Oscar Farinetti

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Oscar Farinetti vende Eataly. A chi? Spoiler: Coop

Vende o non vende? Ebbene sì parliamo ancora di Oscar Farinetti. Prima che vi affiliate le dita per inondarci di commenti livorosi vi diamo subito la notizia: stando a un dettagliato articolo di oggi sul settimanale economico Il Mondo (non online), il patron di Eataly sarebbe intenzionato a cedere l’impero entro il 24 settembre 2014, per il suo 60° compleanno.

O almeno così pare. D’altronde da buon creativo Farinetti è un irrequieto ed è nota la sua propensione a “stancarsi” relativamente presto dei propri progetti. Specie se la sirena politica si fa sempre più insistente.

Addentriamoci per appurare quali sarebbero i pretendenti maggiormente papabili?

Ipotesi familistico-dinastica: tutto in mano ai figli, Andrea, Francesco e Nicola. Potrebbe essere la soluzione preferita da Farinetti.

Ipotesi finanziaria: l’azienda (che ha un fatturato annuale di 250 milioni di euro) potrebbe quotarsi in Borsa. La cosa non è in antitesi con la gestione familiare ma Il Mondo suggerisce anche l’ipotesi di Carlo Petrini. Questa l’idea di Luca Baffigo Filangieri, il co-fondatore dell’impero, ma Farinetti non gradirebbe particolarmente.

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Ipotesi Coop: come ben noto, Coop è infatti già partner storico di Eataly, più socia al 30% di Eataly Distribuzione. Ciò tranquillizzerebbe maggiormente il buon Oscar. Inoltre, sono già in programma due progetti in cui sarebbe proprio la Cooperativa ad affiancare Farinetti: la Disneyland agricola, ovvero la Fabbrica Italiana Contadina, Eataly World (Bologna) e il grande ristorante dell’Expo a Milano.

Ipotesi Feltrinelli: in questo caso il collegamento è Eataly Media e la volontà di  rilancio della scuola Holden, quella di Alessandro Baricco. Eataly diventerebbe il luogo in cui avverranno gli incontri per promuoverla. Ci si spingerebbe fino a Eataly New York, dove lo stesso Baricco e Renzo Arbore parleranno della scuola e delle iniziative a lei relativa. Feltrinelli inoltre non è nuovo nel campo dell’alimentare: ha già preso il controllo dell’Antica Focacceria San Francesco, catena di cibo siciliano, promuovendola in tutta Italia e anche all’estero. E sta anche promuovendo diversi punti vendita Red – Read, Eat, Dream. Ultimo quello di Milano.

Tanti scenari probabili insomma. Voi cosa ne pensate? Riuscirà Farinetti a tirarsi davvero da parte e lasciare carta bianca a qualsivoglia sostituto, familiare o amico fidato che sia?

[Crediti | Il Mondo. Immagine: Serena Eller Vainicher]

Giulia Caligiuri

commenti (27)

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  1. Scusate, quando smetterò di ridere, cercherò di dare una risposta.
    Per ora non posso far a meno di ridere pensando alle previsioni di una certa Cassandra di mia conoscenza in corso di realizzazione.

  2. Ma non doveva vendere ad Auchan dopo l’apertura di Eataly world a Bologna?
    Cmq ho sentito un altro rumor: dopo la vendita di Eataly aprirà una società di green energy…

    1. beh, rumor… è quasi un’anno che se parla. Il pisello verde. Nome che non passerà inosservato o sbaglio?

  3. Io cosa vorrei? Eataly acquistata da Caprotti. Impossibile, purtroppo, però sarebbe la scelta migliore. Nella grande distribuzione Caprotti ed Esselunga rimangono imbattibili. Parlo del sistema Esselunga e della sua conduzione magistrale. Una realtà unica, innovativa, sempre un passo avanti rispetto agli altri.

    1. eja eja alalà

  4. TRA COOP E FELTRINELLI DIREI, ANCHE SE IMPOSSIBILE, ESSELUNGA TUTTA LA VITA. CREDO PERO’ CHE NON SIA CAMPATA IN ARIA LA VOCE DI UNA VENDITA. EATALY STA RAGGIUNGENDO DIMENSIONI CHE NON PERMETTONO ELEVATISSIMI STANDARD DI QUALITA’ PER POTER GIUSTIFICARE I PREZZI ELEVATI.

    1. infatti, credo sia passato del tempo da quando il sinonimo era qualita’; aspetto l’apertura a milano per farmi un parere definitivo ma misa che il meglio e’ gia’ andato

  5. Visto il piano di espansione all’estero non indifferente direi che la soluzione più probabile e auspicabile è la quotazione in borsa.

    1. …essendo sorto un nuovo Daniele (magari è più vecchio di me, cmq…) volevo precisare che concordo anche se salvo la borsa agroalimentare, che è già di difficile comprensione, il resto è da “allontanarsi”!

      Dico solo: grazie Oscar che hai dato modo per amare veramente i nostri prodotti ma ora speriamo che noi italiani sappiamo “svegliarci”!

      Farinetti se vende è solo perchè ha capito che ha battuta “la pignata” fino a quando valeva la pena batterla….è intelligente vendere quando si è in vetta!!!

    2. Caro omonimo hai ragione, questo è il momento giusto per vendere o quantomeno per cedere al mercato la quota di controllo. Farinetti ha lavorato molto bene in questi anni ma non ha creato una classe dirigente interna che potesse supportare una così rapida espansione per cui credo che se dovesse andare avanti senza l’ingresso di esterni nel capitale una ricalibrazione della strategia sarebbe d’obbligo.

  6. …l’ho visto l’altro giorno a Treviso che parlava è raccontava che la scelta di vendere Unieuro ad iniziare il nuovo business era anche mnotivato per i figli! …ora vende??!…mah no, lo farà solo quando sarà al massimo Eataly …sicuramente manca poco e lui scalpita per entrare in politica, ma ci sono i figli (anche se veranno convinti con poco!)!?!?

    W EATALY! …. E LA PUBBLICITA’ CHE FATE SEMPRE!!!!!!!!!!! COMPLIMETI A TUTTI!!!

  7. Con la vendita di Farinetti a Caprotti svelato il finale di “Falce e Carrello”

  8. Se fosse vero, non sarebbe altro che la dimostrazione lampante, se ancora ce ne fosse bisogno, che Farinetti non c’entra nulla con l’amore per la cucina, con la ricerca dei prodotti, con tutte le cazzate che gli esperti di marketing sono in grado di mettere in piedi nelle start up di questo tipo di attività. Solo grandi operazioni commerciali, che hanno molto successo, perchè effettivamente in questo campo sono molto bravi. Con la complicità dei nostri amministratori che, penosamente alla ricerca di qualsiasi fonte di consenso, svendono le regole amministrative per qualche posto di lavoro a tempo e, il più delle volte, sottopagato.
    L’ho scritto in un altro commento sul tema: nella provincia di Bari, dove è stato aperto l’ultimo Eataly, se uno si facesse un giro troverebbe migliaia di agricoltori, allevatori, pescatori, ristoratori, produttori lattiero caseari, etc. che da decenni portano avanti i progetti di produzioni alimentari che a Eataly sono solo pubblicizzati. Però noi pecoroni se non ce lo dice la pubblicità non ci crediamo, lasciandoci imbrigliare in processi che poi non governiamo più.

  9. se Eataly non fosse mai esistito sarebbe la stessa cosa. solo business e qualità non così alta come si vuol far credere. locali alla moda tipo Grom. in due parole, il male.