A fare il 1° e il 2° hamburger più buoni di New York è la stessa persona

E dopo il successo di Spotted Pig, il lugo cult newyorkese dove gustare uno tra i migliori hamburger del mondo –come Dissapore aveva prontamente segnalato–, April Bloomfield ha aperto, sempre a New York, un secondo, salvifico ristorante dedicato al tema: Salvation Burger.

E qui, si ha la definitiva conferma –caso mai ce ne fosse bisogno– che sì, anche la nuova hamburgheria aperta con il suo socio, Ken Friedman, dimostra che Ms. Bloomfield con gli hamburger ci sa veramente fare.

E nel nuovo ristorante gli hamburger sono veramente i protagonisti.

I  panini farciti con le piatte polpette di carne –o “patty”– dominano incontrastati sulle altre proposte del locale e ben tre, dei cinque piatti principali, sono a base di hamburger, e tutti accompagnati da morbidi panini.

Gli hamburger qui prevedono due versioni della gustosa polpetta di carne, che può essere spessa, di uno spessore quasi triplo rispetto ai burger cui siamo abituati, o sottile come dalle nostre parti.

salvation burgersalvation burger doppioapril bloomfield

Facile da intuire che l’hamburgher che dà il nome al locale, il Salvation Burger, sia di quelli che contegono il patty più spesso, praticamemente come una bistecca, composto di macinato di manzo allevato a terra, formaggio e funghi, e cotto come fosse una vera bistecca, vale a dire su una piastra grill alimentata a legna.

Ed è proprio questa cottura che regala all’hamburger una deliziosa crosticina arrostita, mentre l’interno della carne rimane morbido, succoso e succulento.

Ma anche gli hamburger meno “salvifici” si rivelano comunque squisiti, come il “Classic”: se il Salvation burger richiama alla mente atmosfere da steakhouse, il Classic ha invece l’autentico sapore dell’America.

classic salvation burger

Due morbide polpette di carne –più sottili rispetto a quelle del Salvation Burger– perfettamente arrostite sulla piastra, che strabordano voluttuosamente fuori dal pane, grondanti di salsa “speciale” e di formaggio fuso, che praticamente si risolve in una seconda salsa, tutto impreziosito dai morbidi sottaceti nascosti all’interno. Questa è New York!

Basterebbero già questi due hamburger a soddisfare tutte le tonalità di lussuria legate a un panino, ma  il locale propone un’altra serie di delizie.

Per gli insensibili al richiamo della carne di manzo, o per i vegetariani, Blommflied propone infatti uno squisito burger vegetariano, fatto con un impasto a base di lenticchie, carote e farina di patate bianche americane, con condimento di spezie indiane.

salvation burger vegan

Un burger che non vuole scimmiottare malamente i burger di carne, ma che costituisce un’ottima, squisita proposta a sé stante. E neppure mancano le tentazioni per chi ama il pesce, con burger a base di pesce fritto.

Ma ciò che rappresenta un vero punto di forza del locale, oltre ai burger, è sicuramente il pane.

Morbidi, fraganti burrosi panini autoprodotti sul modello dei Parker House Rolls (i soffici panini che, narra la leggenda, furono invnetati nel 1870 al Park House Hotel di Boston, da un cuoco arrabbiato che li buttò in forno senza curarli più di tanto), e che danno il loro contributo alla bontà dei sontuosi hot dog  formato extra large, venduti a un prezzo di 14 dollari, prezzo che li penalizza eccessivamente.

salvation burger, panesalvation burger hot dog

Anche se però, i 25 dollari sborsati per un Salvation Burger non hanno demoralizzato i clienti che, spesso, vi aggiungono anche la loro dose di patatine fritte, a un costo extra di 7 euro.

Patatine che però, a volte, potranno esservi servite flosce e intrise di olio, invece che croccanti e dorate. E se, infine, la combinazione di ostriche arrostite spalmate con salsa dolce all’aglio può non convincere, il chili con manzo del Salvation Burger è invece un must del locale che non si deve assolutemnte perdere.

salvation burger, patate

Note dolenti, invece, per i dolci.

