Ho mangiato una pizza con i superpoteri


La pizza al metro di Michele da Ale, a Senigallia

Possiamo decidere su cosa siamo d’accordo? 1) Indubbiamente c’è consenso, fra noi voglio dire, sul pessimo fotografo—io—peraltro unicamente dotato di iPhone. 2) Ho mangiato una pizza con i superpoteri, la migliore del mondo lontano da Napoli. Farina 00, acqua, lievito madre, sale marino. Al metro, cornicione alto, centro sottile e morbido per consentire la piegatura a libretto, e la insidacabile fogliolina di basilico. 3) La pizza capolavorizzante abita sul Lungomare Da Vinci di Senigallia (AN), al 33, nel ristorante-pizzeria Michele da Ale, posto nel quale mi sarei ben guardato dall’entrare se non me lo avesse consigliato il cuoco Uliassi. La prima volta che ci andate vi vampirizza con la pizza. E dopo è un casino, ecco.




41 commenti a “Ho mangiato una pizza con i superpoteri”

  1. Maurizio Cortese Maurizio Cortese commenta:

    Mi fido Massimo giusto perchè te l’ ha consigliata Mauro :-) ).
    La faccia è buona, bello il cornicione e poi non credere che la pizza a Napoli sia ancora imbattibile, è crollato anche il mito di Michele ai tribunali per cui non indugiare, goditi la tua….

  2. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Bella questa cosa del “mi sarei ben guardato dall’entrare..”: sarebbe da sapere se anche Uliassi, a sua volta se ne guardava e poi…
    Mi chiedo quanti posti non vogliamo vedere o non sappiamo vedere. Mi chiedo perchè non li sappiamo vedere, quale presunzione o anche omologazione del gusto penalizza certi locali non in linea, semplicemente dal punto di vista estetico, rispetto a determinati canoni.
    Io appassionato mi rendo conto di dipendere dai giudizi e dalle segnalazioni degli esperti, forse troppo, forse perdendo anche una qualche autonomia di giudizio e quel po’ di gusto del rischio.
    Mi rendo conto che l’indicazione via rete, forse perché corredata di foto e forte dell’autorevolezza data dalla “simpatia” con chi scrive, risulta più efficace e coinvolgente rispetto alle guide cartacee, più distanti e senz’anima. Capita anche ad altri?

    • Maurizio Cortese Maurizio Cortese risponde:

      Come al solito riflessione interessante la tua. Ti dico la mia. Le guide sono state molto importanti, io ad esempio sono “cresciuto” con il gambero e, a dire il vero, poche volte ho avuto da ridire. Poi tutto cambia, oggi molto più velocemente, ed è evidente che una guida che esce una volta l’ anno, sebbene più autorevole, poco può nei confronti della rete dove dieci, venti, trenta persone possono orientare in tempo reale altrettante persone nelle eventuali scelte.
      Aggiungo che la prima guida che scenderà dal piedistallo e creerà, con gli giusti equilibri, una vera sinergia fra rete e carta farà bingo nel breve termine perchè oggi anche le idee, per quanto brillanti, hanno vita breve.
      Chiedo scusa a Bernardi se sono uscito fuori tema ma la riflessione mi sembrava interessante.

  3. nadiap nadiap commenta:

    E certo che ha una bellissima faccia. Magari un cornicione meno rococo’.. e la zona periferica mi sembra un tanto secca, penso sempre colpa del cornicione un po’ troppo pompato, che ha minato l’espansione capillare dell’emulsione olio-pomodoro-siero. Sarebbe in odor di santita’ se avesse quella forma tonda prerogativa di perfezione..Comunque per una pizza a metro e’ proprio bella. Mamma quanto mi manca.
    Ma l’altra meta’ era quattro stagioni?

