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Gastrofascio, siete il male assoluto! Firmato: partito del cibo spazzatura

Ve n’eravate accorti? Senza dubbi e senza sensi di colpa, tizi sotto ogni soglia di impresentabilità, ma anche sopra, hanno fondato il partito del junk food mettendo all’indice noi, i gastrofanatici, definiti con disprezzo “intelletuali del cibo e nemici del divertimento”. Feticcio degli eversivi, un torvo autore del blog I Hate Milano e l’ironico giornalista Francesco Costa, è ovviamente il cibo spazzatura, del quale tracciano anche il Manifesto Ideologico.

Cosa dicono questi sovvertitori? Su cosa puntano per ripristinare l’assetto superato dalla spinta progressista imposta dai gastofanatici, primi tra tutti Slow Food?

“L’adorazione per il cibo zozzo è internazionale, cosmopolita, progressista, in opposizione al localismo che è tradizionalista, nostalgico e reazionario. La passione per il junk food è una grande scuola di divertimento, lontana dalle seriosità pompose e solenni dei fanatici della ristorazione, dai riti per iniziati, dai protocolli aristocratici del galateo, dai ridicoli cerimoniali di assaggiatura del vino”.

Eccolo qui, l’Internazionale della “mappazza” nel piatto. L’indistinto sapore/odore unisce, il masticamento mediocre ci rende uguali. Adesso avere le coliche tutti assieme è segno di democrazia. Non poteva mancare la dicotomica parentesi politica.

Mangi male e rutti con giovialità? Sei il vero progressista, quello che abbraccia gli alberi e le mortadelle Fiorucci.
Fai roteare il vino prima di assaggiarlo? Sei un reazionario terrorizzato dal progresso e che si rifugia nella strenue difesa della cipolla di Breme. Lo slow food addicted è un uomo – o una donna – triste, incapace di organizzare una pizzata con gli amici. Piuttosto preferisce rimanere in casa a rimirare la dispensa colma di uova celesti di germano.

Rampognare malamente i gourmet, attuale male assoluto del pensiero liquido, è lo sport preferito dai divoratori di hamburger. Sentite il blog I Hate Milano:

“L’aspetto che più mi fa incazzare di questi personaggi, è che demonizzando l’alternativa. Facendo passare per decerebrati tutti coloro che per necessità, più che per scelta, frequentano posti dove ci si può alimentare senza dissanguarsi. Salviamo il Mc Donald’s dal tritacarne dei prezzolati della filosofia slow food. Salviamo l’unico posto in città dove si può mangiare con poco e pisciare gratis.”

Cibo e deiezioni. Manca il sonnellino e le tre necessità basiche dell’essere umano sono a posto. Ora, non che l’alternativa alla multinazionale del junk food debba necessariamente essere Prada, ma ragazzi, la grande M in galleria Vittorio Emanuele è brutta! Piuttosto firmate petizioni per nuovi bagni pubblici.

Detto tra noi, i sostenitori del junk food mi sembrano noiosi almeno quanto i fan sperticati del cibo sano. Anche nelle regole fondanti del loro movimento.

“La realtà è che ci sono moltissime ragioni per andare matti per il cibo dei fast food. Innanzitutto è buono. Buonissimo. Sono fantastici gli hamburger, sono meravigliose le patatine fritte, ma anche gli anelli di cipolla fritti e insomma, avete capito. E poi: i fast food ci piacciono perché ci piace mangiare con le mani. Perché ci piace mangiare di fretta, altro che slow: abbiamo un sacco di cose da fare e ne siamo entusiasti”.

Vabbè, 4 righe per dirti che ti piace l’Umami e che non puoi fare a meno del gusto fritto con attorno qualcosa. Le sensazioni gusto-olfattive piallate non aiutano a discettare. Ma non del cibo, nella vita in generale. E poi l’operazione di pulizia post pranzo comporterebbe sì molta perdita di tempo. Pensate solo alle vostre unghie trasformate in micro depositi di briciole e salsa ketchup.

