di | ven 09 set 2011 ore 16:07
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fuori il rospo

Cose che rovinano l’atmosfera quando siamo al ristorante

A leggere Dissapore in questi giorni sembra che la strada per l’inferno sia lastricata di ristoranti rumorosi, pieni di ficcanasi fracassoni brandenti cellulari come terminazioni nervose colpite da scariche elettriche, coadiuvati da camerieri zoticoni che interrompono dialoghi per il solo gusto di imporre la sequenza giusta dei formaggi. Eh, io lo so cos’è successo: siamo tutti un po’ più poveri, il numero massimo di buoni “stasera ceno al ristorante” che possiamo spendere si è assottigliato, mentre è aumentato il controvalore richiesto ai ristoranti per i soldi che spendiamo.

Bene, se è di questo che abbiamo bisogno non lasciamo le cose in sospeso, sputiamo il rospo e non se ne parli più.

Cosa rovina definitivamente l’atmosfera quando andiamo al ristorante?

Bambini piangenti.
Genitori di bambini piangenti (forse ciechi e sordi).
Musica troppo alta.
Musica di Giovanni Allevi.
I tavoli vicino all’ingresso.
I tavoli vicini al gabinetto.
I tavoli vicino al forno.
Sale prive dello spazio necessario per muoversi tra i tavoli senza rompere l’anima ai vicini.
Telefoni cellulari
Vicini di tavolo che usano i telefoni cellulari come fossero in riunione nel loro ufficio.
Camerieri inopportuni.
Camerieri che interrompono clienti tipo processo sequenziale comunicando utilizzime info: “Hem, scusate, volevo spiegarvi come lo chef consiglia di mangiare questo piatto”.
E mettiamoci anche i locali che pretendono di essere pagati subito dopo l’ordine.

Io ho finito.

[Crediti | Dissapore, immagine: Jezebel]

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105 commenti a Cose che rovinano l’atmosfera quando siamo al ristorante

  1. avatar Viola

    la puzza….
    io non sopporto i locali dove si sente troppo odore di cibo, di cucina, e quando esci puzzi pure tu

    bambini non piangenti ma semoventi (tra i tavoli altrui e attorno al mio)

    mendicanti/venditori di fiori (scusate, sono poco politically correct, anzi ZERO), ma non sopporto di dover insistere per non comprare rose e meno ancora chi mette le mani sul mio tavolo e ci appoggia qualcosa

    bagni sporchi (mi vien da pensare che anche la cucina non sia immacolata) e inadeguati al locale

    menu recitato a voce (chissà perchè dimenticano sempre qualcosa che vedo nei piatti altrui e magari avrei voluto prendere)

    posti altalenanti: una volta stai bene e una male; vero, i soldi sono meno: dateci il meglio possibile please

  2. avatar Andrea Gallino

    I venditori di rose. Rompiballe.

    • avatar MAurizio

      Straquoto. Dovranno anche sbarcare il lunario, ma specie d’estate ….
      Intanto mi intristiscono. Mi ricordano che sono grasso e opulento (in senso figurato, ma non troppo) e con quello che spendiamo in quattro per cenare, loro ci camperebbero una settimana (o un mese, dipende da dove ceniamo) da cui sensi di colpa e irritazione. Irritazione che sale razionalizzando il pensiero sul fatto che fanno parte di un’organizzazione che “campa” sfruttando loro e i nostri sensi di colpa.
      Quando ero piu’ giovane e si cenava con qualche ragazza mi mettevano in ambasce. “compro i fiorellini per la bella ? E se poi si incazza per i fiori dozzinali ? E se poi si incazza perchè non li ho presi ? E se poi …”
      Alla fine avevo imparato a tacitare il Superio chiedendolo esplicitamente “vuoi questi magnifici fiorellini ?” se rispondeva “manco morta” faceva anche da screening per decidere ulteriori frequentazioni …

      • il senso di colpa si tacita facile: decidi con i tuoi amici una …ehm… buona azione il cui conseguimento ti impegni per non piu’ di 3 minuti dopo ogni cena … esempio…adottare un bimbo a distanza.

        qualche euro speso per il bimbo dopo 50-100 spesi per la cena sembrera’ meno fastidioso e contemporaneamente potrai essere sgarbato con tutti gli ambulanti perche’ tanto sai che sarai buono con il bimbo

        e’ un meccanismo diabolico e infallibile

        se poi dai all’operazione un nickname sara’ ancora piu’ divertente … la nostra si chiama …

        • avatar MAurizio

          Quindi se ne adotto 3-4, posso prendere i “rosaioli” a mazzat.. a rosate sui denti ?? :-D

          • per 3 o 4 potresti spaccare la bottiglia dell’acqua e puntare il coccio al collo del rosaiolo ;-)

          • avatar mr

            A me i venditori di rose troppo molesti danno fastidio come a chiunque altro. Poi però penso che magari questa gente si arrabatta per mandare quattro soldi a casa e vive in dodici in una stanza affittata a prezzi da rapina (magari dal tizio al tavolo accanto al mio). Tra l’essere (giustamente) infastiditi e mostrare comunque rispetto per chi sta peggio di te non c’è incompatibilità, anche se le battuttine razzistelle sul coccio di bottiglia, le botte e le vendette immaginarie che si sentono qui lascerebbero supporre altro.

          • avatar MAurizio

            Vedi mr, è come dicevo. Questa gente viene sfruttata da organizzazioni italianicissime che forniscono i fiori e riscuotono gli incassi. Ovviamente gli pagano i contributi e ogni cent di IRPEF dovuto. Però “per non essere razzisti” va bene così.

