guelfi e ghibellini

Ma come, la Torta Pistocchi alla Coop? Non è una qualunque Coop, è l’Unicoop di Firenze

Unicoop, Novoli, Firenze, Coop

Flirt estivi: l’estate non può passare senza. Vale tutto, persino il flirt tra Torta Pistocchi e Coop, non una qualunque Coop ma l’Unicoop di via di Novoli a Firenze.

Sostrato della storia è Facebook, personaggi e interpreti 1) Andrea Gori, trattore fiorentino di lungo corso, editor di Dissapore e cliente di 2) Claudio Pistocchi, pasticcere, ideatore della torta al cioccolato “riempipista come Crazy in Love di Beyoncé“, cosi definita a causa della dipendenza che induce. 3) Alcuni passanti.

Andrea Gori – Claudio, ho visto le tue tore alla Coop, possibile?
Claudio Pistocchi – Caro Andrea, non siamo “alla Coppe”, siamo nel nuovo punto vendita Unicoop di via di Novoli, che NON è un supermercato qualsiasi ma un posto che assomiglia molto a Eataly. Dove le torte vengono vendute allo stesso prezzo del laboratorio, quindi senza nessuna turbativa di mercato. Che mi sembra cosa diversa dallo squalificare un prodotto su un anonimo scaffale di supermercato dove magari lo vendono anche a prezzi scorretti.

A. G. – Lo sai che il mi babbo è inflessibile… chi fa affari con la Coop non li fa con noi!

C. P. – Come preferirete. Noi siamo sempre gli stessi, sono i tempi che cambiano, e di questi tempi sputare sul lavoro non è sano. Io credo che sia importante salvaguardare il prodotto e la sua immagine, sono convinto che essere in quel punto vendita non sia affatto disdicevole ma un punto di forza anche per i nostri rivenditori dato che i clienti vedono la correttezza del prezzo e capiscono la differenza.

PRIMO PASSANTE – Cos’avrebbe di così losco la COOP da non farci affari?

C.P. – Infatti. La visibilità che danno al prodotto è importante per “spingerlo” anche dove l’abbiamo sempre servito. Il passaggio di gente che c’è stata lì in un mese me lo sogno. Lo so che tanti bottegai ancora sono restii ma abbiamo dati positivi. I tempi cambiano, restare indietro è pericoloso e inopportuno, il che non significa buttarsi allo sbaraglio, sia chiaro.

SECONDO PASSANTE – Claudio, non è che tra poco fai una torta con ingredienti di seconda scelta e la servi all’ outlet di Barberino del Mugello? Come l’hanno presa quelli che vendono la torta nei piccoli negozi o nelle pasticcerie?

TERZA PASSANTE – Non ho una visione della vita così manichea, non la vedo nell’ottica: piccole produzioni = eccellenza, grandi produzioni = disgusto. Da quando lavoro ho visto tutto e il contrario di tutto: il contadino che spruzza le peggiori cose sulle uve da cui ricava mille bottiglie di nettare superchic, il grande produttore di pomodoro la cui etichetta sta in tutte le scansie d’italia che controlla personalmente la materia prima. La serietà non ha niente a che vedere con le dimensioni aziendali.

QUARTO PASSANTE – Claudio, va dove ti porta “i’ “bisnesse”.

QUINTO PASSANTE – L’Unicoop di via di Novoli è un gran bel punto vendita, non è per nulla disdicevole esserci, siete in compagnia di altri bei marchi come il vostro. Quanto alle scelte ideologiche o noi o i comunisti della Coop lasciamo stare.

A proposito, la nuova Coop del quartiere fiorentino di Novoli punta sulle eccellenze toscane e italiane, alimenti bio, antimafia e di piccoli produttori, oltre a un rapporto più umano col cliente. Giornali gratuiti, wi-fi, un po’ Eataly un po’ Mercato di San Lorenzo. Obiettivo dichiarato trasformare i socicop in piccoli gastrofanatici avidi di yogurt naturali, paste artigianali, Patanegra, cantucci di Prato e appunto Torte Pistocchi. Se avrà successo, il punto pilota sarà replicato in altri capoluoghi di provincia.

E ora, it’s te lo dico io time: guelfi o ghibellini?

