
Francesca: Siamo una decina di famiglie i
Francesca: Buongiorno, sono di Genova, an
Tommaso Farina: Una chiave di lettura:
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Il tentativo evidente della rivista di viaggi Dove è quello di convincere noi, i cittadini di questo paese, che in Italia esistano negozi — salumerie, gastronomie, pescherie — che poi evolvono in tavole calde, trattorie, mangiatoie, diventando in quanto tali, alternative praticabili ai risto che frequentiamo abitualmente. Così, nel numero in edicola, ha accrocchiato la Top12 nazionale di questi locali. Vediamo se l’elenco riesce a stimolarvi. Come minimo dai lettori di Dissapore ci si aspettano 1) giudizi, 2) alternative, e 3) i non-ristoranti da evitare, perché approfittando della moda praticano prezzi irreali, o peggio ancora, ci fanno mangiare male.
Alla Vecchia Latteria, Milano. COSA COMPRARE. Gorgonzola, (15€ al kg), Pecorino di Pienza (20€ al kg), Parmigiano (23€ al kg), latte. COSA MANGIARE. Misto di verdure al forno (13-18€), riso radicchio e gorgonzola (9€), polenta con porcini (15€), omelette varie (9€), spezzatino di soia alle verdure (13€).
Gusto, Osteria e Formaggeria, Roma. COSA COMPRARE. Selezione di formaggi da 200 g tra i quali Robiola di Roccaverano, Casizolu, Pecorino dei Monti Sibillini, con gelatine, miele e mostarde (16€). COSA MANGIARE. Pasta e fagioli (13€), Tonnarelli cacio&pepe (13€), abbacchio alla scottadito (19€), fritti alla romana (11€).
Timpani e Tempura, Napoli. COSA COMPRARE. Caciocavallo podolico (38€ al kg), salame di Agerola (32€ al kg), soppressata irpina (40€ al kg), pomodori tigrati (4,50€ al barattolo). COSA MANGIARE. Mangiamaccheroni (6€), fritto di strada (8€), scammaro (6€), braciole al ragù o polpette (8€).
Buongusto, Milano. COSA COMPRARE. Ravioli di zucca (35€ al kg), Tortellini di carne (35€ al kg), Tortelloni di foie gras (50€ al kg), tortellini Valtellina (50€ al kg), terrine e quiche (30€ al kg). COSA MANGIARE. Pasta fresca (8-18€ secondo il condimento), pansotti liguri (14€), tortelloni di foie gras (20€), ravioli di zucca (14€).
Zeb, Firenze. COSA COMPRARE. Formaggio Delice de Bourgogne (29,50€ al kg), Taleggio di bufala (32€ al kg), pecorino in foglia di noce (38€ al kg), salume buristo (21€ al kg). COSA MANGIARE. Zuppa di cavolo e fagioli (5€), zuppa di lenticchie, marroni e ginger (5€), lampredotto (7€), peposo (8€), torta di fichi e crema (4€).
Bianco Latte, Milano. COSA COMPRARE. Latte fresco (1,50€ al l), latte cremoso (2€ al l) minicrostate (12€), minisacher (16€), torte di marmellata (25-35€ al kg), gelati. COSA MANGIARE. Le milanesine Biancolatte (10€), trofie con crema di basilico e burratina (12€), tacchino alle olive (9,50€), tartare di salmone agli aromi (16€).
Pastificio Guerra, Roma. COSA COMPRARE. Tortellini (20€ al kg), fettuccine (10€ al kg), cannelloni di carne o ricotta (20€ al kg). COSA MANGIARE. Pasta fresca del giorno: al pesto, con melanzane e zucchine, alla gricia, all’amatriciana (4€ compresa acqua e un bicchiere di vino).
Lalimentari, Bergamo. COSA COMPRARE. Stracchino del monte Bronzone (12€ al kg), Formai de Mut, Strachitunt e Branzi (13€ al kg), pancetta stagionata, salame. COSA MANGIARE. Casoncelli e scarpinoc al burro e salvia (9€), polpette al sugo con polenta (12€), coniglio con polenta (12€).
Latteria La Cicala, Milano. COSA COMPRARE. Latte (1,39€ al kg), Gorgonzola Papetti (17,50€ al kg), torte salate (13€ al kg), caramelle sfuse (0,20€ l’una). COSA MANGIARE. Pasta fatta in casa e lasagne (3,50-4€), arrosti, timballi, polpettine e pollo (4,50€).
Soho, Genova. COSA COMPRARE. Branzini, sgombri, scampi e gamberi, pesce fresco di giornata (prezzi secondo la pesca e il periodo). COSA MANGIARE. Trionfo di crudité (ostriche, gamberi, tartare di tonno e acciughe: 15€), ravioli di ricciola con straccetti di ombrina (12€), filetto di sanpietro su purè di cannellini e pomodori confit (16€), scampi agli agrumi di Sicilia.
