Civico 17 | Due Cuori e una Locanda
Se sapessi cos’è uno scricciolo, direi che Marcella si muove come un scricciolo, minuta e fulminea, tra la cucina e la reception della locanda profondamente avvinta al centro di Osio Sotto: che solo per i ciottoli di fiume non confonderai con la medina di Tangeri. Dopo cena, con l’addizione sott’occhio, le chiedi Cucina lei, vero, e ricevi di rimando una risposta illuminante e commovente allo stesso tempo, di quelle che non si usano più: Sì, io e il mio ragazzo. Era dal ‘79 che non sentivi usare così quella parola. E qui sembra d’improvviso perfetta. Illuminante, perchè in effetti il viatico per comprendere la cucina del “17″ si spiega in due anime: che si capisce bene quale lega di metalli ferrosi va forgiandosi, in quella cucina. Guido è l’altro dei due fuochi: scuola Lucanda, negli stessi locali. Bella, la soberrima veranda con il disco volante luminoso appeso nel mezzo.
I piatti che escono da quella fucina ribollente di passione sono pieni di personalità è di carattere, a volte fin troppo comunicativi, come se fosse difficile contenere l’energia in una sola portata. Assaggerai pagine non senza refusi, ma scritte con una mano reboante di cose da dire: e più di un filo di utile pragmatismo.
Salterai di slancio tonni e fegati grassi e basse temperature, e proverai quel Kobe che è velluto puro , quei gnocchi fiammeggiati, o quel piccione raccontato con pregevole destrezza: il piatto migliore, con il gelato di castagne in perfetta tensione, il giusto rosa, tanto sapore e poco sale.
Ma il vero il manifesto di questa Tavola, le candele mantecate al ragù d’anatra, le comprenderai solo più tardi raggiungendo l’impervio parcheggio o rassettando le frappe nelle splendide camere al piano di sopra. Perchè il ragù è denso e felpato, largo d’orizzonte e ben speso: ma tra le righe leggi vibrazioni agrodolci vagamente esotiche, l’eco di un’anatra laccata, di una salsa di anacardi, un refolo appena nella memoria. Due anime, che a volte si sovrappongono annebbiando un poco la vista con piccoli falli di confusione.
Ma è ben misero prezzo, per più d’un’oncia d’emozione.
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Civico 17
Via Risorgimento 17
Osio Sotto – BG
035 808692
www.civico17.com
Sui 55 euri per i quattro piatti, non c’è una proposta della cucina.
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Farei notare che nel menu sul sito i bocconcini di Kobe risultano essere accompagnati da crema di patate e salsa barbecue.
Ah, destino beffardo, proprio subito dopo quel post!
p.s. Ma…quale sarebbe la parola che non sentivi usare dal ‘79?
“Sì, io e il mio ragazzo” una di queste sei immagino…
Ovviamente è una curiosità marginale. E’ che mi è sorta una curiosità inutile di sapere cosa si è usato da quelle parti dal 1979 a oggi, dato che da noi non è ancora arrivato!
Però mi aveva fatto venire in mente un episodio legato a un equivoco sull’espressione “il mio ragazzo” che, detta da un cuoco, non si riferisce necessariamente al suo fidanzato.
Ma in questo caso sì.
In realtà io a una prima lettura veloce avevo pensato a una madre con il figlio.
Ah dici?
E’ che ero andata a vedere il sito e c’è una foto con una ragazza e un ragazzo che cucinano che si presentano come Marcella e Guido. Non sembra ci siano mamme coinvolte…
come dicevo solo in un primo momento, poi ho letto meglio infatti e non c’erano mamme
Sembra proprio buono! Peccato che sono a Roma…
ok, aspettavo il commento dopo il frammento … in lista
Ma quant’è ricca la ristorazione bergamasca!
Sè mangiato bene, ma alcuni piatti confusionari e con sapori poco comprensibili. Piccione epico.
Marcella e Guido i due fuochi, scuola Lucanda negli stessi locali…
indeciso se metterlo qua o là l’ho messo qua, adesso che succede: torna a casa Lassie?
(io ci capisco più niente, ad esempio non so ancora dove lavori adesso Matteo Pisciotta)