di | mar 03 ago 2010 ore 11:09
88
vacanze romane

Da quando Molto è il ristorante migliore di Roma, Mondi la pasticceria definitiva e l’Arcangelo: “una catastrofe”?

Nel consigliare indirizzi romani risolutivi siamo a turno tutti santi o peccatori. Voglio dire, a chi non è capitato di coglionare involontariamente il prossimo con un parere farlocco. Qualche giorno fa per esempio, abbiamo a lungo sopraccigliato sui 10 modi per mangiare bene a Roma dalla colazione al dopocena del quotidiano britannico Guardian. Oggi tocca al Financial Times, che si mette al riparo da eventuali figure di palta coinvolgendo un cicerone blasonato: Heinz Beck, chef de La Pergola, ristorante tre stelle Michelin dell’hotel Cavalieri di Roma.

Il posto migliore per mangiare all’aperto: “Molto”.

Ristorante con terrazzo privato nell’elegante quartiere Parioli. Cucina contemporanea basata sulla tradizione italiana, con un servizio ultra curato. E’ accogliente e diversamente da molti locali romani tiene aperto la domenica. Molto, Viale dei Parioli, 122.

Un ristorante per il pranzo: Da Felice.

Mi piace andare Da Felice, un trattoria autentica con uno stile di cucina molto romano. Ero lì due settimane fa con un critico dell’Espresso. Servono una grande cacio e pepe, giusto un po’ pesante così me ne faccio bastare mezza porzione. Da Felice, Via Mastro Giorgio 29.

Il mercato migliore: Campo de’ Fiori.

Ma ci si deve andare presto – dopo le 11 non si trova più niente, e a mezzogiorno chiude. Intorno ci sono dei piccoli bar per il cappuccino. E’ affascinante, uno dei mercati più antichi metà per i fiori metà per il cibo, completamente all’aperto.

Il ristorante per un pigro fine-settimana: Osteria San Cesario.

Nei dintorni di Roma, è il ristorante di Anna Dente specialista nel far sentire coccolati i suoi clienti con una stuzzicante cucina casalinga a base di ingredienti locali. Osteria San Cesario Via F. Corridoni, 60 San Cesareo.

La pasticceria migliore: Mondi.

A Roma esistono pasticcerie meravigliose, da Mondi hanno un assortimento impressionante, e molto originale. Faccio un po’ di scorta il mattino presto che mangio più tardi con i vari caffè della giornata. Mondi, 468 Via Flaminia Vecchia

Piaceri segreti: Il Gelato di San Crispino

Da non mancare quando si visita Roma, è vicinissimo alla fontana di Trevi. Capita spesso che sia affollato ma è un gelato di altissima qualità.  Il gelato di San Crispino, Via della Pannetteria, 42.

Come vi sembrano i consigli di Heinz Beck? Telepatia, questo sì che è savoir vivre! Oppure non siete per niente d’accordo e volete condividere con i fratelli di Dissapore le vostre alternative?

Invece, per la serie disgusti, cioè consigli sui posti da cui tenersi alla larga, sorprendono le randellate assestate dalla food-writer americana Katie Parla (New York Times, National Geographic…) al ristorante L’Arcangelo di Via Giocchino Belli, vicino a Castel Sant’Angelo: uno dei nostri buen retiri romani.

L’Arcangelo, una catastrofe gastronomica“, ha scritto nel suo blog. “Il pranzo è stato un disastro. Definirlo amatoriale significa essere gentili, mi sembra più appropriato apocalittico”. E così conclude: “Il conto è stato di 79 €. Soldi spesi male. Non metterò mai più piede a L’Arcangelo”. E sul ristorante di Arcangelo Dandini si leggono pareri poco edificanti anche nel forum di Chow, una delle bibbie per i gastrofanatici americani. “L’Arcangelo è terribile. Quasi tutti a Roma pensano che sia ottimo, ma non è più quello di un tempo. Ci sono stata a Dicembre e mi è parso terribile ma nessuno era d’accordo con me”.

In precedenza, in un post sui ristoranti romani più sopravvalutati, la stessa Katie Parla aveva pesantemente criticato Bir & Fud di Via Benedetta in zona Trastevere (“Pizza cattiva e servizio, se è possibile, peggiore”), e Open Baladin di Piazza V Luglio in zona Campo de’ Fiori (Cosa vuol’essere questo posto? Un pub, un ristorante? Allora è un fallimento in entrambe i casi”).

A questo punto si rende necessario un giro di pareri aggiornati per ristabilire l’ordine delle cose. Preoccupati, rimaniamo come si dice, in fervente attesa.

[Fonti: Guardian, Financial Times, Parla Food, Chow, immagini: internet]

Spedisci via email

88 commenti a Da quando Molto è il ristorante migliore di Roma, Mondi la pasticceria definitiva e l’Arcangelo: “una catastrofe”?

  1. Manca la seconda parte del cognome di Katia: a sproposito…

  2. avatar A.

    bir&fud ci sono stato due settimane fa’, pizza buonissima e servizio cortese(una cameriera ci ha fatto persino spostare dove era piu fresco senza che le chiedessimo nulla!)
    Confermo come sopra che probabilmente il cognome completo di Katie è Parla Asproposito

  3. Massimo, a questo giro sei stato tempestivo! La stroncatura di Katie Parla è del 20 maggio. Attesa dovuta a una possibile verifica della stessa?

  4. Finalmente grazie ai consigli diheinz (che come cuoco stimo moltissimo) ho capito il senso della parola “mainstream”, ora non mi resta che correre a guardare Eat Pray Love e finalmente tutto mi sarà chiaro…
    Per quanto riguarda l’inspiegabile seconda parte, mi viene in mente solo una vecchia battuta: “quanno voi stavate su gli arbori, noi già eravamo froci :-P
    Ciao A

  5. Vabbè, stiamo parlando di statunitensi in libera uscita a Roma. Non capisco lo stupore e il risalto: non è che anche i gusti debbano per forza essere uniformi e globalizzati. Vuol solo dire che una foodwriter ha fatto un pranzo in un posto che -a sua opinione- ritiene non meritevole di una seconda visita. E che ad alcuni forumisti non piace il tipo di pizza ed il servizio di Bir&Fud.
    Amen.
    E un altro amen per le preferenze romane di Beck.

