Come capire se vi piace il ristorante (low-cost) senza neanche andarci
Se l’auto vi piace spartana possiamo impostare una discussione sui ristoranti romani consigliati dalla nuova guida Low Cost del Gambero Rosso (€ 8,90). Calma, quelli che si chiedono cosa c’entrano auto e ristoranti, sono invitati a continuare la lettura. Vi attizza una Dacia (marchio del gruppo Renault) magari il modello Logan a 8.950 europei? Allora potrebbero piacervi le ricette vegetariane di Arancia Blu in via Prenestina. Spesa stimata 30 euro. Se conoscete bene le vetrine della catena H&M, dove l’abito disegnato da Cavalli può costare meno di 50 euro, dovreste considerare le zuppe fredde e calde di Baba, in via casale di Tor di Quinto.
Siete tra le vittime del netbook, il minicomputer? (399/499 euro). Provate i Tonnarelli cento molliche, con cozze, pecorino, pomodoro e mollica di pane da Cento Molliche a Ponte Galeria, in via Arzana 66 vicino a Fiumicino. Se vi siete convertiti alla macchina per il pane e ne fate un chilo in mezz’ora spendendo 60 centesimi invece dei 3 euro richiesti dal fornaio, andate da Mamma Angelina, in via Arrigo Boito al quartiere africano, tra carpacci e guazzetti non spenderete più di 30 euro.
Il gioco delle associazioni ci è venuto in mente leggendo questo articolo sullo stile di vita low-cost in Italia, e quest’altro sui risultati della guida. Eccone altre: Ikea → la trippa di Mythos in via Varchi 3; l’assicurazione auto online → i piatti dello chef Andrea Fusco all’Osteria del Giuda Ballerino di largo Appio Claudio; i G.a.s. ovvero Gruppo d’acquisto solidale → i fritti e la pizza di Gatta Mangiona, in via Ozanam.
Domande: conoscete i ristoranti consigliati dalla Low Cost del Gambero? Li frequentate? Vi immedesimate nella nostra versione del gioco delle coppie?








Sono stata da poco a una degustazione di vini all’Arancia Blu, da Baba un paio di anni fa e da Mamma Angelina 3-4 volte.
Quello che posso dire sinteticamente è che l’offerta non è omogenea, cioè sono difficilmente confrontabili, quello che spesso li accomuna, non so perché, è che i ristoranti di questa fascia hanno quasi sempre un menu che strizza l’occhio agli anni ‘80-’90 come ingredienti o presentazione. Cosa che non mi fa impazzire.
Cos a che però ad esempio non succede al Quinto Quarto, che non è stato nominato, dove si spende intorno ai 30 euro e la cucina è tradizionale o originale senza nostalgie alla panna, tortini, rucola, radicchio o simili.
Se ci riesco oggi metto qualche foto. Almeno chi non c’è stato sa di cosa si parla.
Non ho mai capito l’entusiasmo del Gambero per Mamma Angelina. Discreto invece Arancia blu (peraltro unico ristorante decente vicino casa)…
…sono iscritto, da anni, e ribadisco la mia fede, al Mamma Angelina Fans Club: rapporto qualità (molto alta)- prezzo (più che onesto, anche nei vini) secondo me senza uguali in Italia.
Boh, allora devo aver beccato io la serata storta, però quella volta mi aveva stupito per una certa banalità un po’ in tutto. Nulla di drammatico, ma non certo da miglior rapporto qualità/prezzo a Roma per due anni secondo il GR…
Sono stata al ristorante Arancia Blu qualche anno fa e non mi è dispiaciuto, anche se non è fra i primi che mi viene in mente se devo andare fuori…
Anche da Baba sono stata una volta ma l’esperienza è stata assolutamente dimenticabile: un quasi buffet per antipasti e dolci e zuppe e secondi piatti di livello decisamente basso.
Grande plauso invece all’osteria del giuda ballerino: materia prima impeccabile, pane buono, menù sfizioso e conto finale che quando arriva riesce a sorprenderti in positivo: di questi tempi una rarità…
voto e quoto HangZou, forse il miglior cinese al quale abbia mai sbocconcellato (e i prezzi son più che onesti).
Nient’affatto male anche il ristorante della Città dell’Altra Economia, una bella carta bio, un servizio celere e cortese e – mica pizza e fichi – una signora carta delle birre.
Del Né arte e né parte, al contrario, ho un ricordo tutt’altro che lowcost.
Azzardando un gioco delle coppie pret-à-porter, forse direi “trattori alimentati a biocombustibile a base di canapa indiana de-thccizzata” –> Ristorante Città dell’altra economia; “Ryanair prima maniera (chi prima arriva, meglio alloggia)” –> HangZou.
oltre all’arancia blu, i miei low cost preferiti sotto i 30 euri sono l’idillio al pigneto (trattoria-enoteca gestita da una famiglia, con scelta limitata ma buona) e le 4 monete a centocelle (menu di pesce che varia ogni giorno secondo la disponibilità, preparazioni curate)
sul tema vi segnalo il blog che curo (ahimè troppo saltuariamente) con alcuni amici
http://magnaroma.blogspot.com/