Dove mangiano i ricchi-e-famosi: Victoria Beckham
Che poi, alla fine, diciamocelo: ne vale la pena? Tutta questa faccenda delle guide, dei critici, delle domande agli amici fidati: “me lo consigli?”, e delle risposte “sì, no, forse”. Insomma, mi sono stufato. Per cosa, poi, per scoprire il nuovo Fulvio Pierangelini? Stamattina, davanti a un bicchiere di Chocarrubica (Birrificio Grado Alto Plato di Sergio Ormea) ho deciso che tutto quello che voglio sapere è dove mangiano i ricchi e famosi. E così sia.
Ma voi di questo ristorante La Briciola di Milano, sapete niente? Ci siete mai stati? Quanto gli ha dato la Michelin? E insomma, ME LO CONSIGLIATE?










Primo: non è che passava di lì per caso? Secondo: il simboletto cuoricino della Sweet Years sul vetro del localino non depone in suo favore…diciamo.
OT: ma alle 10,30 del mattino già di fai un birrozzo!
Sono troppo in salute, ultimamente. Mi preoccupo.
ma caspita, Vicky si nutre solo di germolgli di soja per mantenere la sua forma…
cosa faccio, intervengo?
Innanzitutto i complimenti a Massimo Bernardi per essere tornato ( anche piu’ in forma di prima
).
Per il resto credo che le tette le siano costate piu’ del birrozzo.
Ma poi chi l’ha detto che Vic ha mangiato in quel ristorante, mica l’hai fotografata seduta al tavolo col piatto davanti, magari passava di la’ per caso!!
Grado Plato, Massimo
davide
Comunque mi sembra che non ci sia andato mai nessuno…me compreso…
Perchè tu ti faresti consigliare da Vizzari un negozio di scarpe?
La Briciola è uno storico ristorante della ‘milano da bere’ anni 80 che è sopravvisuto a flussi, riflussi e mode varie per la sua posizione strategica (Brera) e per la presenza continui di vippume vario. Viene citato più volte in film culto dell’epoca come “Yuppies 1 e 2″ di vanziniana memoria e da personaggi tipo Guido Nicheli.
Non si ricorda invece per la cucina. Ah, ha un’altra sede a Santo Domingo (tanto per capirci…).
Ecco perchè lo Sweet Years…
ci sono stato io “costretto”…. no comment
Geniale la sede a Santo Domingo. E notevole la colonna sonora del sito (www.labriciola.com).
perchè quegli 80 piatti in carta no? : )
nicola basta essere invidioso !
Classico esempio di locale del “vedere e farsi vedere”, dove ciò che mangi è un optional: basta ordinare e bere ciò che fa status, anche una caprese col Krug.
Altrettanto classico esempio per spiegare i travasi di bile dei cuochi che si smazzano, cercano, studiano, comprano, propongono prezzi onesti e faticano, faticano.
Beh, la caprese con il Krug…
o la caprese con Vicky Beckam?
*ride*
Quella era la condicio sine qua non…
intendo la Vicky…
aribentornato, massimo…
Della briciola sappiamo e tiriamo oltre. A me ha colpito la fotografia della spice, sembra disegnata. Notate la luce che scivola lungo la mascella della donna e forma un perfetto triangolo che congiunge i due capezzoli ed esalta il vestito con spalline modello principessa Leila di “Star Wars” Nemmeno a metterla in posa un milione di volte riusciranno a rifarla.
Sarà pure un locale per post-yuppies ma l’orario al vetro e il cartellino di chiusura settimanale mi sembrano da pizzeria della Bovisa. Ancora più tristi i figuri che dietro al vetro occhieggiano la popputa Speziata.
notevole, della Briciola, è il sole che penetra dalla veranda, e a ora di pranzo ti scalda il “coppino” o ti incendia gli occhi. E poi, soprattutto, il gioco delle carte. Per chi dovesse scrivere un racconto sul rapporto tra ristoratori e poker… be’, lì c’è un tavolo fisso (e poi naturalmente vale tutto quanto ha scritto emmebi). Presenza fissa, spesso solitaria (a parte i questuanti): l’ex calciatore Bergomi, uno con l’aria impiegatizia.Non so spiegarmi come mai, a Milano i ristoranti sono intasati di calciatori, allenatori, ex calciatori e loro famigli. A Roma, a Torino, non capita. E poi: bravo Massimo, finalmente si torna a leggerti.
quanti ricordi!!! me l’ero completamente dimenticata, la briciola. anni fine 80 e primi novanta. partivo da Bergamo con la gnocca di turno, ma anche( porca vacca veltroni è politicamente morto e ma anche non si potrebbe usare ma tant’è) con la fidanzata e Gianni ti faceva sentire un re. sempre un sorriso, una piccola coccola alimentare. il posto comunque allora era fra i piu’ simpatici di Milano( tenete conto che era il 1987 e di Marchesi si sentiva parlare si ma io ero un ragazzone di provincia con i primi soldi veri in tasca e mica ci avevo la testa per il bonvesin) e comunque non mi ha mai avvelenato. il suo riso al salto non era male e poi tutta quella gnocca famosa e no. modelle come se piovesse. ci andava spesso Carlà , che se la tirava molto ma se non se la filava nessuno. il piu’ divertente era Abatantuono che veniva sempre con il suo amico attore piccolo di cui non ricordo mai il nome. certo fa specie sapere che gente come i Beckham non vadano in luoghi piu’ prestigiosi dal punto di vista gastronomico ma li’ giocano i rapporti che Gianni ha sempre avuto , appunto, con la milano da bere. comunque non credo si mangi malissimo: a Milano si mangia male pressochè ovunque e quidi tanto vale andare in un posto dove si puo’ stare come al cinema, ad un prezzo che non credo folle. scusate questo intervento un po’ amarcord. normalmente e dopo tanti anni di marciapedie ristorantesco( almeno 100 pasti l’anno fuori) riesco a fare di meglio, ma qui mi sento toccato su troppe corde di ricordi.
Le confessioni, specie se sentimentali sono sempre gradite. Comunque, una volta voglio scambiare pure il ristorante con il cinema e andare alla Briciola. Nel frattempo, se qualcuno vuole aggiungere impressioni sui piatti, si serva pure
dando un’ occhiata al menu’ tutto sembra rimasto immutabile. del riso al salto ho già detto. a me non piacciono i carpacci, che sono sempre stati il piatto forte de locale. ricordo paste corrette e non scotte. mi è venuta voglia di tornarci , cosi’ per curiosità, non certo perchè penso ad una cucina indimenticabile. temo tuffi al cuore, non certo al portafogli.
Si vede chiaramente sulla porta la vetrofania del Gambero Rosso
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alla briciola ti ricordi delle fotografie e delle donne. punto.
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ma voi, di questo ristorante La Briciola di Milano…