Che ne dite di una guida ai ristoranti su Twitter?
Alle volte mi viene anche la voglia di scriverne. Parlo delle ricette in 140 caratteri, cioè il formato di Twitter (mamma, cos’è Twitter?). Poi chessò, leggo: Rosola animelle 7’ in court bouillon.Passa4carciofi a julienne in semola,3’ in olio boll.Salsa:olio+cipol+100gcapperi,fondo bruno di vitello”, e mi passa subito. Però lo fanno tutti. Etticredo. Prima Wired Italia ha coinvolto 6 chef famosi. Dopo L’Espresso ha chiesto microricette ai lettori. Ora ci si è messo perfino il New York Times (il NEW YORK TIMES!). E non perdete tempo a scrivere il primo libro di ricette in 140 caratteri, qualcuno l’ha già fatto. Tornando a me, anche ora sento una vocetta che dice: rece, insomma: recensioni di ristoranti. E mi chiedo se Twitter sia adatto allo scopo. Da una parte la recensione senza il carattere e la personalità di chi la scrive ha poco senso. Ma un twit (un messaggio di Twitter) inteso come esercizio di scrittura precisa, credo possa descrivere con ricchezza l’esperienza al ristorante. Perciò mi interrogo. Se: 1) Dissapore chiedesse ai suoi lettori di scrivere recensioni di ristoranti in 140 caratteri su Twitter. Se: 2) Premiasse i critici migliori facendoli mangiare gratis nei ristoranti che ci stanno. Farebbe cosa gradita e divertente o altamente dispensabile? Se mi dite cosa ne pensate Dissapore si organizza di conseguenza. A proposito, seguite il nostro Twitter?











Non seguo Facebook, figuriamoci twitter
Le ricette in 140 caratteri sono delle ca##ate pazzesche. E cosi’ le recensioni. Tanto vale allora usarne solo uno di carattere: per un numero da 0 a 9. Pensa a quanti bit risparmiati
Curioso leggere Bressanini e Colinmckenzie che snobbano Twitter e ci moraleggiano su. 10 anni fa lo facevano i giornalisti con i blog
Dovevano essere gli stessi giornalisti che 15 anni fa inneggiavano alla realtà virtuale e sostenevano che avremmo tutti fatto sesso virtuale
Seriamente, 3 anni fa sembrava che il mondo non potesse vivere senza MySpace, ora MySpace è quasi una vergogna utilizzarlo. Ho l’impressione che Twitter seguirà questo percorso o lo seguirà Facebook. Francamente, sopravvivo benissimo senza, non per snobismo, ma perché non lo trovo utile…
Mi associo.
Tra tre anni chissà cosa ci sarà, e non credo sarà limitato a 140 caratteri…
Dall’alba di Internet, troppe cose abbiamo visto nascere e morire più o meno rapidamente.
Su Twitter anche io non ci passo, non mi è utile, così come io non sono utile a lui.
Oh ovvio che Burde ci sta però la rece me la scrivo da solo così nessuno mangia a sbafo da me…;-)
Non capisco perché ci sia questa ossessione per i 140 caratteri e non oltre. Stiamo dicendo che la gente non riesce a leggere testi più lunghi? Altro che “l’ultima cosa che ha letto è stato il libretto di istruzioni del suo cellulare”, siamo alla deriva…
Da appassionato di nuove tecnologie e di dinamiche dei social network non posso che essere favorevole all’iniziativa. Certo, 140 caratteri non sono molti. Però sono funzionali. Gli aforismi hanno un senso, talvolta profondo, talvolta ironico, senza troppi giri di parole. Twitter è come un Bacio Perugina, senza la pralina.
Certo io sono un po’ alieno dai 140 caratteri… leggo libri che più sono spessi più mi piacciono (in settimana inizio Stieg Larsson: 676 pagg.), le mie pseudo-rece sono di lunghezza salarliana però… perchè non provarci ?
assolutamente no!!
Beh mica male…!!! Una twitter restaurants guide…Mi piace…(sarà veloce, scattante, rapida ed essenziale e pure simpatica..) come i twitters …in fondo…
ciao
ottima idea, e ti seguo sempre anche su twitter
Al Patriarca ieri: cloche, tovaglie stirate, service alla gradisce aperitivo? poi in conto. Ravioli di agnellino allevato in casa, anatra confit dura, petit four ossidati. Una stangata. Ma c’era Povia.
Non ho il conteggio parole, di quanto ho sforato?
Aldo, credevo che avesse riaperto il Patriarca di Viareggio ! ci stava tutto. Anche Povia. Ma il Brocchini che fine ha fatto ? lui si che stangava…
140, tiè.
Mi sovviene ora che è morto la scorsa estate
Rece Perfetta! Esempio da seguire per tutti: unico appunto aggiungere città del ristorante. Se capoluogo basta la sigla. Immenso comunque!
anche a me l’iniziativa piace e pur essendo in un periodo di disintossicazione dal web 2.0 penso che potrei anche partecipare
ooops! chiusi chianciano… grazie antonio
> di quanto ho sforato?