    Il web, a differenze delle guide cartacee, è bello perchè nessuno pensa di trovarci la Bibbia, ma solo più informazioni possibili in mezzo alle quali orientarsi e scegliere.

  6. E comunque l’articolo del Financial Times in certi punti fa quasi sorridere, tanto è “mmmmerricano” e concepito per turisti mmmmerricani: che significa che al mercato di Campo de’ Fiori ci si deve andare presto e che a mezzogiorno chiude? Sono regole valide per qualsiasi mercato ortofrutticolo rionale.
    Piuttosto dicessero che quello di Campo de Fiori è figo perchè sta là, non perchè ha prodotti migliori: a S. Giovanni di Dio, piazza Vittorio e Trionfale si trovano cose ottime, ma certo la “location” è quella che è… 8-)

    • Riccardo, il Financial Times e’ un giornale inglese concepito per i turisti internazionali. E’ in vendita in tutto il mondo.

      Aggiungo al tuo elenco di mercati altri 3: Roma Farmers Market presso l’ex-mattatoio, il Mercato dei Campagna Amica dei Circo Massimo (entrambi dedicati ai prodotti locali e di stagione), ed il mercato rionale coperto di Via Magna Grecia. Nn si capisce come, con tutte queste alternative, uno chef fa a nominare Campo de’ Fiori come il migliore di roma. Boh!

      • Perchè è sicuramente il migliore da consigliare ad un turista, in quanto unisce il colore di un mercato ortofrutticolo all’aperto alla (ora è di moda dire così 8-) ) splendida cornice di Campo de’ Fiori.
        Che je frega a Beck e ar Finanzialtaim daa massaia romana che je pija er coccolone a legge li prezzi ar chilo daa zucchina e der pommidoro? :-D

      • avatar Aglaja Ivanovna

        Ho letto approfonditamente il tuo blog e in particolare mi riferisco alla stroncatura dell’Arcangelo, un posto che conosco da anni e del quale ho un’idea completamente diversa. Ultima visita un mese fa. Tutto perfetto, dai classici del posto come carbonara e amatriciana, alle novità. Ritengo che la tua stroncatura sia decisamente eccessiva, te lo dice una umile seguace del gusto, sperimentatrice, senza ambizioni di essere considerata una gourmet. Trovo commenti quali i tuoi, che rispetto naturalmente, decisamente in contrasto con quanto provato da me. Con costanza. Nel tempo. Mi riferisco all’Arcangelo in particolare perché mi ha colpito la durezza della recensione. Praticamente il Dandini un dilettante…. Spero, ma immagino non lo farà, in un suo intervento. Truly yours

  7. Pompi? Mondi? Refuso? Lapsus Freudiano?

  8. Direi che sono d’accordo quasi su tutto con Heinz-Beck (la dritta 1 e 4 le proverò subito dopo le vacnze).

    Da Arcangelo non trovo mai posto … uffa … anzi, se mi leggi, posso prenotare per settembre ?

    Bir&Fud … serata chiassosissima (non si riusciva a parlare); a parziale giustifica – va detto che, essendo napoletano è difficile trovare un pizzificio soddisfacente.

    Open Baladìn … a parte le birre, in cucina nulla degno di nota

    A questo punto però inizierei a suggerire qualche locale londinese … inizio io?

    The duck & the goose a Camden town, per il pranzo domenicale
    ;)

    • Ti sconglierei (ovviamente) l’Arcangelo a settembre:) Perche non provi Da Danilo, Antico Arco oppure Settembrini? Tutti offrono una cucina raffinata basata sulle tradizioni romane.

      Hai mangiato la pizza da Sforno? E’ da provare, anche sapendo che non batte mai la vera pizza napoletana;)

      Da Open Baladin fanno un’hamburger che fa ridere (dalla punta di vista di una che mangia gli hamburger per professione). A Londra, invece ci sono tanti che li fanno bboni: Bar Boulud, The Hawksmoor, Goodman, Greenwich Union…

      • Che vuol dire che fa ridere? E perchè ci scrivi -sul tuo blog- che la carne è congelata?

      • avatar Nico aka tenente Drogo

        Danilo non pervenuto. A.A. e Settembrini non mi sembrano paragonabili ad Arcangelo, hanno uno stile diverso.
        Nessuno come Arcangelo a Roma interpreta ed esegue cosi’ bene i classici come carbonara e matriciana (e ultimamente i suppli’).

        • “Danilo non pervenuto”… male, male. Ma forse è meglio non fargli troppa pubblicità visto il limitato numero di coperti :)

          La carbonara di Danilo è la migliore di Roma, e non lo dico da ieri; Arcangelo resta per me il miglior ristorante di cucina romana in città, ma “cucina romana” va letto in senso esteso, lo stile di Arcangelo è sempre caratterizzata dall’eleganza e trova un grande elemento di merito nella capacità rielaborativa. Questo però significa che spesso e volentieri i suoi classici sono proposti in una versione, se vogliamo, metropolitana, un po’ in giacca e cravatta, e sul singolo piatto mi capita spesso e volentieri di preferire altre versioni, più ruspanti.

  9. avatar fabio

    Al mercato di Campo di Fiori alla fine di Maggio, le ciliegie costavano 15 €, i fagiolini 12 €, era pieno di turisti che facevano le foto, concordo con lui che è un mercato per i turisti, perchè un romano non potrebbe farci mai la spesa, poi qualcuno mi spiega L’Imperatore delle spezie, che vende erbe miscelate per i vari piatti romani, c’era la matriciana, la carbonara, ma su questi piatti, quali spezie ci vanno?
    Poi gli consiglio di farsi un giro da Cristalli di Zucchero prima di valutare le pasticcerie di Roma…….
    Ciaoooooo

    • Infatti. Il mercato di Campo de’ Fiori va bene solo per le foto. Ma fare la spesa è un’altra cosa. Mi dispiace per il grande chef ma si vede che i fornitori gli portano frutta e verdura a casa. Se dovesse veramente fare la spesa a Campo de’ Fiori non parlerebbe così, ormai si possono comprare solo i carciofi romaneschi e le puntarelle – quando è stagione! – che peraltro si trovano anche in altri mercati, stessa qualità, prezzi diversi.

  10. avatar nicola a.

    Con chiunque parlo(di Roma) mi parla di Molto. Ho dato un occhio al menu, nientedichè, alla la carta dei vini, prezzi “Molto” discordanti.

