Ho scritto Crepa sulla sabbia
Seduto al tavolo del Caffè La Crepa ti verrà forse il dubbio se qui tra di noi negli anni zero ha ancora un senso filosofeggiare sulla sottile linea che divide la Trattoria dal Ristorante. Perchè alla Crepa del ristorante non manca nulla: non l’attovagliamento di un certo livello; non il bicchierame giusto; non la Grande Carte, ampia e molto; non il servizio preciso e sollecito; non la pertinente brigata di cucina; non la bella lista di vini scelti con cura maniacale; non l’ambiente calorifero. Eppure, seduto a quel tavolo ti sentirai ancora e sempre inequivocabilmente in Trattoria. La migliore Trattoria del mondo, probabilmente.
Sarà perchè i Malinverno Bros non la tengono lunga, nel loro muoversi tra i tavoli con le grosse mani impegnate in torridi trionfi padani; o sarà anche perchè parcheggiando nella piazza gonzaghesca l’insegna è come una specie di dichiarazione sottotraccia: dice Caffè – con tutto quel che ciò significa – e i caratteri un po’ retrò e le curve un po’ retrò, ben colorate di ruggine nobile, una sorta di botrytis cinerea del metallo, un morbo che attacca ma migliora nel suo distruggere.
Qua in mezzo alla pianurka lontana da tutto si cucina cose spesse: l’anguilla, la zucca e il cotechino. Il rognone, gli animali di bassa corte, i bolliti: ma anche il tartufo, volendo. Perchè quel cotechino è quasi cremoso nella sua dolcezza, quella faraona profuma d’orto, quel rognone trattato un po’ indietro di cottura è croccante e schiocca sotto i denti, e quel carpione è quello giusto, e quei tortelli… zucca, fuagrà e porto non ha nulla della stucchevole tradizione rivisitata, ma è proprio un semplice gioco di mano, gioco di destrezza.
Non c’è nulla di banale, nulla di scontato di quello che assaggi qui: nemmeno il brodo del Marubino, una specie di cappelletto obeso cotto in un blend sofisticato di tre brodi, saporitissimo e leggero.
E quando seguirai l’oste sottoterra, nella cripta quattrocentesca capirai tutto vedendolo sbracciarsi ed accalorarsi raccontandoti la sua idea di vino, la sua idea di terra, la sua idea di vita.
E comprenderai perchè ci sono ancora Tavole che puoi serenamente chiamare Trattoria, senza nemmeno un’oncia di diminutivo.
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Caffé La Crepa
Piazza Matteotti, 13 – 26031 Isola Dovarese (CR)
Telefono : 0375/396161
Chiuso il lunedì e il martedì
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Questo è uno dei pochi posti per cui valga la pena vivere…
Difatti si trova in Padania!
Quando ascolto certi slogans e certe sciocchezze che sento proferire spesso dai simpatici ragazzotti in verde, non riesco a fare a meno di riandare, con la memoria, alla magnifica definizione che diede quel grand’uomo di Petrolini di Achille Starace.
Un cretino con qualche sprazzo d’imbecillità.
Nel 1571 un mio antenato, Francesco Duodo, fu il primo ad aprire il fuoco contro la flotta Ottomana, essendo l’ammiraglio comandante delle 6 galazze che la Serenissima inviò a Don Giovanni d’Austria. Quindi mi sento legittimato a mandarti a “Dar via’l'cù, cun vert l’umbrela”, proprio per essere un discendente di chi ha permesso a gente come te di poter dire simili idioziein idioma cisalpino invece che in arabo.
Cuntent?
… perché la tradizione diventa arte e piacere
)
concordo al 100% si meritano rispetto e tanto lavoro……mai conosciuto ristoratori di questo livello cosi’ semplici e diretti un vero piacere avere a che fare con loro. Un plauso anche a Federico ……
me lo segno
Grazie Caffarri,
sono pronto ad affrontare la mensa dell’ufficio …
Mi limiterei ad una constatazione di carattere denotativo, inerente la critica enogastronomia e non solo (per i curiosi, cercare su Twitter #lambruschi2 o @dissapore):
“Stefano Caffarri è”.
Sta cosa del Lambrusco andrebbe resa itinerante, con tutti i personaggi, possibilmente senza le chioccioline.
Lambruschi in tour.
Quanto al Caffè La Crepa, diventa vertice di un triangolo delle Bermude della Bassa, che va dalla Locanda Mariella, alla Corte Pallavicina, dalle Robinie di Montescano al PescaTore di Canneto sull’Oglio, che felicemente trova laternativa con La Crepa, che è lì vicino (manca un riferimento addizionale, ma mi sembra stia ben sotto i 50 europie)
Azz…
1) Pescatore
2) alternativa
3) le europie… potrebbero essere la nuova “divisa”, come diceva Everardo Dalla Noce, del futuro continente Indoeuropeo, sulle tracce di Alessandro Magno
oppure eurocalabrosaudita.
Poi non dire che non ti capisco…
)
“Seduto al tavolo del Caffè La Crepa ti verrà forse il dubbio se qui tra di noi negli anni zero ha ancora un senso filosofeggiare sulla sottile linea che divide la Trattoria dal Ristorante. Perchè alla Crepa del ristorante c’è tutto: l’attovagliamento di un certo livello; il bicchierame giusto; la Grande Carte, ampia e molto; il servizio preciso e sollecito; la pertinente brigata di cucina; la bella lista di vini scelti con cura maniacale; l’ambiente calorifero. Forse seduto a quel tavolo ti sentirai ancora e sempre inequivocabilmente in Trattoria. La migliore Trattoria del mondo, probabilmente… (continua)”
Al massimo dico che non mi faccio capire…
Bravo!!!
Molto felice di averti consigliato questo locale!
Grazie di essere venuto a Lambruschi 2, tutti noi brillavamo di luce riflessa!
Ciao