
Leonardo Romanelli: @Fabio Credo che si evinca dal
giorgia cannarella: Io ho una vera ossessione per
vincenz: Visto che ti stimo,visto che s
Fabio Cagnetti: Mi spiace molto leggere di que
Cenare al ristorante con un bel giro di amici è divertente. Sapete cosa non diverte? Capire chi ha mangiato cosa quando arriva il conto — specie se Jade, per dire, ha preso solo la battuta di fassona piemontese a 22 € e l’insalata col caprino a 10, mentre Antonio ha ordinato il Grand Plateau di ostriche da 60 € (ERANO BELON DU BELON, CHIARO?!), epperò Tommaso e Silvia si sono scolati insieme 6 bottiglie di Super Baladin rispetto a Mario che ha bevuto un solo bicchiere di Birra del Borgo alla spina, così, probabilmente Tommaso e Silvia devono più di qualunque altro amico, perché le bottiglie di super Baladin andavano a 14 € l’una (DICE IL SOMMELIER CHE HANNO NOTE CARAMELLATE E SENTORI FRUTTATI, CHIARO?), ma Sara sostiene di dover pagare meno dal momento che ha skippato l’antipasto, anche se si è sparata metà polpette di baccalà che erano per tutti, cosa non proprio educatissima, e tutto il gruppo di amici ha studiato in qualche stupida facoltà tipo scienza della comunicazione, così nessuno sa fare i conti sul serio ma questo al cameriere, che ci sta guardando come se volesse colpirci con il forchettone da insalata, non interessa. Perché mai non sarò rimasto sul divano di casa a sgranocchiare la pizza ordinata al telefono e a guardare il Dr House? E insomma, dividere il conto al ristorante è stressante. Ma ecco come afforntare la situazione.
Se avete meno di 30 anni (e forse frequentate Scienze della comunicazione, e forse vivete ancora a casa dei vostri genitori).
Ci sono molte probabilità che siate poveri, perciò è okay guardare bene il conto e stabilire con precisione quanto dovete per le cose mangiate e bevute, aggiungendo servizio, coperto e mance. Qualcuno cercherà di dividere il conto in parti uguali perché è noioso calcolare che Lidia deve 32 euro mentre Stefano 40 o quel che l’è, e gli 8 euro di differenza sono per l’aperitivo che uno dei due non ha consumato. Per cui, ognuno paga il suo, che è meglio.
Invece, non è per niente okay essere quello che ha preso l’antipasto da 10 euro e un primo da 20 e scuce 30 euro sperando che nessuno se ne accorga. Occhio, gli altri se ne accorgono! Non fate così. Tutti odiano chi fa così. (“Perché è sempre la stessa persona che si comporta così?”). Bisogna pagare coperto e servizio, in certi posti non proprio irrilevanti, vuoi davvero che i tuoi amici ti detestino per il coperto e servizio? Qualcuno ha anche pagato la torta che hai mangiato a fine cena, o lo champagne, e un po’ di mancia per il cameriere la vogliamo considerare? Se non avete il contante, tirate fuori la carta di credito, essù.
(Odio generalizzare o essere sessista, ma più sono giovani e carine più le ragazze ci provano, lo avete notato? “Oh cielo, mi accorgo adesso che sono a corto di soldi”, evvai col sorriso killer. Mi fa piacere che tu abbia un magnifico sorriso, davvero, ma non dormiano neanche insieme, perché dovrei pagare per te? Le altre amiche meno carine manco ci provano; sono più civili, capiscono che non tutto nella vità viene servito su un piatto d’argento. Ecco perché dovrebbe esistere un test di comportamento obbligatorio per le giovani ragazze carine che cenano con dei trentenni provenienti da scienza della comunicazione che forse vivono ancora a casa dei genitori. No, davvero, possiamo affermare in tutta onestà che esiste qualche sub-specie del genere umano più maleducata di una giovane ragazza carina? Penso di no).