  11. avatar tiberina17

    non le piace Bir&Fud, non le piace l’Arcangelo e (da quanto sto leggendo sul suo blog) nemmeno Hang Zhou.
    Direi che come “gusti personali” siamo su due pianeti completamente diversi, non mi aspettavo niente di meno.

  12. avatar jovica todorovic (teo)

    l’intervento è datato 20 maggio 2010 l’articolo in inglese suona catastrofico ma nello stesso tempo ha anche un’aria non totalmente seria. Sebbene non condivisibile. La signora non ha ben colto le cotture e gli accostamenti. Può succedere. Le animelle che ho mangiato io qualche tempo fa erano una cosa clamorosa.
    Comunque sono punti di vista.

    • Salivo per le cotture di Arcangelo Dandini, specie la pasta, ai tempi del Dissapore Day l’ho anche definito il ristorante di cucina romana migliore del mondo. Ma non mi nascondo dietro un dito, negli ultimi mesi mi è stata riferita una quotidianità non esaltante. Cosa che fatico a credere conoscendo la perfezione di Arcangelo.

      Sono contento di sapere che le animelle erano clamorose.

      • mah la quotidianità che per me è settimanalità mi dice cose molto diverse… Arcangelo e Stefania hanno fatto un vero indirizzo goloso, colto e contemporaneo, come ce ne sono pochi… Ci provano continuamente, si mettono in discussione e non stanno mai fermi… Credimi massimo non è poco e non sarà una giornalista americana a farmi cambiare idea ;-)
        Anche io non capisco come l’aureole a New York possa essere considerato un grande classico :-P

        Ciao A

        Ps La calunnia è un venticello
        un’auretta assai gentile
        che insensibile sottile
        leggermente dolcemente
        incomincia a sussurrar.
        Piano piano terra terra,
        sotto voce, sibilando
        va scorrendo, va ronzando;
        nelle orecchie della gente
        s’introduce destramente,
        e le teste ed i cervelli
        fa stordire e fa gonfiar.

      • avatar Nico aka tenente Drogo

        non so chi siano i tuoi corrispondenti che riferiscono “quotidianità non esaltante”
        io alla fine ci vado un paio di volte al mese e non noto questi cali (per quanto puo’ valere il mio parere, comunque non isolato)

  13. Curiosa qusta cosa di Bir & Fud, anche sulla nuova guida romana del Gambero si parla male del servizio. Possibile che io in più di una decina di visite mi sia sempre trovato benissimo con i camerieri, che trovano sempre il tempo di spiegarti dettagliatamente i piatti e quando possono provano pure a farti avere una degustazione di cinque birre? Mah, o mi hanno scambiato per qualcuno di importante e sono l’unico che trattano bene, o c’è qualcosa che non va…

  14. Fantastico, ma ci credi che stavo giustappunto ponderando se intervenire su quel post di Parlafood?
    Ero indecisa tra la mannaia e il fioretto, ma ho deciso di rimandare al mio prossimo viaggio a Roma per fare reverse engineering su quella recensione de L’Arcangelo e piazzarglielo nel trackback a futura memoria. Perché quel post è platealmente disonesto.

    C’è una cosa che va detta a proposito della Parla (e di molti gastrofighetti americani): sono affetti dalla sindrome dell’ipercorrettismo. Hanno un approccio al cibo (e al vino) pesantemente inficiato da un inconscio senso di inferiorità. Quando assaggiano non lo fanno per gustare, ma per cogliere il dettaglio a cui si attaccheranno come cozze, per dimostrare a sé stessi e al mondo che saranno pure americani, ma non li freghi mica. Questo li rende estremamente nervosi, soprattutto in presenza di qualcosa o qualcuno che tutti elogiano, ma soprattutto li rende incapaci di lasciarsi andare a una suggestione che non possono proprio cogliere.
    In questo caso la povera Parla si è trovata di fronte a entrambi, e il senso di disagio deve averle dato alla testa.
    Insomma, errori e sbavature possono sempre scapparci. Parlare di apocalisse quando alla fin della fiera il problema è il Buondì Motta, o le fibre tendinee nel coniglio (chissà se ha mai visto come son fatti i conigli), o che lei è abituata alle cassate di ricotta del baretto di Campo de’ Fiori, e quindi la cassata di ricotta dev’essere un suicidio glicemico, insomma… questa è palese disonestà intellettuale.

    Comunque, questa è di stamattina: mi torna il capo olandese dal viaggio a Roma. Deliziati da L’Arcangelo, dove hanno mangiato divinamente (a detta loro), e soprattutto dal servizio. Hanno ordinato la trippa senza rendersi conto che era trippa nonostante le tre lingue del menù (eh, lo fanno, lo fanno…), e, mortificati di fronte al piatto servito, ne hanno chiesto un altro, pronti a pagare anche per quello mandato indietro–son ristoratori anche loro e sanno cosa vuol dire stare dall’altra parte. Non solo dalla cucina si son ripresi la trippa, ma non gliel’hanno neanche messa in conto. Personalmente, spero la tengano da parte per rifilarla alle sòle come la Parla, che è chiaramente andata a L’Arcangelo con il solo intento di stroncarlo.

    • Ammazza 4 paragrafi!!! E quanto veleno! Pero, non fa niente. Non rispondo a tutti questi insulti, visto che non sono basati su nessuna verita’ o realta’.

      una sola cosa: chiamami gastrofighetta, estremamente nervosa, tutto quello che vuoi ma NON DIRE MAI che mangio la cassata del baretto di campo de’ fiori (non so neanche a quale referisci). questo e’ un’insulto troppo serio contro tutte le mie sensibilite culinare. la cassata non la mangio ad un posto qualsiasi. la mangio a palermo, citta’ dei miei antenati. e a roma, vado a cristalli di zucchero. tie’!

      but i digress…ti invito di fare reverse engineering ma non ti conviene spreccare tempo dall’arcangelo o bir & fud. sono troppi ristoranti e pizzerie a roma dove si mangia molto meglio. ti do qualche consiglio:

      http://www.parlafood.com/a-few-of-my-favorite-restaurants-in-rome/

      ti consiglio di fare un bel giro sul blog. vedrai che i tuoi pregiudizi su di me sono tutte false. buona lettura!

