Perché, precisamente, una persona normale decide di aprire un avocado bar?

Partiamo dal titolo: perché, vi starete chiedendo, aprire un ristorante, un caffè, un bar dedicato interamente all’avocado?

Per via delle sue presunte virtù terapeutiche? Perché ha delle potenzialità gastronomiche che i più ignorano? Per la sua consistenza burrosa? Per il retrogusto di nocciola?

Bastano queste caratteristiche a giustificare l’altrimenti inspiegabile serie di aperture internazionali dedicate al morbido frutto esotico?

Avocado nei toast, come appetizer, ma anche come smoothie o sotto forma di gelato: avocado ovunque e comunque.

E ora, anche all’Avocado bar: il primo locale italiano, fresco di apertura, interamente dedicato al frutto esotico che ormai ha conquistato anche i palati italiani, oltre a quelli del resto del mondo.

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L’Avocado bar si trova a Roma, nel quartiere Monti, in via della Madonna dei Monti 103, ed è nato grazie all’idea di Dario e Francesco, due giovani appassionati, ovviamente di avocado, che s’impegnano a proporre il frutto del momento in mille modi diversi.

Proprio come altri quattro ragazzi italiani, che lo scorso aprile hanno aperto a Brooklyn l’Avocaderia, locale a tema avocado che nella prima settimana di apertura ha visto mettersi in fila 1500 clienti per gustare le specialità a base del burroso frutto esotico.

Nell’Avocado bar romano, Dario e Francesco hanno messo a punto, con il supporto degli chef del locale e dopo quattro mesi di studio, ben 30 ricette a base di avocado, prevedendo anche un servizio di consegna a domicilio.

Oltre all’immancabile guacamole, nel menu del locale romano si trovano, ad esempio, anche il toast con hummus rosa, ricotta salata, insalata riccia, rosa di avocado e granella di nocciole, oppure l’avocado con salmone affumicato, robiola, scorza di lime, cipolla rossa e granella di pistacchi, insieme agli smoothie a base di avocado, mango e lime oppure con ananas, menta e zenzero.

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Tutto con prezzi variabili dai 6 ai 12 euro

avocado bar roma

E per finire, non mancano le birre artigianali e freschi vinelli come il prosecco di Valdobbiadene, insieme a bibite e succhi di frutta, da gustarsi sui comodi sgabelli in un rasserenate ambiente di ispirazione esotica.

E sentirsi subito ai Tropici.

Allora, che ne dite? Siamo riusciti a spiegarvi perché, precisamente, una persona normale decide di aprire un avocado bar?

[Crediti | Link: AdnKronos]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

7 luglio 2017

commenti (16)

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  1. Perchè il mondo occidentale, Italia compresa, è ormai strapieno di gente che di cibo ne sa poco, al massimo sa di mode, e sono tutti pronti a spendere cifre assurde per dei “superfood” spinti da blogger inventatisi esperti in due giorni.
    Senza considerare che queste mode assurde non fanno che danneggiare le popolazioni autoctone nei luoghi di origine di tali “superfood” (quasi sempre provenienti da paesi esotici, of course, altrimenti dove sarebbe il fascino?).
    Non so per l’avocado, ma per l’altrettanto modaiola quinoa è così, a causa dell’alta domanda da parte di questi poveretti (nella testa) qui in occidente, il prezzo della quinoa è schizzato nei paesi di origine e la popolazione locale che non è ricca ha ora problemi a potersi permettere quelle che da sempre era il loro alimento base.
    Complimenti. Tanto per lavarsi le mani gli basta poi fare un post sulla fame nel mondo, giusto per “ricordarsi anche di loro”.

    1. Dopo due righe sapevo che saresti andato a parare sulla quinoa. Come darti torto, in questo caso?

    2. Vogliamo parlare anche del Kopi Luwak (o come diamine si scrive)? Eh?

    3. Io me ne frego alla grande delle mode , ma l’avocado mi piaceREBBE . Uso il condizionale perche’ questo indefinibile e versatile frutto , che scoprii in Messico e che in Guatemala ho colto direttamente nei pressi di steli Maya ( scusate la divagazione , ma sono ricordi meravigliosi), quando qui era pressoche’ sconosciuto, da noi lo trovi o troppo acerbo o troppo maturo , insapore e a caro prezzo.
      Ed e’ un peccato.Auguri a questi ragazzi , e che possano trovare avocado migliori di quelli che mi hanno fatto passare la voglia .

