Pasticcerie italiane: 20 dolci a cui è inutile resistere

Qualcuno deve rendere omaggio ai pasticcieri veri e propri, i maestri che si distinguono per innovazione, assortimento, packaging, esposizione e soprattutto per i dolci a cui è inutile resistere.

Ecco, abbiamo pensato di farlo noi.

Seguono 20 pasticcerie che vi auguriamo di frequentare spesso.

#20 PASTICCERIA VOLPE

Babà napoletano

Sui Colli Aminei a Napoli, dove regna incontrastato “o  babà”, l’artigiano al suo servizio si chiama Gennaro Volpe. Ma oltre a Messer babà, porta avanti con onore (e gratitudine dei napoletani) altre missioni di alta pasticceria.

Se per colazione i lievitati la fanno da padroni, durante il giorno si può scegliere se morire di dolci tradizionali (zeppole e sfogliate) o osare con qualcosa di più contemporaneo.

Alla Pasticceria Volpe ci si può anche solo prendere un caffè, ma davanti a quel popò di scelta dolce, credo che opterete per un caffè “mangiato”.

Pasticceria Volpe – Viale Colli Aminei n°225 – Napoli

#19 L’ARTE BIANCA

pasticciotto

Dolce simbolo: Pasticciotto al limone

Antonio Campeggio è meglio di Ridge Forrester. Non si parla di mascelle, ma di sfilate: nella pasticceria di Parabita, in provincia di Lecce, per presentare i nuovi dolci in base alle stagioni si costruiscono delle vere e proprie passerelle, dove fanno bella mostra di sé i dolci che, partendo dalla tradizione locale, vengono reinterpretati dall’estro del pasticcere.

E i nuovi modelli autunno inverno non sono male: un esempio sono i dolci di marzapane farciti con varie gelatine.

L’Arte Bianca – Via Don Luigi Sturzo, 1 – Parabita (LE)

#18 MANNORI ESPACE

Dolce simbolo: Setteveli

La tradizione è bella anche se rivista. Sempre che chi la rivede ci veda lungo. Luca Mannori non soffre certo di miopia, e guarda un po’ più in là di tanti pasticceri che vorrebbero, ma poi si perdono in un bicchiere di zucchero.

Nel suo piccolo gioiellino di Prato si parla un po’ francese (con i croissant parigini per davvero), si fa colazione con una ventina di dolci studiati ad hoc per iniziare bene la giornata.

C’è anche lo sweet street food in bicchiere, mica che vi venisse voglia di mangiare qualcosa tornando a casa.

Mannori Espace – Via Lazzerini, 2 – Prato

#17 SAL DE RISO

delizia al limone, sal de riso

Dolce simbolo: Delizia al limone o ricotta e pera

Chi non lo conosce ormai? Sal è uno dei mattatori del palcoscenico dolce di questi ultimi anni, e la sua pasticceria è un’istituzione per chiunque abbia “quella voglia” che non sa bene visualizzare.

Perché “quella voglia” si palesi chiara nella vostra mente dovete entrare in questa pasticceria e lasciarvi andare.

Quelli di De Riso sono dolci legati a doppio filo col territorio amalfitano, grazie a materie prime che rappresentano solo il meglio del qui e ora. Menzione speciale anche per i dolci ai fichi del Cilento e le nocciole di Giffoni.

Sal De Riso – Piazza Cantilena, 1 – Minori (SA)

#16 ERNST KNAM

Dolce simbolo: Mousse ai tre cioccolati

Sembra una bomboniera e profuma di cioccolato: la dolce bottega gourmet di Ernst Knam a Milano è diventata, anno dopo anno, un luogo di culto per chi per il cioccolato ha una malattia. Sperimentazione e tecnica sono le doti del Maestro di origini tedesche che ha iniziato dalle basi e oggi può permettersi di rivedere tutto in forme e ardite combinazione che non vi sareste mai potuti immaginare. Come, per fare solo uno dei mille esempi, le praline con capperi e limone.

Ernst Knam -Via A. Anfossi, 10 – Milano

#15 CAFFE’ SICILIA

cassata, caffè sicilia

Dolce simbolo: Cassata

Noto merita di essere visitata per molti motivi. Uno di questi, più profano di altri ma altrettanto importante, è quello di visitare la pasticceria di Corrado Assenza.

