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I 10 migliori ristoranti del 2010 dove (forse) non siete stati

Non aveva molto senso discutere se l’Osteria Francescana fosse meglio del Combal.Zero — o del Reale di Niko Romito, abbiamo preferito indirizzare l’attenzione verso i ristoranti che, nel 2010, possono essere rimasti fuori dal vostro radar.

Vanessa, la mia bella macchinessa, segna con numeri rossi 160.793: sono i chilometri che ha percorso in 25 mesi. Tra poco andrà nel paradiso delle automobili: perché mi ha accompagnato senza fare le bizze ovunque io volessi, senza lagnarsi perché non mi fermo a chiedere informazioni. Certo, ogni tanto si incaponisce con quel suo accento teutonico: “effettuare una inversione a U”. Inoltre beve moderatamente, e non pretende nemmeno il gasolio millesimato che chiedono altre altezzose tedesche. Nel paradiso delle automobili si porterà i pensieri evaporati dopo alcune esperienze memorabili: e si chiederà come mai queste Tavole rimangono nell’ombra, quando se ne parla fanno zero-cumenti e non sono afflitte dall’hype come qualche cuochetto telegenico.

Jasmin, a Klausen (BZ):

Martin Obermarzoner propone solo menù concordati al momento della prenotazione, poi giuoca di finezza contaminando i suoi piatti con frutta ed erbe. Mano leggera ed esito felice.

Dolce Stil Novo, a Venaria Reale (TO):

Sottovalutatissimo, si trova nella Torre della Reggia dei Savoia. Una Gran Table di alta classe, con cucina lussureggiante: il più francese dei ristoranti italiani. Chef: Andrea Russo

Acquerello a Fagnano Olona (VA).

Silvio Salmoiraghi è un cuoco schietto e deciso nei modi, lieve e misurato nei piatti. Ha un pessimo rapporto con le macchine fotografiche e un ottimo rapporto soldi/felicità. Il secondo preminente sul primo, per la verità.

Marconi a Sasso Marconi (BO):

Aurora Mazzucchelli lavora di fino proponendo la cucina più schiettamente femminile che ci sia oggi in Italia. Che non vuol dire retoricamente “delicata e sensibile”.

Il Piastrino a Pennabilli (RN): Riccardo Agostini garantisce grande appagamento con una cucina sicura, a volte trattenuta, ma di certo piacere, almeno quanto struggersi con i roventi tramonti del Montefeltro. Addizione di commovente onestà.

Taverna Estia a Brusciano (NA):

Francesco Sposìto produce creazioni eteree, dai toni chiari e leggeri, di grande spessore intellettuale. Il respiro del Vulcano alle spalle e un talento cristallino garantiscono enormi margini di crescita.

Bacco, Bari:

Alla Tavola di Franco Ricatti cucina d’acqua e di tradizione, rassicurante percorso di prodotto e solida preparazione. Gran ricerca in direzione della semplicità, che è solo l’antemurale della banalità.

Oasis Sapori Antichi, Valle Saccarda (AV).

Tra le accoglienti mani della famiglia Fischetti, la tradizione diventa contemporanea nella ricerca spamodica dell’ingrediente. Come dire: la cucina di prodotto che diventa cucina di creazione del prodotto. Rapporto soldi/felicità tra i migliori del mondo.

Andreini, Alghero (SS).

Cristiano Andreini ha una voce che piace, grande pescato e piatti mai banali, anzi spesso attraversati dal brivido della creatività. Tecnica e cuore, e un pizzico d’amore: ma con discrezione.

La Madia, Licata (AG):

Per chi saprà arrivare alla porta di Pino Cuttaia sono garantite le emozioni di una Sicilia eroica. Tocchi acquerellati e colori acrilici usati con la sapienza e la misura che è propria dei grandi. Vale il viaggio, la polvere, le deviazioni, gli armenti, le strade dissestate, il parcheggio e i molti chilometri da correre.

Nel paradiso delle automobili, Vanessa – la mia bella macchinessa – ne avrà delle belle da raccontare.

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15 commenti a I 10 migliori ristoranti del 2010 dove (forse) non siete stati

  1. Bella lista.
    Peccato solo per la presenza dell’Oasis di Vallesaccarda, probabilmente il ristorante (e ce ne vuole per definirlo tale…) più sopravvalutato del mondo…

  2. Io me li immagino così… ;-)

    Dialogo MB-SC: “Domandare è lecito, rispondere è cortesia

    Dialogo Vanessa-SC: “Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?

  3. Da Andreini ci sono stato due volte a distanza di un anno e devo dire che, dopo l’apertura dell’attiguo ristorante (sempre suo) con prezzi più moderati, è in caduta. Troppi alti e bassi nei piatti e servizio mediocre, a meno che non siate giornalisti o politici o assidui da lui conosciuti, e questo è inaccettabile e volgare, visto anche che i miei euro sono uguali a quelli degli altri. Mi capitò lo stesso da Arcangelo a Roma 2 anni fa, dove nonostante la prenotazione fatta quasi due settimane prima e il locale avesse tavoli liberi quella sera, mi sistemarono tra la macchina del caffè e il bagno. Pare quasi che se non sei vip/giornalista/blogger non hai diritto a sistemazioni decenti al ristorante…

    • Se il tavolo non mi piace, lo faccio gentilmente presente, se non mi offrono alternative e ci sono tavoli liberi, semplicemente me ne vado, prenotazione o meno.

    • mi pare una descrizione un pò troppo eccessiva “tra la macchina del caffè ed il bagno”… semplicemente in una saletta, con altri tavoli, dove è anche posizionata la macchina del caffè e dove affaccia l’ingresso del bagno; non mi pare una disgrazia, tanto più che quella saletta è anche più tranquilla e silenziosa: a me piace! ;-)

  4. Ottima lista ma fra i bravi, aggiungerei in toscana due piccole perle uno per le materie prime particolarissime che usa Il Vigna Ilaria di S.Alessio Lucca
    Locanda con buonissima Cucina, Eccezionale cantina con prevalenza di vini Bio
    e non per ultimo 5 confortevoli camere, L’altro per l’estro creativo e l’uso sapiente delle ottime materie prime, con menù che variano ogni mese, questo è Il Serendepico ne sentirete parlare ne sentirete parlare, luogo magico, immerso nelle colline lucchesi fra vigne ed oliveti, con annesso BB di charme
    e se è vero che oggi in un ristorante la cucina conta per un 33% il Luogo 33%
    il servizio e cortesia il 33% beeee qui sicuramente le percentuali tornano.
    che dirvi: Ci vediamo in Toscana ciao lido

  5. In effetti il Dolce Stil Novo e’ parecchio sottovalutato dalla critica (meno dal pubblico spesso non si riesce a trovare posto, anche con parecchi giorni di anticipo). Io sono stato recentemente piu’ volte in diverse occasioni e sia dal punto di vista gastronomico, sia da quello dell’accoglienza e del servizio lo standard e’ altissimo. Anch’io lo paragono ad un grande ristorante francese di classe. Fabrizio

  6. L’acquerello di chef Salmoiraghi
    un esperienza indimenticabile, ottima cucina, ottima accoglienza: lo chef prende l’ordine e in sala c’era la sua deliziosa ed elegantissima mamma
    lo consiglio

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