibili: delle 12:00, delle 13:00 o delle 14:00. Prezzo: 25 euro.
7. Tea Pot, via S. Pellico 18, Torino, tel. 011 19781481.
Qui muffins e tortini si accompagnano a tè pregiati. Ma pure le uova strapazzate, i pancakes e i piatti dal sentore esotico che spesso si compongono i spezie e riso basmati. Il posto è a metà fra un bistro parigino e il salotto di famiglia, con piante e camino a completare il quadro domestico. Prezzo: 15 euro.
8. Bakery House, corso Trieste 157 b/c, Roma, tel. 06 94377841.
Lo stile è perfettamente ammerigano, in questo che è prima di tutto un forno gourmet e solo in un secondo momento una caffetteria/bistrot. Infatti prevalgono dolci della tradizione USA: plumcake, torte multipiano e granola per lo yogurt. Il coté salato offre invece sandwich, french toast e bagels. Il tutto anche in versione take away. Prezzo: a partire da 15 euro.
9. Moody, via XII Ottobre 47, Genova, tel. 010 566722.
A fare da apripista al brunch da Moody è stato Ivano Ricchebono, che come tutti gli ottimi padri ha lasciato una degna eredità prima di dedicarsi esclusivamente al suo The Cook. Domina la pasticceria svizzera, con zabaione caldo e torta paradiso con crema chantilly. Sul versante salato omelette ai carciofi, minibrioches con spuma di burro e sformati di verdure. Least but not last, la focaccia più geolocal: con serzetto e prescinseua, pesto e salame. Prezzo: 20 euro.
10. Lanificio Cucina, via di Pietralata 159/a, Roma, tel. 06 064501384.
Se non fosse per l’Aniene che scorre placido a vista dell’ampia vetrata, si potrebbe credere di non essere a Roma. Essere fuorimano è glamour, e in quel di Pietralata ci si arriva solo condotti dagli autoctoni, o armati di mezzi e gps. Ma anche a prescindere dal fighettismo e dai gradevoli arredi, il brunch del Lanificio offre una ricca selezione: primi piatti, salumi, patate fritte fatte in casa e servite espresse, insalate calde, spezzatini e dolci tradizionali. Prezzo: 18 euro.
[Crediti | Immagini: Paper Blog, Il ferro da stiro, Passione gourmet, TripAdvisor]
Non che io sia un fan della zona, ma non citare il brunch del Jazz Cafè a Milano è un peccato.
NO buffet (per me ottimo, non li sopporto quasi in nessuna occasione), brunch à la carte.
Tra l’altro: seggioloni, bavagli e baby sitter….
Ma và adesso fanno anche il brunch? sono anni che non ci vado ma il Jazz per me è stato come una mamma, quando lavoravo lì sopra… colazione, pranzo, pause caffè varie, aperitivo e a volte anche cena e dopocena. Praticamente era casa nostra. Grazie per la segnalazione, ci tornerò per un brunch, mi manca giusto quello !
Dillo a me! La prima volta che sono uscito con mia moglie ci siamo visti lì per un (ehmmm…. forse due?) aperitivo.
Ce l’ho nel cuore! E pensa che in tutti gli altri locali dell’arco non metto piede nemmeno morto!
Bè il Jazz è diverso da tutti gli altri locali in zona: è lì da oltre vent’anni, gli altri no ! mi raccontava il titolare che (all’epoca, ma penso sia ancora così) erano chiusi solo dalle 4 alle 7 del mattino per le pulizie.
Come americana, direi che sono un brunch expert, e devo dire che un ‘brunch’ senza uova, pancake, waffle,… non è brunch! Avere pranzo a buffet, Sabato e Domenica, dalle 12 alle 14 non vuol dire che è brunch. C’è una grande differenza fra pranzo e brunch. Poi non ho ancora trovato un posto che fa i cocktail classici di brunch: bloody mary e mimosa. Secondo me, dovreste scrivere un articolo su posti che fanno un vero brunch, invece di posti che offrono un bel pranzo nel orario di brunch.
Pienamente d’accordo con Zvia. Ma poi trovarne uno che faccia delle Eggs Benedict come si deve… miraggio!
Finalmente una voce consapevole di quello che dice. Siamo talmente intossicati dalle mode che non sappiamo nemmeno quello che stiamo veramente facendo e i locali ci marciano. Buffet enormi e senza senso (una volta ho visto anche dei terribili spiedini di carne…) per far credere a qualche sciocco che sta facendo un’esperienza internazionale e invece sta solo abbuffandosi di roba di scarsa qualità all’ora di pranzo della domenica.
Mah…
Nella ristorazione alberghiera mondiale, la stessa che da noi spesso fatica a portare “i passanti” a sedere ai suoi tavoli, i ricchi buffet domenicali sono un abitudine oramai consolidata da anni. Un intelligente sistema per offrire un momento di buona (spesso ottima) convivialità ad un pubblico molto spesso fatto di famiglie. Questo in un giorno della settimana in cui la clientela business è carente e le famiglie spendono invece tempo assieme. Bollarlo come moda mi pare riduttivo e fuori dal tempo.
