caffè duomo, firenze

prove sul campo

Siamo stati al Caffè Duomo di Firenze, dove per Newsweek si mangia la migliore Carbonara del mondo

Cosa ti è preso, Tim? Dico a te, Tim Love, cheffone del Lonesome Dove Western Bistrò a Fort Worth, Texas (ammazza!). Perché nel bel mezzo di agosto hai detto a Newsweek che i migliori spaghetti alla carbonara, immortale simbolo della cucina romana, si mangiano al Caffè Duomo di Firenze? Un colpo di sole? Eppure il settimanale americano aveva radunato 53 cuochi col pedigree per compilare la lista dei 101 posti migliori dove mangiare nel mondo, mica bruscolini.

Già ordinare una carbonara sotto la cupola del Brunelleschi non è una bella cosa, diciamo, ma poi la migliore d’Italia… suvvia, le parole sono importanti.

Comunque, Carbonà… m’hai provocato e io me te magno!

Mi dirigo risoluto verso il Caffè Duomo in un giorno di caldo ancora afoso ma con le braghette dei turisti in calo evidente. Arrivo. Mi accomodo nella terrazza della zona pedonale. Il cameriere parla in inglese. Normale. Altrettanto normale l’espressione stupita quando rispondo in fiorentino. Però è gentilissimo, sgombriamo il campo dai clichè del locale acchiappaturisti: prezzi accettabili,  niente percentuale sul servizio, zero coperto. Una birra media alla spina costa più del solito, ma a Parigi, sotto Notre Dame, ho visto di peggio!

Il piatto del giorno sono le melanzane alla parmigiana, io però non posso esimermi: it’s Carbonara time. Attendo impaziente mentre la Moretti 2/3 scivola velocemente, per niente ghiacciata, e il bicchiere è appena uscito dalla lavastoviglie, ma sono dettagli. Qualche minuto dopo arriva: finalmente la Carbonara migliore del mondo è nel mio piatto.

In cima il pepe è macinato grosso, buon segno, e se non sbaglio questa è pancetta, non bacon. Bene, tutto corretto. No, seriamente: la panna? Sì, inconfondibile, molto celebrata dagli yankee ma dolce e annacquatrice as usual. E in una corsa al ribasso questo è parmigiano, non pecorino. La pasta è chiaramente precotta, neanche massacrata a onor del vero (ho visto passare spaghetti alla bolognese sfatti e immersi in salse acquose).

Insomma, si vedono Carbonare peggiori in certe pizzerie ma sono sicuro Tim, che c’era qualcosa di ironico nelle tue parole. Del resto, mi guarderei bene dal definire un piatto di Tex Mex il migliore del mondo senza averlo provato e riprovato. Per cui dammi ascolto chef, ritorna in Italia, si va a provare il pecorino vero, il guanciale, la cottura al dente (che quella al chiodo non oso).

In tutti i casi, qualcosa me l’hai insegnata. Ora so che, contro ogni previsione, mangiare sotto Santa Maria del Fiore non intacca il reddito più di tanto Ho speso: 8 euro per la Carbonara, 7 per le melanzane alla parmigiana, 8 per la birra media. Grazie Tim.

[Crediti | Link: Dissapore, immagine: Flickr/rfzappala]

Leonardo Romanelli

commenti (55)

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  1. Se vuoi fare la migliore carbonara non dico del mondo (non esageriamo, non mi voglio inimicare i quiriti) ma almeno della Toscana andrebbe gustata nel pisano fatta con spaghetti Martelli, uova e pancetta di cinta senese di Parisi (entrambi di Lari) e pecorino stagionato “Bandito” o “Templare” dei fratelli Carai di Volterra.

    1. Pasta Martelli..compro solo quella, mi sveno pur di mangiare una pasta solida. Ho un modesto stipendio di impiegata e non me la potrei permettere.

    2. Parisi fa anche la pancetta?

    3. Parisi è il demiurgo pantòcrator.
      Alla sua destra siede Bonci. Alla sua sinistra chi ha prenotato almeno un anno prima.

    4. dink, grazie, adesso anche Parisi ha un volto.:)

    5. No, però la trovi al bar-tabaccheria all’inizio della salita verso il castello, oppure a Pisa in alcuni alimentari e panetterie, o persino nell’A14 da Fini…

    1. Troppa emozionata di fronte ad un argomento così nuovo?

    1. Io invece è una delle prime (spesso la prima) cosa che prendo se vado in un posto nuovo e mi interessa sapere se… è un buon posto o meno.
      Sono convinto che saper fare bene o male la carbonara ti fa comprendere all’80% la qualità del posto.

