Ferran a Mergellina
Vi ricordate quando Ferran Adria ha svelato l’intenzione di aprire una pizzeria a Barcellona per risollevare in conti in rosso del suo El Bulli, il ristorante più famoso del mondo? Ci sono importanti sviluppi a quel post di Dissapore citato nientemeno che dal Los Angeles Times (Il Los Angeles Time che scrive “Well-respected Dissapore”, bah). Prima di tutto una domanda: voi cosa bevete con una bella pizza “Napoli” piena di acciughe salate? Un pintone di birra gelata, what else? Pure a Ferran piace l’abbinamento, e, precipitatosi in un birrificio di Barcellona con tutto lo staff del Bulli, ha messo a punto la prima birra “targata” Adria.
Non il classico Peroncino, sia chiaro, ma una roba che “profuma di limone e spezie con note fruttate, quasi uno chardonnay rifermentato in bottiglia”: praticamente uno Champagne. La birra si chiamerà Inedit e chissà che non la si ritrovi nel menù della futura pizzeria sotto le mentite spoglie di “Aria di Luppolo”.
Cosa arriverà dopo? Il limoncello? San Gennaro mio, sferificalo tu!








grande Dissapore!!!
Ma un nome migliore non poteva sceglierlo?
Dal Super Chef blog:
“INEDIT, an oddly named beer (it sounds a bit too much like inedible) by Barcelona brewer Estrella Damm was created by Ferran Adria, Juli Soler, elBulli sommerliers, and Estrella Damm. “
Però Max la birra Inedit non si chiamerà ma si chiama. E’ in circolazione (in vendita) da più di un anno.
Scusa, ovviamente Antonio, non Max
Uffa! Non ci si può fidare più neanche del New York Times!
http://www.nytimes.com/2009/05/27/dining/27beer.html
Anto’, pensa che anch’io avevo letto la notizia su BarGiornale
l’anno scorso prima dell’estate ma a tua discolpa non ne ha mai parlato nessuno fino a questi giorni (e stranamente, aggiungo, visto che si parla dello scieff macolato, ops, molecolato)
beh veramente la birra esiste da un pezzo: parte dall’estrella, birra leggera e morbida del gruppo radeberger, adatta anche ai celiaci. La bevo di tanto in tanto: è delicata e adattissima al pasto.
Uhmm…sento puzza di marchetta e il peggio è che non mi hanno preso in considerazione!
L’articolo del NYT esce perchè Ferran ed il suo team hanno fatto tappa nella grande mela un paio di settimane fa proprio per presentare “l’abbinamento perfetto anche con i carciofi”.
Effettivamente a Bcn è reperibile da un anno.
Il birrificio non è uno di quelli artigianali ma un colosso: la lattina rossa è la birra della città come la San Miguel per Madrid.
La birra Inedit è buonina ma soprattutto rappresenta un’operazione di marketing. Per la Damm, non certo per Ferran.
Intanto stasera, davanti alla tv per la partita, ci accontenteremo della classica Estrella…e forse, dico forse, berremo Champagne…quello vero però!
p.s.: dietro l’Inedit c’è stato realmente un lavoro tecnico-gustativo da parte dei mastri birrai della Damm e dello staff de El Bulli.
Che poi ci fosse bisogno di una birra così nel mercato, che il prodotto piaccia o meno, è tutto molto soggettivo.
Sicuramente non ci vedo marchette, solo business.
Ricordiamoci soprattutto che in realtà birra e pizza difficilmente stanno bene insieme!
[...] maggio per una citazione del Los Angeles Time abbiamo visto il sole malgrado fuori piovesse. Oggi, alla seconda menzione [...]