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Ti manca il libro dell’estate? L’ho scritto io: 10 ottimi motivi per non cominciare una dieta

10 ottimi motivi per non cominciare una dieta, libro, Martina Liverani

Quest’estate ferie zero: mai visto uno che vuol diventare ricco perdere tempo? Ho appena scritto il libro dell’anno. Non c’è voluto molto, è bastato scegliere un tema mediatico con ricadute sconce sulla copertina così poi L’Espresso te lo mette in prima pagina. L’editore si è subito convinto. Beh, non proprio. Ho anche dovuto promettere lo pseudonimo, un libro sui motivi per cui le donne non dovrebbero iniziare una dieta firmato Massimo Bernardi, chi lo compra? Ci ho provato con Bernàrd, l’antidietologo, pensavo bastasse a pensionare Dukan. Già immaginavo un mare di contante inondare il mio conto prosciugato quando è piovuto l’ordine dall’alto: “trovati un’identità segreta”.

Ho buttato già la prima proposta.

50 SFUMATURE DI SFIGA FACENDO LA DUKAN. di Martina E.L. (Laurana, 138 pagine, 11,90 euro).
Nanda, una canuta commessa del Lidl, costretta dalla legge sugli esodati a lavorare fino a 96 anni, combatte i chili di troppo lucchettando il frigo e iniziando tragiche diete al lunedì per poi trasgredire il giovedì. Un giorno, per colpa di una sua collega ciellina che quella sera lì ha una prova costume con la Bindi, partecipa alle trattative col Governo per i tagli lineari dei Ticket Restaurant. Lì conosce Pierre, una personalità dominante che mostra un’inspiegabile e voracissima attrazione nei confronti della sua dieta. Alla frase “Qui ci vuole la Dukan con fase d’attacco ripetuta”, Nanda capisce che quell’uomo farà di lei ciò che vuole. Seguono 180 pagine di bondage estremo a base di legature, pollame, corsetti, sogni bagnati ad Oro Saiwa, bavagli e crusca d’avena, in cui lei finge di essere disponibile a valutare ogni posizione ma costringe il protagonista sempre nella stessa, però con lascivi passaggi di bresaola da una bocca all’altra. Alla fine il governo cade, la Bindi diventa ministro, Pierre torna a fare il dietologo, e Nanda, non più ossessionata dal dover essere magra, perde la testa per la sua figura morbida. Tira un sospiro di sollievo e, finalmente orgogliosa apre un blog: Curvy, Foodie, Hungry.

Mi hanno risposto che così non era il libro dell’anno, forse con qualche aggiustatura. Ho buttato giù la seconda proposta.

10 OTTIMI MOTIVI PER NON COMINCIARE UNA DIETA. di Martina Liverani (Laurana, 138 pagine, 11,90 euro).
Martina Liverani, giornalista e blogger, è una donna felice e si vede: ha gli occhi che ridono. Forse è anche perché, dopo anni in cui ha combattuto contro i chili di troppo, lucchettando il frigo e iniziando tragiche diete al lunedì per poi trasgredire il giovedì, ha fatto pace con il cibo e la sua figura morbida. Oggi scrive appunto, di food su Dissapore e ha un blog su Vogue.it il cui titolo è un programma: Curvy, Foodie, Hungry.  Finalmente decide di mettere in un libro tutto ciò che le donne in fondo pensano, ma non hanno il coraggio di dire: le diete non funzionano, costano un sacco, non le fanno belle, sono una tortura, una noia mortale e non sono sexy! Insomma, è molto meglio essere normali piuttosto che ossessionate dalla taglia 38, e vivere il proprio corpo, curve, rotolini e pancetta compresa, senza per forza fare la Dukan. Le donne vere hanno le curve, le altre usano Photoshop!

Alla fine Laurana l’ha pubblicato, e se siete arrivati a leggere fin qui allora correte a comprarlo così diventa il libro dell’estate. L’inizio è promettente, pensate c’è persino una mitomane che giura e spegiura di essere la vera Martina Liverani.

[Crediti | Il post è un omaggio a Luca Bottura. Link: Amazon.it, Curvy Foodie Hungry, Vanity Blog. Immagine: Martina Liverani]

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12 commenti a Ti manca il libro dell’estate? L’ho scritto io: 10 ottimi motivi per non cominciare una dieta

  1. Proverbi ciociari.

    1L’uva nera fà ‘ngrossà le zinne.

    2Prima la crozza e duooppe la mèglica.

    Complimenti,Martina.
    Un libro un pò controcorrente,
    ma con tanta saggezza e buon senso.
    Lo leggerò e spero di farlo leggere a qualcuna.

  2. Brava Martina, sono con te!!
    Come cito sempre ai miei amici astemio-vegetarnonfumatoriflagellanti: “perche’ fare una vita di sofferenze e morire sani? Io voglio morire malato e chi portera’ la mia bara dovra’ lamentarsi per il peso.”

  3. Da un’intervista a Martina Liverani.

    “Cosa vuol dire per te essere ‘curvy’?Curvy letteralmente significa “formosa”, ma per me si carica di significati ulteriori se penso che oggi avere le curve e portarle con fierezza è anche un atto di ribellione contro certi stereotipi che pretendono da noi donne l’assoluta perfezione estetica. Le donne vere hanno le curve, le altre usano Photoshop! Essere curvy, per me, significa amare il proprio corpo senza pensare che sia sbagliato e dunque senza volerlo cambiare. Prendersene cura e mantenerlo in salute, nutrirlo nel modo giusto e, soprattutto, non sottoporlo a diete e privazioni. In una parola “rispettarlo” nella sua unicità. Perché la bellezza non è una questione di taglia. E perché, in fondo, quello che cercano gli uomini (imperfetti) sono donne (imperfette) ma autentiche e coscienti del proprio fascino.”

  4. a proposito di diete uno che si e’ arricchito speculando sulle difficolta’ delle persone e’ riuscito a dire che gli obesi (ossia le persone che per problemi metabolici sono grasse) sono “malati di mente e che gli fanno pena come i “malati di cancro” (cfr. il Giornale di oggi). Chi lo ha detto? Un ignorante? Un farabutto? Uno che considera invece gli anoressici persone felici? Sissignori. L’ha detto un uomo celebrato e amato dalle dive e dai ricchi, il signor (non dico dottore perche’ e’ un insulto per chi ha veramente sutdiato medicina) Dukan!!! Evvai!!!! A maggior ragione viva le persone con un po’ di ciccia in piu’.

  5. le donne curvy vanno dalla taglia terza coppa C (di seno) e dalla taglia 46 (di abiti) IN SU; vedere/leggere/sentire di donne che hanno un filo di pancia o un seno appena sopra la seconda o vestono una 42/44 definirsi curvy -- solo perché nel club della taglia 40 non le vogliono -- mi fa sempre sorridere, mi fa davvero tenerezza

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