      • avatar Antonio Scuteri

        Il mio giudizio su alcuni dei tuoi luoghi preferiti. La tua è una lista davvero strana, mescola cose ottime e altre veramente pessime. Inoltre mancano tanti, ma proprio tanti posti di eccellenza

        CUCINA ROMANA
        Agustarello: buonino
        Antico Arco: buono (ma non fa cucina romana)
        Checchino dal 1887: ottimo
        Da Danilo: ottimo
        La Campana: decaduto
        Lo Scopettaro: pessimo
        Roma Sparita: scarso
        Zampagna: pessimo e schifoso

        PIZZERIE
        Da Remo: scadente
        La Gatta Mangiona: ottimo
        Sforno: ottimo

        CUCINA REGIONALE
        Cantina Cantarini: scadente
        Colline Emiliane: discreto
        Filippo La Mantia: discreto e modaiolo
        L’Asino d’Oro: buono
        Palatium: ottimo

        WINE BAR
        Al Vino Al Vino: scadente
        Casa Bleve: ottimo
        Cavour 313: buono
        Il Goccetto: ottimo
        L’Angolo Divino: ottimo
        La Vecchia Bottega: ottimo

        • Antonio, hai ragione una lista veramente strana… per essere buoni si può definire pop, un’insieme di alti e bassi… Capisco sempre più il concetto di “mainstream”.
          Non proprio u na lista modernissima… Tra l’altro con delle mancanze notevoli: mi viene in mente Remigio e la Barrique (W.Bar). Armando e Felice (Cuc romana). Bonci (pizz) solo per dire i primi che mi saltano all’occhio!
          ciao A

          • avatar Antonio Scuteri

            Beh, tra i migliori per esempio mancano (oltre ad Arcangelo) anche La Fucina, Glass, All’Oro, Il San Lorenzo, Roscioli, Ottavio, Colonna, Trattoria Monti, La Matricianella, Achilli, Il Ceppo, Il Convivio, Iolanda, La Gensola, Primo, Trimani, Settembrini, la Rosetta, il Riccioli Café, La Pergola, Il Presidente, Green T e altro ancora. Insomma, manca molto del meglio di Roma

          • vero! cercavo il fioretto, vedo che tu hai imbracciato il mitra :-D
            ciao A

      • avatar tpt

        Gentile Signora Parla

        Intanto, visti gli antenati italiani potrebbe quantomeno fare un piccolo sforzo e scrivere in italiano, Le pare?

        “sensibilite culinare” e “but i digress” sono cose da Financial TIme per turisti internazionali …. forse … ma non da Dissapore.

        Si commenta qui l’articolo del Financial, non il suo blog, abbia pazienza.

        • avatar Antonio Scuteri

          Tpt, queste critiche sono ingenerose secondo me. La signora Parla ha antenati italiani ma è americana. E a me sembra che scriva fin troppo bene in italiano

          Inoltre nel post di Bernardi si citano anche i giudizi della Parla, e quindi mi sembra giusto commentare anche quelli. Anche perché lei stessa è intervenuta e quindi è giusto risponderle

          • avatar tpt

            Antonio, non metto in discussione sia in grado di parlare un ottimo italiano (parlassi cosi’ io l’inglese …).

            Trovo pero’ che alcuni termini siano stati inseriti nel testo con la volontà di utilizzare francesismi ed inglesismi.

            Si è commentata una sua opinione espressa nel suo blog, questo è verissimo ed ho apprezzato sia intervenuta.

            Non certo per parlare pero’ di verità e di realtà perchè, a mio avviso, quando si parla di pappà tutto è relativo.

            Come si puo’ giudicare una pizza dalla sua forma un poco sbilenca? Per lei ovviamente il giottesco cerchio perfetto deve essere un must, per altri no.

            E questo senza entrare nella realtà dell’offerta gastronomica romana che non conosco e che quindi non mi permetto di valutare.

            Se ci si ricordasse che quel che scriviamo sono opinioni e non giudizi forse si farebbe un po’ tutti un bel passo in avanti.

            Colin ha scritto poco sopra di non aver avuto nulla da eccepire sulla qualità del servizio presso Bir & Fud, altri opinionisti hanno declassato il locale.

            Sono idee controverse ma tutte rispettabilissime. Non capisco lo stupore della Signora Parla, quando si é sin dalle prime battute specificato che probabilmente per l’idea di soddisfazione gastronomica che si ha oltremanica ed oltreoceano questi sono i parametri e si tendeva a sottolineare quanto il cittadino romano si possa trovare lontano da queste scelte.

            Non mi pare il caso di gridare alla lesa maestà, ecco.

          • “Se ci si ricordasse che quel che scriviamo sono opinioni e non giudizi forse si farebbe un po’ tutti un bel passo in avanti”

            Chapeau!!!
            ciao A

          • avatar tpt

            Alessandro, vorrà dire che all’Arcangelo inviterete anche me.

            ;-) Giuro, non saro’ di parte!

      • Fai bene a non rispondere agli insulti, visto che non ce ne sono. Qui siamo tutti gastrofighetti, ma tra voi americani c’è qualcuno che ha deciso di essere più realista del re, e i risultati sono spesso ilari.

        Ho detto, e lo ripeto: la tua recensione puzza di disonestà intellettuale. Nessun pregiudizio, una semplice e attenta lettura. Strombazzi l’apocalisse nel titolo, e nel corso del post non nomini niente di apocalittico. Al limite sbavature, alcune soggettive, altre inesistenti (tipo il poco zucchero della cassata) e un errore, la cottura del coniglio–ma perché non l’hai mandato indietro subito? Strana statunitense che sei…
        Dettagli che scegli di tratteggiare in toni comici, distorcendone la portata. Citando Eco, che si atteggia ad Aristotele: “Mostreremo come il ridicolo dei fatti nasca dalla assimilazione del migliore al peggiore e viceversa, [...] dall’irrilevante e dall’inconseguente, dall’abbassamento dei personaggi, dall’uso delle pantomime buffonesche [...], dalla disarmonia, dalla scelta delle cose meno degne.” Chissà perché mi ricorda un certo parallelo tra un pranzo e i quattro cavalieri dell’Armageddon…

        (so, do I need to break down your review even further, or shall we agree that you chose to exaggerate some details just to prove your point? Which, to my foreign ears, sounds on the lines of: “L’Arcangelo is a local favorite, but, boy!, do *I* know better than agreeing with the masses!”)

