Che succede alla patate di McDonald’s nei nostri stomachini? Cosa darei per saperlo


Le patatine fritte di McDonald's non si decompongonoSono uscito dal loop delle citazioni di Morgan Spurlock in tempi non sospetti. Per cui oggi delle accuse di brontosaurismo ce ne impippiamo bellamente. E vi giriamo questo extra dal film “Super Size Me” del 2004, di e con Morgan Spurlock. Un simpaticone cui la nostra parte di mondo aveva affidato le speranze di mettere in ginocchio il cattivo McDonald’s, che come sapete, sta sempre lì, anzi (probabilmente) prospera. Ciò non toglie che il mistero delle patate fritte che non si decompongono è avvincente. Ma dite che succede così anche nei nostri stomachini?




25 commenti a “Che succede alla patate di McDonald’s nei nostri stomachini? Cosa darei per saperlo”

  1. 998R commenta:

    Ma nei nostri stomachini non ci sono i succhi gastrici? L’esperimento mi sembra insensato.

  2. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Però anche le patatine fritte dei sacchetti tipo San Carlo dimenticate aperte diventano una schifezza da mangiare ma non ammmuffiscono!

  3. Marco Lungo commenta:

    Perché pubblicare queste cose?

    Poi capita che le veda un Laudadobermann e faccia le stesse prove con i piatti di Adria’.

  4. Cristina L. Cristina L. commenta:

    Sono appena tornata a casa, ho accompagnato i miei figli ad una festa .Dov’era la festa????Al McDonald’s ovviamente ! Immaginate la mia faccia quando ho aperto Dissapore!!!! Ho sempre pensato che fosse,quello di Mc ,cibo schifezza ma vallo a spiegare ai bambini….Credo gli farò vedere il video dell’orror .

    • super size me super size me risponde:

      se sei interessata all’intero film in Italiano, youtube provvede anche a quello:

      [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Manger/0085.gif[/img]
      parte uno > due > tre > quattro > cinque > sei > sette > otto > nove > dieci

      • come volevasi dimostrare come volevasi dimostrare risponde:

        scoperta la dipendenza da cibo-spazzatura

        Il cibo-spazzatura ricco di calorie e zuccheri può creare dipendenza. Per i ricercatori che descrivono il fenomeno sulla rivista Nature Neuroscience è una forma di dipendenza del tutto confrontabile a quella da fumo e droga. I comportamenti e i meccanismi cerebrali che si attivano sono stati osservati nei ratti, trasformati in consumatori compulsivi di cibi-spazzatura. Oltre alla dieta usuale, a base di cibi leggeri e sani, ai ratti sono stati offerti stuzzichini a base di bacon, salsicce, dolci e cioccolato. Gli animali hanno più che gradito l’integrazione, cominciando ad assumere molte calorie e a prendere peso.

        Si è così osservato che, come nella dipendenza da fumo e droga, anche in quella da cibo-spazzatura si indebolisce l’attivazione dei circuiti cerebrali della ricompensa, che in condizioni normali scattano immediatamente quando si vive un’esperienza piacevole. La sensibilità alla ricompensa precipita in poco tempo, proprio come avviene in chi è dipendente da droghe. E come in quei casi, il ritorno alla normalità non è semplice né rapido: solo dopo due settimane dalla scomparsa degli stuzzichini dalla loro dieta, nel cervello dei ratti si è ripristinato il meccanismo della ricompensa.
        (sunto dal corsera.it)

        [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag2/64.gif[/img]
        rivediamo il nono giorno

      • nove mesi dopo nove mesi dopo risponde:

        cibi da fast-food: non si decompongono mai!

        NY, 14 ott – L’artista Sally Davies si è divertita ad acquistare un Happy Meal il 10 aprile scorso e a fotografarlo quotidianamente per vedere eventuali cambiamenti. Secondo l’artista, che ha ribattezzato questa sua ricerca “Happy Meal project”, il panino si opporrebbe alle forze della natura. Davies non c’è l’ha con McDonald’s: «l’ho scelto perché era più vicino a casa mia», in seguito all’esperimento sono state chieste informazioni a McDonald’s, asserendo persino che il loro cibo non sia biodegradabile. La portavoce Danya Proud ha replicato: «questa non è altro che una pretesa stravagante e completamente falsa».

        completo su lastampa.it

        • interessante interessante risponde:

          Può anche darsi che il rapporto grasso/acqua nel cibo della foto sia molto alto, e si sa che pochissimi batteri riescono a crescere su base grassa: in genere anche quei pochi han bisogno di una nano-pellicola di acqua sennò il loro metabolismo rallenta a livelli bassissimi, insomma anche senza scomodare conservanti e additivi questo strano “fenomeno” si spiega benissimo.

          commento completo su dissapore.com

  5. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Un’altra cosa che ho notato nel filmato è che in alcuni vasetti c’è un sacco di umidità – su quello delle patatine del Mac, non se ne vede. Anche questo credo che influisca.