[Crediti | Link: Coop Firenze, immagine: Il Venerdì di Repubblica]

Login with Facebook:
Login

 

99 commenti a Ma come, la Torta Pistocchi alla Coop? Non è una qualunque Coop, è l’Unicoop di Firenze

  1. Riporto qui la mia risposta che era già sul post incriminato:

    Che poi vorrei entrare nelle cucine e dare un’occhiata sugli scaffali del Gori e capire quali e quanti prodotti usa/vende sono anche sugli scaffali della Coop (vale solo per la Coop o per tutta la GDO?).
    Secondo me smetterebbe di lavorare. Non capisco questo astio nei confronti di un imprenditore (che giustamente Claudio è un imprenditore, attento ai clienti e alla qualità, ma mica lo fa solo per la gloria) che cerca nuovi canali di vendita e di visibilità per aumentare i ricavi in questo periodo difficile per l’economia.

  2. Nell’articolo manca anche un’altra cosa: la spiegazione del fatto che l’attacco di Gori non è contro la presenza di Pistocchi nella GDO, ma contro la presenza di Pistocchi alla Coop. Una critica politica, ideologica

    In sostanza: la famiglia Gori è, presumo, di destra, quindi non vuole avere tra i propri fornitori chi fa affari con una struttura di sinistra

    • In qualità di Primo Passante, sono stato successivamente insultato con un “va a da’ via el ciap” o roba simile da una Prima Passeggiatrice per aver sostanzialmente detto che mi sembrava anacronistico nel 2012 boicottare un distributore in quanto “comunista”. Dopodichè ho preferito cancellare i miei interventi, perchè in questi casi il rischio è quello di diventare indistinguibili dall’interlucotore. 8-)

      • Oh oh oh… ma come? Sono stata definita presuntuosa per aver pensato che il suo commento fosse rivolto a me e adesso scopro che… era proprio rivolto a me, visto che sono stata solo e soltanto io a commentare con un “Va da via el cu” (cu, non ciap). Che falsone!

        Chiarito questo punto, vorrei precisarne altri:
        1) La mia esatta dichiarazione è stata:
        “se ti sposti su Esselunga, ne possiamo riparlare… alla coop non ci metto piede, me spias :)”
        I motivi per decidere di snobbare una certa GDO (ne evito anche altre, mi creda) possono essere tanti, ma comprendo che la sua testa limitata abbia fatto l’unica associazione che potesse partorire.
        2) Cancellare i commenti è atteggiamento da vigliacchi, non da chi vuole distinguersi dall’interlocutore, anche perché destinandomi qui (vale a dire alle spalle) certi appellativi, la classifica proprio per quello che è.
        Ad maiora…

  3. Fermo restando il diritto di Claudio di vendere a chi vuole (e dei commercianti che vendono la sua torta di eventualmente non venderla più), spiegatemi perché a Eataly -- che è un supermercato -- sì e alla Coop -- che è un supermercato -- no.

      • Significa Jade che l’apertura di questo particolare P.V. è diversa sotto tanti aspetti, non ultimo quello “puramente commerciale dei prezzi”.

        Sappiamo per sentito dire che “per entrare” in GDO si sia sottoposti a diverse richieste di contribuzione, di scontistica, di pagamento etc etc.
        Normalmente questo fa si che i piccoli artigiani semplicemnete NOn possano supportare con le loro forze tale politica.

        Qui siamo di fronte ad un progetto che mette il produttore ed il suo prodotto al centro del mirino, non per sparargli ma per provare a capire se vi è spazio anche per realtà simili nel mondo delle grandi supoerfici di vendita… e nel mio caso (di questo posso parlare) non sono su uno scaffale accanto alla Girella (prendo a prestito il termine da una carissima amica) che pesa il doppi e costa la metà del mio prodotto… sono in un corner tutto mio, con cartellonistica che spiega chi sono e cosa faccio, la mia filosofia produttiva e il mio prodotto… ed ecco che anche un prodotto “di nicchia” magari si avvicina ad un pubblico più vasto.