Oh, e se non avete il contante con voi — cosa che può succedere perché abbiamo detto che siete poveri — dovreste chiedere al cameriere di prelevare somme differenti da ogni carta di credito. E lasciate una buona mancia, per chi la deve fare non è una cosa divertente. Se avete meno di 30 anni ma non siete poveri, perché di cognome fate Moratti e non vi sentite ridicoli nel chiedere all’architetto una casa à la Batman, e insomma, a fine mese ammucchiate 10 volte i vostri coetanei, ogni tanto pagatelo voi il conto, gli amici apprezzeranno.
Se avete più di 30 anni.
Non bevi come i tuoi commensali? (Nel senso che scoli meno bionde del Birrificio Ducale). Il tuo piatto di pasta costava la metà della quaglia ripiena con polenta bianca? Non hai preso la crème brûlée? Mi dispiace, non te l’ha ordinato il medico di essere astemio, e di non prendere la quaglia o il dolce, tu furbetto. Quando decidi di andare a cena con gli amici, implicitamente sottoscrivi il seguente contratto pubblico: “Io, (il tuo nome), accetto di pagare la mia parte calcolandola come segue: Costo totale diviso per il numero di commesali, a prescindere da chi ha preso cosa e quanto. Accetto altresì di non lamentarmi pubblicamente di questo metodo nonostante sia rimasto un po’ fregato, perché in futuro mi capiterà di pagare considerevolmente meno per le cose mangiate e bevute. E’ la legge della compensazione, tipo le decisioni degli arbitri nelle partite di calcio. In sincerità, (la tua firma)”.
Sicuro, esistono delle eccezioni — del tipo che arrivi in ritardo e prendi solo un bicchiere di vino — e comunque, anche se nessuno si aspetta che paghi la stessa quota degli altri, anche in questo caso è educato mettere in tavola del contante.
Ora, il lettore neutrale potrebbe credere che in questo scenario tu sia incentivato a strafogarti e a bere irresponsabilmente, visto che non tutti gli altri faranno altrettanto. Con il risultato di pagare meno di quanto effettivamente devi. Il che significa comportarsi come un bandito sovvenzionato dagli amici fessacchiotti. Bene! Chi si comporta così, da stronzo temrario, alla fine vince sempre. alemo fino a a quando trova amici disposti a sopportarlo.
A questo punto, allora, avvicinatevi da soli al bancone del bar, e ordinate un bicchiere di pregiato rum cubano da 25 euro. In pratica, è gratis!
[Crediti | Immagine: Twisted colloquium, ispirazione: geolocalizzato da The Awl]
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Sia quando avevo meno di 30 anni, sia adesso (che ne ho qualcuno in più), il conto al ristorante viene diviso per il numero di persone, per accordo tacito tra i commensali. Stop.
Non si sta a guardare chi ha mangiato cosa e chi si è bevuto il 99% del vino.
L’unica variante è che quando avevo meno di 30 anni si sceglievano i posti con più oculatezza in modo che fossero abbordabili da tutti i commensali
Mettersi a dire: io ho mangiato quello quindi spendo tot e tu hai mangiato quello quindi spendi tot+20 da noi è considerato assai disonorevole. Chi ci ha provato è stato energicamente sconsigliato dal riprovarci (solitamente persone poco in confidenza con il resto del gruppo e timorose di aver inciso troppo sul totale del conto).
Il conto si divide in parti uguali (nella mia cerchia di amici). Punto.
Non si può essere che d’accordo.
L’alternativa “elegante” è che in un gruppo di selezionati amici si paga, per tutti, a turno.
In questa maniera, tra l’altro, se si è educati si evita qualunque eccesso …
sono d’accordo, prima o dopo i 30anni non cambia molto.
è veramente pessimo guardare cosa ha mangiato chi….
per quanto mi riguarda ho fatto un intervento per dimagrire….
prima mangiavo e bevevo normalmente.. adesso spesso divido un primo con qualcuno e prendo un dolce per intero, vino max 1/2 bicchiere ma, non mi sognerei MAI di dire non devo pagare per intero….. no?
dovrebbero essere gli altri commensali che, notando che tu mangi significativamente meno di loro, ti dovrebbero abbuonare gran parte del conto!