        I tuoi antenati saranno anche palermitani, ma se le definisci “cloying”, hai mangiato cassate di scarsa qualità, credimi. Te lo dice una che ha antenati siciliani, e che ha provato cassate palermitane di merda finché non gliene hanno portata una fatta come Dio comanda. Tutt’altro che “cloying”. Senza andare a scomodare le cassate infornate, chiaramente…

        (I am a born-and-bred Roman, even if I don’t live there anymore. And my take on Roman food might take *waaaay* more than four paragraphs, so you don’t want to get me started. Do you?) :)

        • @Alessandro, il motivo che non vedi Armando, Felice, il Pizzarium di Bonci, e Barrique e’ perche non mi piacciono per vari motivi. Poi il mio pizzaiolo di fiduccia e’ Stefano Callegari:)

          @Antonio, Il San Lorenzo, Roscioli, la Rosetta, e Primo (sopratutto) non sopporto per vari motivi. Il Convivio non e’ piu quello che era una volta. Molto buono ma non eccezionale come Il Pagliaccio. Anche Trattoria Monti ha perso molto dalla mia prima visita ormai quasi 10 anni fa (puo essere?!). Open Colonna e’ assai deludente nel senso che la meta’ dei piatti sono buoni (pochi sono ottimi) e l’altra meta’ sono concezionalmente imperfetti. Per quanto riguardono gli altri che hai scritto, non li potrei mettere sul elenco perche e’ da piu di un’anno che non ci vado e suggerisco soltanto posti controllati da recenti (gli ultimi 6 mesi max).

          @tpt nel mio post su bir & fud ho spiegato tutto quello che non andava. Oltre la forma, che ovviamente, e’ una stupidaggine, c’era molto da dire e le mie impressioni e giudizi si possono leggere qui: http://www.parlafood.com/bir-fud-sux. Vedrai che scrivo delle povere alete di pollo, la acidita’ troppo alta del condimento, il servizio scortese, e’ anche la ottima mozzarella! Visto che questa e’ stata mia esperienza, sono costretta di scrivere quello che era.

          Invece, per il post su L’Arcangelo, ho utilizzato l’iperbole, una figura retorica che usa l’essaggerazione per creare un’impressione assurda. Chiaramente, ho basata la recensione sulla esperienza gastronomica, che era pessima, ma ho giocato 1 po con le parole. Credo che soltanto in questo forum non l’hanno capito. Comunque, temo che molto e’ lost in translation, ma io ritengo che i giudizi sono state fatti con una menta aperta. Ero prontissima per adorare il locale ma invece, il pasto e’ andato tutto storto. Ripetto, visto che questa e’ stata mia esperienza, sono costretta di scrivere quello che era e ho scelto di farlo con un po di fantasia.

          @Paola e’ chiaro che ho essaggerato. It is called hyperbole. per una definizione puoi leggere sopra. x quanto riguarda la definizione di “cloying” significa “iperdolce” e non ha sempre una definizione negativa come hai pensato tu. Anzi io la uso spesso per caratterizzare dolci che mi piacciono perche ho un sweet tooth. Ti invito di rileggere il post, ricordando che l’iperbole puo essere divertente a chi ha un senso dell’umorismo. :)

  15. Visto che uno dei frase recitato sopra è mio (“Ci sono stata a Dicembre e mi è parso terribile ma nessuno era d’accordo con me” [re: Arcangelo] [prima parte è di Maureen Fant]) voglio rispondere anche io.

    Fra Americani, Tedeschi (che sono io, con radici Turche) e Italiani sono gente che sanno che cosa è buona, e che cosa no. Leggo in questo sito, volta dopo volta, che neanche voi Italiani molto interessati a cibo siete sempre d’accordi. Perché non potete accettare che anche noi possiamo avere pareri giustificati? Non siamo appena arrivati a Italia e siamo anche noi educati sul cibo e vino (Katie vive qua d’anni e ha studiato qua cibo! e è anche sommelier; anche io sono sommelier AIS e ho vissuto in Italia (non sempre a Roma) per anni). Io sono in Italia perche amo il cibo e vino, sono un ambasciatore del vini Italiani che trovo i migliori del mondo (è mio lavoro). Non siamo turisti che arrivano del Midwest che mangia solo carne e patate e nient’altro. Sappiamo che cosa è locale, stagionale, preparata bene, gustoso, e, si, anche tradizionale. Forse non abbiamo avuto le mamme che cucinano questa cose ogni giorno, ma anche noi facciamo nostro ricerca, sia in teoria, sia in pratica.

    Come voi non siete sempre d’accordi fra noi, neanche noi ci siamo – quelli raccomandazione di Beck (un Tedesco! qua d’anni!) mi hanno fatto orrore e ho già tweetato, e neanche con Katie sono 100% d’accordo, ma parecchie volte si.

    Perché sempre c’è qualcuna fra di voi che deve scrivere cose ingiurioso, perché pensate che straniera = mangia schifo e non ha idea? Noi non abbiamo i legami con le chef, cosi forse non abbiamo occhi blindati del gloria, celebrità di certe persone e li vediamo più obiettivo, possiamo valorizzare lavora, separando del persona? Per esempio, amo Bonci, trovo una persona delizioso, amo le pizze e altre cose a Pizzarium (non dico sono migliori, ma sono buoni), ma la pizza di Bir&Fud non va bene, e hamburger di Open Baladin neanche (provato gia 3 volte per essere secura).

    Auguro a tutti una buona giornata.

    • Gent Hande,
      per fortuna che ci sono stranieri che amano la cucina e le bellezze italiane, ce ne vorrebbero ancora di più. La società gastronomica italiana non può far altro che ringraziare queste persone come te o Katie (ma anche a livello più basso di conoscenza).
      Ma data questa doverosa premessa c’è da fare dei distinguo: ognuno di noi ha le proprie passioni o odii, niente da dire, ci mancherebbe altro… Però mettere su un blog una stroncatura non mi sembra il massimo, poi se la stroncatura è di uno dei locali più curiosi e golosi della città mi sembra solo un atto egocentrico. Già dal titolo, non sono di madre lingua inglese, ma scusami la parola Armageddon noi qui nella Roma papalina la riserviamo a situazioni più gravi che una cena… Tra l’altro il tuo/vostro amore per la cucina italiana e romana, non ti fa venire il dubbio che stroncare un ristorante italiano senza aver assaggiato neanche un piatto di pasta sia quantomeno strano?
      Ti/vi invito a tornare da Arcangelo, assaggiare i supplì, la matriciana, la carbonara, il merluzzo nero, l’aglio e olio, il pane, l’agnello cacio e ovo, la zuppa inglese e le molte altre invenzione e poi ne parliamo… Sono pronto ad accompagnarvi e se sarete scontente a pagare anche il conto ;-)
      ciao A