        La cosa che molti non capiscono di questo è che (in questo caso almeno) non vi è differenza di prezzo del prodotto, e che quindi non vi quella sorta di “concorrenza sleale” che forse in tanti altri prodotti vi è…

        Io voglio sperare che sia un inizio, certo non pretendo di essere depositario di nessuna verità :-)

  4. Diobono magari aprissero un punto vendita simile a Pisa o almeno a Navacchio (sempre Unicoop Firenze è), non è che posso farmi un’oretta tra FIPILI,l viadotto dell’Indiano e l’Osmannoro tutte le volte (e per la Pistocchi mi tocca andà comunque fino a Pontedera…)

    • io sono a favore del PICCOLO… i grandi centri commerciali , sono il degrado dell’ITALIA e di molto altri paesi… l’ITALIA la cui economia è basata sulla piccola media impresa.. senza contare che NON SI PUO’ ASSOLUTAMENTE ASSOCIARE LA QUALITA’ CON LA QUANTITA’

      • Niccolo, io sono un esempio di piccolo… e faccio parte della piccola e media impresa (artigiana)…
        La GDO ha molte colpe, ma se un cambiamento è in arrivo… vogliamo cassarlo solo per principio?
        I tempi cambiano…
        E quale sarebbe secondo te la quantità giusta per rimanere associati alla qualita? Non credi che vi siano fattori molto diversi che possono influenzare questa valutazione?

      • a me basterebbe che le coop (rosse, bianche e nere) sopra una certa dimensione pagassero la percentuale di tasse che pago io in busta (+ quelle che paga l’azienda e che io neanche vedo)……

      • In tal caso il sacrificio del viaggetto me lo faccio, per contribuire al successo e alla diffusione dell’iniziativa :-D (e se Esselunga fa altrettanto magari anche Gori è contento…)

  5. Claudio sta facendo un ragionamento da imprenditore, che sta al passo con i tempi, che riesce a capire che il mondo cambia e così la GDO. Avrà sicuramente cercato di capire quali sono i rischi dell’operazione e poi rischiando in prima persona, si è assunto l’onere del tentativo. Alla Coop, ed anche all’Esselunga si vende Krug ma forse per questo è stato tolto dalla carta di Pinchiorri o di altro ristorante pluristellato?

  6. Scelta squisitamente imprenditoriale.
    La torta è un suo patrimonio.
    Sua la decisione se venderla in questo punto di eccellenza Unicoop (sempre e comunque GDO, anche se sicuramente attenta al “particolare”, al “territorio” ecc ecc) oppure mantenerla nella sua nicchia.
    Altrettanto liberi Gori e altri, di cambiare fornitore.

  7. Faccio per il grande Claudio un esempio che uso spesso:
    Da ragazzi quando ti capitava di comprare un disco di un gruppo poco conosciuto e di dire che il gruppo era fantastico, se poi, il disco successivo (fosse pure il piu’ grande capolavoro della storia) faceva diventare famosissimo il gruppo in questione, 101% avrei detto che il disco di successo era una cavolata, che il gruppo si era sputtanato per avere successo e che prima erano meglio…

    Sul cibo siamo rimasti tutti ragazzini… ;-)

  8. Dico volentieri la mia anche qui, dopo il grande numero di commenti sul mio diario di FB.

    Non sarò breve ;-)

    Premetto che ho trovato poco elegante l’uscita di Andrea sulla mia pagina FB privata (fosse stato su quella della torta sarebbe però stato uguale), Cliente che servo da anni e da cui in caso di problemi mi aspetterei prima una chiamata o un messaggio privato. Ma non siamo tutti eguali e va bene anche cosi, ed è l’occasione per parlarne.

    Proprio perchè non ho niente da nascondere ho reso pubblica la discussione rilanciandola con altro articolo direttamente sulla mia bacheca.
    Numerosi i commenti.
    Alcuni di chiara matrice ideologico/politica che mi limito a definire anacronistici. Altri più appassionati e fondati, altri ancora favorevoli con riserva, alcuni a favore. Rispetto tutte le idee, e se posso spiego.

    Per me che sono “il colpevole” di tutto questo è importante capire come la pensano Amici, Clienti, Rivenditori, semplici conoscenti e cosi via.

    Per cominciare… Siamo alla Coop?
    Non esattamente… siamo nel nuovissimo (ed unico) negozio Unicoop di Firenze, un progetto ambizioso (come tanti) che nasce (immagino) sull’onda del successo di Farinetti e del suo Eataly. Il tempo dirà se funziona o no.
    Non sono i primi a seguirne l’idea, non saranno certo gli ultimi. Ma poi ci torneremo.

