di Maurizio Cortese | ven 30 ott 2009 ore 14:24
come si mangia
Francesco Sposito di Taverna Estia | Cuoco emergente d’Italia 2010

Campania Felix, quest’anno ancora di più. La nuova guida del Gambero Rosso ha decretato Francesco Sposito, giovane chef della Taverna Estia di Brusciano (NA), cuoco emergente per l’anno 2010. Sono già stato in questo ristorante, ma l’ultima volta senza riuscire a toccare cibo. Praticamente, per “accontentare” due amici nello stesso giorno ero a pranzo da Gennaro Esposito. Roba da andarsi a confessare per manifesti “peccati di gola” al vicino santuario di Madonna dell’Arco. Mi riceve Mario Sposito versione giardiniere. Colpa mia anche in questo caso, sono arrivato con largo anticipo.
Aperitivo: Mangiamo con le mani. Cannolo di pane cafone ripieno di mantecato di stoccafisso, pistacchi di Bronte e tartufo nero. Cannoncini di pasta filo con latte cagliato. Sfere di friarielli.
Una squadra molto giovane quella della Taverna Estia. In sala oltre a Mario, fratello dello chef, c’è la fidanzata Violetta, il cui accento tradisce inequivocabilmente le origini. Nata e vissuta in Russia, a sud di Mosca in un paesino sul fiume Volga, Violetta è stata sottratta da Mario a una gioielleria dove lavorava nella vicina Pomigliano d’Arco. Sulle pareti del ristorante sono esposti in bella vista tutti i suoi quadri.

Un piatto formidabile, lo Zitone di pasta di pane raffermo con patate, sedano, vongole veraci e astice.
Scelgo il menù di mare ed è un crescendo di sapori. Francesco ha appena ventisei anni ma nonostante la giovane età la sua cucina mi pare collaudata, senza incertezze. Classificherei un piatto in particolare tra i migliori provati quest’anno. “Lo zitone di pasta di pane raffermo con patate, sedano, vongole veraci e astice”. Un altro che mi ha molto incuriosito e poi convinto è stato “l’uovo apparente” cucinato con tuorlo d’uovo marinato, schiuma d’acqua di pomodorini e crema di asparagi. Mario, stavolta in versione sommelier, abbinerà al mio menù un soave “al bicchiere” di un piccolo produttore, “Pieropan 2005 Calvarino”. Finirò con il bere quasi tutta la bottiglia.
In questi giorni sui blog si discute se sia giusto scrivere dei ristoranti che non sono piaciuti. Quando ci si trova in ristoranti di questo livello, con una cucina così convincente, credo che l’eventuale critica personale rimarrebbe tale, fatalmente soggettiva e forse fine a sé stessa. Il compito di chi scrive, secondo la mia opinione, è quello di raccontare un luogo e, se ci si riesce, a trasmettere delle sensazioni. Poi ognuno si farà il suo giudizio sul campo. Questo è un ristorante che ha ampi margini di crescita se solo si pensa all’età di chi lo conduce e va solamente incoraggiato.
1) Coda di scampo brasata, cappesante e filetti di sogliola su succo di finocchi al pastis. 2) Parfait di liquirizia, spuma di zucca confit alla vaniglia e croccante di mandorle. 3) Bon Bon di latte fritto, gazpacho di pomodorini vesuviani e crema di zucchine.
Un grazie particolare lo devo a Claudia, anche lei ospite alla Taverna Estia. Ha allietato il mio pranzo con i suoi racconti sui vini italiani, francesi e californiani. Degna cliente di un ottimo ristorante.
Post correlati
11 commenti a Francesco Sposito di Taverna Estia | Cuoco emergente d’Italia 2010
Lascia un commento
| 1. Ospite Commenta subito |
2. Iscritto a Facebook o Twitter Commenta con il tuo profilo social |
3. Iscritto a dissapore Registrati/Login |



















Felice coincidenza! sono stata la scorsa settimana alla “taverna estia” ed ho provato lo “zitone”.
Un piatto davvero fantastico che mi sono fatta spiegare accuratamente. Deriva da una ricetta della loro nonna partendo da una base di pasta e patate.
Termino plaudendo al pensiero di Maurizio Cortese.
A questi livelli, con questi piatti, la critica non potrebbe essere altro che un pensiero del tutto soggettivo.
Io di lacune non ne ho trovate.
Annovero la cucina di Sposito tra le mie preferite e sicuramente tra le prime tre in Campania.
Un talento giovanissimo, ora tra i Jeunes Restaurateurs d’Europe, affiancato da una squadra familiare all’altezza.
La cosa curiosa Maurizio è che oggi, mentre tu scrivevi questo articolo, io ne stavo parlando con Renato Martino chef del Vairo del Volturno anche egli tra i 6 JRE campani.
escusa che cosa sarebbe un cuciniere o couco emergente? uno che si avvicina alla cocina? sai tanto per esser più evidente. mi sembrano (solo nello stile,ok?) influenze di Santi Santamaria
ciao ciao
Caro Giampiero andremo a trovare anche Renato. Una bella sfida incrociata con Raffaele d’addio, le due migliori cucine nel proporre il maiale nero casertano.
Rispondi a questo commento
Vedo con grande piacere che, tra le tavole campane, abbiamo le stesse passioni: Conosco molto bene il Foro dei Baroni in quanto mia moglie ha una casa in campagna a pochi km e forse mi sbilancio: N° 1 sul maiale nero casertano !!!
xSonia escusa perdoname, ma non se entiende una m….. ma quali cose vai dicendo ma ci sei mai stata alla taverna?
Andrò alla Taverna Estia il giorno prima del Dissapore day del 21 novembre.
L’aperitivo “mangiamo con le mani” sembra voler uscire dallo schermo del computer. Bella la foto.
Per rendere belle le mie foto ci vuole solo un miracolo….in questo caso ha provveduto Sant’ Antonio da Cerignola
Vorrei segnalare la creme brulèe di baccalà (antipasto del menù di terra), un piatto magnifico e con un equilibrio perfetto, e la disponibilità di Mario e Francesco Sposito a condividere l’amore per la cucina (e la difficoltà di viverlo in una terra che ti chiede “Ma la stella quando la appendi fuori al locale?”).
Un caro saluto
Ma guarda chi si legge.
Un abbraccio.
Ad Majora
Pingback: Guida l’Espresso 2011