Ora non so voi, ma io a Milano ho vissuto sei anni. Almeno un pasto al giorno lo facevo fuori casa e rientravo nella categoria della generazione 1000 euro. Le mie analisi sono (ancora) buone e non ha dilapidato il mio stipendio pranzando sulla terrazza della Rinascente.

Come ho fatto?

Con la schiscetta, ovvero la pausa pranzo fai da te. E’ tutta colpa della pigrizia. L’affettato tagliato al banco del supermercato e un panino quanto vi costano? Facciamo 4 euro? E il panino Mc? Uguale. Preferite il secondo? Allora sì, siamo dei gastrofascio intolleranti. Il minimo che vi tocca è rimanere in ginocchio sui ceci a guardare l’intera rassegna cinematografica di Slow on Film. Anzi tutto il giorno a vedere Le Rupi del Vino del maestro Ermanno Olmi.

[Crediti | Link: Il Sole24Ore, I Hate Milano. Immagine: iStockphoto]

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79 commenti a Gastrofascio, siete il male assoluto! Firmato: partito del cibo spazzatura

  1. Se mangiar bene vuol dire essere reazionari io sono per la Vandea! Amo e rispetto troppo la cucina e la gastronomia e perciò mi tengo ad uguale, lunga e rispettosa distanza da scheletrici salustisti/vegani ed obesi fast/junkfoodisti.

  2. vedo ogni giorno, per motivi professionali, le coronarie di persone che fanno del cibo spazzatura la loro religione. Vi assicuro che prima di entrare in sala operatoria fannotutti abiura (vale anche per il fumo). In pochi mantengono poi la promessa di fede alla sana alimentazione. Ma quei pochi raramente ritornano.
    L’aspetto salutare del cibo “buono” non andrebbe mai trascurato. La conservazione della specie NON è reazionaria.

    • Mah, ho qualche perplessità sul fatto che “solo” il cibo spazzatura non sia salutare. A meno di affermare che la costoletta alla milanese con patate fritte sia junk food

      • Non solo, ma lo è sicuramente di più. Se prendi una fetta di carne “bio” e la cuoci in abbondante burro di Beppe Olcese e la accompagni a un fritto di patata quarantina della val borbera….. beh, ovvio che siamo a pari livello. Forse in tutta la discussione non guasterebbe un po’ di buon senso….

      • D’accordissimo con Esp. Dipende dal concetto che si ha di “salutare”. Per restare in tema milanese, dubito che la cassoeula o una milanese imbevuta d’olio sia meno provante per le coronarie rispetto ad un Big Mac.

        Se poi prendiamo le “analisi” come punto di riferimento… beh… conosco gente che da anni va avanti da McDonald’s e 4 salti in padella e ha sempre avuto analisi del sangue che farebbero invidia ad Ippocrate.

        • Il problema è che il basso costo, la rapidità, la disponibilità, la pubblicità e tutta la filosofia del fast/junk food sono in realtà messaggi e strategie tutte tese a farlo diventare cibo quotidiano, specialmente per fasce di età e di reddito basse; la classica pubblicità tipo quattro salti in padella o della pasta di Giovanni Rana presenta la classica famigliola che OGNI GIORNO dovrebbe mangiare tortelli ripieni conditi a pranzo, bevendo CocaCola gassata e zuccherata, fa merenda e colazione a base di nutella o biscotti spalmati di burro e marmellata, merendine confezionate, Pringles e snack al formaggio, cena con sofficini e pizze surgelate, o va fuori al McDonald: ogni santo giorno! Una filosofia SlowFoodista corretta non prescinde da un regime alimentare salutare, derivato dalla piramide alimentare e dalla dieta mediterranea, il che vuol dire che il cibo quotidiano deve essere semplice, composto soprattutto di cereali e verdure, di ingredienti ottimi e freschi, pesce soprattutto azzurro, poca carne soprattutto bianca; piatti calorici e complessi come casseoula e milanese e i fritti, sono il piatto della festa che ci concediamo una volta ogni tanto, e proprio per questo devono essere buoni e di qualità: l’hamburger io me lo concedo si e no una volta ogni due settimane, per dire, e ovviamente non vado dal McDonald, piuttosto me compro di chianina e me lo cucino a casa al sangue come piace a me.
          Dire poi che c’è gente che resta sana nonostante il junk food è come dire che mio nonno è morto a 90 anni anche se fumava come un turco: resta il fatto che il fumo statisticamente abbassa la durata e la qualità della vita, esattamente come il junk food.