    Da anni siamo a Eataly di Torino, poi a Bologna, poi a Genova, adesso a Roma, magari presto a Bari e cosi via, volesse iddio (si scrive cosi?)…
    Siamo anche nel nuovo Food Store della Feltrinelli, cosi come da Eat’s.

    Tutto ebbe inizio quando 22 anni or sono cominciai a fare la mia torta nel ristorante dove ero Chef, e poi continuai a proporla nella bella Gastronomia che tenni con la mia famiglia per quasi 15 anni. Facevamo poche centinaia di pezzi all’anno… tutte rigorosamente a mano, una per una. Poi il successo crebbe, cominciarono ad arrivare i primi Rivenditori, le prime fiere importanti… il numero delle torte prodotte aumentò, per qualche anno crebbe con valori del 270%/300% annui… eravamo soddisfatti, ma anche sorpresi, e si lavorava la notte, il sabato e la domenica per far fronte alle richieste.
    Internet ha sempre svolto un ruolo importantissimo nella nostra storia.

    Compravo il mio cioccolato da un piccolo Grossista che mi metteva in condizione di scegliere fra bianco, latte o fondente… un po’ come quando a ristorante vi sentite dire “bianco o rosso?” e la Carta dei Vini non ve la fan vedere.

    Oggi abbiamo circa 400 Rivenditori in Italia, la maggior parte nel centro-nord. Produciamo circa 80mila torte all’anno, di vari gusti e formati.

    Cosa è cambiato da 22 anni fa?
    Nulla… almeno, nulla di significativo per la qualità… anzi!

    Oggi ho accesso a materie prime che una volta me le sognavo solamente, scelgo fra 80 diversi tipi di fondente e se non trovo quello che mi piace me lo fanno su misura… senza scorciatoie, troiai vari e tric-trac.

    Faccio le mie torte sempre a mano, una ad una. Invece che un unico pentolone di acciao ne uso 5,6,8 a seconda del bisogno. Invece che girare con una piccola frusta giro con un mixer moderno, invece che una sottovuotatrice da famiglia uso delle macchine professionali più potenti e veloci… ma la ricetta è sempre quella, e sempre a mano le facciamo.

    Se ne era parlato nelle discussioni sul gelato e su Eataly… se hai una dose da 100 e vuoi farne 1000 non puoi solo moltiplicare per 10… rischi che non venga uguale… allora io come faccio? Faccio 10 volte 100, e il risultato è lo stesso… mi ci vuole solo più tempo.

    Questo per farvi capire la nostra filosofia produttiva, massimo rispetto per la ricetta, massima attenzione agli ingredienti, zero compromessi.
    Fino a che riuscirò a tenere fede a queste mie convinzioni sarò un bravo artigiano (e non spetta a me dirlo) che fa anche numeri, il giorno che venissi meno a quanto sopra sarei solo un povero bischero che non ha capito molto della vita. Cosi la vedo io.

    Nel merito della discussione amerei si parlasse di come la sensibilità della gente sia in crescita verso i prodotti di qualità, e di come questo merito sia innegabilmente anche (non solo, ma certo anche) di gente come Farinetti e di coloro che si stanno adoperando su terreni simili.
    Che lo facciano per business è ovvio e solo un ingenuo penserebbe il contrario… ma un azienda non basa forse la sua stessa esistenza su questo?
    E di questi tempi, non dovrebbe esser ancora più ammirevole?

    • Ammirevole, senza dubbio ammirevole: ricordo che assaggiai la prima volta la Pistocchi ad un Dolcemente alla Leopolda di Pisa qualche anno fa, e disquisimmo per un po’ con un amico e le nostre rispettive compagne se fosse meglio il sesso o la Pistocchi…