          • scusa mr, a volte mi dimentico che non si puo’ proprio scherzare qui … comprero’ almeno tre rose la prossima volta

  3. Gli spazi ristretti, i vicini di tavolo che parlano di disgrazie, malattie e fine del mondo e la confusione.

  4. aggiungo: luci al neon ospedale…trittico di TV in sala…ed il cameriere che sorridente ti chiede con insistenza se era buona quella triste ed insipidissima pietanza :)

  5. avatar jade

    - donne con ettolitri di profumo, in particolare l’invasivissimo, molestissimo Angel di Thierry Mugler
    - bambini maleducati, urlanti e muniti di PSP e per i quali viene sempre richiesta “la pasta del bimbo per prima” anche se ha 14 anni e si è strafogato di BigBabol fino a due minuti prima rigorosamente lui sul sedile davanti senza cinta e nonna anziana seduta pigiata dietro
    - aria condizionata livello Abercrombie ad agosto
    - giovaniminchia che al cinese/thai ridono se la cameriera non li capisce e fanno sempre ma dico sempre la battuta “ahò, ma che se stamo a magnà er cane tuo?”

  6. avatar Bruno Stucchi

    L’acustica. Troppo rumore, impossibile sostenere la minima conversazione senza urlare. Aggravata dalla muscia non gradita.

  7. avatar Bruno Stucchi

    Musica, ovviamente. :-( Erore di stumpa.

  8. avatar Ermanno Nuonno di Agnone

    Coloro che quando escono dal locale dicono al cameriere, a gran voce “le ho lasciato una bella mancia”.

  9. avatar primus

    caro tomacelli per Lei uscire a cena deve essere un grande problema ;-)

  10. avatar schatten

    All’aperto, i vicini di tavolo che fumano e ovviamente il vento tira dalla mia parte. L’orrore del tanfo di innumerevoli sigarette nel chiuso di ristoranti esteri dove il fumo non e’ bandito.
    Suggerimento contro i venditori di rose (io ne ho comprate innumerevoli volte sempre per pieta’, ma alla fine non ne potevo piu’): visto che le suddette sono quasi sempre intrappolate nel cellophan e cola’ permangono immarcescibili per mesi, specie se si conservano al riparo dalla luce, tocca comprarne una e di volta in volta portarsela dietro da casa. Alla visione della rosa sul tavolo il venditore non insistera’ piu’ di tanto.

  11. Cosa rovina definitivamente l’atmosfera quando andiamo al ristorante? MA OVVIAMENTE IL RISTORANTE

  12. spazi stretti tra i tavoli
    camerieri che non vengono anche se li chiami
    vicini rumorosi e/o curiosi
    l’odore (troppo o troppo lieve, scegliete voi)

    e…l’umore! si il mio umore!
    se sono contenta e mi sento in gran serata non va nulla storto, se invece ho avuto un pomeriggio pesante, un disguido a lavoro, ecco che ogni cosa è potenzialmente causa della mia serata storta!

  13. Pietanze che arrivano a rate.

    Preferisco aspettare un’ora e mangiare tutti assieme piuttosto che dover mangiare la pasta incollata perché ho dovuto aspettare che arrivasse il prosciutto e melone di quello accanto.

    • avatar MAurizio

      Oddio. Se il vicino prende un antipasto freddo dovrebbe avere il buon gusto di invitare i commensali a mangiare subito i piatti caldi .. :-)

      • Si ma se il vicino è una “Lei2 la cavalleria vuole che la si aspetti.
        E comunque anche se fosse un lui mi secca mangiare mentre gli altri guardano affamati…

        • avatar Ermanno Nuonno di Agnone

          La buona pasta si mangia a casa. Hai mai visto una macchina professionale per la cottura della pasta? Non si puo’ aggiungere sale, l’acqua bollente ha un ciclo per 6-8 porzioni e percio’ dopo la terza porzione cucinata c’e’ amido da regalare.

    • avatar Jaysuy

      ecco, anche questo è un vizio che hanno in molti, servire a rate; azzooo una regola per i ristoratori, anzi una delle prime regole è servire il tavolo portata portata ma tutti insieme!!! possibile che il 30/40% ancora non lo sappia o se ne sbatta???

  14. avatar Nelle Nuvole

    Chi ti sta di fronte e ti dice

    all’antipasto “sono confuso”
    al primo “non sei tu, sono io”
    al secondo “meglio che non ci vediamo per un po’”
    al dessert “comunque rimaniamo amici”

    il caffe’ non lo beve perche’ glielo hai versato sulla patta dei pantaloni.

  15. avatar marty

    Ottimo post. Ma a me danno fastidio sottofondi musicali tipo questo. E’ un periodo che ovunque vada i ristoratori sembrano volermi fare un dispetto mettendoli sempre. Aboliteli vi prego

    http://www.youtube.com/watch?v=osBeP1Ei_vM

  16. Non sono cieco e nemmeno sordo, porto la mia famiglia a cena ed ho due figli che a volte piangono ed a volte si muovono tra i tavoli durante la cena.
    Non è per questione di educazione e nemmeno perché ci fa piacere che rompano le balle agli altri.

    Lo fanno perché semplicemente sono dei bambini.

    Secondo te, avere figli, significa dover stare segregati in casa?

    • avatar Daniela

      Scusa, ma non sono bambini: sono bambini maleducati.

      • avatar MAurizio

        Commento un po’ drastico. Se i bimbi hanno meno di 4-5 anni NON si può parlare di “maleducazione”. Puoi tenerli legati, di certo NON fermi.
        A me i bambini (al ristorante o meno) mettono solo allegria.
        Certo, un bambino piccolo che scorazza tra i tavoli rappresenta un potenziale pericolo per se (sbatte e cade) e per i camerieri (che magari non lo vedono).
        Casomai, puo’ essere considerato maleducato (o meglio “sciagurato”)l’adulto che permette ciò senza seguirlo passo passo …

      • avatar Fabio

        Uhm, Daniela vacci piano con le parole.
        Maleducazione vuol dire non avere ricevuto educazione, cosa che insegno ai miei figli.
        Ma tu ti ricordi cosa vuol dire essere bambina?
        Un bimbo ha voglia di alzarsi e giocare, e non necessariamente è maleducato.