          • Ok tutto molto corretto, ma difficile da realizzare in una città come milano dove la pausa pranzo dura un’ora e quasi nessuno può permettersi ogni giorno “cereali e verdure, ingredienti ottimi e freschi, pesce soprattutto azzurro, poca carne soprattutto bianca”.

            Ovviamente questo non significa puntare su McDonald’s, ma se uno vuole essere davvero salutista fino in fondo, dovrebbe evitare il 95% dei locali e portarsi il cibo da casa.

          • Cheppalle, ogni volta che si propone uno stile di vita più sano ecco che salta sistematicamente fuori il commento “A Milano non si può fare”, o “A Milano il pane/pizza/pesce/caffè/eccetera costa uno stonfo”: ma chissenefrega, Milano non è tutta l’Italia, è una città sfigata e con aria irrespirabile, condannata al lavoro forzato: facciamo allora una raccolta fondi, un telethon, un concerto Milano AID con Bono, avvertiamo Amnesty International, contattiamo l’ONU e facciamogli mandare i caschi blu per aiutare ‘sti poveretti dei milanesi costretti a spendere tanto per cibarsi male e rapidissimamente…

          • dink il fatto è che oggettivamente a Milano tutto va più di corsa, ma non per il solito luogo comune che il milanese lavora e gli altri si grattano, ma vuoi perchè la citta è più caotica, vuoi perchè molti sono pendolari e allora devi correre tra metro e orari del treno, vuoi perchè le pause pranzo sono sempre più ridotte….insomma metti insieme tutti, i ritmi di Milano sono frenetici e spesso il tempo per mangiare è veramente ridotto.
            si mangia per riempirsi la pancia più che per godere del cibo, ma non perchè i milanesi siano ignoranti, ma perchè i ritmi della loro giornata tipo non lasciano tanti altri spazi.
            questo fa si che la mentalità fast-food sia molto più vendibile a milano e che lo slow-food sia per un milanese un lusso a cui pochi possono ambire.
            insomma, è ovvio che un fast-food lavorerà molto di più a Milano che ne so rispetto a Rodi Garganico, tanto per estremizzare il concetto…….non è un caso che i fast-food si diffondando sempre prima nelle metropoli.
            ma questo non succede solo a Milano, ma in tutte le metropoli del mondo.

          • Non mi pare che in questo post di Dissapore si parli di Milano, e a dir la verità nemmeno in quello di I hate Milano (nonostante il titolo del blog), ma di cibo spazzatura elevato a filosofia di vita.

          • Allora avrò problemi di lettura ma nel post di I Hate Milano si parla specificatamente della chiusura del McDonald’s in Galleria Vittorio Emanuele.
            Ma probabilmente avrò io accesso ad una versione del post per soli milanesi.

          • … Mi hai tolto le parole di bocca! :) La milanese va cotta nel burro!

            Comunque non è vero che a Milano o vai da Mac o non mangi, e non è neanche vero che si vive poi così male.

            Basta avere buon senso, a Milano come ad Aosta o a Palermo. A pranzo e a cena, con tanto o con poco tempo a disposizione. Utilizzare le circostanze esterne come paravento per un cattivo modo di alimentarsi è solo una giustificazione.

            Io vivo a Milano la mia pausa pranzo di un’ora secca e non entro in un Mac Donalds dal 2000 o quasi. Ci sono milioni di alternative al junk food.

  3. Io quel che scrive uno che si professa anarchico/reazionario/notav (nell’ordine che preferite), nemmeno lo prendo in considerazione.