    • Bravo, sinceramente, da artigiano non posso altro che dirti bravo. Non mi riferisco alle vendite presso la GDO, non entro nel merito, ma alla parte finale del tuo discorso cioè le 1000 torte che per te, che ancora hai animo artigianale, sono 10 volte 100 torte. Utilizzando così la materia prima più costosa che utilizza una persona, il proprio tempo, tempo che toglie alla sua vita, alla sua famiglia, ai figli, cosa che molti non considerano e fanno sempre e solo calcoli economici legati ai fatturati, agli incassi.
      Certo da gelatiere, così come fatto notare da Andrea Soban in qualche post più avanti, posso vedere con diffidenza l’apertura di gelaterie presso la GDO, sopratutto perché fatte da aziende che forniscono artigiani, come se di fatto volessero togliere questo passaggio al loro modo di creare fatturato, non più artigiani ma vendita diretta.
      Però nel tuo caso è diverso, vendi il tuo prodotto, allo stesso prezzo a tutti i distributori poi ognuno sceglie il suo, e qui sarebbe il caso di aprire una piccola parentesi relativamente al prezzo finale di vendita che non è composto solo dal prezzo del bene ma da una serie di accessori a volte non evidenti.
      Esempio:
      vai al bar alle due di notte di domenica e paghi una bottiglia d’acqua 1,5€, la stessa bottiglia che in GDO costa 0,30€, lamentandoti del prezzo

      Giuseppe Bassanelli

  9. Il problema e’ sempre il solito, come con il vino…se e’ in vendita nei supermercati i ristoratori nn lo vogliono ma nn perché sia più buono o più cattivo… Solo per non smascherare i ricarichi del 300-400% che vengono fatti in particolare sulle bottiglie da pochi euro….

    • Questa è una cosa che avevo tralasciato di chiarire…
      Il prezzo di vendita al Pubblico di Unicoop è identico a quello da noi praticato al laboratorio, che poi è lo stesso praticato al Pubblico da molti (certo non tutti) Rivenditori fiorentini e non…

      Che non è cosa da poco…

      • No, non avevi tralasciato: lo avevi gia’ scritto sopra, ed e’ scritto in chiaro nel testo dell’articolo. Correttissimo, quindi.
        Un plauso, personale, per quello che vale. E un augurio di buon lavoro, sia a te, che al trattore fiorentino che ha espresso con grande sincerita’ il suo differente punto di vista.
        Lo dico senza relativismo: non e’ vero che un’opinione vale l’altra, ma gli auguri di buon lavoro e’ giusto, a mio parere, che vadano ad entrambi.

  10. E’ una scelta commerciale come un’altra. Una scelta che io, da imprenditore, forse non avrei fatto, ma è rispettabilissima. Cosi facendo…Pistocchi ci guadagna perchè vende (glielo auguro) più torte, io ci guadagno perchè anzichè comprare la torta dal piccolo rivenditore fiorentino la comprerò alla Coop per comodità (ci passo almeno due volte la settimana!). L’unico che ci perde è il piccolo rivenditore fiorentino, eh sì, perchè io e molti altre persone non compreremo più la torta da lui. Ma questo il Sig. Pistocchi l’avrà sicuramente messo in conto…

    • Se c’è una cosa che abbiamo potuto capire in questi 45 giorni di “test” è che siamo di fronte a due pubblici ben diversi…

      Il Cliente che va da Andrea molto spesso non va alla Unicoop…
      Molti Clienti dell’Unicoop non vanno da Andrea…

      Il nocciolo è tutto qui…

      Un Rivenditore magari teme che perderà vendite… lo vedremo sulla lunghezza… io credo che in un paese di quasi 60 milioni di persone vendere 80mila torte sia un granello di sabbia nel deserto… e viceversa non è che ne potrei venderne 20 milioni… ma magari un poche di più delle 80 si… facendole conoscere anche a quel pubblico “non esattamente gourmet” (che schifo di definizione) che frequenta più la GDO che Dissapore…

      Io credo che le due realtà, a determinate condizioni (che mi sembrano esserci) possano non solo coesistere, ma essere complementari…

      Da quando sono in quel corner mi è anche aumentato il passaggio di persone a Laboratorio, vuoi per curiosità, vuoi per integrare una scelta che comunque è limitata rispetto a tutto quel che facciamo… e come passano da me, passano anche nei veri negozietti… e chi magari prima da Andrea non l’aveva mai presa ci stà che adesso dopo averla assaggiata alla Coppe (come dicono qui) magari se gli è piaciuta se lo ricorda e la prende…

  11. Partiamo dalle certezze(mie): la Torta è eccezionale, crea dipendenza e i ragionamenti imprenditoriali di Pistocchi non fanno una piega.
    Premesso questo devo però dire che chiunque viva in Toscana e non abbia una tessera del partito, quel partito, tatuata sulla fronte avrà avuto la sensazione che COOP goda da sempre di privilegi, di corsie preferenziali che non sempre fanno onore alla sua natura(cooperativa di consumatori) e che non si faccia scrupoli di asfaltare concorrenti grandi e piccini.
    Da qui, credo, la levata di scudi di Andrea, istintiva più che razionale, anche irragionevole se vogliamo(gli converrebbe sicuramente continuare a venderla), ma, per chi respira la stessa aria da troppi anni, comprensibilissima.
    E se fosse l’occasione buona per lanciare una Torta Gori?

