Avventure | La Madia, ristorante al termine dell’universo
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Basta guardare la cartina stradale per farsi un’idea: arrivare a Licata, Sicilia (I) è un viaggio. Ma quello che ti sorprenderà è che dopo, potrai affrontare senza timore una Parigi Dakar qualsiasi: ponti crollati, strade sterrate, deviazioni impreviste, ovini pedonabili, gruppi elettrogeni a rimorchio di vetture dello scorso millennio, ancora deviazioni, cartelli smontati, greti in secca di antichi corsi d’acqua dimenticati. Sarà per questo che la cucina di Pino Cuttaia assume in alcuni folgoranti fotogrammi aspetti definitivi.
Ti basterà prelevare dalla Degustazione “Creativa” quel piatto dal nome paciocco: “Sapore di sale… Sapore di mare” per averne causa.
Eccolo, biancheggiare nel piatto tondo e bianco, finalmente: una composizione ardita di tanti ingredienti vegetabili e carnali della marina carnalità del riccio, dello zucchino affettato a sfoglia, delle tagliatelle del calamaro, della salsa di mandorle sotto tutto. In mezzo cristalli di sale come cristalli di contatto per piccoli cortocircuiti di pura evocazione emotiva, attorno, delicati accenni di spezia, come segreti sussurrati all’orecchio.
Poi certo, t’avanzerà lo spazio per quella granita al limone ultimativa, con cui potrai inzaccherare una morbida brioscia: o il cannolo polputo di ricotta e tutti suoi bei canditi al loro posto, gelato al marsala dalla persistenza infinita accluso.
Vale, vale il viaggio il banchetto ai tavoli della Madia, magari con quel Caricante Primaterra ’sette secco come le brezze di un interno siciliano.
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La Madia
Corso F. Re Capriata, 22 Licata (Agrigento)
Tel. 0922 771443
Sito. info@ristorantelamadia.it
Chiuso il martedì e la domenica sera.
In Agosto, chiuso il martedì e la domenica a pranzo.
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Ho avuto la gran fortuna di seguire un suo corso di cucina
http://artetecaskitchen.wordpress.com/2010/05/20/un-professore-ai-fornelli-a-scuola-da-pino-cuttaia/
Cuttaia è davvero un grande – secondo me il più sottostimato degli chef stellati/forchettati.
Peccato sia così lontano
La foto, unica, con la quale hai voluto illustrarci l’universo di Cuttaia, la trovo perfetta. Come pure, ma questa non è certo una novità, le parole, poche ma di grande suggestione con le quali ci hai introdotto in terra di Sicilia. Tra l’altro, caro Stefano, immagino che il primo apprezzamento ti sia particolarmente gradito considerando che sei entrato da pochissimo a far parte dei “Canonisti” che da quando la foto si declina in digitale trovo cosa buona e giusta.
Mi sono venuti in mente, leggendo, alcuni versi di Guccini, roba del secolo scorso, diciamo medio evo.
“Fra i fiori tropicali, fra grida di dolcezza, la lenta, lieve brezza scivolava e piano poi portava, fischiando fra la rete, l’ odore delle sete e della spezia”.
Visione e miraggio. Finisterre.
Ristorante definitivo, non vale il viaggio, ne vale due…
per questa estate è già nella lista delle priorità, ma d’inverno è anche meglio…
Sono stata poche settimane fa da Pino Cuttaia, anche io ho fatto una bella deviazione solo per lui e devo dire che questo “ragazzo” è stupefacente, a cominciare dal fatto che lui stesso ci ha aperto la porta del locale e ci ha accolto con grandissima semplicità e affabilità, quasi stupito di essere subito riconosciuto. Ci ha poi seguito e guidato nella degustazione che ho trovato, oltre che strepitosa, di una chiarezza concettuale come poche volte mi è capitato. Ha spiegato personalmente ogni piatto come se ci presetasse un famigliare, con brevi tratti essenziali e solo se noi facevamo domande, approfondiva le spiegazioni, aggiungendovi l’emozione del percorso creativo e dell’obiettivo che avrebbe voluto raggiungere (e che sempre raggiungeva!). Indiscutibile in cucina, affascinante nella consapevolezza che tecnica e materia prima sono essenziali, ma non bastano, ci vuole anche passione e ragionamento, cuore e testa, memoria e studio, bianco e nero…come dice lui.