@margi In effetti, tu fai bene, ma in casi straordinari chi mangia o beve di più farebbe bene ad offrirsi per pagare di più. Es. se ci sono astemi in un gruppi di bevitori, che magari si dividono una bottiglia importante che fa salire notevolmente il conto, mi sembra corretto che chi beve si offra di pagare la bottiglia senza dividerla.
Solo in caso di differenze importanti però, fare distinguo per pochi euro lo trovo veramente disdicevole in effetti!
Io sono uno che non mangia e non beve tanto.
Quindi, visto che per socializzare non è necessario avere le gambe sotto a un tavolo, a volte declino educatamente l’invito ad aggregarmi a serate in cui l’intera compagnia tranne me -per giusta e libera abitudine personale- ordina il menu degustazione + tutto il carrello dei dolci + una boccia francese a testa.
Con quelle persone ci si vede magari per un cinema, una mostra e una birra dopo.
Di contro, è parecchio fastidioso quando ti accorgi dell’esatto contrario: persone di quel tipo che tendono ad aggregarsi a tavolate di sole persone come me. Per poi alla fine appropriarsi repentinamente del conto e dividere sorridendo in parti uguali. Ca**o te ridi, scroccone? La prossima volta, similis cum similibus…
Non si può essere che d’accordo.
In questi casi sarebbe opportuno rivedere i criteri con cui si scelgono le persone con cui si esce la sera ,,,,
secondo me, anche dopo i 30 anni, è più corretto che ognuno paghi il suo.
questo si può fare però fino a un massimo di circa 10 persone, poi diventa completamente ingestibile.
per le grosse comitive infatti solitamente si divide in parti uguali perchè nessuno si ricorderebbe esattamente chi ha mangiato e cosa (e trovare grosse comitive in cui TUTTI sono onesti è praticamente impossibile).
infatti in questi casi conviene più o meno adeguarsi alla spesa media prima di ordinare, in modo che si mangi la stessa quantità senza finire a pagare di più per mangiare meno, visione assai utilitaristica ma tant’è.
il problema è che così sei vincolato.
al ristorante preferisco essere libero di scegliere ciò che voglio, per questo preferisco che ognuno paghi per sè.
anche se, ripeto, quando si è in tanti è un bel casino. contando che poi quando bisogna pagare tutti hanno già ben bevuto….
a me sembra molto meno onorevole far pagare 20, 30 o più euro di troppo a qualcuno che magari è astemio o che ha mangiato la metà, e che non per questo deve privarsi di stare in compagnia. è ovvio che per grandi comitive (in cui per mia precisa scelta non mi ritrovo praticamente mai) questo non vale, ma mi è capitato a volte di andare a cena in ristoranti da 100€ e più in 4-5 persone e ordinare cose completamente diverse, tanto da arrivare ad una spesa di 150 ipotetici euro per qualcuno e 90 per altri. quei 60 euro non ce li regala nessuno: li guadagniamo lavorando (perché oltre agli studenti e ai figli di mammà ci sono anche i lavoratori normali che devono campare e quando possibile togliersi uno sfizio). se fossi nel primo gruppo correttamente pagherei la mia parte e stop; se fossi nel secondo gruppo pretenderei di pagare la mia parte e stop. ed in genere questo modo di fare è stabilito prima di andare a cena, così che nessuno abbia nulla da ridire.
A me non è mai successo di andare a cena con amici (perchè si parlava di amici, mi pare) e che uno facesse un ordine per 150 euro di portate mentre gli altri stavano sui 90 (cifre ipotetiche) proponendo poi di dividere in parti uguali. Anzi nei casi in cui cui tali enormi differenze si sono manifestate è sempre stato quello che ha speso di più a proporre, per equità, di pagare ognuno il suo.
Specifico che parlando di gruppo di amici, parlo max di 5-6 persone e solitamente quando si va in ristoranti in cui è prevista una spesa “importante” (superiore ai 30 euro) più o meno tutti si regolano in modo da stare più o meno sulla stessa spesa media e se alla fine ci sono differenze di 5-10 euro nessuno ci bada e il conto si divide in parti uguali.