Non occorre bollare come senza senso un buffet solo perchè è enorme, quelli che ho visto io erano tutto meno che banali, e anche la dove c’erano i satay (o spiedini) di sciocchi che credevano di fare un esperienza internazionale non mi sembra di averne visti (ma come li riconosci?)…
Circa l’abbuffarsi temo che sia un errore di calcolo… I Food & Bevarage che organizzano simili eventi sanno benissimo che più di tanto uno stomaco non regge, e basta dosare con intelligenza le cose per avere un ottima redditività e al contempo offrire un servizio di alto livello (che tradotto in soldoni significa di abbondare sempre con le cose di minor food cost tipo foie gras, senza per questo far la figura dei poverini… non so se mi spiego).
Ovvio che se parli per esperienza vissuta mi sento solo di consigliarti di cambiare desco… e vedrai che non si irrita nulla…
Concordo al 101%! Per altro (da padre con bambini) faccio una fatica immensa a capire il senso del brunch con i bambini, si presuppone che alle 12 si siano svegliati e abbiano fatto colazione, allora che senso ha fargli fare un pranzo anticipato???
Nel mio immaginario farlo significa essersi svegliato con calma, molta calma, preso un caffe’, scendere comprare i giornali, portarsi il libro, e schiattarsi a tavolino per almeno un paio di ore a leggere e mangiucchiare, facendo contemporaneamente il pranzo e la colazione (da qui credo derivi il nome…). Mangiare mozzarella, parmigiana di melenzane e pasta e fagioli con le cozze non e’ un brunch, e’ un pranzo fatto in anticipo
Beh, si’, se dobbiamo in qualche maniera definirlo….
Per me è più che altro una questione di atmosfera… Una domenica ogni tanto acchiappo pupi, consorte e cane e vado mangiare un buon hamburger o un’insalata in uno spazio diverso dal “solito pranzo”.
Una piccola tradizione, se vuoi, o un gioco.
Le tradizioni alimentari anglosassoni non mi appartengono in alcun modo, quindi per me il brunch va benissimo anche se si traveste di pasticcio di maccheroni: molto dipende anche dal sabato sera trascorso
emidio, concordo con te, tanto più che noi con le bambine ai brunch andiamo volentieri ma è di fatto una sostituzione del pranzo per tutti.
Quello del Lanificio, prima di esser brunch, ce ne vuole a definirlo tale … sarà per la lochescion trendy …
Semplicissima e candida curiosità, in modo da avere un linea. Li provate personalmente? Spunti da guide? Classifiche generali? Info da quotidiani?…..
Un incrocio virtuoso delle tue ipotesi, Nicola.
Gentilissima, soddisfatto e Grazie.
In controtendenza alla moda, propongo il ritorno al pranzo della domenica! Sarebbe bello trovare ristoranti che organizzassero questa formula con i classici piatti della nonna (lasagne, gnocchi al ragù, arrosto con patate al forno…) Ovviamente la bontà di questi piatti dovrebbe essere assoluta, perché abbia un senso mangiare queste cose fuori… Credo che una formula simile la stia attuando Aromando bistrot
No, dai…il pranzo della domenica fuori casa per me è inconcepibile! Ma vuoi mettere l’aria “parenti serpenti” che si respira quando si è sono costretti a sedere a tavola con persone che sono lì solo perchè non hanno potuto rifiutare l’ennesimo invito? In un ristorante non sarebbe possibile godere di una tale grottesca messinscena.
Il brunch invece mi fa venire l’orticaria, e non solo per l’accozzaglia di cibarie che è possibile trovare in tavola. Generalmente mi sveglio con mooolta calma, prendo solo un caffè con la Moka fatto da me o dalla mia Signora e rigorosamente a letto, e, dopo essermi sbarbato e vestito con cura esco con la mia dolce metà per un aperitivo con gli amici; termino la mattinata verso le 13:30/14:00 planando dolcemente ad una tavola sontuosamente imbandita, da mia suocera, o da mia madre.
Quando si dice relax…
Noi alle 14 siamo già a fine digestione…
Immaginavo!
Del resto, ognuno ha le sue abitudini…
Ahah Ciro… sarà che per me il ‘pranzo della domenica’ rimane comunque un momento conviviale da dividere con gente che mi piace: niente parenti serpenti!!!
I gusti son gusti… io godo ancora, la domenica, mi sento finalmente libera da quei pranzi infiniti e noiosi con i parenti a cui i miei hanno sottoposto per anni , da bambina e da adolescente. Si mangiava bene, certo, ma io l’ho sempre vissuto come una costrizione, e dai vent’anni in poi non ne ho più voluto sapere. Il pranzo della domencia è una tradizione che mi mette ancora i brividi… non fa per me.
A me quello del Four Season qui a Firenze piace assai…
la cifra è ragguardevole, ma l’offerta è di alto livello, sullo stile di quelle che sono abituato a trovare solo in Asia (dove i Buffet gastronomici sono di altissimo livello, ma i prezzi decisamente inferiori).
Fra l’altro mi sembra di ricordare che sia bevande incluse, e l’ultima volta che ci andai servivano vini toscani di tutto rispetto.