  4. Maurizio Cortese Maurizio Cortese commenta:

    Se non ricordo male Nadia tu sei di San Giorgio a Cremano (trapiantata in nuova zelanda?) dove certamente conoscerai una delle migliori pizzerie che si possono trovare fra Napoli e dintorni ovvero la pizzeria Salvo.
    Riguardo la forma lascia perdere, che la facciano pure ottagonale purchè buona. Lessi poco tempo fa un tuo intervento in materia molto preciso sulla pessima qualità delle pizzerie napoletane, soprattutto quelle del lungomare, tutte tonde e tutte indigeribili, quindi….
    Non conosco la tua età ma se non sei proprio una pischella non mi dire che non sei mai stata alla pizzeria a metro da Gigino nel centro di Vico Equense quando la costiera si identificava per l’appunto nell’affollatissima pizzeria a metro, i crocchè a netro di Ninuccio a Meta di Sorrento, i spaghetti con le zucchine a Nerano e valanghe di gnocchi alla sorrentina fino a quando due giovani, lui che non aveva ancora i baffi e lei talmente bella da far girare la testa a tutto il paese, mio padre compreso, cominciarono a sognare…..

    • nadiap nadiap risponde:

      Maurizio, sono di San Giorgio trapiantata in Australia non ti sei sbagliato di tanto..
      Allora vuoi sapere di Pizzeria Salvo? Se parli di quella tra Portici e San Giovanni, beh vent’anni fa era di un mio zio (di secondo grado) e allora si chiamava udite udite: ‘O’ Palummone..’ Ho dei ricordi molto vaghi dell’ambiente, era tipo un’osteria, andavamo a prendere la pizza di sabato e il mitico ‘Palummone’ ci impacchettava l’impilata di pizze nella carta oleata bianca..altro che cartone puzzolente. E’ una vita che non ci pensavo ma da qualche parte nella mia memoria era sedimentato.. Chissa se parliamo della stessa Salvo..forse no ma e’ stato un piacere ricordare, e che soddisfazione realizzare che ho avuto un parente pizzaiolo e con che nome, comunque ricordo che allora era davvero un’istituzione giu’ a Largo Arso. Poi a San Giorgio c’e’ ‘da Marigliano’ che e’ un’ottima alternativa per quando proprio di andare a Napoli ti rompi..E una grandissima pizzeria/ristorante retro’ di quelli con acquario con scorfano e polipo verace e’ ‘Pizzeria Vesuvio’ – ovviamente – a San Sebastiano, ho la foto della pizza attaccata nella cucina Australiana, ed e’ davvero commovente. Ho fatto Gigino piu volte quando ero in vacanza a Massa Lubrense da ragazzina, ma ero concentrata su altro..non ricordo benissimo. sono stata anch’io in tempi meno remoti neranese-dipendente anche se gli gnocchi alla sorrentina (qui parliamo di ricordi d’infanzia) solo da Nastro D’oro..quest’inverno ci sono riandata, un po’ cresciutella, e ho mangiato una ricciola alla brace con Capri di fronte..

  5. Massimo Bernardi Massimo Bernardi commenta:

    Innanzitutto mi inchino al cospetto del sapere gastronomico di Maurizio e Nadia. E rivelo: la parte fotografata è margherita con bufala campana [ma non me la menate di nuovo, okay? :-) ], l’altra è “Estiva”, pomodoro e fiordilatte mozzato a mano dopo la cottura.

    Garantisco per l’odor di santità della pizza si mangi in un ristorante-pizzeria come ce ne sono a migliaia, oltremodo chiassoso in quanto frequentatissimo, ovviamente. In questo senso, Fabrizio, è un posto nel quale mi sarei ben guardato dall’entrare. Se non fosse stato per Uliassi.