Mi rattrista assai, invece, leggere in questi post che ci sono alcuni che nel loro gruppo di amici annoverano personaggi che mangiano ai quattro palmenti e poi cercano di dividere in parti uguali, tanto da dovergli far notare che i 60 euro di differenza si guadagnano col sudore della fronte.
Alla faccia degli amici.
… ma che amicizie avete!!!!
Di solito si divide… se uno non vuole spendere declina l’invito o propone un posto a prezzi abbordabili … fine
esatto, i 5-10 euro ci mancherebbe, non è quello il problema.
ho anche specificato che in genere fra amici ci si accorda prima, e allora il problema non sussiste. se invece non parliamo di amici ma di persone tra le quali la conoscenza è limitata… beh lì il problema potrebbe sorgere.
si divide con precisione solo se si e’ in tre, in piu’ o meno si divide per crapa
full stop
Cenare in tre ? Te, lei e “isso” (o “issa”) ??
bah, a me capita abbastanza spesso
pero’ e’ curioso: in due nn si discute, in quattro nemmeno, ma in tre c’e’ sempre un momento di quasi-simil-minimo-timido- imbarazzo
Qui in Germania e’ d’uopo che il cameriere chieda: “zusammen oder getrennt”? (Cioe’ conti separati o insieme). Di solito i tedeschi vogliono i conti separati, anche se sono 20 amici a un tavolo e difatti con gli amici tedeschi mi regolo cosi’. Viceversa,e nonostante questa fantastica opzione che in Italia non sembra proponibile ma in Germania e’ la norma, quando mi trovo a tavola con gli amici italiani tendiamo tutti a chiedere un conto comune da dividere fraternamente in parti uguali.
fantastici quei camerieri tedeschi e austriaci che ti fanno il conto individuale e a ognuno danno il resto!
Se è per questo, non solo non fanno storie per fare conti individuali ma ti assicuro che MAI e poi MAI mi è capitato mi dicessero al supermarket, al bar, al ristorante, di non essere in grado di darmi il resto. 42 Euro? (Nel mio caso CHF) ….
Se consegni un pezzo da cento nessuno mai ti chiederà se per caso hai i due euro (o CHF) spicci.
Senza contare che fanno anche VENTI scontrini fiscali ..
)
se la cifra è poca [5-10 euro] vabbè, fa nulla.
Ma se io, mangio per 20 e devo pagare 30 o oltre perchè qualcun altro se ne approfitta…non mi sta più bene.
Nel mio gruppo di amici [tutti under 30 e più o meno squattrinati e precari] abbiamo stabilito che, quando si esce a cena, il conto ce lo facciamo portare a tavola e poi lì, ognuno paga ciò che ha preso.
E’ una forma di rispetto per tutti noi, per non fare disparità fra i “furbetti” e gli “squattrinati”.
Difatti, dall’applicazione di questo metodo, usciamo molto di più a cena rispetto a prima…poichè ognuno può rispettare i propri budget.
E siamo ancora molto amici. ^_^
ricordo sotto i 30 si faceva a gara pasta con astice,scoglio,vongole ed fritti misti vari,con profiterol o tartufo finale tutto innaffiato da birra da litro(erano gli 80′baby) contro la misera margherita o marinara e coca delle femmine e conto alla romana……….che ridere
ma forse il fatto che non la davano a noi un motivo vi era….ach!
scusate facciamo anche sotto i 20 va
Qui in America è normalissimo dividere il conto al centesimo.
Proprio l’altro giorno sono uscita con altri 8 amici. Al termine della cena il cameriere ha portato il conto. Ognuno ha calcolato la propria spesa e l’ha scritta sul retro dello scontrino dando la carta di credito.
Il cameriere ha ritirato 9 carte di credito e le ha riportate con 9 ricevute.
Mi rendo conto che per noi è veramente eccessivo ma qui nessuno viene forzato a spendere soldi che non vuole spendere per nessuno motivo e mi sembra un modo civile di comportarsi.