        Coloro che dicono che sono infastiditi dai bambini, probabilmente non hanno figli e se ne avranno un giorno capiranno queste parole.
        Io non rinuncio ad uscire con i miei figli e portarli a cena fuori, e se urlano e piangono o se “infastidiscono” i presenti, mi dispiace ma non è questione di maleducazione dei bimbi tantomeno dei genitori.

        • ma non c’è alcun bisogno di avere figli, basta con questa retorica del genitore che gli altri non possono capire!

          primo, chi non ha figli suoi ha comunque amici e parenti che ne hanno e quindi si rende conto benissimo di tutto.

          ma soprattutto siamo tutti stati bambini, ce ne ricordiamo benissimo, tutti abbiamo avuto voglia di correre ecc. e ce l’abbiamo ancora adesso, grazie al cielo.

          l’unica differenza è che c’è chi ha avuto la fortuna di poter correre nei posti fatti apposta per correre (prati, spiagge ecc. e non sale di ristorante con tavoli spigolosi, tanto per dire.

          alcuni magari ricordano genitori un po’ troppo repressivi e quindi rinunciano del tutto all’indirizzamento e al rendere il figlio un animale sociale che sa riconoscere i confini della sua libertà e l’inizio di quella altrui.

          o ancora, e non so cosa sia peggio, si rivolgono ai figli facendo gran voli pindarici, aspettandosi che un bambino capisca periodi fatti di condizionali e subordinate, o che sia in grado di comprendere le fini speculazioni filosofiche che a questi genitori piace tanto ascoltarsi pronunciare, quando quello di cui il bambino avrebbe bisogno sono semplici istruzioni in indicativo che gli permettano di interpretare il mondo in sistemi di causa-effetto.

          insomma, guidateli un po’, questi figli, che non è affatto detto che ciò che è spontaneo è sempre buono. lo è se pensate che in futuro potranno fare una via di mezzo tra un eremita e il sultano del brunei, ma non se devono vivere da persone normali con altre persone normali.

        • avatar Jaysuy

          Hai ragione anche tu, è che spesso ognuno pensa solo a se stesso senza immedesimarsi nella realtà altrui della quale non gliene frega niente

        • avatar Riccardo I.

          “Coloro che dicono che sono infastiditi dai bambini, probabilmente non hanno figli…”
          Vorrei avere un euro per ogni volta che l’ho sentito dire: mi ci potrei comprare un ristorante e farci entrare solo bambini. Vietando l’ingresso ai genitori che di solito pronunciano questa frase.
          8-)

    • avatar fabrizio

      No, vuol dire muoversi ricordandoci di quando i figli non li avevamo.
      Mio figlio non mi ha fatto passare la passione per il mangiare bene e spesso fuori. Solo, per esempio, io a cena ci vado all’orario di apertura della cucina, quando la sala è semivuota e il pupo ha possibilità limitate di scocciare. In ogni caso, al primo accenno di pianto io o mia moglie schizziamo via dalla sala a fare un giretto (spesso è solo un po’ di noia che fa piangere il piccolo).
      Quanto al fatto che sono bambini, è ovvio. Solo che sono i TUOI bambini. Quindi cerchiamo di cerescerli nel rispetto della libertà e della privacy altrui.
      Ricorda comunque che Mc Donlad’s ha delle ottime aree giochi.

      Poi:
      NO MUSICA!
      Rosari: con gentilezza ma non li reggo. Se aiuto qualcuno non è al ristorante.
      I camerieri invadenti non sono un problema: mi basta uno sguardo iniziale per tenerli a debita distanza.
      L’oste furbo: BASTAAAA!!! Se sento ancora una battuta standard sulle portate e sul mio appetito alzo le mani (sulla sua faccia, non in segno di resa)!
      Non sopporto di avere i piatti sporchi davanti per mezz’ora: preferisco attendere una pietanza piuttosto che uno che si porti via gli avanzi.
      Etc. Etc….

    • avatar Anna Malafarina

      Quando ero bambina, pur essendo educata e timida, non sono mai stata portata al ristorante. Forse non si usava.

    • una quarantina d’anni fa ero bambino anche io. con i miei genitori e mia sorella più piccola si andava a mangiare fuori relativamente spesso. non ricordo di aver mai corso tra i tavoli o di aver visto altri coetanei correre tra i tavoli. se l’avessi visto non l’avrei considerato per nulla divertente.

      il fatto che qualche bambino faccia qualcosa perché è un bambino non significa che quella cosa sia giusta, santa e necessaria. tra l’altro ai bambini viene fatto un lavaggio del cervello da parte di cartoni animati e pubblicità varie che li iperstimolano e gli propongono modelli di comportamento antisociali e cafoni.

      se non sai fare in modo che i tuoi figli piccoli siano molesti oltre misura, ebbene sì, te ne devi restare segregato in casa o assumere una baby sitter o andare in posti tipo macdonald dove la caciara è ammissibile.

      la verità, semplicemente è che i genitori di adesso sono in gran parte troppo pigri e troppo immedesimati negli infantilismi dei loro figli per indirizzarli verso comportamenti meno inadatti che il permissivismo becero e la totale mancanza di autocontrollo, anzi, il compiacimento della mancanza del controllo di sé.

      mettiamoci anche che eventuali osservazioni di altri adulti vengono presi come un attacco personale nei confronti del genitore deficitario (che sente di dover difendere non tanto il proprio piccolo figlio, ma il bambino frustrato che evidentemente ha ancora in sé) e il quadro è quasi completo.

      in sostanza i bambini allegri sono una cosa, i bambini isterici e incontrollati tutta un’altra.

