
Thomas: Io sono dispostissimo ad acqui
Leonardo Romanelli: @Fabio Credo che si evinca dal
giorgia cannarella: Io ho una vera ossessione per
vincenz: Visto che ti stimo,visto che s

Se la compro io, poi mia moglie dice che noi due dobbiamo parlare, e molto. Devo convincere qualcuno a regalarmela. Male che vada la rigiro al barista, così me lo tengo buono. [Triple Espresso Lamp dalla collezione Kitchen del canadese Francois Legault costa 375 dollari]
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Deve assolutamente essere mia…
è terribile. Massima solidarietà a tua moglie!
Con tutte le belle lampade ideate da disegnatori italiani proprio quella doveva scegliere????
Nell’attesa, tieni d’occhio E-bay. Di lampade a prezzo conveniente se ne trovano (anche di design).
p.s. A me non piace, non ti farò concorrenza!
l’idea e’ carina ma non gli e’ riuscita al massimo.
Se trovi il luogo giusto dove metterla potrebbe comunque fare la sua figura.(che figura non so dirti)
Caro Leo con tutto il rispetto per il tuo lampadario questo è di un’altra categoria
Si chiama “Porca miseria” ed è fatto con cocci di tazze, piattini e posate. L’autore è Ingo Maurer e l’ho fotografato al MOMA. Da vicino è ancora più bello.
http://www.flickr.com/photos/dissaporenetwork/4113812031/sizes/o/
Sono d’accordo con Maurizio: tra i due lampadari c’è la stessa differenza che passa tra allegria e tristezza.
Tuttavia, proprio per questo, entrambi “necessari”.
Ah, se era un problema “spiegare” alla consorte 375$, me lo vedo bene alle prese con i prezzi di Ingo Maurer!
Però “Round Kitchen Drawer” del canadese – alla pagina sul linkata da Leo – lo comprerei.
Ti sbagli Gumbo
, il lampadario me lo sono studiato bene.
E’ stato concepito con lo stesso concetto dell’ombrello. C’è un corpo centrale da dove partono una ventina di steli e saldare alle loro estremità i cocci e le posate.
E’ sufficiente una passeggiata all’Ikea, un fabbro amico e il gioco è fatto molto più a buon mercato dei 375 dollari
Ora non sono d’accordo, Maurizio. Il giro all’Ikea e l’amico fabbro potranno esser bastati a Maurer: a me, per esempio, con tutto il senso estetico che possa avere, mancherebbe quel “non so che” che mi separa dal genio dell’artista, il senso delle proporzioni e dello spazio (basti pensare all’Uovo di Maurer qui alla Spezia, alla Fondazione Carispe). Solo un quid: altrimenti tutti saprebbero fare i tagli di Fontana, per esempio.
Ringrazio dei consigli
amici mi raccontano di un gigantesco lampadario formato da tazzine nella hall della sede Illy a Trieste: lo compro e lo metto in salotto ?
x Fabrizio: per i tagli di Fontana no problems, mio figlio ne ha fatti di simili
Eccolo: http://www.illy.com
E’ un po’ voluminoso ma pare ce ne sia un secondo esemplare da qualche parte…vai!
Concordo invece con Fabrizio sul fatto che copiare quel lampadario di Ingo Maurer non sia alla portata di tutti – la probabilità di fare una schifezza immonda secondo me è altissima.
Questo non significa che non ci siano – invece – cose fattibili stile fai-da-te anche senza essere designer o artisti affermati. Solo non credo sia questo il caso, ehm!
State colpevolmente sottovalutando il mio fabbro
Può darsi. Forse è perché gli unici fabbri con cui mi è capitato di aver a che fare erano quelli che negli USA ci hanno aperto le portiere dell’auto dopo che avevamo chiuso le chiavi dentro. Non serbo un gran ricordo delle circostanze.
O forse perché la parte più complicata per me è la sistemazione dei cocci – e non la pensavo come attività del fabbro.
Comunque facci sapere, quando lo finisci eh!
ingo è un grande, e come tutti i grandi ha un sacco di imitatori neanche lontanamente all’altezza…
anche copiare è difficile, figuriamoci inventare…
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