    Se c’è qualche esperto di muffe che ci vuole illuminare, può sempre tornare utile!

  6. Bruno Stucchi Bruno Stucchi commenta:

    Come se anche nei migliori ristoranti non usassero patatine fritte surgelate!
    Fate un giro dopo la chiusura, e guardate cosa mettono nei bidoni della spazzatura… Non il cibo, ma le confezioni.
    Io, quasi sempre “per sbaglio” riesco ad intrufolarmi nel retro dei ristoranti in cui vado; si fanno scoperte curiosissime.
    P.S. La digestione è un fenomeno complesso, dove non solo entrano in gioco i “succhi gastrici” (cioè fondamentalmente acido cloridrico decinormale) ma anche enzimi ecc. ecc.
    Le muffe invece sono sintomo di scarsissima pulizia.

  7. Tommaso Farina commenta:

    Invoco un intervento chiarificatore del Bressanini nazionale.

  8. [...] Dissapore – Che succede alla patate di McDonald’s nei nostri stomachini? [...]

  9. Gianna Ferretti Gianna Ferretti commenta:

    non mi pare che si lavori in condizioni sterili quindi è inevitabile che si formino muffe..

    La prima cosa da fare è ripetere l’esperimento,sappiamo che McDonald’s non usa le stesse materie prime e ci sono differenze tra USA, Europa.

    Forse la risposta è da cercare nella composizione, ecco gli ingredienti delle French fries dal sito http://nutrition.mcdonalds.com/nutritionexchange/nutrition_ingredients.html#1

    French Fries:
    Potatoes, vegetable oil (canola oil, hydrogenated soybean oil, natural beef flavor [wheat and milk derivatives]*, citric acid [preservative]), dextrose, sodium acid pyrophosphate (maintain color), salt. Prepared in vegetable oil (Canola oil, corn oil, soybean oil, hydrogenated soybean oil with TBHQ and citric acid added to preserve freshness). Dimethylpolysiloxane added as an antifoaming agent.

    Quel TBHQ (Tertiary Butyl Hydrquinone) è un antiossidante, non mi stupirei che inibisse anche la crescita di muffe e altri microorganismi.

  10. Fante Fante commenta:

    Suggerisco un esperimento domestico chiarificatore.

    Prendete un alimento sano, biologico, pulito, giusto, roba da far invidia a Petrini, masticatelo e ingeritelo. Lasciate passare un tempo sufficientemente lungo, espelletelo dopo attenta metabolizzazione dal giusto orifizio e fatene un esame organolettico.

    Poi ricommentiamo il video.

  11. antonio antonio commenta:

    E’ una bufala cmq, invito Bernardi a testare e vedere se e’ vero prima di pubblicare la notizia :D

  12.  gianna ferretti commenta:

    Visto che i campioni sono conservati in condizioni di non sterilità è normalissimo che crescano muffe su quei panini.

    Se non è una bufala, e ci dobbiamo spiegare la resistenza delle patatine, la risposta è solo nella composizione. Ho trovato quella delle french fries.

    French Fries:
    Potatoes, vegetable oil (canola oil, hydrogenated soybean oil, natural beef flavor [wheat and milk derivatives]*, citric acid [preservative]), dextrose, sodium acid pyrophosphate (maintain color), salt. Prepared in vegetable oil (Canola oil, corn oil, soybean oil, hydrogenated soybean oil with TBHQ and citric acid added to preserve freshness). Dimethylpolysiloxane added as an antifoaming agent.
    http://nutrition.mcdonalds.com/nutritionexchange/nutrition_ingredients.html#1

    C’è un antiossidante TBHQ nell’olio, il TBHQ è anche un antimicrobico, potrebbe essere la spiegazione.

    questo video gira da piu’ di un anno..Comunque non ci vuol niente a verificare il tutto, anche perché gli ingredienti usati per friggere mi risulta che possano variare da USA a Europa. Il risultato potrebbe essere diverso.

    E’ un esperimento che si potrebbe ripetere. Proviamo?

  13.  gianna ferretti commenta:

    E’ un esperimento che si potrebbe ripetere. Visto che i campioni sono conservati in condizioni di non sterilità è normalissimo che crescano muffe su quei panini.

    Se non è una bufala, e ci dobbiamo spiegare la resistenza delle patatine, la risposta è solo nella composizione. Ho trovato quella delle french fries.