    • avatar Francesco

      Fabio anche io ho 2 figli, anzi al momento 1 il secondo arriva entro 2 settimane, ma quando vado a cena fuori li lascio ai nonni o alla buon vecchia baby-sitter (nella fattispecie la mia vicina di casa, di cui ovviamente mi fido perchè ci conosciamo da 30 anni), come facevano i miei genitori.
      Questo perchè oltre ad evitare di rompere le scatole ai vicini del tavolo e a tutto il ristorante, vorrei godermi una serata rilassante con mia moglie o i miei amici anche io!
      Non voglio correre nel ristorante urtando le sedie, dovendo chiedere scusa agli altri tavoli, perchè devo correre dietro al figlio o devo portarlo fuori di corsa con il passeggino perchè piange e urla!!
      Bisogna avere rispetto delle persone che sono intorno a noi, che magari stanno a casa tutta la settimana e a volte anche di più e vorrebbero godersi una serata in serenità e tranquillità!
      Questa ovviamente è solo la mia opinione, poi ognuno ha la propria educazione!!!!

  17. non sopporto i bambini al ristorante,faccio il cuoco,credetemi la pasta corta,una pentola e un fornello occupati,la bistecchina impanata,naturalmente, sempre nel momento di maggior casino,mi capita anche la richiesta di un risottino veloce perchè il bimbo ha fame,inoltre le urla e i pianti sguaiati,mentre tu sei li che smoccoli e lavori. Quando esco a cena cerco sempre posti senza bambini che urlano,preferisco il rumore delle unghie sulla lavagna.

    • avatar MAurizio

      Apperò. Dicci dove lavori così evitiamo accuratamente di venirci a cena con i bimbi. Te sarai meno “disturbato” noi più sereni di NON disturbarti ..

      • avatar fabrizio

        A me è sembrato sincero e basta, non maleducato. Se poi non va cena dove ci sono bambini io lo capisco anche: se ne avrà cambierà poi idea.
        Ragazzi, ce n’è già abbastanza dei posti nei quali non puoi difendertene dagli urli di un infante: presente un bel viaggio in aereo di 7/8 ore e il tuo vicino sta mettendo i denti?…. :-)

        • avatar schatten

          E anche quando non urlano, ma seduti dietro di te danno ininterrottamente calci al tuo schienale?
          Comunque riguardo alle urla, in Germania e’ stato stabilito per legge che il “Kinderlärm” cioe’ il rumore prodotto dai bambini, non e’ rumore. C’e’ anche da dire che di solito i bambini teutonici al ristorante sono mediamente piu’ educati di quelli itaiani (con le dovute eccezioni, certamente).

      • benissimo, se tu non ci vai ci vado io, così sono sicuro di trovare un ambiente più gradevole.

        • avatar MAurizio

          E un bel cartello “vietato l’ingresso ai cani e ai bambini” non guasterebbe … e, magari, visto che ci si trova, si potrebbero aggiungere altre categorie disturbanti …
          Faccio notare che il commento iniziale è partito da chi per mestiere dovrebbe essere felice di accogliere i clienti (tutti).
          E magari di soddisfarne le piccole necessità (perchè questa mi sembra la lamentela vera … non per il disturbo fisico dei bambini chiassosi)
          Poi magari preferisce perdere una parte di clientela. O forse è convinto che così ne guadagna altra, altrettanto tollerante.

          • avatar Luca

            “Piccole necessità”! Ho fatto il cuoco anche io e di genitori convinti che il bambino possa mangiare sempre le stesse cose ne ho fin sopra i capelli.

            La colpa è dei genitori ovviamente: quando ero piccolo, anche se facevo i capricci perché avevo un piatto preferito, i miei genitori mi facevano mangiare quel che c’era in tavola. Senza eccezioni. E non sarò loro mai grato abbastanza per non avermi cresciuto viziato come quella massa di marmocchi che oggi ci circondano.

          • un bel cartello potrebbe essere “ingresso vietato a coloro che non si prendono cura di cani e bambini e se ne strafregano di tutti coloro che da cani e bambini possono essere disturbati perché sono troppo pigri e incapaci per prendersi cura ed educare i loro cani e bambini, e che pensano che cani e bambini sono naturalmente buoni e che quindi tutto quello che fanno sia giustificato e siano strani gli altri che possono trovarlo sgradevole”.

            è evidente che non si può accontentare tutti quanti. se io voglio, magari anche solo una volta ogni tanto, un ambiente quieto (che non esclude la presenza di bambini, ma solo quella di bambini resi isterici e di cui i genitori si strafregano), devo poter essere libero di averlo. e di questo il gestore del locale cui mi rivolgo deve tenere conto. quindi magari inducendo a servirsi altrove uno scassacazzi con bambino ancor più scassacazzi al seguito, perde qualche coperto ma guadagna il mio e quello di altri amanti della quiete àfona.

            uno dei tanti motivi per cui non andrei da macdonald è proprio la presenza di bambini resi stupidamente chiassosi da adulti che non sanno offrire loro alternative di comportamento che magari sarebbero anche più interessanti per i bambini stessi.

            se avessi al seguito un bambino incontrollabilmente chiassoso, sarei io stesso a non portarlo in posti dove saprei non essere gradita tale chiassosità, e rivolgermi in altri posti meglio strutturati ad accoglierlo.

            non ci vuole molto. ci vuole soltanto che gli adulti, soprattutto voi che rispondete a chi critica i bambini chiassosi, si rendessero conto una volta per tutti che sono aulti e non più bambini, e che essere adulti e saper stare composti senza disturbare ed essere disturbati è una gran bella cosa, e non una imposizione che qualche cattivone vi vuole imporre.

            crescete, porca miseria.