    • Boh, io ti posso dire le mie sensazioni da Pisa, dove a meno di non voler andare a Pontedera, Empoli o Livorno l’ipermercato Coop più vicino è a Navacchio ad una decina di km, e non è nemmeno tanto grosso: in città puoi scegliere liberamente tra Esselunga, Carrefour, LeClerc, Lidl, Conad, PAM (quest’ultimo in punti strategici in centro, zona corso Italia e dintorni di piazza dei Miracoli): la Coop in città non serve nemmeno tutti i quartieri, un super decente lo trovi giusto a Cisanello (vicinissimo alla PAM, al Carrefour, all’Esselunga e ad almeno un paio di discount) o a San Giusto (un piccolo InCoop), io francamente qui tutto ‘sto privilegio politico non lo vedo per nulla…

  12. Scusate, però io certe volte noto una certa schizofrenia in post e commenti su Dissapore: da una lato si fà dell’ironia sul gastrofighettismo del km0 e del biologico, sui prodotti artigianali, sui presidi SlowFood, sui negozietti biologici eccetera e nel contempo ogni critica sul fast food e sulla scarsa qualità di prodotti di massa viene bollata come elitaria, dall’altro quando una GDO o un grosso imprenditore multinazionale alla Farinetti apre nuovi spazi per proporre e distribuire prodotti di qualità che in caso di successo potrebbero avere anche effetti positivi per economie di scala sui prezzi ecco fioccare critiche, dinstinguo e gufate sulla previsione da palla di cristallo di insuccessi e fallimenti, come se vini e cibi di qualità debbano per forza usufruire soltanto di piccoli canali di distribuzione elitari: solo io noto certe contraddizioni? Francamente da acquirente felice di enoteche, negozi biologici, pescherie e macellerie di qualità e mercatini contadini e anche negozi equi e solidali, quando nella GDO trova prodotti di qualità (e ogni tanto succede, tipo tarantello di tonno rosso di Carloforte al supermercato Leclerc) in quanto appassionato di gastronomia non posso che essere sommamente felice (lo sarei persino se, poniamo, da McD cominciassero a vendere hamburger un minimo edibili…)

    • @dink: sottoscrivo ogni periodo, ogni parola, ogni sillaba, ogni lettera.
      Che io poi non ho capito per quale motivo se un prodotto di qualità viene venduto dalla GDO cessi automaticamente di essere di qualità? Forse è un incantesimo? Appena varca la soglia del magazzino della GDO magicamente cambiano gli ingredienti e il prodotto si modica in peggio? Ve prego, fateme capì!

  13. Non sono d’accordo sui “due pubblici ben diversi”. Io sono l’esempio lampante di cliente che va a coop/esselunga, ma anche dai piccoli rivenditori dovo trovo cose che non sono a coop/esselunga. E le assicuro che non sono un’eccezione! E se nel piccolo negozio trovo le stesse cose del supermercato…chi me lo fa fare di andarci? Comunque ha detto bene lei: se il rivenditore perderà vendite lo vedrete nel tempo, ancora è troppo presto. Ovviamente nel frattempo il piccolo rivenditore potrà cercarsi un fornitore diverso, che gli garnatisca una maggiore esclusività. E’ normale…

    • Paul, noi siamo un caso anomalo e particolare… nel bene e nel male…

      Il nostro prodotto non è come (per fare un esempio) la pasta… che al limite cambi marca… noi abbiamo un unico prodotto, con un unico Marchio…
      Se non vuoi più la mia torta non è che la puoi sostituire con qualcosa di simile semplicemente perchè o ci metti un tarocco (non inteso come agrume) o semplicemente non la tieni… quindi il problema del fornitore diverso non esiste.