Concordo con Caffarri: vale il viaggio e la fatica di trovarlo.
Purtroppo non riesco a condividere questi entusiasmi. Sono stata alla Madia l’anno scorso a fine agosto e pur stupita dalla disponibilità di Cuttaia in sala non sono rimasta entusiasta di quello che ho mangiato. A parte ‘il ricordo della parmigiana della nonna’, un estroverso esempio di piatto destrutturato, le altre pietanze che ho assaggiato – come il cuscus (ma visto che eravamo in cinque sono saltata da un piatto all’altro – non mi hanno entusiasmato: sapori che restano chiusi nel piatto e si disperdono tra gli ingredienti ma non osano lanciarsi ed esprimersi in una decisa personalità. Scusate forse sono un po’ retorica ma io a Cuttaia direi (ma non ho assaggiato il sapore della foto…): ‘E osa!’
Ci sono andato apposta non più tardi di quattro mesi orsono. Il viaggio lo vale tutto, anche perchè ci si arriva attraversando una fetta di Sicilia che ostenta paesaggi lunari e desolati di rara bellezza e potenza. Se poi non avete l’assillo del tempo, e riuscite a “perdervi” durante il tragitto, non consideratela una iattura. Tornando a Cuttaia, io lo ho trovato umano e strepitoso, ad un tempo nuovo e conservatore. La parmigiana della nonna è buona, ma pure l’arancino (sempre osannato) e tutta la sua cucina senza sbavature né cadute, che eleva a potenza il territorio. Ad maiora, Pino.
Giovanni
la Madia è stata per me una delle migliori tappe gastronomiche degli ultimi anni…spiace solo che sia così fuori mano. Ci sarei altrimenti andato piu’ spesso…merita piu’ di un viaggio!!! Avesse avuto un aeroporto nelle vicinanze sarebbe stato il massimo!
La cucina di Pino l’ho provata in trasferta a Tarvisio durante Ein Prosit. Come primo impatto direi positivo, anche se alcuni piatti mancavano di “nervo” da risultare a volte “normali”.
Sicuramente la prossima volta cercheró di cenare a “casa sua”…
Sono andato varie volte alla Madia, eccellenti gli antipasti, normali i primi, tranne l’arancino al ragù di triglie, il punto dolente sono i secondi, niente di che, anzi, in qualsiasi trattoria sono migliori. Mi volete dire quali sono questi primi e secondi che valgono il viaggio??
amico piacentino hai ragione conosco posti dove si mangia molto meglio e si spende meno,il sorriso e’ vero e non finto perche’ gli devi lasciare 100€……..perche lasciatemelo dire l’umilta’ non e’ sinonimo di vanto un po di palle non guastano……..
….ma che ristorante hai visto!!!!!?????!!!!!!!!!!posso assicurare che vale il viaggio in aereo, il noleggio di una macchina ed anche il pernottamento!!!!!!!!e anche per varie volte..non basta andare in un rist. una sola volta per poterlo giudicare!!
provato per la prima volta nel 2001 ed era una cosa eccezionale,adesso nel giugno del 2010 presuntuoso ed arrogante i piatti senza anima,ah dimenticavo per telefono mi era stato detto che era pieno,ma la cosa mi puzzava allora ho fatto chiamare da un collega stimato a licata e’ il posto c’era.
non immaginate la sua faccia quando glielo detto,e come si e’ comportato dopo non vedeva l’ora che uscissi dal locale.un’altra cosa quella sera c’erano 2 tavoli vuoti. il conto salatissimo………….
Mi spiace, ma devo necessariamente dissentire. Siamo stati da Cuttaia l’ultima volta ad aprile e:
1) eravamo in venti – per giunta con 6 bambini un tantino rumorosi – e non ci ha creato alcun problema, accogliendoci senza supponenza né prosopopea (a proposito, nessuno ci ha raccomandati);
2) abbiamo assaggiato di tutto (otto portate e, anche, qualcuna in più, fuori lista), bevendo anche benino.