          • avatar MAurizio

            Alla fine siamo giunti alla conclusione. Il problema NON sono i bambini “chiassosi” ma gli adulti maleduca(n)ti che li rendono “tali”.
            Condivisibile fino a un certo punto.
            Intanto chiederei agli interlocutori se parlano “ex cathedra” (ovvero sulla base dei ricordi di infanzia, epoca in cui se il babbo ti mollava una sberla in pubblico le persone intorno “applaudivano”, non chiamavano il 113 svedese per metterti in galera) ovvero se hanno figli (o nipoti) “educati” che si comportano tutti in maniera educata Ovvero se hanno esperienza diretta di come “educare” un bambino) – perchè a chiacchiere che ci vuole, il difficile è farlo)
            Perchè poi la gestione di un bambino (che al ristorante si annoia) è possibile “fisicamente” fino all’età in cui lo tieni legato nel passeggino (ammesso che dorma, altrimenti l’imprigionamento coatto è ancora più controproducente); difficile, tra i 3 e i 5-6 anni (eccetto se lo prendi a sberle) perchè ci vuole un adulto dedicato che lo controlli. Possibile ma comunque “problematico” nelle età successive.
            “Morale”: sperare che dei bambini “normali” non “educati” come avrebbe fatto mio nonno (che non ci ha mai toccato, ma che ci terrorizzava con lo sguardo. BTW mio nonno era una eccellente persona, ma nata ad inizio 900, quando al pappà si dava del Voi e il nonno era “comunque” il capo della famiglia. Ai giorni d’oggi se fossi un nonno che “terrorizza” i nipoti preferirei spararmi) stiano composti e seduti in un ristorante per 2-3 ore mi sembra utopico.
            E allora ? Allora niente. Non dimentichiamo che i bambini “molesti” sono un disagio anche per i genitori e spesso e volentieri vengono lasciati a casa (con buona pace della “famiglia”). Ma i vicini ? I vicini tollerano telefonini, conversazioni sopra le righe, fotografi di piatti, locali inadeguati, camerieri sgorbutici, ristoratori “supponenti”, cibi scadenti e tutte le altre innumerevoli negatività citate in questo post.
            Poi magari la cena “faceva schifo” perchè c’erano dei monelletti che correvano tra i tavoli …

          • avatar Viola

            Maurizio, ma cosa vuol dire che per tenere buoni i bambini ci vuole un adulto che li controlli?
            ovvio che vadano un po’ intrattenuti anche loro, ma dai loro genitori! non si mollano agli altri…..
            allora, affinchè l’adulto/genitore mangi in pace, i bambini devono rompere agli altri tavoli?

            davvero, noi stavamo a tavola da bambini e non intendo io e mio fratello, ma tutti i bambini della nostra generazione e anche adesso tanti stranieri

          • avatar MAurizio

            Viola, un bambino piccolo (2-4 anni), in grado di camminare non sta seduto, se no legato, per più di un quarto d’ora. Se lo “lasci libero” vagherà per il ristorante disturbando e, soprattutto, espondendosi al pericolo di sbattere, cadere o di essere travolto da qualche adulto (cameriere) distratto.
            Se non riesci a tenerlo fermo (praticamente impossibile) o lo lasci a casa o gli devi stare dietro. Se non ci pensano i genitori, ci sono zii e nonne.

    • Lorenzo secondi, sei il mio idolo almeno fino a domani mattina.

    • avatar jaysuy

      Caro sig. cuoco Lorenzo Secondi; mi pare che il suo problema fondamentalmente derivi dal locale per cui lavora, se non riesce a preparare prima una pietanza richiesta al tavolo (evidentemente lei non sa cosa significa tenere a tavola un bimbo di 3 anni) e deve barcamenarsi con un fuoco e una stufa o qualcosa del genere, o vi attrezzate con qualche fornello in più e manodopera magari, o vietate categoricamente l’ingresso ai bambini così ha risolto tutti i suoi problemi di stress! …ma si può leggere sta roba??

  18. avatar angelina

    Dopo aver letto questo topic ho timore di andare al ristorante, panico se trovassi tutto cio’ che avete elencato e in piu’ il conto salato.
    A parte le battute, cio’ che detesto sono i tavoli vicino ai gabinetti.

  19. avatar Mauro

    Perchè non facciamo anche “Che cosa da fastidio ai Ristoratori dei Clienti?”….penso possa essere molto divertente…:-))

  20. avatar marty

    Bambini, unghie sulla lavagna. A mio modo di vedere tutto accettabile tranne questo. I ristoratori dovrebbero prenderne atto: http://www.youtube.com/watch?v=NOY7fs1HD_g&feature=related

  21. avatar Andrea

    Le avete dette tutte….o forse quasi…..ed allora io voglio dire la mia…..che forse non è proprio durante la permanenza a cena.
    Quello che più rovina una cena/pranzo al ristorante è la pessima qualità in cui scadono troppe volte tanti troppi ristoranti tanto blasonati e tanto recensiti accompagnati dalla presunzione del “io sono il migliore e lo dicono anche ……” che mettono nel conto finale.

