Gelato artigianale: le aperture più attese del 2017, e qualche chiusura

Gelato artigianale: dov’eravamo rimasti?

La domanda è retorica, la stessa che usiamo ogni anno di questi tempi per presentarvi la nuova stagione, completa di aperture più o meno attese e delle immancabili chiusure, causate dalle ragioni più disparate.

Una nuova stagione che, è inevitabile, manda in pensione la nostra classifica delle 100 gelaterie italiane migliori del 2016, in attesa di conoscere la nuova che, come per gli altri anni, pubblicheremo in estate.

Chiusure: Carapina | Roma, Firenze

carapina

La chiusura che ha fatto più rumore è quella di Carapina, annunciata a febbraio sul palco di Identità Golose –il congresso della cucina d’autore aperto ai gelatieri– da Simone Bonini, che per visibilità sembra aver raccolto il testimone di uomo-immagine del gelato artigianale tricolore da Guido Martinetti di Grom.

Chiusa la sede romana ad appena due anni dall’apertura, chiuso uno dei due negozi di Firenze, Bonini intende percorrere nuove strade, puntando –ha detto– su un non meglio identificato “ristorante del gelato” (!?).

Nel frattempo, impiega il laboratorio della gelateria di via Lambertesca, in centro a Firenze, per rifornire anche il food truck che stanzierà tutta l’estate sul Lungarno del Tempio a Firenze.

Chiusure: Il gelato gourmet, Firenze

il gelato gourmet firenze

Nel capoluogo toscano ha chiuso anche Il gelato gourmet (#46 nella classifica di Dissapore 2016), con il titolare, Marco Ottaviano, intenzionato a trasferire i pozzetti nel Mugello, lontano dal turismo di massa che, a suo dire, complica le cose per chi insegue una produzione di qualità.

Chiusure: Stefino | Bologna

In attesa di riaprire con nuovi soci, ha chiuso anche Stefino a Bologna, il regno di Stefano Roccamo, gelatiere bernoccolato, precursore del gelato bio, vegano e gluten-free, non sempre facile, a causa di un atteggiamento a volte integralista nella scelta degli ingredienti

Anche il panorama milanese rimane sempre frizzante e dinamico ma non per tutti.

Chiusure: Pasqualina | Milano

la pasqualina milano
Ha chiuso anche La Pasqualina, gelateria, pasticceria e cioccolateria aperta a Bergamo, esportata con successo a Porto Cervo, niente meno, infine replicata a Milano, ma che non ha incontrato il favore dei meneghini.

Chiusure: Pretto | Milano

pretto
Anche Pretto, catena veneta del gelato stellato (per realizzare i gusti principali sono stati chiamati chef affermati) ha ceduto i locali di piazza Duca d’Aosta e di corso di Porta Ticinese.

Da pochi giorni sono le sedi milanesi di Sandrino, altra catena di gelaterie, questa volta pugliese, che in questo modo resta nel capoluogo lombardo nonostante la chiusura della prima gelateria in S. Babila.

Chiusure: Claudio Torcè | Roma

gelato claudio torcè
Marcia a ritroso anche per Claudio Torcè, forse il più apprezzato maestro del gelato artigianale romano, ideatore di mille gusti invitanti e singolari, che ha chiuso buona parte dei locali con il suo nome nell’insegna (di proprietà e in franchising) per concentrarsi sulla gelateria di via dell’Aeronautica e sui due negozi di viale Aventino e Viale Marconi.

Ora, a leggere questa sfilza di chiusure si potrebbe osservare che in Italia il mercato delle gelaterie artigianali è saturo.

Non è così. Almeno a giudicare dal fermento che contrassegna questo avvio di stagione. Di cosa stiamo parlando? Ve lo raccontiamo subito.

Aperture: O.G.G.I. | Trieste

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L’Officina del gelato italiano, catena di gelaterie artigianali (#41 della classifica di Dissapore 2016), nata a Udine, con aperture successive a Varese, Bologna e in Spagna, a Barcellona, è appena sbarcare a Trieste, insieme al gusto simbolo, ovvero Pulcinella (ricotta fresca, scaglie di cioccolato di Modica, pistacchio e profumo di arance).

Aperture: Gambrinus | Perugia

Matteo Carloni, titolare di Gambrinus, gelateria che gli appassionati perugini di gelato artigianale conoscono bene per i 23 gusti fatti con latte e panna umbra (#67 della classifica di Dissapore 2016) apre la seconda insegna nel capoluogo umbro.