Che tristezza … Meglio sgranocchiare patatine guardando la TV via cavo …
E’ lo stesso metodo che utilizzo io con i miei amici ma senza carte di credito… ^_^
Lo trovo anche io un modo rispettoso, più che altro rispettoso delle tasche altrui.
Idem, con patate!
ammazza quanto sei vintage !!!
“idem con patate” non si sentiva da anni !!!
garantito al limone
per me la convivialità fa a pugni con la divisione ragionieristica delle portate quindi alla mia età (over 30) sono dell’idea di dividere sempre in parti uguali e, se qualcuno ha preso qualcosa che costa veramente molto di più degli altri piatti (es. aragosta) in genere ci mette, automaticamente, un po’ di più, magari offrendo una delle bottiglie di vino; mai avuto problemi, anche perchè cerco di non scegliere mai ristoranti che mettono qualcuno a disagio per la cifra
cerco di non ordinare mai cose egaserate quando sono a cena in compagnia e, se proprio voglio fare una follia, premetto quando ordino (e poi lo faccio davvero) che quel piatto me lo pagherò a parte
anche se da femmina magari mangio meno della media, mi darebbe fastidio stare a fare divisioni scrupolose
però a vent’anni, in vacanza in grecia, eravamo tutti squattrinati e un furbacchione che si prendeva sempre i gamberi da dividere (solo nel conto, perchè mangiare, se li mangiava lui) ed è stato stroncato brutalmente dopo la terza o quarta volta….
ma una domanda: come vi comportare quando uscite, non avendo figli, con amici che hanno magari 2 figli che mangiano come gli adulti e poi pretendono di fare fifty fifty del totale (capita spesso con una coppia…..)
Io sono sempre la più penalizzata,prendo solo un secondo,quasi mai contorno e sono astemia.Anche in pizzeria mi va male,pizza con solo pomodoro,senza olio e sale..+acqua frizzante,insomma la più sfigata sono io.Per fortuna che mio marito compensa un po’ e quando si divide per coppia riusciamo a non perderci tanto.
Premetto che anche qui dove abito nei ristoranti non fanno una piega se chiedi conti separati.
In ogni caso, usualmente accade questo: se si esce con amici fidati (mai grosse compagnie ma piccoli gruppi) ecco che chi ha proposto l’uscita paga per tutti.
Quando invece mi capita (o mi è capitato) di dover uscire a cena con tante persone, non tutte ovviamente considerate amiche allo stesso livello, ecco che preferisco si divida per il numero dei commensali.
E’ evidente che se qualcuno ha ordinato piatti davvero particolarmente costosi (non sto parlando di certo di pochi euro) mi aspetto che autonomamente si offra di mettere un importo superiore.
E’ accaduto putroppo che una coppia abbia ordinato branzino al sale quando tutti eravamo usciti per una pizza in compagnia, alcuni anni or sono. Lo ricordo perchè quando compresi che era loro abitudine fare gli “sboroni” con i soldi altrui decisi che quelle erano persone con le quali non gradivo stare a tavola, e stop.
Infine il problema bambini: se sono davvero piccolini mangiano come uccellini e quindi secondo me non sono conteggiabili. Se invece sono degli adolescenti superaffamati, si torna al discorso di prima.
In ogni caso dovrebbe prevalere il buonsenso. Quando lo vedo mancare, giro al largo.
Di contro non vale anche per le ospitate? Io ho spesso amici a cena. Ma è una ruota che gira … oggi a casa mia domani a casa tua!
Leggere il bel post di Massimo mi ha messo una tristezza infinita, perché sono quasi tutte cose vere che mi hanno rimebrato episodi deprimenti.
Contesto però l’idea che siano i “poveri” a non aver contanti in tasca e a preferire la carta di credito. Credo sia il contrario.