Gargani, Roma. COSA COMPRARE. Mozzarella di bufala (26€ al kg), tortellini freschi (36€ al kg), culatello (55€ al kg), cioccolato Gobino (22€ a confezione). COSA MANGIARE. Polpette in bianco (3€), pasta e fagioli (4,50€), risotto al radicchio o carciofi (5,50€ al kg), baccalà in umido (4€).
Caffellatte, Firenze. COSA COMPRARE. Latte biologico (1,80€ al l), burro Maremma (1,80€ per 125 g), salsa di pomodoro biodinamico (4€ la bottiglia), succo di mele biodinamico (4€ la bottiglia), caffè del commercio equo e solidale (3,50€ al pacco da 250g). COSA MANGIARE. Torta salata di formaggi (5€), torta salata di riso (5€), far breton (4,50€), torta di cioccolato e pere con la crema (5€), cappuccione (3,50€).
[Crediti | Link: Corriere.it, immagini: Dove]
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Buristo 21€ al chilo da zeb? è sangue di vergine?
ma davvero, davvero?
ciao A
Io aggiungerei Tamburini a Bologna (con un self service attaccato al megabancone dei salumi) e Castroni a Roma (i supplì sono veramente buoni)
Tamburini a Bologna è stupendo come salumeria, davvero caratteristico e carinissimo… però come cibo deludente proprio, molto fatto per turisti direi.
Castroni a Roma sbav sbav.
da castroni i supplì non lho mai visti!!
forse da Franchi, che gli sta attaccato, a via cola di rienzo
(che poi… tutta sta magnificenza… digeriti dopo due giorni!)
castroni è una torrefazione che ha aperto il retrobottega a delikatessen sia italiane che straniere
I supplì di Franchi sono buoni ormai da anni.
Voci di corridoio dicono che sono anni che li ha fatti.
Condivido pienamente. La qualità del cibo è davvero deludente.
Meglio un panino da Eataly (che tra l’altro è proprio di fronte) a questo punto.
Gargani in effetti non è male, confermo. L’ho frequentato un paio di anni e a pranzo offre alternative di qualità al panozzo al volo.
Ma il top è Gianfornaio a Ponte Milvio, che da circa un anno serve piatti davvero ben cucinati per pranzo.
Fatte servì ‘a Bbbernardi.
la pizza del gianformaio e’ un mito.
Gargani e’ un nome storico, anche nel prezzo.
veramente esagerato.
Leggendo i 3 locali di Roma viene un dubbio…numero in edicola di quale anno?!
Quote per Pepe sul Gianfornaio.
Ma vedendo i prezzi di gusto, a sto punto a Roma non è meglio andare da Roscioli (il ristorante, non il forno)?
Sullo stesso genere del Buongusto di via Caminadella, è d’uopo segnalare l’Emiliana Tortellini della famiglia Magnani.
Metto un link mio, se è inopportuno segatelo senza pietà:
http://www.tommasofarina.com/2008/inedicola/696/mangiare-dal-pastaio-i-ravioli-di-zucca-di-nadia-magnani
sottoscrivo per Biancolatte, lo adoro.
Confermo ZeB (Zuppa e Bollito). Sia per le pietanze riportate ma anche per il bollito, presente tutti i giorni. I proprietari sono gentilissimi e il cibo ottimo. Vale la pena farci una pausa pranzo.
Mi scoccia solo che sta diventando famoso
Porca miseria mi diventerà affollatissimo adesso.
Io escluderei decisamente ‘Gusto Osteria e ho il rammarico che la mia gastronomia preferita – l’inarrivabile Tradizione a via Cipro – ancora non si sia attrezzata per mangiare in loco. Se devo quindi scegliere altrove dico sicuramente Volpetti (con il vicino Volpettipiù) Roscioli e Gargani e poi due altri, uno più commerciale, la Madia a via Chiana con forno annesso, discreto banco dei salumi e formaggi, ampia scelta di primi, secondi e contorni e una più di nicchia (anche come spazi), con poche ma mirate selezioni di formaggi e salumi, conserve, vini e champagne e a pranzo una interessante proposta gastronomica.
Quoto in pieno La Tradizione…alzi la mano chi c’era a farsi la fila l’ultimo dell’anno! ^_^
io ovviamente c’ero… e ci sono ogni sabato mattina… gli assaggi con Renzo e il motto di spirito con Valentino sono un piacevole appuntamento del fine settimana.
Quanto a Gatti sottoscrivo, anche se il raviolo campavallo e carciofi della Tradizione se la batte alla grande!
(A questo punto giuro che non sono un titolare della Tradizione in incognito!)