Conto? grosso modo 85 euro a testa.
A nessuno di noi era capitato un rapporto prezzo / qualità più favorevole e, mi creda, abbiamo girato in lungo e largo (tutti i santuari italiani, e non, del perfetto gastronauta, incluso il siciliano Sultano).
Sarà stata una giornata nerissima …. boh ……
Giovanni
Salve Stefano Ma eri tu alla madia Mercoledi sera con la tua Canon ,io ero propio accanto al tuo tavolo con la mia Panasonic/leica, ho pensato che il signore seduto che scriveva con stiolografica, su un maleschine e fotografafa ogni piatto, fosse un blogger, ma non pensavo fossi tu, ti leggo spesso, prendo l’occasione per presentarmi, Lido Vannucchi da Lucca
fotografo professionista ero in sicilia perchè sto facendo un libro enofotografico su aziende Vitivinicole “reinassance des appelation” italiane ed ero per giunta in sicilia sto fotografando
La PORTA DEL VENTO . e Azienda GUCCIONE vini straordinari ed aziende veramente al top dei vini naturali, Concordo per le strade
e tutto il resto non so come possono fare impresa, in codesta maniera, Pino Cuttaia veramente un Grande. Ciao Stefano Buona serata Lido Vannucchi
ero io. ho slumato a lungo la lumix, perchè se non ho visto male era la GF1 con il 20mm (senza occhiali ormai tiro si e noa sessanta cm…)
è l’altro apparecchio che avrei comprato…
licata non ci sarei mai andato se non per pino cuttaia,ci ha regalato una serata divina,se penso ancora alla cornocopia ripartirei subito….ma due parole le vorrei spendere anche per due giovani ragazzi che stanno facendo un gran lavoro,una piccola osteria in pieno centro a licata lui si chiama peppe il locale l’oste e il sacrestano,vi assicuro due pianeti diversi con cuttaia ma entrambi nel loro eccelsi….quindi a licata un motivo in piu’……
salve a tutti ero alla cena di squisito a san patrignano,sono un ex tossico come ci ha chiamati il signor cuttaia.
la cena era buona,la serata era fresca e gioviale.
il cannolo era sublime un po meno la mozzarella che era molle,come tecnica non c’e’ nulla da dire,ma vorrei spendere due parole per il lessico del signor cuttaia:ma dove ha imparato a parlare???
giuro che ho fatto fatica ha seguire i suoi discorsi parla meglio un “drogato” ha ucciso l’italiano in un’ora di discorso,i verbi e le coniugazioni non sa dove stanno di casa,a ogni domanda rispondeva con un’altra risposta.
che dire grande cuoco ma pessimo comunicatore.
pino non sapra’ parlare, ma tu non sai scrivere… occhio alle mutine!!!!
SALVE..IO E IL MIO RAGAZZO ABBIAMO CENATO IN QUESTO RISTORANTE QUALCHE SERA FA…E’ STATO UN VERO e PROPRIO FURTO ..200 EURO PER UNA CENA DA DIMENTICARE. PIATTI PICCOLISSIMI, CHE AVEVAVO UN BELL’ASPETTO MA CHE NON AVEVANO UN GRAN SAPORE.LO CHEF CHE ROMPEVA LE SCATOLE A TUTTI MENTRE SI CENAVA..VOLEVA I COMPLIMENTI….E PER FINIRE NON CI HA FATTO NEANCHE LA RICEVUTA FISCALE….VE LO SCONSIGLIO VIVAMENTE…
Cari visitors di dissapore, sembra che questa Madia voglia proprio non offrire costante curiosità…i pareri appaiono discordanti tra loro.
Benissimo l’arte di cucinare, la capacita’ e la tecnica ma l’umilta e il rispetto devono essere alla base della piramide che si chiama PROFESSIONALITÀ!
Mancando quei due valori, assai poco potrebbe emozionare un convivio gastronomico in ogni dove!