Potremmo dire che è un maestro dell’arte dolce, ma non diremmo tutta la verità: questo signore, infatti, gioca a comporre i dolci della sua terra mettendoci sempre quella punta di salato che rende ogni sua creazione un’emozione nuova.

Magari piccante, magari al gusto zafferano, magari usando la zucca.

Corso Vittorio Emanuele, 125 – Noto (SR)

#14 RINALDINI

Dolce simbolo: MacaRal (macaron)

In molti conoscerete già quest’uomo dalle mille virtù.

Oltre ad essere stato pasticcere dell’anno nel 2013, aver scritto libri ed essere diventato un volto della tv, Roberto Rinaldini è il deus ex machina di questa bellissima pasticceria nel cuore di Rimini, dove basta un’occhiata per capire che siete nel posto giusto.

Provocatorio e un po’ spudorato (realizza su ordinazione anche abiti di zucchero), in laboratorio è preciso nella calibrazione delle sue personali ricette e dotato di dolce buon gusto nelle presentazioni.

Rinaldini – Via Coletti, 131 – Rimini

#13 PASTICCERIA AGRICOLA CILENTANA PIETRO MACELLARO 

Perlanera, pietro macellaro

Dolce simbolo: Perlanera (torta al cioccolato e ricotta di bufala)

Per chi ama i dolci e nemmeno in fase dessert rinuncia al cibo biologico, allora questo è il tempio delle meraviglie che andavate cercando.

A Piaggine, all’interno del Parco Nazionale del Cilento, troverete questa pasticceria che, grazie alla personalità di Pietro Macellaro, offre dolci che hanno radici profondissime con la terra.

Gli ingredienti per queste golose creazioni provengono dall’azienda agricola di famiglia, dove si coltivano frutteti biologici, oppure da aziende selezionate che rispettino i parametri di questo pasticcere 2.0.

Pasticceria Agricola Cilentana Pietro Macellaro – Via Madonna delle Grazie, 28 Piaggine (SA)

#12 MARTESANA

Dolce simbolo: Torta Martesana (torta paradiso con crema pasticciera)

A Milano la Pasticceria Martesana è un passaggio obbligato, in diversi momenti dell’anno. In base ai periodi e alle stagioni  Davide Comaschi realizza piccole meraviglie che i milanesi sembrano apprezzare molto.

Sarà per questo che, di recente, è stato aperto un nuovo punto vendita in Paolo Sarpi.

Il cioccolato (le praline in special modo) sono qualcosa che dovete assolutamente provare prima di uscire con sottobraccio panettone o colomba.

Martesana, Via Cagliero, 14 – Milano

#11 CRISTALLI DI ZUCCHERO

pain au chocolat, cristalli di zucchero

Dolce simbolo: Pain au chocolat

Una colazione nel paese delle meraviglie: a Roma si può. In questa pasticceria capitolina, che ormai detta le regole della new wave romana in fatto di dolci, potrete confondere la colazione col pranzo principale. A farvi cadere nel tranello è una spaventosa varietà di cose buone, dai croissant con la frutta alle ciambelle.

Cristalli di Zucchero – Via di Val Tellina, 114 Roma

#10 CORTINOVIS

Dolce simbolo: Sassi di Ranica (nocciole caramellate al cioccolato)

Due generazioni che s’incontrano in laboratorio.

Siamo nella bergamasca, e questa perla a conduzione famigliare riesce nel più difficile dei compiti: mettere insieme un padre e un figlio che, lavorando gomito a gomito, mantengono due identità distinte eppure conquistano tutti.

Dolci della tradizione incontrano novità più spericolate in un ambiente confortante e davvero famigliare.

Cortinovis, Via G. Marconi, 29 Ranica (BG)

#9 L’ORCHIDEA

Perla rossa, l'orchidea

Dolce simbolo: Perla rossa (torta con crema di limone e fragoline di bosco)

Non vi aspettate una pasticceria come siete abituati a immaginarla. In un paesello del Vallo di Diano, esattamente dove non credereste mai, L’Orchidea è una parentesi di haute couture dell’arte dolce.

Questo locale, che sembra calato dall’alto, è di un’eleganza rara e le creazioni di Giuseppe Manilia sono una meraviglia che vale la pena provare.

Insomma, da mettere in agenda per il vostro prossimo tour da queste parti. Ricordatevi i cornetti, mi raccomando.