Aperture: La Gelateria della Musica | Milano

Torniamo a Milano, dove La gelateria della Musica, marchio notissimo in città anche per dividere gli appassionati tra sostenitori e detrattori, si appresta ad arrivare a a quota sette aperture, con un nuovo punto vendita nel quartiere Turro.

Aperture: Cioccolati Italiani | Milano

cioccolatitaliani bean to bar milano

Una delle novità più interessanti di questo inizio stagione è la trasformazione di Cioccolati Italiani di via De Amicis, già tempio pagano consacrato al dio cioccolato (anche se il gelato è tutt’altro che perfetto), in una vera fabbrica, così da intercettare la tendenza del bean to bar, cioè la produzione controllata in ogni fase, dalla fava di cacao alla tavoletta di cioccolato.

Altra novità: le coppe di gelato gourmet griffate da Leonardo di Carlo, campione del mondo di pasticceria e protagonista in tv de Il più grande pasticciere, che al modico prezzo di 12€ proveranno a rilanciare il servizio al tavolo, che nelle gelaterie artigianali è andato scomparendo col tempo.

Aperture: Gelatina | Genova

gelateria gelatina genova

Curioso esperimento quello di Gelatina, che diventa la prima gelateria artigianale italiana ad abbinare gelato e libri di gastronomia. In controtendenza rispetto alle dimensioni sempre più ridotte dei negozi contemporanei, anche lo spazio per presentazioni, esposizioni e workshop.

Aperture: Alimento | Brescia

Il gelato frutto di fermentazioni e probiotico, arricchito cioè con una gamma di nutrienti preziosi, è tra le tendenze 2017 da tenere d’occhio. La prima gelateria specializzata in gelati probiotici si chiama Alimento, aperta in centro a Brescia (via A. Gallo 2-8) da Cesare Rizzini, proposti abbinati anche alla pizza alla pala di qualità.

Aperture: Alberto Marchetti | Torino

casa marchetti torino
Nuovo cospicuo investimento per Alberto Marchetti (#15 nella classifica di Dissapore 2016) che sbarca nella centralissima Piazza CLN con Casa Marchetti, negozio.

E’ la scommessa del gelatiere torinese di raccontare passo dopo passo la produzione del suo gelato, in un negozio di due piani con spazio per show cooking, libreria di Slow Food, il cioccolato di Guido Gobino e il caffè della torrefazione San Domenico, presentazioni varie e vendita diretta degli ingredienti impiegati. A vista questa volta non ci sarà il laboratorio di produzione bensì provocatoriamente il magazzino, come segnale di trasparenza nei confronti della clientela.

Aperture: Frigo | Roma

Frigo, il camion-gelato di Cristina Bowerman, già trasformato in una vera gelateria al Mercato di Testaccio, trova spazio anche nei locali di Romeo e Giulietta, il bistrot di dimensioni maxi appena aperto dalla chef stellata nella capitale.

Aperture: La Giudecca | Roma  

gelateria la giudecca roma

Cosa significhi di preciso “gelateria & living” (dovrebbe alludere a un consumo più rilassato del gelato, un po’ nel mood di Starbucks, per capirsi), va chiesto direttamente ai gestori di questa bella gelateria in via Britannia 74, proprio a un passo da piazzale Tuscolo.

Aperture: World Wide Gelato | San Gimignano

world wide gelato

Sergio Dondoli della Gelateria di Piazza (#34 della classifica di Dissapore 2016) ha aperto una showroom a tema gelato, ed è ora proprietario del marchio World Wide Gelato che promuove nuove aperture all’estero da parte degli imprenditori del gelato artigianale italiano.

Aperture internazionali 

dolce neve

Non è ancora una vera tendenza, ma il gelato artigianale italiano, com’è giusto che sia, sta guardando all’estero con sempre maggiore attenzione.

Fatamorgana (#19° classifica Dissapore 2016), la nota catena romana fondata da Agnese Spagnulo, approda a Los Angeles, in zona Hollywood.

L’Albero dei Gelati (#9° classifica Dissapore 2016) mini catena brianzola specializzata in ingredienti freschi e tracciati, locali, quando possibile auto-prodotti nell’orto retrostante, raddoppia a New York.