    E adesso avanti con i flame. :-D

    • ma questo non è anarchico e secondo me è pure un ragazzino. un anarchico, un libertario non mangia la spazzatura di mc. anzi, ambisce magari a coltivare un pezzo di terra e a comprarsi due galline; viceversa, se vive in città, passa dalla salumeria a farsi affettare due fette di qualcosa da mettere dentro a un panino o si prepara la schiscetta a casa.

  4. E’ un gioco, si divertono a fare i futuristi del XXI secolo,solo che manca l’ironia graffiante, è solo un urlo becero che troverà sicuramente seguaci per un breve lasso di tempo. Non fa nemmeno arrabbiare uno scritto simile, un po’ come un professore che osserva un alunno che si becca un votaccio perché non ha studiato: non si infuria, solo prende atto. DI persone “felici” di mangiare fast food ne ho conosciute davvero poche, gli alunni mi dicono che ci vanno per tutto il resto ovvero: luogo di ritrovo e bassi prezzi, affermare categoricamente che è buono quello che viene servito è una contraddizione in termini. Che poi gli estensori del manifesto del junk food vogliano far parlare di loro, chiaro che per un po’ riusciranno a farlo

  5. IMHO dire che McDonald in galleria vada chiuso perche’ la “M” e’ brutta e’ MOLTO ma MOLTO piccolo borghese nostalgico, reazionario e pure un po’ fascista.
    poi comunque, queste discussioni tipo tifo da stadio credo siano stupide a prescindere. Qualsiasi tipologia di estremismo, sia che sia SLOW, sia che sia JUNK, e formata perlopiu’ da idioti

    • Con la differenza che gli estremisti del JUNK si condannano con la loro dieta ad una fine prematura, rendendoli ottimi candidati ai Darwin Awards.

    • Perchè questa idea che la lotta al brutto sia fascista? La M del Mac è brutta, specie se esposta in un ambiente come la galleria di Milano. Ma perchè non riusciamo ad uscire dal dualismo ideologico destra VS sinistra e proviamo a stare sopra? sopra alle brutture architettoniche (il cubo sopra la galleria in questione è brutto come la M e non è propriamnete junk…), sopra alle prese di posizione aprioristiche, sopra ai luoghi comuni. Perchè non provare a diffondere la bellezza come l’unica possibile ancora di salvezza?

      • Perche’ la concezione del bello e’ intrinsicamente soggettiva. “Per te” la M in galleria e’ brutta, “per me” non e’ ne’ piu’ bella ne’ piu’ brutta di mille altri loghi fashion(io personalmente odio Luis Vitton, per dire). Quindi quando dici che la M in galleria non ci va perche’ “e’ brutta” e ti difendi dicendo che e’ giusto che sia cosi’, non fai altro che imporre ad altri diversi da te la tua soggettivissima concezione di cio’ che e’ bello, affinche’ essi siano uniformati a te. E tutto cio’ e’ piccolo borghese reazionario.

        • il bello è un dato oggettivo. La ricerca del bello è un processo filosofico difficile e lungo. Come il buono e il giusto. Il detto che è bello ciò che piace è fuorviante. La M è brutta come la P di Prada ovviamente. Il problema è che non siamo più capaci di individuare il bello, che ovviamente non coincide mai con il ricco o l’opulento. Preferisco pasta al pomodoro al Cyber egg. Sono reazionario? pazienza.

      • con tutto il disgusto che provo per il mac, non mi è chiaro perchè la M rovina l’estetica e invece la telecom no, piuttosto che Autogrill oppure la farmacia.
        cioè o tutte le insegne di tutte le attività commerciali rovinano le estetica, e allora bandiamole tutte, oppure nessuna.
        cioè non si capisce per quale “buon gusto” stefanel ci può stare e mcdonald no, bho’…..