  2. Perché oramai va di moda. E poi diciamocelo: è più facile aprire un Avocado bar che una bella risotteria in cui magari si servono risotti fatti ber bene. Quelli sono difficili e si possono sbagliare più facilmente, no?

  3. Perchè i soldi si dovranno pur riciclare in qualche modo…

  4. Regalo ai ragazzi del locale una ricetta che mi inventai l’estate scorsa e che mi parve buona :
    Avocado frullato con un po’ di pomodoro ed acqua di cozze stile gazpacho, servito freddo in un bicchiere da Martini con stecchino in cui , anziche’ le olive, infilate le cozze marinate.

  5. Confermo che anche la coltivazione dell’avocado presenta criticità sociali ed ambientali, in breve:
    – sostituzione della foresta originaria con una coltura che richiede enormi input idrici e chimici
    – aumento della domanda, e quindi del prezzo di mercato, per cui molto probabilmente le stesse persone che li coltivano e raccolgono non possono più permetterseli
    – una coltura così redditizia fa gola alla criminalità organizzata, e quasi tutto l’avocado messicano va ad ingrassare i signori della droga
    – il controllo delle piantagioni da parte della criminalità organizzata di sicuro non favorisce la garanzia di condizioni di lavoro umane, dignitose e sicure…

    Se proprio non potete farne a meno, comprate avocado Fair trade, oppure italiano

    theguardian.com/commentisfree/2016/aug/12/hispters-handle-unpalatable-truth-avocado-toast

    1. Matteo , non fraintendermi , non voglio darti torto .
      Ma e’ pur sempre un avocado , non un papavero da oppio .
      Poi , carne e pesce facciamo piangere gli animalisti e contribuiamo alle sofferenze degli animali , per non parlare dell’ecosostenibilita’ …
      Pomodori , frutta e verdure diamo soldi alla mafia che controlla – nell’omerta’ generale – i mercati ortofrutticoli , per non parlare del caporalato…
      Se mangiamo la nutella sterminiamo oranghi e giungle tropicali…
      Se tiriamo lo sciacquone dopo aver fatto la pipi’ siamo degli irresponsabili perche’ dilapidiamo le risorse idriche…
      Mi rifaccio ad un copyright di Sara Porro : E che cazzo …

    2. Luca63, comprendo pienamente la tua posizione. Il punto è che, in qualsiasi modo ci muoviamo, pestiamo una mer*a, o meglio: qualsiasi nostra attività ha degli impatti, quindi sarebbe meglio fare le nostre scelte così da ridurre quelli negativi, e farlo per me, per te, per gli altri e per i figli ed i nipoti di tutti. Ora, se mangio l’avocado due volte l’anno posso anche non sentirmi in colpa, ma se lo voglio ogni giorno mi devo anche assumere la responsabilità etica ecc ambientale della mia scelta…

    3. Purtroppo Matteo , al di la’ delle battute , e’ proprio come dici .

  6. Cinzia ,lungi da me dal segnare con la matita rossa gli errori degli articoli,o dal voler fare il saccente,ma per quanto riguarda Monti è più corretto parlare di Rione e non di quartiere . I rioni a Roma sono 22 e sono una suddivisione del quartiere centro ,più nello specifico della prima circoscrizione o municipio numero uno.
    La suddivisione è antichissima e Monti anche nelle varie modifiche è sempre stato il Rione numero uno ,i ” Monticiani ” sono sempre stati famosi per il loro campanilismo,tanto che noi trasteverini,venivamo considerati addirittura di fuori Roma!!! ( i più fondamentalisti riservavano lo stesso trattamento anche a Campo dè Fiori,rione Regola ).
    Mi scuso per la digressione, anche perché giuro , non ho mai assaggiato un avocado in vita mia !!!! ( forse una volta un’avvocatessa ) -:) -:)

    1. Grazie Pierluigi, le precisazioni educate e precise come le tue sono sempre gradite. Ciao e grazie.

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