    2. se sei a Roma o zone limitrofe, altrimenti è come andare all’estero e ordinare spaghetti alla bolognaise

  2. Grazie, Leonardo Romanelli, per lo sprezzo del pericolo e l’abnegazione dimostrata. Per fortuna l’esperienza non è stata poi così terribile.
    Ma credo che, in ogni frequentatore di Dissapore, l’idea che Newsweek sparasse cavolate così tanto per fare si fosse già insediata stabilmente.
    Possiamo dire che in Italia, tranne rare eccezioni, anche quando il cibo è ampiamente sotto la media (la media italiana) resta comunque mangiabile e spesso sopra la media europea, sempre escludendo stellati & co. ( non vorrei mai trovarmi in un’aula di tribunale, magari di Copenhagen)

    1. Quindi l’hai provata:-):-):-) l’invito è sempre valido??:-D:-D:-D:-D

  3. C’è un posto a Bressanone molto valido…ma non ricordo il nome!so che ero molto scettica quando ho deciso di ordinarla,ma poi mi sono ricreduta!

    Ps:sono “inciampata” per la prima volta oggi in questo blog!credo lo seguirò:)

    B.

  4. Quando voglio provare un ristorante ordino sempre la carbonara come piatto di riferimento credo che mi dia una buona indicazione di chi maneggia alimenti e pentolame in cucina…! Modestamente e con molta umiltà mi permetto di pensare ancora oggi che ad esclusione di pochissimi ( e si possono contare sulle ditina della mano..) che se trattasi di chef stranieri che giudicano un piatto italiano…..oddio è meglio che lascino perdere..!

    1. Lo chef del Pipero è Luciano Monosilio,
      un giovane di 27 anni.
      Quando gli chiedono quale sarà mai il segreto della carbonara di Pipero, Monosilio risponde: «il segreto è che non c’è il segreto! C’è solo il metodo, non è questione di guanciale o uova, è tecnica è dedizione».
      Forse le cose non stanno proprio così.
      Ma ,forse,in “certi”piatti conta molto di più la tecnica che gli ingredienti(che chiaramente non devono essere scadenti).
      Che ne pensate?La risposta Dink già
      l’ha data.

  5. Sandro,cone criterio non è sempre valido.Esempio,a Bari in un ristorante o trattoria dove cucinano bene le “stesse cose” da anni ,se chiedi la carbonara te la fanno ma non la sanno fare.Invece una linguina alle vongole la fanno a regola d’arte.
    Ora si può pure trovare una buona carbonara fuori Roma,ma è indubbio che a Roma troveremo molti locali che la fanno bene ed alcuni che eccellono.
    Lo stesso dicasi per la pizza “stile napoletana classica”.
    Il criterio ,per me,è scegliere la cucina del territorio.
    Cmq,i prezzi ,come dice Leonardo,in un locale nel centro di Firenze sono ottimi,
    paragonati ad altre esperienze.
    PS.Bianca,benvenuta.E “partecipa”.Scrivi le tue emozioni sul cibo.

  6. Vincenz il tuo ragionamento non fa una piega…però quando mi soffermo seriamente quanto sia importante saper cucinare e non improvvisarsi nelle cucina dei ristoranti divento esigente e pretendo che se all’interno di una cucina ci sia una persona che dice e si fa definire “cuoco o chef” debba essere in grado di conoscere le basi della cucina italiana…poi attenzione se fuori dal ristorante leggo cucina tipica x.. Non vado a chiedere una carbonara…. Provo la cucina tipica…ma se nel menu scrivi spaghetti alla carbonara..che tu sia laziale o siciliano o me la fai a dovere o lascia perdere…..

    1. Sono d’accordo.Scusami se azzardo nel dire questo.
      Generalmente al sud (Bari,Napoli) c’è una ristorazione che ripete le stesse cose durante gli anni e nell’arco dell’anno.
      Un cuoco in questi locali cucina forse non più di cento piatti,in tutta la sua vita,ripetendoli.Di fronte alle novità, sbanda.
      Ma Alessandro Romanelli che è insegnante (oltre ad essere stato cuoco) può
      ,se vuole,darci una sua opinione.

    2. io credo che un ristorante i piatti piu’ comuni sia quasi costretto a metterli in carta, ma questo non vuol dire che siano il piatto forte del posto.

      e’ come dire: vai in un ristorante in una localita’ di mare dove sai che la specialita’ e’ il pesce. e ordini carne. e’ ovvio che sara’ meno buona del pesce, altrimenti sarebbe stata quella la “specialita’”!