Io onestamente, indipendente da ricchi e poveri, non sopporto il conto alla romana perché alla fine sono sempre stato costretto a mettere una quota in contanti quando preferivo usare la carts.
sarebbe curioso che qualcuno qui (senza sgranocchiare altrove in rete) mi spieghi l’etimologia dell’espressione “alla romana”
Al ristorante serio è come in vacanza: dovresti andarci solo con persone di cui sei sicuro al 100% che siano sintonizzate sulla tua stessa lunghezza d’onda. Se rischi, devi assumerti la piena responsabilità che le cose non vadano per il giusto verso. Le recriminazioni a posteriori andrebbero proibite dalla Convenzione di Ginevra.
Io ho sempre diviso per il numero dei commensali altri modi mi infastidiscono, ritengo opportuno che chi ha consumato di più faccia almeno il gesto di pagare di più. Quando sonol’unico uomo nei limiti delle mie possibilità cerco di pagare tutto io.
Nel mio dizionario italiano Devoto-Oli “ispirazione” non significa “copiare”. Io ho letto questo stesso quasi-identico articolo qualche giorno fa tramite Serious Eats, qui: http://www.theawl.com/2011/03/how-to-split-a-check-at-a-restaurant.
Tutta la parte della persona che paga solo i 10 euro per il primo e 20 euro per il secondo e basta, non ha neanche senso per gli italiani – e’ in America che si parla di “tax and tip”. Come detto nell’articolo originale in inglese, questo in America puo’ ammontare a 28% in piu’ sul conto. Ma non e’ mica cosi’ in Italia. Chi da voi da’ la mancia quando mangia in Italia?
Il fatto che l’eta’ massima della poverta’ nella versiona americana e’ 25 anni, e nella versione italiana 30, e vivi dai genitori.
Comunque fra il dressing nell’insalata, le pasticcerie americane a Roma, i vari post su Intravino su come conquistare il mercato americano, fate prima ad aprirvi un blog negli good old US of A invece di parlare dell’Italia. Pare che qui ci sia poco da raccontare?
Ho corretto ispirazione con geolocalizzazione nella speranza che ti piaccia di più.
Salve sig. Bernardi,
mi chiamo Vittorio Di Giacomo e sono laureato presso l’Università degli Studi di Salerno in Scienze della Comunicazione.
Le scrivo giusto per notificarle che ho conseguito il titolo il 24 febbraio 2009 iniziando a lavorare il 9 marzo dello stesso anno. Lavoro che fortunatamente continuo a svolgere…
Io la seguo spesso su questo blog ma non ho il piacere di conoscerla, pertanto non sono al corrente dei motivi per la quale ha espresso tale giudizio su me e i miei colleghi.
Tuttavia, credo molto umilmente che la critica sia giustificata quando indirizzata ad un soggetto specifico in qualche modo corrotto, come quella di cui lei spesso si rende protagonista nel suo campo.
Sparare a zero sulla massa credo sia poco rispettoso per chi riceve la critica, e ancor meno dignitoso per chi la muove. Soprattutto se si parla di cose che forse non tanto si conoscono bene, e dottore in ignoranza non credo sia un titolo che abbia conseguito, né che le calzi bene.
Spero che comprenda le ragioni del mio intervento, ma credo il senso di Dissapore sia anche questo.
Lieto sempre e comunque di leggervi.
Saluti
Vittorio Di Giacomo
Caro Vittorio, dal tono del post originario è evidente che il Max in altri tempi ha avuto da recriminare con qualche ragazza carina di trent’anni che faceva scienze della comunicazione, ergo è ancora un po’ arrabbiato…
No?
Eheheheheheh caro mio, siamo i protagonisti di un bel luogo comune italiano(anch’io laureato in Sdc), cosa vuoi di più?
Si potrebbe parlare dei guai combinati dai laureati in Giurisprudenza(chi vi viene in mente…sempre lui, ma è solo la punta dell’iceberg) e invece piace così.
Contenti loro, contenti tutti.
Da quando abbiamo deciso di depennare l’ironia dalla cassetta degli attrezzi dei comunicatori?
In effetti…
Quelli fantastici sono quelli che dividono per famiglia.
Ne conosco uno che ha un figlio che mangia come un lupo
e cerca di applicare la regola in modo estensivo, le famiglie possono essere 2 genitori con lattante ma una volta ha cercato di considerare famiglia un single.