    French Fries:
    Potatoes, vegetable oil (canola oil, hydrogenated soybean oil, natural beef flavor [wheat and milk derivatives]*, citric acid [preservative]), dextrose, sodium acid pyrophosphate (maintain color), salt. Prepared in vegetable oil (Canola oil, corn oil, soybean oil, hydrogenated soybean oil with TBHQ and citric acid added to preserve freshness). Dimethylpolysiloxane added as an antifoaming agent.

    http://nutrition.mcdonalds.com/nutritionexchange/nutrition_ingredients.html#1

    C’è un antiossidante TBHQ nell’olio, il TBHQ è anche un antimicrobico, potrebbe essere la spiegazione.

    questo video gira da piu’ di un anno..Comunque non ci vuol niente a verificare il tutto, anche perché gli ingredienti usati per friggere mi risulta che possano variare da USA a Europa. Il risultato potrebbe essere diverso.

    • Chefclaude Chefclaude risponde:

      Quoto. Si tratta proprio di un esperimento un pò scemo e per nulla scientifico; e poi il commentatore alla laudadio, proprio non lo sopporto….

    • giulo giulo risponde:

      oltre alla presenza di TBHQ, credo che la “resistenza” delle patatine di McDonald sia da imputare ad una inferiore umidità (suppongo) e, soprattutto, alla mancanza di fonti di azoto. Tra l’altro, anche le patatine “testimone” (che tra l’altro stranamente poi spariscono dal video) sembra che anneriscano (ergo si ossidano) ma non che ammuffiscano.

      Semplicemente ridicolo è l’ipotetico parallelo con quanto avviene nello stomaco, essendo il processo digestivo tutt’altra cosa da quanto rappresentato

      giuliano boni

    • Nathan Birnbaum Nathan Birnbaum risponde:

      “Sto lontano dai cibi naturali. Alla mia età ho bisogno di tutti i conservanti che posso assumere”.

      •  mekrogue risponde:

        Fantastico! Questo è il commento più intelligente e sagace a quel film idota e a tutte quelle persone che puntano il dito contro McDonald’s ed i suoi prodotti, come se non avessero mai mangiato in vita loro nessun supplì in rosticceria e nemmeno fatto colazione la mattina con una ciambella fritta o comprato i bignè fritti di S Giuseppe in qualche pasticceria…Ho quasi 40 anni e nei miei 11 anni di lavoro da Mc Donald’s nessun valore delle analisi del sangue è mai stato preoccupante pur mangiando 5 giorni su 7 patatine fritte e panini, e come me la salute di decine e decine di miei colleghi.Dalla prima volta che ho mangiato le mie prime French Fries a Roma nel 1986 non ho mai sentito di qualcuno morto per non aver potuto digerire le patatine fritte, ma mi e’ capitato spesso di sentire persone intossicate per aver mangiato al ristorante del pesce che si supponeva essere freschissimo. E’ facile sparare su McDonald’s ma e’ molto più difficile scoprire cosa c’è nei tramezzini del baro cosa mangiano i nostri figli alle mense della scuola. Se poi va bene il controsenso di vendere a caro prezzo carne da allevamento biologico nel mercato rionale proprio di fronte al semaforo di un incrocio trafficatissimo, allora tutta la vita McDonald’s almeno se dovesse creare dipendenza salva il portafoglio!

  14. parbleu! parbleu! commenta:

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/speciali/pag3/34.gif[/img]
    se il mistero delle patatine che non si decompongono è avvincente…

    il biscotto di Napoleone

    agritalia.gov – Da quasi due secoli una famiglia inglese custodisce uno dei biscotti più antichi al mondo. È stato prodotto, non si sa da chi né dove, nel marzo del 1821 ma non è un biscotto qualunque bensì un frollino appartenuto a Napoleone Bonaparte. I Titman lo conservano da 189 anni resistendo alla tentazione di mangiarlo, il gustoso reperto è ora nelle mani di Nancy, simpatica e arzilla novantaduenne.

    [img]http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/var/aiol/storage/images/contenuti/nel_mondo/curiosita/un_biscotto_di_189_anni/350787-1-ita-IT/un_biscotto_di_189_anni_articolo.jpg[/img]
    (foto agritalia.gov)

    In tutti questi anni è stato custodito con cura e, salvo qualche erosione, è praticamente intatto e senza muffe. Un fatto inspiegabile per gli esperti pasticcieri, rimasti a bocca aperta nell’osservare quel tipo di dolcetto che dopo solo cinque giorni dovrebbe già ammuffire (info in più: deve essere stato trattato con dello smalto o qualcosa del genere, e tenuto in un luogo molto secco e caldo)

  15. [...] c’è da dire una cosa in merito al Mc-cibo. Probabilmente molti di voi avranno già visto il filmato shock in cui si dimostra come le patatine di Ronald miracolosamente (appunto) non si decompongono. [...]


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