
Leonardo Romanelli: @Fabio Credo che si evinca dal
giorgia cannarella: Io ho una vera ossessione per
vincenz: Visto che ti stimo,visto che s
Fabio Cagnetti: Mi spiace molto leggere di que

Non e’ chiarissimo il motivo per cui uno dovrebbe andare a Cernusco S/N (Milano), e pensare di bere un buon bicchiere in un posto affollato e musical-rumoroso stile New York anni 80 che si chiama 14 gradi restaurant & lounge. Ma la brutta e stramba (una volta era anche nebbiosa) periferia della grande mela qualche volta si lascia a queste sorprese. Tutto merito del Walter, creatore di quell’esperienza smaccatamente lussuriosa e contadina che fu (siccome immobile …) l’Alieno (ALImentari ENOteca) ormai chiuso da tempo e non ancora pianto abbastanza.

“Sex and the city” riportato a Cernusco fa sbellicare ma parcheggi subito e il 14 gradi è anche facile da trovare, sotto la torre colorata dell’hotel. No, non e’ quello con le palme illuminate, quella e’ la sala Bingo. E’ anche pieno di splendide donne e l’italiota medio non puo’ che bearsene. Se proprio proprio chiudi occhi, orecchie e naso la serata di fine agosto potrebbe sembrarti una roba da Maldivette in saldo, con il patio di legno sotto i piedi e le piante che chiudono il breve orizzonte.

Il Derthona Timorasso ti strappa via il naso e con muscolosa suadenza convince anche il resto, le bruschette semplici olio e sale ti ricordano che il Walter ne sa, e la coppa nostrana ti convince che ne sa davvero. Non amo il salame nostrano ma i commensali lo spariscono in tempo record. Adesso, ancora, non posso scrivere dello Chablis, perche’ dopo averlo snasato per una mezz’ora, con intima e dolorosa soddisfazione ho solo affondato il becco. E non ricordo l’etichetta. Pazzesco.
Riassumendo: aperitivo mandatorio ! sarei cauto sulla cena che non ho azzardato, ma che sara’ certo meglio del non distante centro commerciale.