    Inifine lasciatemi dire che l’ultima esperienza è stata davvero una schifezza: Favignana, non cito il nome del ristorante ma è il più famoso dell’isola: cena discreta (talora scaduta nella più bassa mediocrità) servizio dei peggiori mai visti con camerieri che non sano portare nemmeno un piatto, bottiglia di vino bianco lasciata sul tavolo senza un guanto ghiacciolo per ben 3/4 d’ora, arrivo della prima portata dopo un’ora dall’ordinazione, camerieri che spariscono anche per mezzora, per chiedere qualc osa bisogna letteralmente alzarsi dal tavolo e cercare di fermare il cameriere che passa. alla fine di questa bella storia: 3€ di coperto a persona in due = 6€ e udite udite…. in più il 10% sul conto totale incluso il coperto ovvero altri quindici euro. Conto totale 124 effettivi + 6 di coperto (dimenticavo pane secco, tovagliato macchiato e bicchieri ancora bagnati con le goccioline) + 13 di servizio…………………………..QUESTO ROVINA SICURAMENTE L’ATMOSFERA AL RISTORANTE perchè la ricorderai male e per il resto della serata……

    • avatar Francesco

      Beh scusa Andrea, ma questo è un blog dove si discute dei buoni e dei cattivi proprio per poterci consigliare tra di noi, quindi il nome del ristorante è dovuto!!! :-D
      Metti che vado a favignana e prendo anche io la sòla???
      Poi la colpa diventa in parte anche tua!! :-) )

  22. avatar giorgio

    Penso che un po di tolleranza non guasti mai. Per cui a coloro che si sono espressi contro chi fuma all’aperto e contro i bambini in generale (non sono tutti uguali sia per età che per carattere e soprattutto per genitori) possano andare a mangiare dove meglio credono… fortunatamente tali limitazioni non esistono ancora!

    p.s.: si capisce che sono fumatore ed ho una bimba?

    • avatar schatten

      Alt! Non ho espresso nessun parere negativo su CHI fuma all’aperto, (la legge lo permette e mai mi sono sognata di lamentarmi) solo sul fumo prodotto che per l’ironia della sorte SEMPRE arriva a me, che il fumo non lo sopporto . Mi fa, letteralmente, vomitare. So che i fumatori non lo comprendono, eppure per taluni e’ cosi’. Del resto si parlava di cosa puo’ guastare l’atmosfera e per me e’ purtroppo il fumo scadente di sigaretta. Un buonissimo tabacco fumato nella pipa per esempio non mi da’ fastidio alcuno, anzi.

      • avatar Ermanno Nuonno di Agnone

        Che strano. Se c’e’ una cosa piu’ offensiva del fumo delle sigarette e’ proprio il fumo da pipa. Seguito dai sigari. Ma tutti e tre ti imbtattano – OK, ci si fa’ una doccia per eliminare gli odori su pelle/capelli – ma bisogna anche mandare i vestiti ad un lavaggio a secco. A chi mando il conto?

        • avatar Francesco

          si tratta SEMPRE di educazione!
          io fumavo e anche quando mangiavo all’aperto mi sono sempre alzato per andare “fuori” del ristorante a fumare per non dare fastidio ai miei vicini di tavolo e magari anche ai miei stessi commensali.
          Ripeto si tratta “SOLO” di EDUCAZIONE, parola che per molti sembrerà nuova.
          Quanti di voi spegne o almeno mette il vibracall al ristorante?? Quanti evitano di fumare per quelle 2 ore (circa) della durata di una cena? Quanti riescono a lasciare i figli strilloni ai nonni o alle Baby-sitter (che esistono ancora!!!)?? Ognuno di noi dovrebbe sempre mettersi nei panni altrui e chiedersi sto dando fastidio??? questo discorso ovviamente non è da riferirsi solo a tavola!!

  23. Forse mi sono espresso male,io non ho niente contro i bambini,ma alcuni genitori pensano che visto che sono bambini, possano fare ciò che voglino nei locali pubblici,tanto pagano!!ma vorrei ricordare che pagano il conto anche gli altri clienti,e non sono obbligati a sopportare la maleducazione,visto che con la vita che facciamo,si esce a cena per poter parlare tranquillamente e passare una serata di relax.Comunque mi scuso se ho offeso qualcuno,ma dopo 30 anni di ristorazione ne ho viste davvero troppe..

  24. avatar Ganascia

    Il patron TROPPO simpatico
    I piatti sporchi che mi svernano davanti

  25. avatar Pigi

    Io non sopporto i piatti invitanti fatti male o al risparmio. Soprattutto le paste poco condite.

    Mi è successo più di una volta di mangiare fuori e cucinarmi lo stesso menù, fatto con tutti i crismi, il fine settimana successivo per darmi pace.

  26. E non vedo cosa ci sia da difendere il fumo all’aperto. Io non voglio gustarmi un piatto col sentore di sigaretta del solito maleducato che non sa che a tavola non si fuma. E basta.

  27. avatar stb

    I [gastro]fanatici con carta e penna (moleskine e stilografica, anche voi, confessate!) che passano l’intera cena a sbocconcellare appena, scrivere, fare smorfie e, spesso, non rivolgere nemmeno la parola ai propri commensali…

  28. In Italia, i gruppi che mi costringono a stare al ristorante fino all’una bevendo limoncello e 3 caffe a testa, mentre qui quelli che invece vanno al ristorante e si alzano appena si e finito il piatto.

    I bambini non mi danno molto fastidio, anche se devo dire che i miei mi hanno cresciuta col pugno di ferro e quindi a due anni ero gia abituata a stare al mio posto al ristorante. Anche perche ero piu interessata al cibo che ai coetanei!

    Le cose che proprio non sopporto: i ristoratori invadenti o che ci provano e i venditori di rose o aggeggini. Mi fanno sentire in imbarazzo!

  29. I commenti sono troppi e non riesco a leggerli tutti.
    Aggiungo solo:

    la totale mancanza di INSONORIZZAZIONE in quasi tutti i locali (forse gli stellati a 2 o 3 sono esenti ma non frequento).

    E’ insopportabile uscire a cena, e a parte le considerazioni di cui sopra, non poter parlasi nemmeno al tavolo.