    • bucanero bucanero risponde:

      Credo che sia questo il busillis…da tempo abbiamo perso la voglia di sperimentare, provare…si aspetta tutti l’imbeccata della rete (o di altri), anche se si passa tutti i giorni davanti “a quel locale” sempre pieno e che sotto sotto incuriosisce per le facce contente che spesso vedi uscire…
      E dire che prima c’era il passaparola, quello classico, senza riscontro fotografico alcuno, dove ti fidavi del palato dell’amico, del conoscente, altrimenti finivi per mangiare sempre la solita minestra
      Non so, anch’io sono cresciuto con il Gambero, L’Espresso e Osterie, e mi ci sono quasi sempre trovato bene, ma, e mi piaceva di più, rimpiango nostalgicamente il passaparola…

      • Stefano Caffarri Stefano Caffarri risponde:

        argh! Vade retro, saragat! Questo è il commento più unopuntozero degli ultimi seimila anni… e proprio da Lei!

        *s’ingobbisce*

        • bucanero bucanero risponde:

          Nooo, mi lascio solo trasportare…forse sto diventando davvero vecchio… ;)

          In verità notavo soltanto come si sia un po’ perso il gusto di provare…

          Ti narro un vecchio episodio:
          Febbraio dell’ormai lontano 1998.
          Trasferta con tre amici per Reggiana-Salernitana
          Per un errore di slow food telefonammo in un locale di Quattro Castella, vicino Reggio Emilia, e ci rispose un’altro locale, L’Osteria Antico Casello a Casalgrande in località S. Donnino di Liguria.
          Fu un’esperienza indimenticabile, ricordo ancora le frittelle di tosone, tre vini diversi provati, qualità e cortesia; pagammo circa 80.000 delle vecchie lire a persona.
          …Ah, arrivammo a fine primo tempo…

          • Stefano Caffarri Stefano Caffarri risponde:

            Ti seguo: tanto che io cerco di captare tutti i pissi pissi bao bao, anche perchè dei ristoranti di cui parlano le guide parlano già, appunto, le guide, e poco v’è da aggiungere: e in tutta onestà oggi trovare sorprese positive è molto difficile. In genere se un locale non è “guidato” è perchè non vale la menzione, salvo rare eccezioni of course.
            PS.: L’Osteria Antico Casello ha chiuso, al suo posto c’è un’insegna molto Design: “Vanitas” che non ho provato. L’OAC non mi esaltò mai, ai suoi tempi. E perbacco, cosa vi mangiaste per 80mila lirette a cranio! Allora con quella era una sommetta…

          • bucanero bucanero risponde:

            Sostanzialmente sono d’accordo, è davvero difficile trovare qualcosa degno di nota fuori dai soliti libri
            Avvolte ci si può imbattere in casi fortuiti…
            Avvolte addirittura in giornate felici di posti con ottimo potenziale (leggi materie prime) ma poca capacità di metterlo in pratica…
            Il fatto di non averne mai più sentito parlare, di OAC intendo, ci convinse della seconda ipotesi…
            Beh, oltre al tosone, alla pasta fatta in casa ed alla zuppa inglese, soprattutto bevemmo (intera bottiglia di picolit per chiudere)…ma eravamo giovani… :)

      • alfredo alfredo risponde:

        Bravo bucanero, usa il tuo cervello ogni tanto!
        Ciao e fidati del passaparola!

  6. Marina Morelli Marina Morelli commenta:

    E vabbè come dice Maurizio mi fido solo perchè l’hai consigliata tu.

    Ma una passeggiata a Napoli…ai Tribunali dalla pizzeria Sorbillo e quando esci i poteri sopranaturali che ti darà la pizza saranno permanenti per il resto della tua vita.

  7. pietro pietro commenta:

    sapete di qualche pizzeria decente in provincia di vicenza zona Schio?…in quelle in cui sono andato mi sono rifiutato di pagare…o di chiedere un risarcimento danni….

  8. Squeeze Squeeze commenta:

    Fate sempre venire fame, non è possibile! :) Comunque qualche pizza buona si trova anche al Nord!

    • alfredo alfredo risponde:

      Ovvio! Molto difficile trovare qualche risotto buono al sud (sempre che sappino cosa sia).

      • griffus griffus risponde:

        sappiano! sappiano!
        eccheccavolo!

