Al Mercato: tutta Milano in un panino, dai paninari al panino gourmet

Al Mercato: tutta Milano in un panino, dai paninari al panino gourmet

Tutti noi, anche i più schizzinosi, passiamo momenti da sogno dell’obeso americano o da bambino schiavo della pubblicità. Anziché minimalisti esercizi di stile, vorremmo addentare panini rigurgitanti di salse, carni e formaggi, con aggiunte fantasiose che li rendano barocchi, lussureggianti, esagerati. Solo che di solito ci trattiene (e salvaguarda) il gusto.

Nella quasi totalità dei locali di panini e hamburger il pane è cattivo, flaccido; le carni puzzolenti di grassi bruciacchiati e il formaggio finto e colloso; la foglia d’insalata appassita, la fetta di pomodoro acquosa. Un disastro.

Ma Al Mercato, a Milano, potete riscattare il vostro sogno di pazzia americana: il panino riempito di tutto, l’agognata accozzaglia di sapori. Le materie prime sono eccellenti: pane morbido ma croccantino; tacchino non stopposo, hamburger non bisunto, confettura di cipolla rossa delicata, maionese leggera, striscioline d’insalata croccante; e poi cheddar invecchiato, avocado fragrante… Per non dire dello “street food dal mondo“: dal panino col lampredotto allo yakitori di frattaglie di pollo.

La cosa divertente non è solo il cibo ma il fatto che – data la calca di ingredienti stipati negli enormi panini – si finisca per dare il peggio di sé, formalmente parlando. Nel minuscolo e grazioso locale, sotto gli occhi dei presenti, ci si accartoccia su se stessi per pudore, e non è consigliabile andarci insieme a qualcuno con cui si voglia essere almeno un po’ seducenti. Vi si va con amici fidati e magnanimi, oppure da soli. Tra l’altro, con quel sottofondo di musica magari anche bella (reggae a tutto volume), parlare sarebbe troppo faticoso.

Al Mercato, MilanoI frequentatori sono un assaggio tipico della città: belle ragazze tedesche vestite strane, creativi dall’identità sessuale incerta, facce da private banker, coi gessati e le cravatte, che parlano di “increase da 20mila euro”. Tipicamente milanese anche l’accoglienza: brusca. Sono stata ripresa per essere entrata alle 12,15. “Apriamo alle 12,30,” mi ha detto Eugenio Roncoroni, chef e patron insieme al socio Beniamino Nespor. Dopo avermi concesso senza gioia di aspettare seduta al bancone, davanti a lui, non mi ha più guardato sino alle 12, 29, senza chiedermi se volessi un bicchiere non dico di vino (l’avrei voluto) ma neppure d’acqua. E quando, alle 12,31 mi ha versato un calice di vino, erano tre dita scarse. Per punirmi, almeno credo.

L’insieme è così milanese per accenti, modi, facce, qualità e senso del contemporaneo, che ci sarebbe dovuto venire Pierre Bourdieu: tutta Milano in un panino, dai paninari al panino gourmet. La parabola (speriamo ascendente, visto che ci vivo) di una città. I panini, con contorno, costano dagli 11 ai 15 euro.

Al Mercato, Burger bar e ristorante,
via Sant’Eufemia 16, Milano.
Tel. 02 87237167,
sito

[Crediti | Dalla rubrica “Cibo e Oltre” di Camilla Baresani su Sette, inserto del Corriere della Sera. Immagine di copertina: Foodspotting/Luca D’alessandro]