    Lo dicono molti miei amici architetti che nessuno pensa alla cosa più importante quando ristruttura il locale: come renderlo un gentile e accogliente locale.

    Maleducazione italiana a parte che non riguarda solo anzi, poco, i bambini urlanti che a mio avviso, fino ad una certa età non dovrebbbero essere portati al ristorante se non in uno specifico per loro (non solo Mc Donald’s ovvio….)

  30. avatar Pheed

    1) I bambini urlanti: mi spiace toccare sul vivo i genitori di questo genere di bimbi, ma io sono stato portato in diversi tipi di locali quando ero davvero piccolo, e ricordo che non mi sarebbe MAI venuta a mente la possibilità di alzarmi da tavola per mettermi a giocare. Si era al ristorante, ma anche in un self service, una tavola calda, un bar: la famiglia mangiava. Tutta. Papà, mamma, tre figli, a volte anche zii con due figlie. Il tempo per il gioco era un altro, i giocattoli non salivano sul tavolo a occupare ogni angolo libero (magari raccolti dal pavimento), alzare la voce NON ERA CONCEPIBILE e si restava, a volte anche con una certa sofferenza, seduti ad aspettare che i genitori fumassero l’ultima delle mille sigarette che si accendevano (erano gli anni Sessanta). Quelle ovviamente non le rimpiango, ma il fatto di non essere disturbato mentre mi sto godendo un buon pasto francamente sì, lo rimpiango: l’ultima volta una coppia di bambini in età scolare quasi faceva cadere il mio tavolino con tanto di calici a stelo lungo e vino, rincorrendosi e urtandolo. E i genitori? Hanno fatto finta di niente.
    Ok la Montessori, ok quel che volete, ma IO ero un commensale migliore. E forse sono anche una persona più educata e sensibile ai bisogni degli altri OGGI, a quaranta anni di distanza. Inutile dire che all’estero è notevolmente più facile trovare bambini che si comportano esattamente come mi comportavo io: forse qui ci si sta un po’ tutti dimenticando che cosa significa RISPETTO per i bisogni degli altri. I bambini possono essere prevaricanti: vanno educati. E qui finisco il pippone, ma perdonatemelo perché sono davvero stanco di fare fatica a parlare in metà dei locali dove vado per colpa di bambini ai quali NON E’ MAI STATO DETTO che devono stare zitti e buoni. Loro non posso sognarselo, ma gli adulti sì.
    2) I locali rumorosi per via dell’architettura. Non voglio la chiesa, ma non voglio nemmeno avere serie difficoltà a capire che cosa mia moglie, l’amico, il parente cerca di dirmi. Muri spogli, ambienti che riflettono le onde sonore, mancanza di tende, pavimenti in cemento sono nemici del comfort acustico. Tutto rimbalza, e così per farti capire devi alzare la voce. E il vicino fa lo stesso. E alla fine tutti gridano come scaricatori o portuali (categorie da salvare). Tra un po’ porterò il cornetto acustico, quello da rivolgere verso i commensali per isolare quello che dicono dalla cacofonia che mi (ci) circonda.
    3) I locali rumorosi per via della gente che adora GRIDARE. Ovvio che non succede quasi mai nei locali ad alto livello, a meno che non arrivi una vagonata di russi. Ma perché nei bistrot francesi, o nei self service svizzeri delle autostrade, o nei mesòn spagnoli, tutti locali paragonabili alle nostre pizzerie, si riesce a chiaccherare a un volume identico a quello che si tiene a casa e nelle nostre pizzerie tutti alzano la voce? Tutti, eh.
    4) I camerieri, o i proprietari, o i gestori, o insomma il personale, di cattivo umore. Incazzati, mi guardano mentre li saluto sorridendo e non trovano giusto adeguarsi alla mia cortesia. Arrabbiati per il fatto che sono arrivato io a disturbarli dal loro nirvana, non rispondono al saluto, si girano, prendono velocemente due o tre menu e partono verso il tavolo che hanno scelto LORO per me. Il resto del servizio è conseguente, e se oso continuare a sorridere mi guardano come se fossi un cretino che non ha ancora capito che nel loro locale SI FA SUL SERIO e che, diamine, non siamo qui per scherzare. Quindi, cliente, fai presto a mangiare che qui c’è già il secondo turno che preme,
    5) Quelli del SECONDO TURNO, appunto, a volte anche del terzo. Tu chiami e ti senti dire: “Si, certo, ma vedete di arrivare prestino che poi c’è il secondo turno”. Sei seduto e stai finendo di parlare di un argomento che hai messo a fuoco al terzo bicchiere, o dopo il secondo piatto, ed ecco che il camerier inizia a girarti attorno e ti chiede se “può portare via”. Sparisce il piatto nel quale avevi lasciato un ultimo boccone, anche magari per sbaglio: sparisce a volte anche mentre chi mangia con te sta ancora mangiando, tu avevi finito prima perché lei/lui ha parlato un po’ di più, ed ecco che lei/lui è l’unica persona che ancora ha piatto e posate per terminare il secondo mentre tu hai un deserto cosmico davanti. E già il cameriere sta chiedendo se “per favore volete ordinare il dolce o un caffè o un amaro o un ammazzacaffè, noi portamo tutto insieme grazie e volete il conto?”. Eccheca**o.
    6) Quelli del “qui si mangia bene e si spende pochissimo” (parlo di prezzi milanesi). Pesce a volontà per venti euro, per esempio. Angus per quindici, carne alla griglia a volontà con conto finale di venti euro, “ottimo” vino compreso. Impossibile, anche se c’è ancora una ENORME fetta di persone convinte di essere capaci di trovare “quel localino” che è la sintesi perfetta di economicità e altissima qualità. Colpa dei gestori che insistono a farti mangiare malissimo o colpa dei clienti che continuano a tornarci?