Di 32 caratteri, spazi esclusi
…
nel merito ‘na stangata, dice? Se il nodo gordiano è stato quello, cucina compitata conto consistente, direi allora che il quantum sia essenziale: pertanto cliccare
(commento nel merito 140 precisi, spazi esclusi)
Ops!
Intendevo indentàre post Fiordelli, ma il tasto mi è sfuggito; intendevo altresì linkare una vecchia baruffa in Kelablu, ma il pregresso sembra essere sparito?
(sempre 140 precisi, nondimeno)
Finchè si tratta di scrivere, passi: è noto che l’Italia è un paese di scrittori. Ma…chi legge??? Vi pare che uno stia tutto il giorno collegato alla rete per vedere/sapere cosa e dove hanno mangiato i nostri amichetti qui presenti??
:-/
L.
ps: che gli italiani siano tutti scrittori MA NON lettori lo dimostra il fatto che le nostre case editrici sono in crisi nera, e le librerie si stanno riciclando in tanti caffè letterari, con molti caffè e poca letteratura.
“Uno” presente
Ora d’aria FI Intimo/accogliente,2° solo a Pinchiorri,bellezze ai tavoli,su tutto crema di ribollita pane di mare calamari,plus deg.60 euro,bere OK,chef simpatico.
Non capisco, ma mi adeguo.
Lizzy cita Calvino senza farlo pesare e solleva, al di là delle sperimentazioni, una questione anche per me di fondo su twitter? Come fa a essere utile per i ristoranti? Non è più da guida google?
Forse è proprio il termine “guida” ad essere sbagliato. Ma una rece su twitter ha la stessa dignità che se postata su IHR o sul forum del GR o sul proprio blog. Basta usare un tag tipo #rece e poi è facilmente rintracciabile da servizi come Twitter Search
???
Forse è proprio il termine “leggere” ad essere sbagliato: tra chi ha letto troppo e per chi non legge affatto, la via di mezzo ottimale è “consultare”; Twitter od altro.
(140 precisi, ci sto prendendo gusto!)
Orsù, confessate:
ma chi se l’è letta, da cima a fondo, l’ennesima Cracco-disamina à la Cauzzi? Io, ne ho preso semplicemente atto; apposta poi la gente chiede le foto!
(140… oddio, è una droga!)
> Twitter… come fa a essere utile per i ristoranti? Non è più da guida Google?
…
da guida Google oppure, in alternativa, pagina 689:
Moderna, essenziale e razionalista: si parla della sala ma anche della cucina,
a cui si aggiunge un estro creativo e sperimentale con pochi eguali.
(edizione 2009 descrizione in 124 caratteri, come fa a essere utile per i ristoranti?)
Niente stelle-forchette-decimi però
McDonald’s_FI / ~8€ / Fast food: burger, insalate, patatine, gelati, menu bimbi e colazioni. La summa del trash. Spazio per i piccoli. / 4
in 138 caratteri
nome_città / prezzo medio / descrizione e commento / giudizio
poi magari Andrea è più aggiornato visto che ha provato il CBO e il Ciociaro…
>Forse è proprio il termine “guida” ad essere sbagliato
I titoli dei post fanno un campionato loro.
Non mi interessa. Però non mi interessa neanche Twitter, quindi forse non sono il target giusto!
Eh, allora siamo in due…e poi, insisto: bisogna essere collegati alle reteee!!! per postare e per consultare/leggere!!! (sta a vedere che da queste parti sono tutti dotati di Blackberry e/o Iphone, e l’unica sfigata che si collega alla rete solo quando accende il mac sono io…)
L.
In realtà io alla rete mi collego molto spesso anche se non ho l’iPhone – il Blackberry sì perché ce l’hanno imposto per essere rintracciabili al lavoro ma fuori orario lo spengo per assicurarmi che non mi trovino!
))
A me è proprio lo stile che non interessa perchè è difficilissimo scrivere recensioni utili in generale, figuriamoci in 140 caratteri!
“Al Patriarca ieri: cloche, tovaglie stirate, service alla gradisce aperitivo? poi in conto. Ravioli di agnellino allevato in casa, anatra confit dura, petit four ossidati. Una stangata. Ma c’era Povia.”
Allora vediamo cosa ho capito io dal twitter di Fiordelli:
Ambiente d’antan (cloche) molto formale e borghese, giusto per impressionare i parvenu dello star sistem. Il servizio è falso e borghese anche lui, con l’aperitivo che sembrava offerto, fatto pagare alla fine. La cucina sa di salotto polveroso, con piatti dal nome roboante ma dal casato decaduto come lo zio conte. L’anatra ha la consistenza di una poltroncina del ‘600 e, probabilmente la stessa età, direi di evitarla come i biscottini gommosi e sulla via del tramonto. Il conto in compenso comprerebbe una tenuta in Toscana, dove almeno non corri il pericolo di incontrare Povia che fa oh!
Ho interpretato bene, Aldo?
encantado… sì antonio, hai interpretato come meglio non si potrebbe. ma non è che ci sei stato?