PS: si narra di rum paradisiaci, non ne ho provati ma la fonte dell’informazione e’ (per solito) limpida … e il Walter, lui primo colpevole del mio amore per Caroni, anche su questo fronte non tradisce (per solito).
[Fonti: 14 gradi, La linea dell'inutile, immagini: 14 gradi]
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“i commensali lo spariscono in tempo record”. Eh! qui anche l’itagliano lo hanno sparito. Miseria!
certo che bisogna essere molto attenti per notare l’iaglianismo messo lì appositamente…
come direbbe Linus di radio dj: “hai appena vinto il premio hhheeehhh”.
postando per primo tra l’altro
Dimenticavo: “mandatorio” in itagliano standard (Sabatini Colletti) non esiste. Mandatory si può benissimo approssimare con “obbligatorio”. Mai sentito?
allora insistiSCI!!! (come mi urlava l’allenatore nei pulcini del Vingone Calcio)
se ti sei preso la briga di riprendere due chiari esempi di licenza poetica siam messi maluccio in quanto a riflessi, come minimo sono appannati.
oppure quando si legge si pensa che gli altri siano sempre più stupidi e/o ignoranti di noi…
Gabry, per essere ignoranti non è necessario aver studiato.
Ma l’educazione e un po’ di buon gusto suggeriscono che quando si scrive con l’intenzione -si suppone- di essere letti, si usi un italiano almeno corretto. Per rispetto degl altri. E lascia stare le licenze poetiche, che qui siamo in cucina.
bboni bbbboniiii e state bbbboniiiiiii
l’italiano di questo post mi ricorda una traduzione automatica…l’ignoranza è come l’altezza…se c’è si vede…non deriva un giudizio soggettivo…
hai ragione, la mia altezza e’ piuttosto visibile infatti
Un nuovo stile di scrittura? Perché no a patto che si capisca qualcosa! Continuano le recensioni-non-recensioni?
)
Contenti voi
ok dai proviamo un attimo a discutere se ne hai voglia … considerando che se tu passassi in auto probabilmente lo penseresti solo un bar fighetto e rumoroso
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cosa non si capisce ? ambiente mi pare di averlo descritto, cibo per quel poco che ha senso capire in questo bar (aperitivo appunto) mi pare pure descritto, scelta dei vini che mi pare originale e di qualita’ ed e’ sottolineata
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sottolineo inoltre che dipende tutto da “‘sto walter”, parametro spesso importante nei locali votati all’aperitivo (intendo la persona giusta alla scelta delle materie prime)
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cosa non si capisce ?
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poi che non ti piaccia lo stile e’ ok naturalmente
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i tuoi commenti mi interessano, seriamente
certo che perseverare è diabolico…contenti voi.
Diavolo di un Bernardi!
A me Mauro intriga.
Mi sono andato a leggere altre sue performances (Dispensa,Cuccagna ecc) posti in cui sono stato ed ho trovato ben descritti da Mauro .Non sarà “sharp” come il Caf però il senso lo dà (non lo fa).Almeno a me.
E comunque il senso dell’umorismo qui attorno sembra latitare mentre abbonda la voglia di sparare sul pianista, meglio se tutti insieme….
Io aspetto la prossima.
Gallo
ehm … per sparare ?
Complimenti vivissimi, un’altra recensione che non mi dice NULLA sul locale “recensito”. In compenso farà probabilmente del gran bene all’ego del “recensore”…
mah, dai proprio nulla nulla non direi …
vero non il nulla, ma l’inutile…
e su questo siamo d’accordo
Non capisco tutta questa ostilità verso Mauro. Volevate qualche imitatore vischioso di Veronelli?
Tommy, abbiamo scritto in contemporanea
Ora non scadiamo nell’accanimento, però. Questo pezzo di Mauro io invece lo trovo coerente con la mission (si dice così): descrivere, brevemente, un locale da aperitivi. Alcune soluzioni linguistiche possono non piacere (e a me non piacciono, ma sono gusti), ma attraverso questo racconto un’idea del locale me la sono fatta (a differenza con quanto era avvenuto su Cavallaro). L’ambiente è ben definito, lo sforzo di offrire prodotti di qualità invece che salatini e tartine emerge chiaramente, una selezione enologica superiore alla media anche. Per me il contenuto c’è
a onor del vero dovreste però segnalare l’inventore della dicitura “minchiatina giovanilistica”
in tempi come questi il copyright è importante
osservazione corretta, e la prima stesura la conteneva …
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poi l’ho tolta perche’ sembrava una provocazione cattiva e non vuole esserlo
Ecco, pur’io trovo lo scritto di Mauro molto meglio di quello su Cavallaro.
Solo una cosa, Mauro: “fu (siccome immobile …)” non si può proprio vedere
Ciao.davide
e va bene dai, la prossima sara’ scevra di robe simili, uff …
In barba all’autodafè attualmente in onda, devo dire che un paio di guizzi linguistici mi hanno dato il brividino dell’altitudine: quella transitivazione del verbo intransitivo, un meridionalismo raffinato evidentemente tratto da “scendimi il pane, escimi la bottiglia”; oppure l’italanglismo di mandatorio. Ecco, lì trovo segnale e prova di una certa sagacia che se non altro per prudenza non butterei alle ortiche.
L’assoluta, snobistica distanza da ogni didascalia la condivido profondamente in linea di principio, ma in pratica può lasciare nel lettore – come si deduce dai non entusiastici commenti qui sopra – un senso di spiazzamento facilmente scambiato per eccessiva cripticità.
Per i giovanilismi basta attendere che il Nostro invecchi dieci vent’anni e il problema si risolve da sè.
Il dramma vero è che la discussione si accentra attorno alla confezione e non al regalo: ma ahimè, è cosa che mi è nota assai, e visto che non posso dare buoni consigli, preferisco dare il cattivo esempio [cit.]
A me è piaciuto “maldivette in saldo”.
Riassunto della recensione per chi non vuole danneggiarsi il gusto letterario:
PRO (+) e CONTRO (-) secondo Mauro_zz
+ parcheggi subito (eh, beh)
+ facile da trovare (determinante!)
? vicino alla sala bingo (allora…)
+ “pieno di splendide donne” (che tristezza… che siano le nonnine del bingo?)
+ “Il Derthona Timorasso ti strappa via il naso” (immagino sia un pro, anche se non è che mi spieghi molto)
+ “muscolosa suadenza” (tratto da ‘Il Polygen per la gastronomia’)
+ “le bruschette semplici olio e sale ti ricordano che il Walter ne sa, e la coppa nostrana ti convince che ne sa davvero.” (ok, ora sappiamo che Il Walter è esperto di banalità culinarie. wow)
+ Non amo il salame nostrano ma i commensali lo spariscono in tempo record. (inauguriamo la rubrica ‘Recensioni per sentito dire’ e ‘Itagliano creativo’)
? “non posso scrivere dello Chablis, perche’ (…) ho solo affondato il becco. E non ricordo l’etichetta. Pazzesco. (Complimenti, recensore di razza! Visintin è orgoglioso di te)
+ “aperitivo mandatorio!” (EH?? che lingua sarebbe questa?)
+”la cena (…) sara’ certo meglio del non distante centro commerciale. (Grandissimo! Le ‘recensioni per presunzione’!)
? si narra di rum paradisiaci, non ne ho provati (Il top: qui la recensione viene fatta sulla base del sentito dire del ristoratore stesso.)
Mauro, complimenti: forse la peggiore recensione che ho mai letto.
per chi non fosse un perditempo come me:
“Il Polygen è un programma che genera frasi casuali secondo una definizione grammaticale, ovvero seguendo un corpus programmabile di regole sintattiche e lessicali.”
L’ho riletto un0altra volta… A me non sembra piaciuto il locale…. Solo dell’ironia discrive il luogo, non lodi… Sbaglio?
corretto … senza Walter andremmo (io e i 4 amici al bar) probabilmente al vicino centro commerciale
Interessante rece, fuori dai soliti schemi, ma questo l’avevo già detto l’altra volta.
Poco da dire, anche perchè il Caf, poco sopra, ha già detto tutto (con la solita disarmante chiarezza).
Personalmente mi spiace non partecipare alle discussioni web con la rapidità che lo stesso richiederebbe
Ma chi ha prodotto questo esercizio di stile inutile? Maledizione a te mauro_zz che mi hai fatto perdere preziosi minuti a leggerlo, avrei potuto impiegarli più produttivamente fissando una parete bianca al buio.
meno male che e’ gratis