      • avatar Antonio Scuteri

        Vengo anche io e dividiamo le spese:-D

      • Gentile Alessandro,
        si deve parlare con Katie su questa che ha scritto lei, ma per conto mio:
        Io ero a L’Arcangelo a Dicembre, con un Romano, una Romana che ha fatto ristoratore in America per anni e mio marito. Ho mangiato/assaggiato: la matriciana, la carbonara, aglio rosso e mosto e anche un altra pasta dedicato a Bonci che il nome non mi ricordo, il pane, l’agnello, un pesce che ammetto non mi ricordo che cosa era, coniglio, quaglia con rosmarino, foie gras con plasmon. Dolci non abbiamo ordinato, ci hanno portato qualche piccole cose tipo biscotti.
        Servizio era terribile -confusa, hanno portato cose freddo, hanno portato diverse cose primo di altre cose che volevamo avere (conosco l’ordine di mangiare in italia!), uno di noi era gia nel secondo mentre un altra aveva ancora antipasto, etc. etc.
        E cibi, con una parola, erano male.
        Io a questo punto avevo aspettato 2 anni per visitare L’arcangelo, sentito cosi tanto anche prima di arrivare a Roma, e ero davvero tanto positivo, tanto preparata a scusare piccole cose, etc. Ma quando ci siamo usciti del locale, ho detto erano i peggiori 200 Euro (in 2 e con vini) che abbiamo mai spento.

        Credimi, anche se vuoi invitarmi a cena li e paghi tu ;) non ho voglia di sperdere tempo e calorie e palato in Arcangelo.

        PS: mi ricordo che anche una dei vostri scrittori una volta criticato la pasta di L’Arcangelo….

        • avatar Antonio Scuteri

          Per capire: dove hai mangiato carbonare e amatriciane che ti sono piaciute a Roma?

          • ho avuto (non esclusivamente) ottimi carbonare nel Opificio, da Danilo, la Pergola (certo non è traditionale, è inside-out) e anche a Iolanda (tradizionale e anche non, di mare!). Sempre a Iolanda anche un ottimo amatriciana, e anche La Matricianella (qualche anni fa) ho avuto un ottimo, e ultimamente a L’asino d’oro.

        • e sempre per capire quale è stato il parere dei tuoi commensali. Cosa avevano le paste che non andavano?
          Ciao A
          Ps mi sembra strana una chiusutra così netta dopo una sola esperienza… cmq riaffermo se sarai scontenta pagherò io, anzi noi ;-)

          • anche i romani con me erano deluso. le paste erano: carbonara era “cotto” – non so come dire meglio, uova erano diventati omelette. Amatriciana aveva 2 microscopici pezzi di guanciale che abbiamo pensato forse non erano neanche guanciale, perché la pasta sapeva di affumicata. Altri due erano privi del sapore (aglio? dov’è?), e tutti erano molto duro – so che stranieri non capiscono al dente e si lamentano, ma io so e amo al dente e quelli arano troppo duro, anche per i romani nel mio tavolo.
            E, mi dispiace, ma cucina romana non è solo pasta. Purtroppo anche secondi erano un disastro – quaglia immangiabile perché rosmarino era bruciato e copriva tutto, carne era bruciato fuori e crudo e freddo dentro. Foie gras troppo freddo e denso, e non c’era niente d’accordo con il plasmon. Agnello molto duro.

      • Oggi vi traduco la stroncatura, promesso. Però da Arcangelo portate anche me! :) (ormai so’ diventata straniera a tutti gli effetti)

  16. avatar Antonio Scuteri

    Stroncatura per stroncatura vi riporto la mia su Zampagna, pubblicata anni fa sull’allora glorioso forum del Gambero Rosso:-D

    “Sono stato da Zampagna a dicembre

    Posto molto caratteristico, affascinante a suo modo. Quindi niente da dire né sull’ambiente rustico né sul servizio ruspante né sul vino della casa, aspro e quasi imbevibile. Tutto fa parte dell’atmosfera, e in certi posti si va ANCHE per queste cose

    Ma sul cibo sì, cavolo, eccome se ho da dire

    Il fatto che una trattoria sia storica, e il fatto che costi poco, non giustifica la qualità schifosa del cibo

    E quando dico schifosa non esagero

    - Cacio e pepe: la peggiore mai mangiata a Roma. Noi qui sul forum stiamo a farci le pippe su come fare la cremina, sulla percentuale di parmigiano/pecorino, sul tipo di pepe. Da Zampagna risolvono tutto scolando la pasta (da discount), mettendola nel piatto e mettendoci sopra del pecorino (da discount) e una grattuggiata di pepe (già grattuggiato in precedenza, e totalmente insapore)
    Questa non è cacio e pepe, ma semblice pasta bollita con sopra del cacio. Voto: 0

    - Saltimbocca alla romana: pessimo. Carne dura e stopposa, prosciutto rinsecchito e un sughetto che sembrava scolatura di piatti, acqua sporca, per niente addensato e/o saporito. Voto: 0,5

    Una nota anche sulla signora che serve ai tavoli: una simpaticissima signora settantenne, che immagino tra quei tavoli abbia passato almeno 50 anni. Ebbene, vi aspettereste una cultrice della cucina romana, una dispensatrice di aneddoti e ricette. Col cavolo: neanche sa come vengono preparati i piatti che serve ai tavoli. Anche di fronte a semplici domande tipo “nella matriciana ci mettete la cipolla?”, la sua risposta standard era sempre: “Non lo so, cucina mia nipote Antonella”

    Insomma, bocciato su tutta la linea. Poi, sarà anche Roma vera, ma per me questa è la Roma peggiore, superficiale e pasticciona

    Per fortuna ero in gradevolissima compagnia, e tutto ciò non mi ha certo rovinato la giornata. Ma, ripeto, tra le trattorie storiche di Roma che ho visitato questa è decisamente la peggiore (e ce ne vuole, visto il livello medio della trattoria romana)”