Mai, giuro. Tutto merito della tua “Twitterata”!
Tra l’altro riflettevo sul fatto che è doppiamente utile: da un lato costringe chi scrive ad una capacità di sintesi estrema, dall’altro il lettore ad uno sforzo di immaginazione che male non fa.
Io poi son venuto su a latte e Borges…
(Arrivo sempre tardi…) Idea straordinaria, Massimo!
Da sempre sono per le guide “sintetiche”. A disposizione.
Ad Majora
Ah, dimenticavo un piccolissimo particolare, che in fondo interessa solo a me: a forza di sintesi, si sta disabituando la gente a leggere davvero (”apposta poi la gente chiede le foto!” chiosa giustamente Costabrava), con la conseguenza di un imperante e galoppante analfabetismo di ritorno.
Ancora un po’ e sarà sufficiente postare gli emoticon. Sono persino più “risparmiosi” ed efficaci dei 140 caratteri.
L.
Non per rovinare il tuo intervento Lizzy ma su twitter si possono postare anche foto! vedi ammaraggio sull’hudson e la celeberrima foto del didietro di Demi Moore che stira i pantaloni di Ashton Kutcher il giorno del matrimonio dell’ex-marito.
Postata su twitter ha avuto più successo del post di Chanel al Vinitaly…;-)
http://www.dailymail.co.uk/tvshowbiz/article-1164149/A-portrait-Demi-Moore-Twitter-immature-toyboy-husband-Ashton-Kutcher.html
A pensarci bene secondo me i 140 caratteri – superata la fase della sfida/esperimento stilistico – sono una scusa per non fare lo sforzo di scrivere recensioni veramente ben fatte (cosa faticosissima), facendo sembrare tutto molto cool e molto moderno…
Mi aggrego!!!
Da un lato mi piace scrivere lungamente, coccolando gli argomenti e girandovicisivi intorno, prima di affrontarli, come quando si attacca il risotto dal bordo.
Dall’altro l’idea dell’epigramma, dell’aforisma fulminante è terribilmente seducente.
Sento che sto già capitolando.
Uno non esclude l’altro: c’è lo sprinter e c’è il grimpeur. Vero anche che, raramente, appare Eddy Merckx.
Più precisamente,Eddy Merckx appare una volta sola.
“Un” Eddy Merckx. O un Saronni, o un Bugno. Come le stagioni, non esiste più il ciclismo di una volta.
per il vino poi si presta molto. son capitolato da un po’.
Stefano, anch’io amo gli epigrammi e gli aforismi.
Anche gli haiku, se vogliamo.
Glielo spieghi tu, agli amichetti qui intorno, di cosa stiamo parlando?
toccato
Beh Lizzy, se la letteratura deve correre appresso al lettore, stiamo messi male: pensa a un Gadda o a un Camilleri, non avrebbero scritto una riga!
Poi se volete continuare a fare i professorini a vita, per carità, nessuno lo impedisce, ma così non faremo mai passi avanti….
Sono d’accordo su Gadda e Camilleri e anche su Twitter come esempio di letteratura…post-atomica, però.
E poi, da qull’incurabile snob quale sono, non capisco perchè debba essere sempre e solo IO (è un IO generico: intendilo come “io,l’autore”) ad abbassarmi al livello del lettore. Non può, per una volta – anche due, magari – fare lui/lei lo sforzo di elevarsi un po’, e spingere i suoi preziosi occhietti oltre i 140 caratteri arrivando a leggerne, che so, 200 o più? e’ uno sforzo così sovrumano?
Cmq ok, questo della rece su Twitter come esperimento di comunicazione ci può anche stare.
Dopotutto c’è anche gente che ama il pollo alla cioccolata.
Forse non mi sono spiegato bene, Lizzy, ma stiamo dicendo la stessa cosa.
Ogni tanto uno sforzo del lettore non farebbe male, altrimenti qui si fanno solo didascalie. Il mio primo Camilleri è “durato” 15 giorni, ora lo finisco salendo le scale di casa!
ottima idea una microguida con twitter…ma secondo me l’uovo di colombo è abbinare un twitter a un blog. noi, nel nostro piccolo, lo stiamo facendo per i ristoranti di Roma, con il blog Puntarella rossa e il twitter annesso. Ciao!
Non uso Twitter, l’ho studiato per professione ma non mi interessa, serve per altri scopi, metterci ricette o altro di “permanente” significa snaturarlo.
Non andrei appresso a sistemi che hanno, probabilmente, più scopi di SEO e, quindi, di generare accessi in cross reference, che non di fare informazione o di essere di serio supporto a un qualche scopo per l’utente finale.
[...] di segregazione razziale. —Abbiamo chiesto se vi diverte l’idea di una guida ai ristoranti su Twitter. —Milano | A cena fuorisalone. —Etichette del vino | Cosa, quando del sesso orale metaforico ne [...]
Io la trovo GENIALE!!!! e comunque su twitter vi seguo sempre…..
Besos a todos