Dove vanno gli chef di New York a mangiare l’hamburger

Hamburger. Nessun luogo, nessuna città come New York può vantare un legame altrettanto intimo con la storia della gustosa polpetta schiacciata.

Arrivato, secondo la leggenda, assieme ai marinai tedeschi che, partiti dal porto di Amburgo, sbarcavano sulle coste americane, l’Hamburg Steak si è diffuso rapidamente nei territori d’oltreoceano.

La leggenda narra anche che il primo hamburger così come lo conosciamo oggi, vale a dire  contornato da foglie di lattuga, pomodoro, cipolla e racchiuso all’interno di un morbido panino, sia nato nel quartiere TriBeCa, uno dei quartieri ancora oggi più alla moda di New York.

Oggi, l’hamburger è uno dei cibi più diffusi e apprezzati a New York, anche in relazione al fatto che, per gli abitanti della Grande Mela, il patty (polpetta) nel panino non si prepara né si mangia a casa ma esclusivamente “fuori”, nelle hamburgherie. La nostra rubrica sui 5 errori da non fare preparando l’hamburger servirebbe a poco.

E proprio per fare un po’ di ordine tra le centinaia di hamburgherie sparse ovunque  sul territorio americano, il magazine dell’agenzia di stampa “Bloomberg” ha stilato una classifica degli 11 migliori hamburger gustabili a New York, in base ad un particolare criterio di selezione.

Nella classifica, infatti, sono segnalati i burger preferiti dagli chef, quelli più graditi dopo ore di servizio trascorse  in piedi, tra pentole e pignatte, e che riescono a soddisfare il loro esigente palato.

Eccoli.

Double Burger con formaggio: Hard Times Sundaes

double burger

Il burger classico, imponente, di sana e tradizionale cucina americana, è il preferito  dallo chef Will Horowitz del ristorante Harry&Ida.

Horowitz preferisce il ricco e sontuoso doppio cheeseburger servito nel locale di Brooklyn “Hard Times Sundaes”, burger per cui spende parole da vero poema epico: “un eroe sconosciuto in un mondo tragico di panini imbottiti e troppo cari”.    

Il prezzo è di 9,50 dollari.

Hard Times Sundaes – A UrbanSpace Vanderbilt 230 Park Avenue.

Cheeseburger: Joe Jr

cheeseburgerjoe jr

Per  lo chef Bobby Hellen, del ristorante GG, il miglior cheeseburger della città è quello di una delle più classiche tavole calde newyorkesi, dove viene servito praticamente di tutto, dai cereali per la colazione alle gaufre francesi.

Il locale è  stato scoperto da Hellen quasi per caso, girovagando in cerca di un buon hamburger con formaggio con cui sfamarsi dopo gli estenuanti turni nelle cucine dei dintorni.

Prezzo, 4.90 dollari, per un hamburger da gustare in tutta calma nella sala gradevole con pannelli di legno e la luce pigra che filtra dalle finestre, facendovi sentire un po’ yuppie (esistono ancora?).

Joe Jr. ,  167 3rd Avenue 

Chargrilled burger: Spotted Pig

chargrilled burger

April Bloomfield, autrice di libri di successo e vincitrice del premio di “chef dell’anno” istituito dall’autorevole James Beard Foundation, e in assoluto, la fabbricante di hamburger preferita da Dissapore, è l’ideatrice del “Chargrilled burger”, hamburger composto da una polpetta di carne da mezza libbra insaporita con formaggio Roquefort, e racchiusa nel consueto, morbido panino.

Questa prelibatezza è in vendita presso The Spotted Pig, il gastropub del West Village, uno tra i ristoranti newyorkesi più influenti delle ultime due decadi grazie ai burger, ovviamente, agli gnudi (ravioli di origine toscana), ai toast come quello al fegato di pollo, ai gustosi piatti vegetariani.

Secondo la chef Missy Robbins, del ristorante Lilia, il Chargrille burger è il migliore hamburger di quelli messi in lista da April Bloomfield e dal suo socio Ken Friedman.

25 sono i dollari da  spendere per poter gustare questa specie di opera d’arte culinaria.

The Spotted Pig, 314W 11th Street. 

Hamburger: JG Melon

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Un hamburger scoperto durante feste e scorribande adolescenziali  per lo chef Daniel Eddy, del ristorante Rebelle, e mai più dimenticato. Eddy lo ricorda con affetto, come l’hamburger del cuore, facendogli rivivere estati roventi e notti vagabonde.

E ritiene che ognuno ne abbia uno, di hamburger del cuore, simbolo di  amicizia e convivialità.

Quello di JG Melon costa 11,95 dollari.

JG Melon, 1291 3rd Avenue

Bash-Style Burger: Burger&Barrel

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Per Thomas Chen, chef del ristorante Tuome nell’East Village, il burger preferito è quello in perfetto “Bash-Style”, vale a dire un vero trionfo di gusto a base di composta di cipolle dolci e bacon, sottaceti, American cheese e salsa speciale.

Da accompagnare rigorosamente con una pinta di birra IPA, giusto per mantenersi leggeri.

Prezzo, 19 dollari.