    • Continuo ad essere contrario alle stroncature. Un mio maestro (che ringrazierò sempre) mi diceva la sola stroncatura ammissibile è il silenzio. Applico con successo questa posizione da anni per ristoranti, vini, prodotti e quant’altro. La stroncatura di solito serve solo all’ego ipertrofico dello stroncatore… Ma sia ben chiaro è un parere personale che vale a stento per me ;-) odio le maestrine dalla penna rossa e sono vecchio per cambiare sesso :-P
      Ciao A

      • A questo punto però bisognerebbe, per correttezza, essere contrari anche alle recensioni positive. O di un ristorante si parla nel bene e nel male, oppure non se ne parla per niente. Perchè l’informazione deve essere il più possibile varia, completa e dettagliata. In modo che chi cerca di farsi un’opinione abbia tutti gli elementi a disposizione.
        Che senso ha raccontare ovunque 20 esperienze entusiastiche da Arcangelo e Bir&Fud se 5 negative ma circostanziate (ripeto: circostanziate e obiettive) restano nel cassetto?
        L’elogio sperticato e acritico nutre un ego ipertrofico quanto una stroncatura.
        E’ un problema annoso che però, sul web 2.0, andrebbe superato: libertà assoluta di commento e chi ha sensibilità e intelligenza sufficiente ne coglierà la validità o meno.

        Chi è un po’ tardo, invece, andrà a cena all’Antica Pesa perchè gli hanno detto che là vanno Totti, Illary e la Ferilli…
        8-)

        • avatar Antonio Scuteri

          Sono d’accordo con Riccardo

          Le uniche stroncature che non condivido sono quelle di un locale appena aperto.
          Ma su locali già segnalati, magari rinomati, magari per i quali bisogna fare la fila, la stroncatura è quasi un dovere se ci si è trovati malissimo

          In generale penso che il ruolo della critica sia fornire consigli su dove andare a mangiare. Ma in alcuni casi anche i consigli su dove NON andare sono utilissimi

          • Non confondete non stroncare con criticare. Faccio un esempio se all’improvviso un ristorante blasonato iniziasse a cucinare malissimo preferirei cancellarlo semplicemente dalle mie indicazioni o guide. Se invece avvertissi qualche incertezza eserciterei il mio diritto di critica per indirizzare lettore e ristoratore: Armagedon attiene decisamente alla stroncatura ;-) . Ha ragione puntarella rossa stroncare o incensare sono due strumenti da usare con estrema cautela…
            Ciao A

          • Alessandro, detto che sono assolutamente d’accordo con Riccardo e Antonio, ti dico che stiamo più discutendo della forma che non della sostanza, a mio avviso. Il punto è che ci sia un feedback, qualunque esso sia, riguardo il proprio operato. Questo penso che sia rivoluzionario, rispetto ad anni fa e, proprio perché è una novità, la critica / recensione / stroncatura / plauso lecchino che tutti noi abbiamo scritto su vari portali è per forza di cose una entità in rodaggio, in assestamento. Dobbiamo maturare tutti per migliorare il feedback, compresi gli operatori della ristorazione nell’accettarli e saper prendere gli spunti giusti per migliorare o capire quali sono i punti di forza del loro locale. Per questo, perché di ritorni si tratta, si parla di una cosa che vale oro per chiunque venda un prodotto / servizio, forse l’unica occasione seria per intervenire e migliorare. Sto parlando di sistemi di qualità, come concetto, cioè qualità di processo, ricordando che in questi un leader è proprio McDonald’s…

          • scusa Marco, ma non vedo la novità… Il feedback (mi piace più verifica e confronto ;-) ) c’è sempre stato e sempre ci sarà… il confronto tra recensore e recensito ci sta, ci starà sempre e starà sempre in un equilibrio precario, per questo si deve cercare di essere obiettivi e limitare al minimo eccessi solipsisti, questo ovunque, sulla carta come in rete, nel 1.0 come nel 2.0. ovviamente nei limiti dell’umana fallacia…
            ciao A

            Ps diffido da ogni cosa mi possa insegnare McDonald, ma sai sono all’antica me piacciono le hosterie :-D

          • Non sono d’accordo sul fatto che il feedback ci sia sempre stato, anzi, dico che ancora adesso non c’è del tutto perché si vedono ancora tante situazioni nelle quali c’è il classico finale “Tutto bene?” con risposta del cliente “Tutto ok, grazie!” ma che poi corre a stroncare il locale su internet dovunque può. La maggioranza dei locali se ne frega ancora oggi, ma chi comincia a seguire anche la reputazione globale del proprio ristorante, non è che sappia sempre a chi dare retta per capire dove migliorare.

            Per il McDonald’s, lo cito sempre come sistema di qualità. In qualsiasi parte del mondo uno vada, gli hamburger hanno sempre lo stesso sapore nonostante le forniture diverse e, aggiungo, credo che buona parte di noi si sia trovato ad andare al McDonald’s in un paese estero come “rifugio” per mangiare, sapendo che tanto non si sarebbe sentito male come con la cucina locale… non è una cosa da poco, segno che l’affidabilità del marchio, la sua reputazione appunto, è molto radicata e condivisa. Poi, ovvio, noi andiamo in hosteria, non sempre, ma più che da McDonald’s certamente…

          • Mah, debbo esse strano… Non vado da macdonalds ne qui, ne all’estero. Anzi all’estero mi piace provare la cucina locale. Tra l’altro Mac nun lo digerisco, me fa sta male quindi sarebbe un errore per me considerarlo un rifugio.
            Un cibo uguale in ogni contesto…. Praticamente un’uncubo ;-)
            Ciao A

  17. avatar Pepe

    Mi inserisco mestamente con una considerazione sulla pasticceria Mondi: mi associo a Beck, è strepitosa. La vetrina dei dolci e dei mignon vale da sola la visita. E segnalo per i sempre più numerosi intolleranti al lattosio, che tutti i gelati di frutta sono privi di latte e di altissimo livello. Prezzi onesti, considerata la zona fighetta di Ponte Milvio e la presenza di vari VIP al banco.

