di | sab 28 nov 2009 ore 9:29
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come si mangia

Dispensati dalla Dispensa, per il momento

I tortelli di Vittorio Fusari al ristorante La Dispensa di Torbiato d’Adro BS

Rincorro Vittorio Fusari dai tempi de Le Maschere a Iseo, uno dei miei locali di formazione. Sono passati due o trecento anni da allora: c’erano il mitologico Trigabolo di Argenta, l’affidabile Sambuco di Porto Garibaldi, e l’imperitura Osteria del Teatro a Piacenza. A Le Maschere si stava benissimo: ricordo ancora un paio di piatti, la “Patata con il caviale iraniano Azetra” e la “Zuppa di castagne con l’involtino di verza e acciuga”, e si spendevano centomila lire a testa con una bottiglia buona, e il passito per finire. Magari un distillato, che nessun etilometro ammorbava le strade dei bevitori. Poi Fusari passò al Volto, e non ebbi mai l’occasione di andare. Gonfio di rammarico, leggevo mirabilia sui resoconti.

Dunque anche solo per una sosta frettolosa – quelle da due piatti e via – avevo nel carnet la Dispensa, nuova avventura franciacortina dello chef di Iseo.

Non puoi sbagliare: l’insegna colossale svetta proprio in mezzo alla rotonda di Torbiato, lettere alte come un uomo sul frontone di un grande edificio color crema dallo stile retrò-ma-anche-no con abbondanza di parcheggi, di vetrine e di vetrate.

Il locale è bellissimo: di quella bellezza un po’ telefonata che hanno i progetti studiati fino al dettaglio. La cucina a vista, grande e bianca come un campo di pattinaggio; il colossale banco di specialità; gli scaffali fitti di prodotti “Presidio Slow Food”; la carta fatta a libretto in brossura; la lista dei vini al bicchiere su una tavoletta di legno; i tavolettoni alti con i seggioloni alti; perfino la monumentale Berkley Berkel proprio lì, proprio al posto giusto. Insomma tutto talmente esatto da sembrare, ecco, aritmetico.

Puoi ordinare da ristorante, da pranzo veloce, da spuntino o da tavola calda: a ognuno il suo. Leggerai la sfogliatella di patate con il caviale che ti ricorderà qualcosa e qualche piatto intigrante, come i tortelli alla carbonara: da provare subito. Eccoli, in porzione generosa: tortellini della dimensione degli anoli di Parma, con ripieno carnale sodo assai e tenace, pasta all’uovo, broccoli per soprammercato; e quei cubetti a insaporire. Attorno, un vasto zabajone giallo intenso che pare tirato con il vino frizzante tanto spumeggia: dovrebbe essere un contraltare dell’animalità sparsa, e risulta invece una bislacca zaboba piuttosto ex-orbita rispetto al centro del piatto.

Ti troverai meglio con la gustosissima trippa con gli spinaci, piccantina e tostatina, e un bicchiere del raro & delizioso Sylvaner di Kuenhof. E’ il posto giusto se vorrai bere uno qualsiasi dei Franciacorta dalla carta addirittura completista per la denominazione.

Per capire dove sta andando lo chef – e per un po’ di calore nel petto – occorrerà tornare, e magari pazientare.
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  • La Dispensa
  • Via Principe Umberto 2
  • Torbiato d’Adro BS
  • 0307450757

www.dispensafranciacorta.com
Per due piatti 30, 35 eurini; per la corsa completa qualcosa meno del doppio, ingredienti pregiati esclusi
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12 commenti a Dispensati dalla Dispensa, per il momento

  1. Ci siamo stati più volte. La prima proprio con quello nudo nella vigna, la sera stessa del servizio, che ce lo ha fatto conoscere e ci ha invitati proprio per presentarci Fusari.
    Sempre stati benissimo, un posto davvero d’oro. Prezzi ragionevoli per non dire onestissimi, ottime etichette, personale preparato e gentilissimo, una splendida copertura apribile della sala esterna per l’estate (il tramonto e il cielo stellato sono sempre belli da vedere per chi viene da Milano dove queste cose non esistono più), niente zanzare e per finire anche la dispensa appunto, dove acquistare alcuni prodotti selezionatissimi e che vale proprio la pena di portarsi a casa. Su tutti i vini e la salsa di pomodoro!

