di | dom 24 mag 2009 ore 7:07
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Che Caldo!

Temperatura di servizio nella cucina del ristorante Nicola Cavallaro di MilanoTemperatura di servizio registrata ieri nella cucina del ristorante Nicola Cavallaro di Milano. A servizio non ancora iniziato.

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15 commenti a Che Caldo!

  1. Che fresco a questa ora del mattino in riva al mare :-) )

  2. E’ emergenza. Ormai è ufficiale.

  3. avatar nicola a.

    Normale. Fuochi e caldo. Alcune delle cose, oltre all’estro, perchè i cuochi/chef son tutti matti. Su 100, 2 riescono ad andare oltre.

  4. avatar Bruno Stucchi

    Una telefonata alla ASL locale e una sua ispezione e il problema si risolve: o con l’adeguamento degli impianti o con la chiusura delle cucine. A scelta.

  5. avatar Bruno Stucchi

    Aggiungo: il responsabile della sicurezza andrebbe denunciato. Attenti, c’e’ il penale.

  6. Da che mondo e mondo Sig. Stucchi nelle cucine fa caldo anche d’inverno, figuriaamoci d’estate, ho lavorato in mezzo mondo in ristranti super all’avanguardia anche in termini di strutture ma d’estate in cucina fa caldo. Se poi dovessimo adeguarci lo faremo. Nessun problema, ma credo che farebbe caldo lo stesso.

  7. avatar nicola a.

    Sig. Stucchi. Ma quale adeguamento delle strutture????????

  8. avatar Bruno Stucchi

    Adeguamento strutture: ventilazione, cappe aspiranti, climatizzazione.
    Fa bene anche all’igiene neh! Odio le gocce di sudore (anche se sono del cuoco) nel piatto.
    Se nei nostri reparti di produzione ci fossero temperature simili, il direttore dello stabilimento sarebbe gia’ a Bollate (carcere di..)

  9. Mi trovi una cucina fresca! I cuochi sig Stucchi, usano copricapi e fazzoletti al collo forse prorpio per quello.. Consideri poi che oggi l’asl non troverebbe una cucina dove non ci siano minimo 30 35 gradi.

  10. avatar Bruno Stucchi

    Caro Cavallaro, le assicuro che capisco benissimo le sue ragioni, e simpatizzo con lei. Però guardi che basta un dipendente, magari ex dipendente incarognito che segnala la cosa alla ASL è lei è fritto (nel senso termico della parola). Dovrà spiegare la rava e la fava a un magistrato, e le faccio i miei auguri. Mai “ragionato” (se così si può dire..) con un Magistrato, la cui competenza tecnica è, al massimo, quella di una medusa con l’Alzheimer? Il tecnico della ASL spiegherà che, salvo le dovute eccezioni specificate in qualche codicillo (e certamente non sarà il suo caso), negli ambienti di lavoro la temperatura, l’umidità, il rumore di fondo, le vibrazioni e i campi elettromagnetici devono essere così e così. Dire che così fan tutti non le servirà molto. Mi creda. Conosco un magistrato che ha fatto rifare i servizi igienici di una ditta, nuovi nuovi, e conformi a tutte le più avanzate normative europee perché le piastrelle erano verdoline e non bianche (scherzo da più di 5000 €.)

  11. se volete vi faccio parlare con un mio amico sommelier che lavora alla ASL alle ispezioni ai ristoranti e il calore nelle cucine non ha mai creato nessun problema e soprattutto nessuna multa. Nella mia poi mi sa che i 42 gradi ci sono il 20 dicembre…

  12. avatar Bruno Stucchi

    Giusto, Sig. Gori, giustissimo. Ma c’è sempre una prima volta, e vedo i titoli dei giornali: “Lavoravano a 42 gradi per 35 ore al giorno” e via cazzeggiando. La domanda è: a chi toccherà per primo? Occhio, perché, giustamente, da qualche tempo le condizioni di lavoro e gli incidenti conseguenti non hanno buona stampa. Come dico e ripeto, per il responsabile della sicurezza, la cosa non è più amministrativa, ma si rischia il penale. Fateci un pensierino.

  13. difronte al bollitore credo che 35 ci siano anche a gennaio, che in cucina non si lavori poco si sa, ma con le giuste pause e i giusti tempi di recupero. Se poi andiamo a guardare le asl sono le stesse che permettono che il kebab resti sullo spadone a fuochi spenti e accesi solo all’occorenza, o che ti fanno aprire un locale per poi visitarti entro sei mesi….

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