  18. stroncare è come incensare, lo puoi fare una volta ogni tanto, altrimenti non sei più credibile. Se ogni tre secondi scopri il nuovo Mozart, il nuovo Čechov, il nuovo Ferran, sei attendibile come Bondi a ministro della Cultura. Se poi ogni cosa che leggi, ascolti e mangi è merda, hai dei seri problemi psicorelazionali o manie di protagonismo snob. E’ la dose che fa il veleno, diceva il buon Paracelso. Nel mio piccolo, in un annetto ho stroncato solo Maccheroni e Checco er carettiere (il che non vuol dire che non abbia espresso critiche ad altri).
    non son d’accordo con Katie, ma neanche con qualche commento troppo livoroso. Arcangelo è buono ma non è mica il Roberto Saviano della cucina romana…no?
    (ma dove vado stasera a mangiare?!? quasi quasi faccio un salto a san cesario…)

  19. avatar marco

    Questa Katie Parla più che critica mi sembra una cazzara. La carne degli hamburger dell’open non è assolutamente congelata. 180 gr di La Granda.

    • haha pirla! grande! questo lo usero’ anch’io:)

      Nico, quel post e’ dal maggio 2009! Oggi stiamo ad agosto 2010. vedrai che sul post piu recente (http://www.parlafood.com/a-few-of-my-favorite-restaurants-in-rome/) pubblicato il 28 giugno e’ cambiato un bel po’, anche titolo, visto che un “migliore non puo esistere”.

      Sto ancora aspettando una risposta su ParlaFood dove hai lasciato qualche commento. Dai non avere paura di esprimerti! http://www.parlafood.com/l-arcangelo-a-gastronomic-armageddon/#comment-5022

      • avatar Nico aka tenente Drogo

        sto in vacanza, non sono sempre on-line
        in pratica il succo del discorso è che non si puo’ stroncare un locale in quel modo essendoci stati solo una volta, altrimenti sembra di essere prevenuti (biased)

        • i miei giudizi erano fatti sulla scarsa qualita’ e pessima esecuzione del cibo, quindi non prevenuto. il pranzo quel giorno era un disastro e lo trovo esagerato questo livello di rancore ed intolleranza nei miei confronti.

          ognuno di noi chi scrive per professione dovrebbe riportare le esperienze com’erano e non come richiedono gli altri. anche chi non e’ giornalista dovrebbe sentirsi libero di esprimersi. detto questo, se non sei capace di lasciare un commento di sostanza e ti appoggi sugli insulti, diventa impossibile avere un discorso intelligente.

          ho visto che, come te, tanti qui non sono d’accordo con le mie opinioni. ma tirare insulti personali, cacciare stereotipi culturali, e mandarmi a McDonald’s dimostra un’ignoranza vergognosa e tale punti di vista sono di scarsa rilevanza e non li prendo in considerazione.

          • avatar Nico aka tenente Drogo

            io (e altri) abbiamo semplicemente preso atto di una recensione in cui non c’era un piatto uno che andasse bene, abbiamo guardato i bizzarri consigli sui locali romani e abbiamo fatto due più due, ovvero blog inaffidabile

  20. avatar fabio

    Sono stato ieri da Bir & fud, la me la hanno servita fredda e la birra calda.
    Non mi vedono più

  21. avatar carlo59

    secondo me per Dandini e’ un onore essere stato stroncato dalla food writer (ahahahaha) americana Katie Parla…in effetti non c’era il latte, ma acqua e/o vino, non c’era il ketchup da mettere sulla carne, non c’era lo sciroppo d’acero da mettere sul pane……americana va’ ‘a magna’ da Mc Donald che e’ meglio…..

  22. Buongiorno,
    Mi presento: Cyril. Lavoro per Seriousguide, una collezione di guide di viaggio in francese.
    Il principio: Seriousguide si appoggia su dei racconti di viaggio pubblicato sul nostro piattaforma http://www.seriousguide.fr .
    Prepariamo una guida su Roma attualmente. Anche i contenuti interessanti provenienti di altri blogs. Questo è così come abbiamo preselezionati il Trattoria La Campana cui parlavate con entusiasmo nel vostro blog e che abbiamo mandato uno dei nostri corrispondenti per provarlo sul posto!
    Se decidiamo di conservare questa attività per la nostra guida Rome, ameremmo potere citarvi come essendo la nostra sorgente di notizia. Io tuo a precisarvi che in nessun caso non andiamo a riprendere il vostro racconto, auguriamo potere citarvi unicamente come una delle nostre sorgenti.
    Potete darvimi il vostro accordo per maglio al seguente indirizzo: cyril.anne@seriousguide.fr
    Cordialmente, Cyril per Seriousguide, spiacente per il mio italiano,)

  23. Open Baladin un fallimento? Date da bere alla signorina Pirla, emh, Parla.

  24. Difendo a spada tratta l’Open Baladin! Ottimo assortimento di birre artigianali e ottima cucina a prezzi onesti. Difficile trovare un locale di quel livello che offra di meglio.

  25. avatar due mesi dopo

    l’Arcangelo, ecco il giudizio definitivo

    Roma, 11 ott – Ho cambiato idea sul locale e la cena di sabato mi ha permesso di assaggiare più cose e arrivare con idee più chiare sul ristorante. Il talento dello chef si vede soprattutto nei piatti brillanti della tradizione romana: piatti che non avevo ordinato nella mia ultima visita [...] chiaro che l’esperienza è stata diversa rispetto a quella da sconosciuta, ma sono contenta di esserci stata insieme ad alcuni “raccomandati” ed aver visto di cos’è capace Arcangelo.

    Katie Parla, premesse su parlafood.com e completo su scattidigusto.it

  26. sembrate delle vecchie zitelle sedute al parco che sparlano della loro amica non presente! volete farvi un’idea seria e precisa, a prescindere dal propio gusto personale di come si mangiava nelle case romane fino a 30/40 anni fa? bene, in via dei meli 34 all’alessandrino, da 9 anni esiste il coccio. una piccola e umilissima trattoria dove si serve la vera cucina romana! all’arrivo troverete gia’ sul tavolo un’antipasto composto da cose semplici che vi prepareranno ad affrontare un piccolo percorso che vi impegnera’ un pochino! vi consiglio di gestirvi a tavola se volete arrivare al dolce… forse vi piacera’ o forse no! ma quella e’ la vera cucina romana cucinata e sviluppata nel tempo da donne romane che passavano la maggior parte della giornata in cucina per i loro figli e mariti! …con tutto il rispetto per gli addetti ai lavori.. le nostre nonne e mamme, avevano gia’ inventato tutto, con poco e da un bel pezzo!!! buona giornata a tutti, massimo!

  27. Pingback: AIS vs Intravino. Veline, Open your Ais è la nuova immagine | scattidigusto.it

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
3. Iscritto a dissapore
Registrati/Login