C’è anche un piccolo kinder garden per i bimbi, che convengo con Emidio a quell’ora forse amano più giocare che mangiare.
Sull “americanità” della cosa onestamente non convengo… io i pancakes li preferisco al mattino presto con una bella caraffa di caffè nero bollente, magari dopo un uovo alla Benedict, una fetta di salmone affumicato, qualche dolcetto, un poco di frutta e dello yogurt e frivolezze simili.
Giusto per arrivare alle 13 con un po’ di appetito… sarebbe un peccato sedersi a tavola già sazi!!!
Claudio se ti capita una domenica di andarci chiamami. Ti passo a salutare, prendo le chiavi del tuo laboratorio e con i miei bimbi ci chiudiamo dentro qualche ora a fare brance, pranze, merende e cena….
tranquillo che le creature se vedono la scritta Pistocchi il kindergarden lo trascurano!
sì, definire quello del Lanificio Cucina un buon brunch non mi rassicura sulla capacità di giudizio dei recensori….la location è molto metrosexual, ma il cibo è dozzinale (l’ultima volta riso basmati freddo con broccoli e wurstel….salumi da busta e pasta scotta). Piuttosto a Roma sarebbero da citare quello dell’Open Colonna, di Rec 23, del Bisque. Detto ciò a me il brunch all’italiana piace, ma in genere amo i buffet e farlo con calma, magari con attenzioni ai bambini, buon cibo e ad un prezzo ragionevole mi pare una buona idea per iniziare la settimana
Anche a me da più parti riferiscono il Lanificio come bello spazio ma cibo alquanto scadente…..
Debbie, il Lanificio che noi abbiamo provato era in stato di grazia.
Ridicolo mettere in lista cose che NON sono brunch (cioè non a buffet; oppure con cibi che non c’entrano niente con l’idea di brunch; oppure senza nessuno dei cibi classici del brunch…)
Ridicolo NON mettere il lista, una volta che si è accettato di salire di prezzo con il 4 season di Firenze, anche il luxury super brunch (ed esteticamente bellissimo) del Cavalieri Roma…
Mah.
PS mai sentito parlare di turni (h12? 13?14??) al Perfect Bun. Sapevatelo.
Certo che però non ve ne va mai bene una eh…
Ridicolo un po’ anch ‘sto purismo… Occhei che siamo su Dissapore però ogni tanto i cani si possono pure slegare!
Inneggio al brunch con le lasagne. E continuerò a chiamarlo BRUNCH per dare fastidio agli ammerigani.
Ancora nessuno ha scritto “Ma perché scimiottare gli ammerigani”, ed in modo non “filologico” per di più ? Tra l’altro, Bourdain scrive che il brunch della domenica gentilmente “offerto” dai ristoratori ammerigani è semplicemente la non irresistibile rassegna di tutti gli avanzi della settimana. Sapevatelo.
…….la polpetta del venerdì……..
i piatti tipici del brunch americano non sono serviti durante la settimana e sono in menu’ solo per il brunch del sabato e della domenica. gli avanzi è ben più facile trovarli nei buffet dei brunch all’italiana, che personalmente detesto. concordo con i commenti di zvia e di fabio sopra. quanto a trovare delle eggs benedict fatte bene in italia, io ci ho perso la speranza
Se posso aggiungere oltre “Tea Pot” a Torino c’è anche “Slurp!” in via Massena, fa dei brunch molto buoni.
Roma:
- pollice su per Salotto Caronte, gentilezza, cose buone, fantasia, menu che cambiano e un fantastico divano su cui sedersi per il caffé se si trova posto
- pollice giù per Porto Fluviale: caos, menu tipo Costa Crociere, privo di qualsiasi fantasia, stanco proprio, bambini urlanti ovunque, acustica pessima
Mi ricordi il Colosseo ,l‘Imperatore che prima guardava il suo popolo,poi alzava o abbassava il pollice.Ho letto tante recensioni plaudenti del Porto Fluviale,
alcune al limite della decenza.Poi con “du righe“ tu,piccola (per età) imperatrice
dissaporiana ,riesci a smitizzare.
Ed io popolo ,ti sono grato.
a onor del vero ho smitizzato solo il brunch.
settimana scorsa diviso pizza e due fritti con amico. la pizza, non ci siamo (venerdi a pranzo tardi, verso le 14.45, c’eravamo solo noi e un altro tavolo), il fritto medio, buona la materia prima ma assolutamente sm******ta la frittura
imperatrice no neh. sia mai.
Lanificio Cucina tra i primi 10 brunch d’Italia? signori per favore siamo seri. Il posto si, è molto bello, notevole, originale … ma finisce lì! Uno dei peggiori brunch degli ultimi mesi per qualità del cibo!
Segnalerei anche il Caffè Concerto di Modena
Insalatone e verdure di ogni tipo, pezzettini di focacce e pizze, immancabili piatti di gnocco fritto e tigelle emiliane, salumi della tradizione, poi 3 o 4 primi caldi, altrettanti secondi, e un buffet di dolci!