Burger&Barrel, 25 W Houston Street

Salvation Burger: Salvation Burger

salvation burger

Di nuovo April Bloomfield nell’elenco, ma con il nuovo locale aperto quest’anno, sempre insieme a Ken Friedman, all’interno del Pod 51 Hotel. Tra insalate alle orecchie di maiale, zuppe di piselli dolci, cozze al curry, torte al cioccolato, e una lunga lista di birre artigianal –tutto molto caro ma squisito– “Salvation Burger” propone l’omonimo panino di cui cura tutto, persino la cottura del bun, cioè del pane.

Anita Lo, chef proprietario di Anissa, ne idolatra la perfezione geometrica: in ogni boccone c’è parte di tutto.

Il prezzo è di 25 dollari.

Salvation Burger, 230 E 51st Street.

The Burger: The NoMad Bar

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Hamburger tutta leggerezza per Dominique Ansel, geniale inventore del “cronut” (il donut con l’impasto del croissant, chi lo ricorda?).

Il suo panino preferito è morbido e succoso grazie a generose dosi di strutto e midollo di vacca, anche se, purtroppo,  la salsa segreta rimane un mistero, con gran disappunto di Ansel.

Prezzo, 18 dollari.

NoMad Bar, 1170 Broadway

Green Chile Cheeseburger: Mission Cantina

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Melissa Weller, chef di Sadelle’s, svela alcuni segreti riguardo a questo delizioso burger con salsa piccante. Il bun di pane è sottile, in modo da esaltare maggiormente gusto e consistenza del formaggio, e la salsa piccante, fatta con peperoncino fermentato, dona quel tocco in più di trasgressione gastronomica.

Il tutto al prezzo di 18 dollari. Inoltre, Mission Cantina è noto per proporre cucine periodiche e a tema, e questo pare proprio essere un’ottima scusa per proporre hamburger a tutto spiano.

Mission Cantina, 172 Orchad Street 

Classic Burger con formaggio: Harlem Shake

harlem shake

Adam Kuban, fondatore del blog “A Hamburger Today”, si esprime sul più classico e basico degli hamburger, quello cioè esclusivamente a base di carne e formaggio.

La sua scelta ricade su Harlem Shake, locale dove, a suo dire, la polpetta viene cotta a puntino sulla piastra, rimanendo  gradevolmente croccante tra le due sottili fette di morbido pane.

Prezzo, 6,95 dollari.

Harlem Shake, 100 West 124th Street

Burger Ladies’: Long Island Bar

burger ladies

Il Brooklyn Long Island Bar probabilmente è più conosciuto per i cocktail del bartender Toby Cecchini, autorità in materia e columnist del New York Times, che per gli hamburger, ma la chef Elise Kornack ci svela che è anche il luogo dove trovare il suo burger preferito.

Il bun è morbido e la carne è succosa ma con una lieve crosticina  arrostita e invitante. La salsa speciale ricorda vagamente quella di McDonald’s ma in versione più leggera, con cetrioli acidi in salamoia e  coriandolo.

Prezzo, 15 dollari.

Brooklyn Long Island Bar, 110 Atlantic Avenue (Brooklyn)

Burger in padella: GG’s

gg

Lo chef Adam Schop non ha dubbi: la cosa più importante, per lui, è l’equilibrio tra le parti.

Un equilibrio che ritrova perfettamente da GG’s, dove si può gustare un ottimo hamburger con una polpetta dai bordi  gradevolmente croccanti nonché formaggio avvolgente e filante di ottima qualità.

Prezzo, 16 dollari.

GG’s, 511 E 5th Street

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

31 agosto 2016

commenti (9)

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  1. Ne ho provati diversi di questi hamburger, ed erano tutti buonissimi.
    Finora la ricerca di un burger di qualità simile in terra italiana si è rivelata infruttuosa; il più delle volte ho assaggiato delle polpette alquanto secche.

  2. non posso non notare la variabilità del prezzi, da 4,90 a 25 dollari

  3. Sicuramente saranno buoni, ma a mio avviso l’hamburger ha senso quando lo si riesce ad addentare…se per mangiarlo devo smontarlo e usare coltello e forchetta, non ha senso, tanto vale chiedere una bistecca.
    Anzi, a leggere alcuni prezzi qui sopra, con 25 dollari mi mangio piuttosto una signora bistecca, eccome.

    1. A New York le signore bistecche a 25$ non si trovano esattamente ad ogni angolo, purtroppo…

    2. E allora, che i newyorkesi si tengano i loro hamburger di 25 dollari, e pure le bistecche da non so quanti dollari 😀

    3. Orval87…ma statti citto ogni tanto…male non può farti…

  4. Orval si vede che non conosci la scena newyorkese…tra l’altro gli hamburger in italia costano in media molto di + di quelli sopracitati

    1. Non mi occorre conoscerla a fondo per dire che spendere 20/25 dollari per un hamburger è per gente che non sa come bruciare i soldi.

  5. carino l’articolo, ma attenzione ai falsi amici tra italiano e inglese: “a decade” in inglese significa un periodo di 10 anni; in italiano “una decade” è una serie di dieci unità o un periodo di 10 giorni. il che farebbe diventare un po’ meno meritorio l’essere “uno tra i ristoranti newyorkesi più influenti delle ultime due decadi”…

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