  6. Ho letto e non capisco perchè questo signore sia tanto alterato.
    Francamente il discorso dell’unica alternativa, il solo posto dove mangi molto e spendi poco mi sa tanto di excusatio non petita; un’alternativa c’è sempre, come avete giustamente sottolineato, è un’alternativa anche la pizzetta del bar sotto casa.
    Poteva farla più semplice: mangio da Mc Donald’s perchè mi piace il cibo di Mc Donald’s, punto.

    • si, ma non c’e’ l’alternativa in Galleria! E’ di questo che si sta parlando! Si toglie la M non perche’ non paghi l’affitto, non perche’ abbiano trovato un inquilino che paga di piu’, non perche’ ci sono beghe contrattuali. No M se ne deve andare perche’ “e’ brutto” e porta in Galleria dei poveracci grassi brutti e sbrufolosi invece che le fotomodelle o i magnati russi.

  7. io vorrei sfatare un mito, molto italiano e molto difficile da sfatare:
    perchè meglio pane e salame che un hamburger?
    al netto delle salse, cioè togliamole proprio, e della qualità del pane (supponiamo di avere lo stesso panino) per quale motivo la svizzera di carne rossa -- che non ho capito per quale motivo venga vista come il demonio -- infilata dentro a un panino dovrebessere meno salutare che il salame infilato nello stesso panino? o lo speck o la mortadella o il prosciutto cotto?
    per quale motivo una svizzera di carne fresca macinata dovrebbe essere più junk di un insaccato ripieno di conservanti, come il nostro italianissimo salame?
    il salumiere che affetta il salame ci rimanda a una visione casalinga del cibo che per qualche strana associazione mentale riteniamo più salutare.
    in realtà pane e hamburger è secondo me più salutare di pane e salame.
    per quale motivo un hamburger cucinato in casa dovrebbe essere junk?
    il problema mcdonald è il contorno, è il pane ripieno di additivi, le salse confezionate, le patate fritte in non si sa cosa. non è LA CARNE, che viene secndo me ingiustamente e sempre demonizzata, non si capisce per quale motivo esatto….

    • Intendiamoci l’hamburger fatto in casa è una cosa, quello del Mac è un’altra: quantità di grassi interni e cottura fanno la differenza a livello salutare. La “svizzera”nel panino è poi un’impostazione del mangiare poco italiana, la carne, essendo rara, si mangiava nelle grandi occasioni, a tavola, con tutto quello che comportava, da un punto di vista di servizio. Certo, sono proteine anche quelle dei salumi e dei formaggi, certo è che vedere fare merenda alle 10 del mattino con la carne mi lascia ancora sorpreso..

      • formaggi e salumi hanno sempre conservanti o dosi eccessive di sale che la svizzera. se fresca, non ha.
        mangiare un toast alle 10 del mattino non credo sia da questo punto di vista molto più salutare.
        “la quantità di grassi”, perchè i grassi dovrebbero fare così male? i grassi sono indispenasbili in una dieta bilanciata, i salutisti vegani hanno mediamente la pelle incartapecorita per carenza di grassi. è l’abuso di grassi ad essre condannabile, non il loro utilizzo.
        sulla cottura invece si può discutere, la cottura ai ferri effettivamente non è che sia una botta di salute, ma con qualche accorgimento, evitando di annerire la carne o farla arrostire troppo, la formazione di composti cancerogeni dovrebbe essere molto ridotta se non quasi trascurabile, ovviamente nei limiti del buon senso, non ti mangi 5 hamburger al giorno…..

        poi intendiamoci, io da mcdonald non ci vado MAI ma proprio MAI, perchè mi fa schifo il contesto, l’odore che c’è dentro, il pane, ecc..ecc….
        ma quando mi cucino un hamburger a casa penso a tutto tranne che a cibo junk, questo volevo dire.