      & anni or sono quando chiusi la Gastronomia per dedicarmi solo alle torte presi di pazzo da diverse parti… oggi posso dire di essere sempre qui e di stare agalla come tanti… ho le spalle larghe (pure i fianchi) e sopporto qualsiasi critica, e se posso cerco di motivare risposta.

      Il pubblico di un supermercato è per forza diverso da quello della piccola bottega, non fosse altro che per i numeri, per le capacità di spesa, per una serie infinite di cose. Il fatto che nel suo caso sia diverso non è la normalità, è l’eccezione che conferma la regola.

      Il punto vendita in oggetto ha fatto in 30 giorni alcune decine di migliaia di ingressi, che sono i passaggi che un negozio “tradizionale” fa in 10 anni.

      Da 20 anni la nostra forze sono sempre stati i piccoli Rivenditori, non lo scordo certamente, ne lo rinnego, ne lo sottovaluto.
      Solo dico che i tempi evolvono, che i comunisti non mangiano più i bambini, che il mercato cambia e sta cambiando. Negarlo non aiuta.
      Vorrei solo sperare che cambiasse in meglio, e faccio del meglio per starci al passo.

      Concludo dicendo che la parola “esclusività” non mi suscita nessun particolare apprezzamento, non oggi, non nel 2012…

  14. dopo questa uscita poco felice Burde ha perso un cliente (e tutti quelli che ci portava)

    continuerò invece a comprare assiduamente le mitiche torte del Pistocchi che secondo me ha dato anche troppe spiegazioni visto il comportamento poco professionale dell’altra parte

    • Marcelus, sbagli…
      Andrea rimane un amico, la mia esternazione è solo un sassolino che mi son levato dalla scarpa.
      Ho troppo rispetto delle opinioni altrui (anche quando non le condivido) da buttarla sul personale e spero non smetterai di andare da lui per questo
      ( e quando ci torni chiedigli la torta, e se ti dice che non la serve piu fagli una bella risata ;-) )

  15. Ho solo una domanda da fare … ma se il trattore fiorentino, invece di servire le Torte Pistocchi già belle e fatte, incominciasse a prodursi da sè i dolci da servire ai propri clienti, non sarebbe meglio (non certamente per Pistocchi :) )??
    Questo perché sono davvero stufa delle proposte che mi vengono fatte nelle varie osterie/trattorie/ristoranti quando é il momento di scegliere il dolce … tutti uguali, invariabilmente forniti da pseudo camioncini che riforniscono in serie tutti i locali della provincia e non solo!
    Immagino e comprendo (da quello che leggo) che le Torte Pistocchi siano certamente qualcosa di diverso e superiore, però dai …
    Mi piacerebbe che la prerogativa fosse quella di proporre i propri prodotti, dovrebbe essere l’orgoglio di ogni buona e seria cucina!

    • Se tutti avessero il tempo di fare tutto non esisterebbe quasi nulla…
      I miei migliori Clienti son quelli che fanno quasi tutto da loro ma alcune cose le prendono esternamente… come immagino valga per molte cose. Del resto con i costi della manodopera che abbiamo oggi non sempre “conviene” autoprodurre tutto…
      E noi non siamo la Bindi ;-)

    • Il trattore fiorentino da circa 110 anni ogni giorno cucina almeno tre torte prodotte da noi (oggi c’era la crostata con le pesche, torta di mele e zuccotto alla fiorentina). Tenevamo la Pistocchi come “plus” perché è una torta iconica ed eccezionale e inoltre è un prodotto sicuro per celiaci, un modo per proporre un’alternativa in più al cliente, non per sostituire il lavoro delle nostre cucine che è quello che vendiamo ogni giorno. In più ovviamente vendevamo la Torta Pistocchi al banco alimentari.

      • Pistocchi, ma dai lo avevo capito che la Bindi non ti “assomiglia” … ;)

        Gori, mi fa piacere leggere che la sua cucina sforna le proprie torte, non avevo capito bene e me ne scuso :)

          • distogliendo un attimo lo sguardo dalla miccia che ha fatto partire la discussione, l’artigianato alimentare che si confronta con la GDO e trova nuova strade per diffondersi e allo stesso tempo restare al passo coi tempi, è un tema “caldo”, sentito anche nel settore della gelateria

            così come la GDO che sperimenta nuove forme di approccio al mercato alimentare talvolta puntando sulla qualità dei prodotti. Per certi versi anche RED di Feltrinelli a Roma (di cui si parla oggi in un altro post nelle piccole news) possiamo inserirlo in questo discorso

            • E’ il segno che un cambiamento è in evoluzione, e può portare solo giovamento al mondo dell’agroalimentare italiano, specie a quello artigiano.