Dopo Austin, in Texas, Dolce Neve, la gelateria dei fratelli Marco e Francesca Silvestrini, ha da poco aperto la seconda gelateria, questa volta a Houston.

Andrea Soban Andrea Soban

20 aprile 2017

commenti (11)

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  1. Traendo spunto dal servizio, mi sorge spontanea una domanda, perché il servizio al tavolo con preparazione di coppe golose, è quasi scomparso dall’Italia? In altre nazioni sopravvive , e anticipando le critiche, sottolineo che sopravvive con alcuni esempi di eccellenza, per esempio in Germania, a differenza di un tempo, si trovano prodotti di ottima qualità .

    1. sparute sacche di resistenza (del servizio di coppe gelato al tavolo) rimangono nelle località turistiche, anche e soprattutto quelle frequentate dai tedeschi.

      negli ultimi anni il layout delle gelaterie italiane si è appiattito sulla scopiazzatura del format di Grom che non le prevedeva.
      In realtà la marginalità del prodotto e soprattutto la stagionalità non consentono più la possibilità di avere locali ampi con tavoli e servizio annesso.
      E il consumatore italiano, generalizzando, non è granchè portato a spendere tanti soldi per un gelato

    2. Grazie della risposta, era una domanda che mi ponevo da anni, essendo in parte tedesco, sono spesso in Germania, dove ho sempre trovato coppe gelato ma quasi sempre di bassa qualità . Negli ultimi anni invece ho riscontrato una notevole crescita dal punto di vista qualitativo, come nei ristoranti italiani , ma la tradizione della coppa è rimasta inalterata, come quella dei famosi “spaghetti di gelato” .

  2. Andrea, andate a provare Excalibur a Cesana Brianza quest’anno.

  3. Parlando da utente romana.
    Carapina di Roma era una mezza (famo pure 3/4) sòla. Non se ne sentirà la mancanza.
    Torcè che era un gelataro eccezionale con sti franchising si era snaturato, era diventato un industriale. Va benissimo se riprende più in piccolo e in modo più naturale.
    La Giudecca è carino anche se non mi ha entusiasmato, il posto forse “poco gourmet” ma devo riprovarlo.

    1. E invece sulla piazza romana quali sono quelli che ti piacciono di più?

      🙂

  4. Il Mondo di Mezzo di Usmate (59° classifica Dissapore 2016) raddoppia e apre a Monza in centro.
    Un investimento importante che vedrà il ricercatore/gelatiere Giovanni Samuelli impegnato a tempo pieno in laboratorio e non più a part time come a Usmate. Questo garantirà maggiore attenzione alla produzione del gelato, qualità e scelta delle materie prime. Purtroppo la redazione non ne era al corrente perché sta avvenendo tutto molto in fretta.
    Grazie

  5. domandone: può un gelato ottenuto a partire da “basi” in polvere predosate ed imbustate definirsi “artigianale”?
    e se tipo ci fossero solo due basi impiegate per tutti i gusti (base crema e base sorbetto), laddove la base non sia calibrata millimetricamente in funzione dell’ingrediente principale….. ha senso tale definizione?
    no, perchè vedo in articolo una gelateria che opera così..

  6. Carapina: non mancherà a nessuno, in particolare ai romani! Poi il truck sui lungarni ha costi molto più bassi.
    Ottaviano: troppo gourmet per il centro di Firenze?
    Torce’: ormai si è perso fra troppi punti vendita e centnaia di gusti. Un creativo immolato ai fatturati.
    Fata Morgana: già dopo la proliferazione degli shop romani era in fase calante, non oso pensare cosa accadrà con l’internazionalizzazione.
    Nel settore nuove apertura ce ne sono due che non rispondono minimamente ad una vera idea di gelato naturale ma i cui gestori sono fenomeni della comunicazione.
    In vista della prossima classifica, se ce la fate, fate un giro nella provincia toscana in particolare a Pienza alla gelateria Buongusto dove Nicola e Giuseppe lavorano in modo totalmente naturale e a Terranuova (Ar) dove Claudio Cavaliere ha trasferito il suo Cassia Vetus lanciando i sorbetti cremosi alla fruta secca e al cioccolato con risultati eccellenti.
    Per Stefino mi dispiace davvero!

    1. Quando uno sa tutto, sa proprio tutto. Addirittura sulle nuove aperture 😄😄😄

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