    • Non è l’hamburger in se stesso (o meglio la svizzera) poco salutare, è la sua trasformazione in fast food americano che lo rende così, come junk food sono diventati la pizza all’americana o gli spaghetti and meatballs: pieni di grassi e additivi, in porzioni sovrabbondanti, con abuso di salse e bevande zuccherate.
      Poi secondo me mangiare un hamburger in un panino gli rende un cattivo servizio, la consistenza che si ottiene alla fine è una mappazza spugnosa: se si vuole della carne come ripieno in un panino è molto più gustoso metterci delle fette di roastbeef, o anche il famoso pastrami newyorkese (questo per dire che non tutto il fast food americano, anche se qui lo nobiliterei chiamandolo cibo di strada, è male).

      • su quello che hai scritto ora sono pienamente d’accordo ! ;-)
        infatti io da mc non ci vado, ma ad un hamburger fatto in casa non ci rinuncio.
        tra l’altro io la svizzera la preferisco mangiata all’italiana, con coltello e forchetta e olio extravergine e pepe, magari una spruzzata di limone. il pane lo mangio in accompagnamento, come se fosse una bistecca. così si valorizza meglio il sapore della carne, ovviamente devi avere una buona carne…..:-)

  8. Ovvove, Ovvove, una M gialla nel “salotto buono”.. Salotto -- ricordiamolo- dove i turisti e gli Extracomunitari sono maggioranza rispettto ai milanesi, ma lo sappiamo, fa TANTO figo dire “salotto buono”…. fa più “vecchio stile” imaginare i capannelli di vecchietti Brambilla Fumagalli, che parlano sotto il Duomo… sèèè, come no.

  9. E’ il solito articolo di chi cerca di far successo sull’onda del “NO Global”.
    Gli piacerebbe diventare come Naomi Klein. Qualcuno gli dica che con un blog del genere che spara a zero su Milano lo fa’ sembrare solo uno dei tanti.
    Studia ragazzo, studia.

  10. Ci leggerei -- sinceramente -- solo la provocazione e basta. Nel senso che anche la moda del gastrofanatismo talvolta sconfina nella spocchia.
    E la spocchia mi sta sempre sulle scatole.
    Perché occhio, la ricerca della qualità del cibo spesso sconfina nella caccia fanatica alla griffe. Tanto che girano sempre di più dei preparati “griffati” in barattolo (sughi o altro) e venduti a peso d’oro. Questo è un controsenso in termini verso la filosofia che sposerebbe sempre la preparazione espressa, n’est-ce pas?
    E poiché a Milano l’illuminata giunta sta discutendo (anzi, ha già deciso) che in Galleria è meglio una boutique di Prada, con commesse-modelle piuttosto che un fetido MD in Galleria, ecco che il MD diventa più democratico del plutocratico marchio…
    Uno dei tanti paradossi del XXI secolo…

  11. Per me la cosa più buffa è che quando frequentavo abitualmente i centri occupati, le volte in cui mi capitava di entrare in un McDonald’s lo facevo in modo furtivissimo.
    E pensando a quali scuse plausibili trovare nello sfortunato caso in cui fosse passato qualcuno che mi conosceva -- visto che il Mac era uno dei simboli più classici e scontati di cosa evitare! :-D

  12. Possibile si debba sempre scegliere tra sale di Maldon e glutammato, tra bistecca chianina e svizzera in putrefazione, tra Molino Marino e Happy Meal?

    Un popolo di scaltri come il nostro dovrebbe aver inteso, ormai, che il gusto, come il giusto, sta nel mezzo.

    • Mah, sembra che a Milano tu possa solo mangiare male e junk spendendo poco o bene ma di lusso e spendendo tanto (ma anche male spendendo tanto): per la verità alcuni anni fa mi capitò di mangiare bene spendendo poco, mangiai della zuppa di ramen in un giapponese (senza glutammato) di cui non ricordo però il nome, vicino al centro di Milano (zona Duomo).