              Ma come ogni cambiamento ha e avrà sempre i suoi nemici… alcuni solo per partito preso, altri per spirito di conservazione, altri ancora solo spaventati della novità…

              E’ la storia del mondo…

              Notizia di stamani alla radio è che gli italiani nell’anno passato hanno diiminuito la quantità del cibo acquistato, ma anche la qualità.
              E se la prima potrebbe anche andar bene, la seconda farebbe bene a spaventarci e a farci pensare

    • Concordo. Conosco Claudio, solo attraverso le sue torte, ormai da diverso tempo e devo dire che la qualità della tortapistocchi non è mai peggiorata, anzi.

      Le sue scelte imprenditoriali, da lui riassunte anche in questi post, sono sotto gli occhi di tutti e penso che abbiano contribuito a mantenere/migliorare la qualità della sua torta.

      Se, specialmente in questo periodo di crisi, anche questa nuova strada intrapresa potrà aiutare Claudio a produrre la sua torta con la stessa qualità di sempre, io come consumatore non posso esserne che felice, indipendentemente che sia nella GDO o altrove.

  16. Che io sappia, da anni la Coop offre prodotti un po’ meno generalisti rispetto ad altri supermercati e cerca di valorizzare gli alimenti tipici della tradizione delle varie regioni italiane. In questo contesto, la proposta della torta Pistocchi mi sembra abbastanza in linea con la filosofia di questo supermercato. Visto che poi i prezzi sono gli stessi dei piccoli rivenditori, non ci vedo niente di strano: per me, brava Unicoop e bravo Pistocchi :-)

    E visto che Pistocchi ci legge ne approfitto per porgli una domanda: abito al confine fra Toscana e Liguria e, che io sappia, i negozi toscani più vicini che tengono la Pistocchi sono a Pisa. Ci sarebbe la possibilità di avvicinarla un po’? Non che sia chissà che viaggio, ma sarebbe più comodo :-)

      • La tiene un negozietto che ha aperto qualche mese fa in Corso Italia, si chiama Corso 41, venendo dalla Stazione Centrale è quasi al Ponte di Mezzo. Almeno, fino a un paio di mesi fa ce l’aveva.

        • Ah, ma è il negozietto dei prodotti Amedei, è un po’ che non ci vado e non mi sembrava avessero la torta Pistocchi, spero ce l’abbiano anche dopo il periodo estivo (adesso è un po’ troppo caldo per gustarla), grazie per la segnalazione.

          • Sì, è quel negozio lì, mi pare di aver visto le confezioni in vetrina anche due o tre settimane fa. La tengono in un frigorifero, quindi spero che ce l’abbiano anche in autunno, ora in effetti è un po’ troppo caldo.

            @ Pistocchi: mi scuso se la domanda è stata inopportuna, forse questo sito non è la sede più adatta.

    • Adriana, ti ringrazio per le tue parole.
      Non volermene però se non sto qui a darti le informazioni sui P.V. per le quali ti prego di inoltrare richiesta tramite il ns sito o via gruppi di FB.

      Non perchè mi faccia fatica ne mi dia fastidio, ma solo per rispetto del mezzo su cui siamo e su cui scrivo e leggo come Claudio e non come Azienda.
      Già in passato ci sono a volte state polemiche su altri forum (erano NG allora) e preferisco evitare ogni possibile pubblicizzazione, pur che innegabilmente alla fine ci esca ;-)

  17. Faccio per il grande Claudio un esempio che uso spesso:
    Da ragazzo quando capitava di comprare un disco di un gruppo poco conosciuto che si riteneva fantastico ne eri orgoglioso, se poi, il disco successivo (fosse pure il piu’ grande capolavoro della storia) faceva diventare famosissimo il gruppo in questione, 101% avrei detto che il disco di successo era una schifezza, che il gruppo si era svenduto per avere successo e che prima erano meglio…

    Sul cibo siamo rimasti tutti ragazzini…

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
accedi
3. Iscritto a dissapore