L’operazione comunque di solito non riesce, allora parte la tattica di far casino con i soldi darne meno di quanto dovuto e uscire dal locale lasciando il tapino alla cassa con meno soldi del totale.
SCAPPATE
C’è gente che spudoratamente ordina piatti costosi o mangia più degli altri, forte che poi si divida il conto in parti uguali.
Io sono del parere che se si ordinano più o meno le stesse cose si possa dividere senza problemi, ma se c’è differenza che ognuno paghi il proprio. Ci sono volte in cui io non voglio rinunciare a bere e/o mangiare quel che mi aggrada, ma sono la prima a dire che la mia parte venga decurtata dal conto.
Non volevo fare pubblicità sul vostro splendido blog, ma con un titolo così allettante ! Quello che voglio dire è che per dividere il conto al ristorante basta andare su http://www.oraviaggiando.it e richiedere uno sconto digitale. Ci sono anche sconti del 50% reali… ecco come dividere il conto senza litigare. A parte queste comunicazioni di servizio molto utili, ritengo questo articolo, come la maggiorparte dei vs., simpatico-irriverente. I miei complimenti sinceri.
Giovanni, non fare il furbo … non ho capito che ci azzecca. Anzi, sai che ti dico? Che per principio non apriro’ mai piu’ l’home page di quel portale.
Scusate ma se questi amici li invitate a casa vostra guardate quanto mangiano,se bevono un litro di vino se mangiano due fette di torta o altro?
Se uno vuole condividere una cena con degli amici non dovrebbe di certo guardare nel piatto dell’altro per fargli il conto.
Altrimenti uno è meglio che mangi a casa propria da solo ed incontri gli amici solo per fare quattro chiacchiere.
Sono più economiche…
Ma è un post copiato! E anche non veritiero della realtà italiana. O almeno si dica chiaramente nel post che è una traduzione da un post di un blog americano, sognando quello che vorremmo per l’Italia. (Sentite cosa ha già detto ampiamente @Michele nei commenti precedenti)
Buon giorno,e buona domenica; ora oggi non ho una cippa da fare e quindi mi permetto di lasciarvi un post sperando di essere d’aiuto.
Amo mangiare, amo bere e amo fumare (pipa e sigaro) ho 30 anni non sono laureato e non sono ricco, ma ciò non comporta che adoro andare in ristoranti anche costosi, pure da solo!
allora io ho pochi amici di cui mi fido, se ci chiamiamo per andare a cena fuori non è ne per una pizza (solitamente) ne per una birra al pub (ma capita).
la nostra filosofia è che se si esce per andare fuori è per provare piu piatti o più vini non per risparmiare dato che la scelta del ristorante può comportare anche 15 giorni di email furenti e gioiosi dove si strilla su quale ristorante scegliere.
a tavola non siamo mai più di 6 tranne quando organizzo cene sociali coi club della pipa o del sigaro di cui faccio parte.
ora se il ristorante ci interessa davvero ci informiamo sul menù e spesso cerchiamo di essere tanti quanti sono i piatti (es 4 antipasti 4 primi 4 secondi 4 dessert) andiamo in 4
e ordiniamo tutto quindi il cibo si divide a metà dato che ci passiamo i piatti per provare tutto.
Vino nove su dieci scelgo io, ciò acacde spesso anche se c’è un sommelier diplomato a tavola, magari con lui mi consulto e mi consulto sempre con tutti
“ragazzi il percorso enologico che ho scelto comprende 6 vini in quattro e viene che en so 300 euro vi va bene?”
detto questo e analizzata la situazione (che per altro spesso sappiamo prima ) il conto si divide per 4 tanto abbiamo mangiato tutti e dico tutti tutto.
per il vino che può far lievitare di molto il conto ci consultiamo sempre anche se poi scelgo io.
mmorale della favola a spendere 30 euro non ci riusciamo mai, ma ci facciamo delle magnate strepitose magari 2 volte al mese ma senza recriminazioni.