Quasi nessuno dei dolci del Salvation burger è degno di lode: croste troppo sottili e morbide per le torte standard, e guarniture in cemento armato per le torte farcite, come la torta cremosa alla banana.

Buoni invece i dolci fritti, ripieni di mele o mirtilli, ideali da essere mangiati con le mani, magari passeggiando, se solo il locale si attrezzasse di apposite buste in carta oleata di cui, però, è completamente sprovvisto.

salvation burger new yorksalvation burger

Per quanto rigurda i tempi, fortunatamente il Salvation Burger si differenzia notevolmente dallo Spotting Pig, dove ancora oggi si formano code di gente in attesa e non è possibile prenotare.

Al Salvation burger inoltre, una cena normale, dessert compreso, non vi porterà via l’intera nottata come allo Spotted Pig dove, dopo un’attesa interminabile, a volte anche nell’ordine di due o tre ore, dovrete mettere in conto pure un altro paio di ore per essere serviti, con camerieri che sembrano avere in mente solamente quel che faranno una volta finito il turno, più che prendere le ordinazioni.

spotted pigspotted pig

Allo Spotted Pig, però, attese a parte, si può veramente gustare non solo uno tra i migliori hamburger di New York ma anche altre delizie, quali la zuppa di eglefino affumicato (una sorta di merluzzo), cremosa e rinfrancante, adatta alle gelide temperature invernali, o una corroborante zuppa dolce di piselli e stinco di prosciutto, che vi riporterà immediatamente ad atmosfere primaverili.

E poi ancora l’insalata amara con limone e orecchie di maiale fritte (…), gli gnudi, una sorta di gnocchi con spinaci di origine toscana, o le cozze in salsa speziata.

hamburger spotted pighamburger spotted zuppa

Ma nonostante la bontà di alcuni piatti, anche allo Spotted Pig ci sono cose che potrebbero essere migliorate. Come la cottura degli gnocchi con latte di pecora, duri e gommosi, o i toast con fegato di pollo, eccessivamente dolci a causa della riduzione di Porto e Madera, o l’ingombrante salsa di rafano, così invadente e fredda da congelare a tempo di record anche la bistecca su cui è appoggiata.

Luci e ombre quindi anche per lo Spotted Pig che, quando fu recensito la prima volta dal New York Times, nel 2006, si vide assegnare dal critico Frank Bruni, tra piatti al top e piatti deludenti, una sola, singola stella.

Con una certezza, però: se siete a New York, non potrete assolutamente perdervi gli hamburger di Spotted Pig e Salvation Burger.

salvation burger torta mele

Ma lasciate perdere invece dolci e fegato di pollo.

Salvation burger: da 5 a 10 euro per Classic, fish on buns, veggie burger e torte dolce.

Spotted pig: snack e stuzzichini dai 4 ai 20 dollari. Piatti principali dai 25 ai 36 dollari

Andrea Soban Andrea Soban

16 ottobre 2016

commenti (5)

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  1. L’hamburger secondo me ha senso quando si riesce a mangiarlo con le mani.
    Diversi hamburger nelle foto qui sopra sono chiaramente impossibili da mordere, e sono chiaramente fatti per essere smontati e mangiati con coltello e forchetta, un controsenso a mio avviso…a questo punto per me non hanno senso, mi prendo piuttosto una bistecca.

    1. ehm, che sappia io si dice e si scrive patty. Paddy è il diminutivo di Patrick, usato in Irlanda

  2. Non ricordo da quanto tempo non mangio un panino con la svizzera dentro.Nessuno snobismo,mi fosse capitato lo avrei mangiato come altre volte in mancanza di meglio a portata di mano.Un piatto veloce,quando appunto non si ha di meglio da mangiare.Un piatto veloce e non caro.Era il concetto alla base del successo dell’ hamburger,e per me e’ rimasto tale.
    L’idea delle classifiche,dei migliori locali in giro per il mondo dove andare a cercare la polpetta ,degli scièf della svizzera,mi ricordano uno dei pochi film divertenti di Stallone, dove si mostrava un futuro verso il quale ci stiamo avvicinando.Un mondo con il trionfo del politically correct e degli hamburger e della pizza gourmet.E bravo Stallone.

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