  2. avatar VignereiManonPosso

    d’accordo sui prezzi sempre onesti
    piatti buoni ma nelle tre volte in cui ci sono stata nn ho avuto particolari emozioni. la cucina è davvero bella e gli occhi di vittorio fusari ti stregano

  3. avatar MangiaeBevi

    Il volto per me era un’altra cosa: c’era quel calore, quell’aria di casa che alla Dispensa, secondo me non c’è. C’era l’accolgienza schietta, calda e non affettata che nel locale nuovo, vuoi per l’arredo vuoi per la location non sento.

    Per me rimane un ottimo posto per aperitivizzarsi bevendo bene e gustando ottimi prodotti del bancone, meno per una cena.

    Sapevo di altri progetti del grande Fusari, ma al momento non so niente.

  4. Non è l’università californiana di Berkeley né il Berklee College of Music: la monumentale affettatrice è semplimente (Van) BERKEL. Come “Ludovico Van” (cit.), insomma…

    Forza Caf, ce la puoi fare ;-)

  5. avatar Giovanna Allegri

    Sono stata più volte in Dispensa.
    Effettivamente i Tortelli alla carbonara non sono stati la loro creazione migliore, ma il menù per fortuna loro prevede almeno un paio di piatti indimenticabili (tra quelli che ho già provato, circa la metà in tutto) a prezzi accessibilissimi.
    Per quanto riguarda i giudizi sull’immagine.. sarà che col tempo ho imparato a dare meno importanza alla vista per concentrarmi a pieno sul gusto.. quindi non ho notato particolari pecche nell’ “atmosfera” o nell’accoglienza (o comunque particolari non degni di nota).

  6. avatar Arcangelo Dandini

    Molto bene, prossimo indirizzo …

  7. Il mio recente passaggio è stato rapido e non indimenticabile. Il luogo è bello -all’interno, che sulla posizione simil-centro comerciale è meglio soprassedere- ma mi ha trasmesso la sensazione di una oliatissima “macchina da guerra” e decisamente meno emozioni, riflettendo le capacità imprenditoriali dei grandi nomi di Franciacorta.

    Dalla splendida cucina mi sono giunti spaghetti al pomodoro e basilico (ci tengo, qualcuno ricorderà…) che ho reputato inquietanti e che non sono stato in grado di comprendere, e a seguire una caponatina di verdure con triglia tanto estetizzante quanto dominata da sapori e consistenze improprie.

    I piatti sono stati ritirati con abbondanti tracce di cibo, ma ciò non ha generato alcuna curiosità nel “personale di sala o di cucina”.

    Sono uscito assai perplesso, e ciononostante desideroso di offrirmi una seconda opportunità: un luogo tanto apprezzato in zona ed uno chef di tanta storia la meritano senz’altro, e forse è stata anche mia la “giornata storta”, non solo loro…
    [img]http://farm3.static.flickr.com/2683/4126537312_323b93f169_m.jpg[/img] [img]http://farm3.static.flickr.com/2487/4126547260_17f944a4d1_m.jpg[/img]

    • avatar Maurizio Cortese

      Perdonami Dan, ma a guardare le foto ho dei seri dubbi che la giornata storta sia stata la tua.

      • Perdonatissimo, che diamine, e infatti è proprio ciò che scrivo in conclusione. E tuttavia credimi, siccome per fortuna sono ancora tra quelli che al ristorante ci vanno per mangiare e non come troppi solamente per fare foto, questi due piatti “non erano a posto”. Riproverò senz’altro, scevro da qualsiasi pregiudizio.

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