    Per il resto sopporto tutto. Il cibo cattivo tutto sommato, ripensandoci, lo concepisco, chè tanto in un posto se non mi è piaciuto non ci torno: potrei dire che è persino onesto dare cibo cattivo, nel senso che non sei proprio capace, o non puoi, fare meglio da mangiare, il giudizio finale lo dò io e da te non verrò più e di te parlerò malissimo con chiunque conosca.

  31. Pheed, condivido anche io ogni parola!!!

  32. le triviali tavolate di addio al nubilato/celibato. dovrebbero fare dei locali dedicati in modo da non dovermi mai trovare né nella situazione né nelle vicinanze della stessa.

    il cibo malcucinato e i cuochi con la divisa sporca di settimana. o peggio, senza divisa.

    i camerieri incapaci, che cominciano a sparecchiare quando qualcuno ancora mangia.

    il prezzemolo su tutti i piatti salati e lo zucchero a velo su tutti i piatti dolci. è anni 80 ma ancora succede.

    i profumi con la donna intorno.

    i ristoratori che vogliono farti credere che quel pesce è stato pescato la mattina stessa.

    la troppa confidenza. una volta la proprietaria di un ristorante mi ha chiamata “amore”: mai vista prima di allora, mai più vista dopo.

    il volume alto di voci o musiche.

    i genitori che ordinano patate fritte, cocacola e altre immondizie per i bambini. poverini.

  33. avatar gianluca

    io sono fumatore ma a tavola non si dovrebbe mai fumare, neanche se i tavoli sono all’aperto. è una regola di buona educazione.
    se si vuole fumare si esce fuori dalla porta, non c’è nulla di male.
    e tra bambini vivaci e bambini maleducati (che in pratica significa genitori menefreghisti) c’è sempre una bella differenza: qualsiasi bambino vivace, se ben educato, dev’essere in grado di stare a tavola un’oretta senza urlare. se proprio non ce la fa si esce con lui (e così ci scappa pure la sigaretta) e lo si fa giocare/stancare un pò, senza rompere i maroni agli altri commensali.

  34. avatar Giuseppe

    Il problema dellì’andare al ristorante è che c’è “la gente”.

  35. avatar mimma

    sull’argomento bambini al ristorante:sono genitore di una bambina e penso che , a parte il fatto che al ristorante ci si va per mangiare e non per giocare, ma mangiare può essere meglio che giocare o può diventare “giocare” e questo dovrebbe essere chiaro fin dalla più tenera età, l’assidua frequentazione di ristoranti, non dedicati ai bambini, all’estero (Francia , germania , Stati uniti) mi ha fatto capire che un bambino ben accetto è il cliente “famiglia” oggi , e il cliente bongustaio domani.
    Ho spesso usufruito delle matite colorate e degli album che il ristoratore aveva a disposizione per i casi simili .(i nintendo vari sono sintomo di deficenza di interesse del genitore per il bambino)
    Il bimbo incuriosito è un bimbo che non si annoia e che quindi non “rompe” a nessuno.
    Inoltre portare una penna e un foglio di carta per disegnare , per giocare a tris , comunque per interagire con i figli , senza creare atterriti soldatini, è un modo per stare con loro , se interessa. se non interessa li si lascia a casa, perchè sicuramente , annoiandosi poveretti , sarebbero fonte di grande fastidio.
    Mia figlia , 10 anni , per la sua competenza in materia di cibo, di servizio , di locali , può dare i punti a parecchi gourmet.

  36. avatar alfredo

    Semplice soluzione, andare al ristorante in settimana, possibilmente in bassa stagione, evitare la massa estiva con ogni mezzo piuttosto stare a casa.

  37. Applico sempre il buon senso. A volte è colpa del genitore che li lascia scatenare e a volte si è troppo severi nei giudizi. Nessuno ha toccato argomento cani che noto infastidiscono meno dei cristiani. Ma, questo fa parte dell’isterismo genarale dove le soglie di tolleranza sono zero.
    Eppure a un bambino cerco di dargli i primi elementi per apprezzare la buona cucina perchè sarà il cliente del futuro, cerco sempre di renderla un’esperienza nel suo piccolo, ovviamente i genitori devono essere orientati al buon senso.

  38. avatar and the winner is...

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/felici/felici-set4/20.gif[/img]
    i bambini romani e milanesi sono i più cafoni e odiati dagli albergatori d’Europa
    e secondo il 15% degli intervistati (500) sono maleducati e capricciosi a tavola

  39. avatar Sonia

    Buongiorno,
    leggere i vostri commenti è stato molto illuminante! lavoro da anni in un ristorante, ci sono praticamente cresciuta, e ne ho viste tante! Concordo con la storia dei bambini e sono convinta che la colpa sia sempre più dei genitori, ogni volta che vengono in ristorante “sguinzagliano” i loro piccoli come se fosse sottinteso che se ne debbono occupare i camerieri…la frase che odio di più è: “mi raccomando fai il bravo altrimenti la cameriera ti sgrida” quante volte mi sono morsa la lingua per non rispondere: “signora, sua figlia non deve aver paura che la sgridi io, ma dovrebbe dare retta a lei!”
    vorrei avere consigli…cerco di essere sempre cordiale con i clienti..anche con quelli che entrano, senza nemmeno rispondere al tuo buongiorno e buona sera facendo un po’ come gli pare!non sempre è facile..ma mi hanno insegnato ad avere sempre il sorriso sulle labbra!
    che cosa vi piacerebbe trovare nel vostro “ristorante” ideale? sia per quanto riguarda il personale che per quanto riguarda l’ambiente e perchè no..anche per il menù!
    vi ringrazio!

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