      • nadiap nadiap risponde:

        Alfredo, impara a coniugare prima di parlare del Sud:))

        • alfredo alfredo risponde:

          Mi scusi signor Nadiap, ma alle scuole medie ed anche alle superiori, ho avuto professoresse e professori meridionali con un forte accento delle loro calde terre, i quali cercavano disperatamente di insegnare un’incomprensibile linguaggio chiamato ITAGLIANO.
          Quindi, chiedo ancora umilmente scusa.

          • nadiap nadiap risponde:

            Beh si sa che siamo dovuti venire su a frotte per garantire al nord il minimo di istruzione e di scolarizzazione mentre voi eravate impegnati a diventare tutti imprenditur. Chiaro che quando al banco siedono ciucchi c’e’ poco da fare anche per la Montessori, ci si puo’ solo disperare come scrive lei. Insomma se il figliol prodigo di Bossi e lo stilnovista Calderoli sono una proiezione del grado di istruzione dalle vostre parti, siete messi proprio bene, soprattutto in tempi di vacche magre come questi. E non mi dia del ’signor’, perche’ oltre a essere inutilmente forbito e’ banalmente sessista e chiaramente sbagliato: ’signora, il ragazzo si impegna ma e’ distratto e manca di spirito d’osservazione’.

            Con simpatia. Nadia

            PS: Complimenti per l’apostrofo.. geniale!! Se lei mangia come scrive e’ messo proprio bene. Ritiro la ’simpatia’ di cui sopra e non la scuso affatto. piuttosto che fantasticare sui risotti vada a comprare una buona grammatica italiana.

        • alfredo alfredo risponde:

          Scusi Nadia, lei è un genio non avevo capito che era una donna! Mi son già comprato il libro da lei citato. Grazie del suggerimento.
          alla prossima.

  9. Maurizio Cortese Maurizio Cortese commenta:

    Vabbè, solo per gioco:
    1) Ciro a mergellina
    2) Sorbillo – centro storico
    3) La notizia – Via caravaggio
    4) Cafasso – Fuorigrotta
    5) Da Michele – centro storico
    6) Pellone – Arenaccia
    7) Dal presidente – centro storico
    8) Starita – materdei
    9) Di napoli – Fuorigrotta
    10) Michele – Via Martucci a chiaia

  10. Maurizio Cortese Maurizio Cortese commenta:

    Il sorriso per Starita non vuol dire che sia più simpatico degli altri, il mio computer così ha deciso…

  11. db9(maffi) db9(maffi) commenta:

    troppo facile cosi’ . andatele a cercare dove è veramente difficile, se non impossibile:

    Magliano Alfieri( vicino Alba) : il Pomodoro

    Bergamo: la Montanina

    Lucca: Grano Salis

  12. Andrea Gori commenta:

    Firenze (maffi sono curiosi di vedere dove vai te…)

    Firenze Nova
    Il Monaciello
    Pizzaman
    Vico del Carmine
    Il Pizzaiuolo

  13. Basilico Turturro Basilico Turturro commenta:

    A proposito di “posti impossibili” dove trovare una buona pizza, volevo lanciare un sondaggio (e un “posto”): Per una cena decente il cibo non è tutto… e questo lo sappiamo, il luogo, il servizio ecc…. non mi dilungo su cose che conosciamo bene! Per una pizzeria….a quanto non si tratti di “cibo” riusciamo a rinunciare? Certo Catalanamente parlando è meglio una pizza buona in un posto bello con camerieri sopraffini! Ma fin dove la “pizza con superpoteri” supera il servizio scadente e l’ambiente orrido?

    Per tutti consiglio “La Bersagliera” – S. Angelo (LU).

  14. [...] di Porto Ercole, Argentario). Un nuovo entusiasmante gelato. La pizza con i superpoteri. (Noi Michele da Ale a Senigallia). Un aperitivo con vista. (Noi, al Relais Blu nella penisola sorrentina). Una [...]

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