c’è una postilla se a tavola c’è un amico dei nostri amici che non conosciamo gli diciamo come stanno le cose se gli stanno bene ok (dopotutto noi siamo matti e quindi possiamo tranquillamente se decidiamo che ne vale la pena ordinare un barolo gaja e poi per tutta la settimana mangiare patate) ma se per lui non va bene allora facciamo cosi’ se il tizio in questione non può’ perché è povero (io guadagno 1200 euro al mese ma nona vendo famiglia posso decidere una volta all’anno anche di fottermi mezzo stipendio)ma non tutti come me possono disporre di tutti i loro soldi per se o magari non vogliono: bene in quel caso l’amico è nostro ospite ce lo diciamo prima e punto non c’è storia lui o lei non paga un cent, ma lui o lei paghera un giro di birra al pub e i sigari o un distillato o la benzina o il parcheggio senza che gli altri faccino i conti in tasca a nessuno.
piu di una volta m’è capitato di pagare a me, o di essere ospite perche quella volta non potevo e magari due emsi dopo invitavo tutti a stappare 6 bottiglie da me.
noi facciamo così e cosi’ siamo stati capaci nonostante siamo operai, e non imprenditori 30enni di non farci mai mancare nulla .
vi racconto un ultima cosa
ristorante che erano 6 mesi che lo puntavamo, abbiamo messo un salvadanaio in comune e ogni mese per sei mesi ognuno ha messo quanto poteva e poi a febbraio boooom : era l’unico modo ma di quei 6 vini e quel menu sono passati 2 anni e ancora ne parliamo
“Amo mangiare, amo bere e amo fumare (pipa e sigaro) ho 30 anni non sono laureato e non sono ricco”: ABBRACCIAMI FRATELLO.
http://www.theawl.com/2011/03/how-to-split-a-check-at-a-restaurant piu che ispirazione, traduzione!
Nemmeno traduzione è corretto, ‘ché ci sono tutti i piatti contestualizzati. Forse l’espressione più appropriata è geolocalizzazione.
sempre diviso in quote uguali, anche se tra amici spesso chi ha consumato di più si offre spontaneamente di pagare di più, cosa respinta dagli altri; facile però che nella raccolta delle quote chi ha consumato scampi e tartufi metta qualche euro in più anche per facilitare la divisione…
Ci vuole rispetto altrimenti non si è amici.
Vi racconto cosa è capitato ad un mio amico erano andati per una pizza lui e sua moglie insieme al cugino ordinano la pizza mentre gli altri quattro c’era chi aveva ordinato tonnarelli all’astice chi una tagliata al tartufo vino da 25 euro a bottiglia, lui quando vede la marparata mentre il cameriere va via gli dice aspetta un attimo cancella tutte le pizze e le birre e a me portami un filetto a lei ordina una zuppa di crostacei il cugino una spigola poi una bottiglia di inzolia in purezza ed a me un brunello di montalcino.
Alla fine con quelle persone non ci è andato più a mangiare.
Penso sia giusto dividere il conto, a meno che non ci sia una notevole differenza di costo tra le pietanze scelte dai commensali.
Allora: secondo me, se ci si trova in grandi tavolate di conoscenti piuttosto che amici (tipo, cena tra colleghi o società sportiva e cose così) la correttezza, unica e assoluta, dovrebbe essere fare ricorso alla calcolatrice (sempre che non sia il ristoratore a fare conti separati ma sappiamo che non sempre è possibile) o, meglio ancora, concordare prima un prezzo fisso col ristoratore indipendentemente dalla quantità e qualità del mangiato.
In gruppi ristretti di amici, in base alla legge dell’”oggi a me domani a te” può anche starci la divisione in parti uguali. Ma bisogna essere proprio amici.
Peraltro, nemmeno l’atteggiamento di chi butta sul tavolo 80 euro e pretende di non volere il resto (con un conto medio teorico di 50 euro) mi pare particolarmente indice di buona educazione, mi pare sia un po’ trattare i commensali da morti di fame.
Il conto bisogna dividerlo, si …