L’Orchidea, Via Cesare Battisti, 24 Montesano sulla Marcellana (SA)

#8 NUOVO MONDO

Dolce simbolo: Pesche di Prato (pasticcini)

Prendete, ad esempio, un pasticcere che ama la sua terra. Come fare a renderle omaggio nel modo più vero e puro?

La risposta l’ha trovata Paolo Sacchetti, andando alla ri-scoperta di alcuni dolci toscani ormai caduti nel dimenticatoio.

Lui, con una manina santa che non vi sto neanche a dire, li ha riportati a nuovi splendori, grazie all’uso di materie prime di grande qualità e al suo coraggio imprenditoriale.

Nuovo Mondo, Via Garibaldi, 23 Prato

#7 PASQUALE MARIGLIANO

La ricetta perfetta - pastiera

Dolce simbolo: Pastiera

Pluripremiato (e non a torto) Pasquale Marigliano ha dato il proprio nome alla pasticceria che sta alle pendici del Vesuvio e che è un indirizzo prezioso per tutti quelli che di dolcezza non ne hanno mai abbastanza.

Nel laboratorio di San Gennarello di Ottaviano convivono senza farsi la guerra dolci angioini e partenopei, Parigi e Napoli, tecnica e genio.

Consiglio: pastiera, cioccolato e praline da provare senza remore, e poi buttatevi in tutto il resto, tanto qui non si sbaglia mai.

Pasquale Marigliano, Via D’Annunzio 23, San Gennarello di Ottaviano (NA)

#6 DALMASSO

Dolce simbolo: Pasticceria mignon

La tradizione piemontese in pasticceria è sempre un bel vedere.

Nessuna eccezione per questa pasticceria che è da scoprire dolce dopo dolce, mignon dopo mignon, un cioccolatino dopo l’altro.

Alessandro Dalmasso, d’altronde, non delude: né con le ricette storiche e classiche che esprimono il meglio del Piemonte, e nemmeno quando cerca nuove fantasie da mettere sotto i vostri denti.

Dalmasso, Corso Laghi, 10 Avigliana (TO)

#5 BIASETTO

croissant pistacchio biasetto

Dolce simbolo: Croissant al pistacchio

Volto noto, anzi notissimo. E non solo perché “va in televisione”, ma perché Biasetto si è ritagliato un posto d’onore tra i grandi pasticceri italiani (e anche tra quelli internazionali) a suon di passione e lavoro.

Nella sua elegante pasticceria di Padova i risultati di tanto impegno, costanza e precisione (dote non trascurabile per questa disciplina) si sentono tutti: dal cioccolato ai mignon, qui tutto ha un’aura quasi mistica.

Il rispetto delle materie prime, si sa, è santo.

Biasetto, Via Facciolati, 12 Padova

#4 ACHERER PATISSERIE

Dolce simbolo: Strudel

Sulla via principale di Brunico, se l’avete percorsa, vi sarà di certo caduto l’occhio sulle vetrine da super-salivazione di Acherer, una perla rara e preziosissima nel panorama trentino e anche ben oltre.

I macaron di questo signore garbato (Andreas Bucherer) sono belli da vedere e non vi dico da mangiare, i cioccolatini poi ve li ricorderete assai.

Anche quando le vacanze in montagna saranno ampiamente finite.

Acherer, Via Centrale, 8b Brunico (BZ)

#3 BESUSCHIO

Besucchio, colomba

Dolce simbolo: Colomba

Trattasi di vera e propria boutique, dove i Pasticceri con la P maiuscola si sono passati il testimoni per qualcosa come 5 generazioni.

E, a giudicare dai dolci (di una bellezza rara e di una geometria che sfiora la perfezione) la famiglia Besuschio a questo, e non ad altro, era destinata nella storia: farci letteralmente innamorare di pasticcini, torte, praline e lievitati.

Il fascino retrò della boutique sotto i portici, poi, è impagabile.

Besuschio, Piazza Marconi, 59 Abbiategrasso (MI)

#2 GINO FABBRI PASTICCERE

Dolce simbolo: Millefoglie

Dal 1982, quando ha aperto i battenti, questa pasticceria che porta il nome e cognome di uno dei fenomeni assodati dell’arte dolce, non ha mai deluso.

Fabbri cura tutto nel dettaglio, con una gestione famigliare di quelle vere, e riesce a comporre in laboratorio delle cosucce che voi umani…

Chiudete gli occhi e scegliete alla cieca: male non andrà.