  13. tutto può diventare junk food se prodotto male con ingredienti di scarsa qualità, e viceversa ogni cibo considerato come stereotipo di junk-food può essere elevato a prodotto gourmet (o quasi tutti…)

    il junk-food è spesso consolatorio, piace anche perchè ci fa tornare bambini, e ci fa sentire liberi di mangiare ciò che vogliamo, infiaschiandocene dei consigli per una corretta alimentazione

  14. Ho mangiato un hamburger di Marchesi buona.E con un euro ,una in offerta.
    Oltre a delle insalate buone.Le patatine sono accettabili.
    Mi fanno ridere quelli che disprezzano Mac e poi s‘ingozzano di hamburger gourmet.

    • Questo intervento è la prova lampante della relatività del concetto di “buono”.

      Attribuire la categoria della bontà a un panino assemblato con prodotti di qualità medio-bassa (da cui il prezzo) e una manciata di patatine sapide e mollicce, cotte a temperature improbabili in oli vegetali esausti… ecco, questo sì lo trovo divertente.

  15. Esiste la buona cucina e quella che non lo è.
    Se la cucina vegan non è gustosa è perchè gli ingredienti sono scadenti e chi ha cucinato è incapace, ma questo vale per ogni tipo di cucina.
    La cucina vegan può essere cucina da gourmet e non un surrogato.

  16. “L’adorazione per il cibo zozzo è internazionale, cosmopolita, progressista, in opposizione al localismo che è tradizionalista, nostalgico e reazionario” dice il blogger… Quello che mi fa morire dal ridere è la visione di McDonald’s come fonte progressista dell’alimentazione. Dopodiché, come diceva Totò, “de gustibus non est sputazzellam”, se a lui piacciono le patatine mosce di Mc…

    • Per tacere del discorso ‘ci piace mangiare di fretta perchè abbiamo un sacco di cose da fare’. Profonda ammirazione per chi riesce a spararsi un big mac senza poi cadere in letargo.
      Diciamolo, se voleva essere una provocazione (un tentativo maldestro) è stato quantomeno ingenuo, una provocazione non può prescindere da un contenuto…e nello scritto di questo blogger c’è solo tanta confusione. Insomma, se la canta e se la sòna da solo.

  17. Kliccate sui link e leggeteli con attenzione.
    Scoprirete che dal letame possono nascere i fiori.
    Ma se avete gli occhiali del gastrofighettismo non
    li noterete.Toglieteveli ed insieme costruiamo la terza
    alternativa

  18. “Il minimo che vi tocca è rimanere in ginocchio sui ceci a guardare l’intera rassegna cinematografica di Slow on Film. Anzi tutto il giorno a vedere Le Rupi del Vino del maestro Ermanno Olmi” … e frustati a sangue con il sedano nero di trevi.
    La povertà intellettuale gioca un brutto scherzo a chi riconosce di esserne vittima: ci si sente ostili e soprattutto si cerca complicità nella pochezza.
    E’ facile sputare su chi ha curiosità, su chi cerca di avere qualcosa di meglio dalla vita. E’ un pò come indirizzare la rabbia verso gli altri, mentre fino a pochi minuti fa si sguazzava nell’ignoranza.
    Se vi piace tanto soddisfare SOLO i vostri bisogni primordiali, beh, allora ve lo meritate il Mc Donald …

    • Da Mac ci vado non solo per soddisfare i miei bisogni,come tanti di voi.
      La corazzata potemki sarebbe stato un vero supplizio.
      Ogni tanto togliti gli occhiali,per interpretare meglio il pensiero degli altri.:)

      • eppure la Corazzata Potemkin, magari con un accompagnamento musicale adeguato, è un bel film

        guardalo e ti ricrederai

      • Guarda, giusto sabato ho preparato IN CASA una cena stile Mc Donald. Ho semplicemente acquistato pomodori, lattuga, carne e formaggio al mercato dsettimanale del paesello dove vivo. Il pane l’avevo preparato io in precedenza e surgelato. La maionese l’ho preparata io.
        Non sono andata a cercare chissà quali alimenti fashion e ti posso assicurare che era mille volte meglio dello Schifo-Donald. Prova.
        Poi, se continui ad andare da Mc, beh … affari tuoi, del tuo stomaco, della tua salute e delle tue papille gustative piatte.

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