Gino Fabbri Pasticcere, Via Cadriano, 27 Bologna

#1 PASTICCERIA VENETO

Panettone Iginio Massari

Dolce simbolo: Panettone

Anche se su di lui e sulle sue creature delle meraviglie vi abbiamo già detto tutto, diciamo anche che il Maestro Iginio Massari non ci stanca mai.

Saranno i baci di dama, saranno i panettoni e i lievitati, sarà che entrando nella sua pasticceria si respira aria di leggenda.

E non tanto per dire, ma perché questo signore non sbaglia un colpo, è una sorta di enciclopedia dell’arte dolce vivente e uscire da qui con un sacchettino con la sua firma è sempre un gran bel regalo.

Pasticceria Veneto, Via S. D’Acquisto, 8 Brescia.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Rossella Neiadin, Scatti di Gusto, Marco Sartorato,

Carlotta Girola Carlotta Girola

commenti (22)

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  1. Acherer è a Brunico prov. di Bolzano quindi
    Altoadige/Suedtirol non Trentino

    1. fa lo stesso dai in fondo Trentino Alto Adige e’ un unica regione

    2. A franketiello: stai scherzando, vero??

    3. penso di no,per quello che so di geografia

    4. La situazione è un filo più complessa, franketiello; formalmente la dizione “regione TAA” è rimasta solo nell’articolo della Costituzione, ma lo statuto di autonomia parla di due provincie autonome. E anche ogni documento ufficiale menziona distintamente la provincia autonoma di Trento e di Bolzano-Sued Tirol.

    5. appunto e’ una regione con due provincie autonome,alla fine non penso di aver detto una sciocchezza,si parlava di regione e non di provincie

    6. Brunico è in Trentino come Rimini sulla “Riviera Emiliana”, suppongo. 😀

      Molti non li conosco, ma Cristalli di Zucchero non lo ricordo come qualcosa di imperdibile….

  2. non ho capito la censura a proposito del baba’,se qualcuno me la puo’ spiegare lo ringrazio

    1. Forse sei tu che dovresti spiegarti meglio, dal momento che il babà è il primo dolce della lista.

    2. intendevo sul fatto che mi hanno cancellato degli interventi,anche se vedo che hanno corretto la dicitura in o’ baba’,tutto qui

  3. Proponete magari una bella fetta di tiramisù come simbolo anzichè il francesissimo macaron, molto meglio.

  4. A me Fabbri non è mai piaciuto e davvero mi chiedo come mai sia considerato un grande pasticcere…forse un grande cioccolatiere ma nei top 20 di Italia non ci sta proprio…inspiegabile davvero (anzi chiederei agli editor di Dissapore di farci un giro da Fabbri per avere un parere autorevole!)

  5. Bisogna avere una conoscenza pari a zero della pasticceria siciliana per infilare, in una classifica di 20 dolci, appena un siciliano. E per giunta una cassata fatta dal Caffè Sicilia di Noto. Con tutto il rispetto per Corrado Assenza, che è sicuramente un grande innovatore, quel posto sta alla cassata come il pandoro sta a Orgosolo. Davvero, cara Carlotta, ma tu sai cos’è la pasticceria siciliana, o prendi per buono le scemenze che scrivono nelle guide?

    1. Ha ragione, ma dissapore ha sempre la bussola sbilanciata a nord. Non è cattiveria, è proprio che sotto Firenze conoscono poco.

  6. riguardo l’Arte Bianca del maestro Campeggio, leggere “pasticciotto al limone” mi fa un pò sorridere…la crema del pasticciotto è generalmente al limone, piuttosto al giorno d’oggi tante pasticcerie salentine propongono delle varianti -l’obama, crema al pistacchio ecc…-
    Da provare assolutamente la pasta di mandorla, mai mangiata così buona benché in salento sia una tradizione. è a pochi km da Gallipoli e Nardò, val la pena farci un salto in estate se ci passate

  7. vabbè, sono a dieta e mi metto a leggere questi articoli… stupida, stupida, stupida, stupida!

    1. io solo leggendo l’elenco sono ingrassato 3 kili

    1. Carino il trucchetto di cambiare la data del post. Era del 14 gennaio, dopo il mio commento, ora è del 10 ! Magia dell’internet!

    2. strano che i primi commenti siano rimasti al 14 gennaio :-)))

  8. Sal de Riso ricotta e pere imbattibile.

    Bravi per la correzione dell’errore di redazione.

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