Segnalo alla vostra attenzione un posto aperto da poco a Roma che è una vera meraviglia. Beppe e i suoi formaggi, a via S. Maria del Pianto, zona Ghetto. Beppe è un formaggiaio piemontese da alcune generazioni che produce e lavora latte crudo di capra e mucca, in Piemonte, ma ha anche qualche centinaio di pecore in Sardegna. Formaggi suoi, buonissimi, e una selezione di prodotti italiani e francesi di grande qualità. Poi una selezione di vini, Piemonte e Francia, soprattutto, e ottimi champagne. Distillati e spiriti notevoli, ha anche le grappe di Romano Levi. E la presenza rasserenante, solerte e appassionata di Franchino, dell’Osteria italiana di Neive, per chi la ricorda.
Un discreto numero di tavoli per bere e mangiare taglieri di formaggi e affettati e il banco per comprare e portare a casa.
Decisamente consigliato, a me mi ha riappacificato col barrio, ormai fagocitato dal grande parco tematico turistico del centro di Roma…
…il Sesto girone a via Salaria (maledetta tastiera!)
ma 13 euro per una pasta e fagioli o tonnarelli cacio e pepe non sono un po troppi????
che tra l’altro fanno veramente schifo! (i tonnarelli)
vade retro GUSTO, te ed i tuoi affiliati!!!
P.s. Aggiungerei Gatti in via Nemorense per la pasta Fresca.
Sicuramente alcuni sono veramente meritevoli, ma li avete provati tutti tutti, ma proprio tutti?
Andate da soho a Genova e forse visto che siete COMPETENTI e intelligenti fareste una bella errata corrige……………
Caro Davide,
sono di Genova e sono anche molto critico di solito.
Direi che da un Cuoco come te mi aspettavo un po piu di realismo …
Se non sbaglio anche tu sei un cuoco di un ristorante a Genova.
Io dal mio devo dire che SOHO è uno dei ristoranti a Genova dove mi trovo meglio.
Comunque consiglio a tutti !!!
Questo è un consiglio (senza invia nè motivi) solo vero !
Grazie
Daniela B.
wow, mi sento molto modaiola.
conosco e sono stata in ben TRE di questi posti…fantastico.
dunque, concordo con GUSTO a Roma, decisamente un bel locale, prezzi abbordabili per quanto riguarda la trattoria, un pò meno per quel che riguarda formaggi and company, ma vale davvero la pena.
io ero stata con mia mamma tipo 5 anni fa o anche di più credo, e avevo mangiato l’amatriciana migliore della mia vita.
non posso dire lo stesso di BIANCOLATE a Milano, che è la nuova tendenza dopo il CALIFORNIA BAKERY. tutto bianco e molto carino, prezzi ESAGERATI e file sempre da capogiro. bel localino, ma lascia un pò desiderare…belle campagne pubblicitarie e spot e volantini, molto ben studiata la cosa.
Caffèllatte a firenze molto carino, prezzi ragionevolissimi e piatti buoni.
Giudizio generale, non hanno detto troppe cavolate.
Gusto merita veramente, se vi capita di essere a roma andateci e andrete sul sicuro.
la vecchia latteria a milano nella mia esperienza bocciatissima, prezzi alti per quanto offerto e conto ‘furbo’ scarabocchiato su un foglietto.. Con noi che ci siam trovati i prezzi maggiorati rispetto a una carta che non esiste -son solo segnati prezzi su una lavagna all’esterno locale e noi avevamo mangiato nel cortile- e solo dopo ns rimostranze han riportato conto a una semi normalità
Quoto Gargani. Gusto è da fighetti (ma non è male) ma al pastificio Guerra dai…ce vanno solo quelli che vengono dalla montagna. A Roma allora tra i famosissimi meglio mille volte Franchi, accanto a Castroni a Cola Di Rienzo, con gastronomia pronta davvero super (provare insalata di mare, trionfo di gamberi ecc) eppoi suppli al telefono e mille cose di pizzo-gastronomia.
Ce ne pure uno a Centocelle a via dei Castani molto molto interessante, fornitissimo, vicino ad un negozio di opasta all’uovo tra i migliori del mondo.. (ma gli stupidi vanno dove gli suggerisce Dove o Repubblica, che qualche rempo fa disse che Piazza dell’Aberone è in periferia).
A Centocelle ho scoperto, grazie alla guida del gambero, Di Origine Laziale, in via dei Panaroli. Veramente squisito, ha anche un sito internet. Lo consiglio.
Roscioli a Roma?
I 12 migliori (non) ristoranti d’Italia,
ma forse il titolo del pezzo è errato?
Sarebbe stato meglio “I Migliori (non) Ristoranti di Milano?”
Sembra che al sud ci sia il deserto.
Pare strano, ad esempio io vivo nel profondo e bollato Sud, in Puglia, che, anche per la sua lunghezza oltre 400 Km ha un “giacimento” eno-gastronomico enorme e vario tra mare e terra, oltre che in passato era (grazie al cielo) sotto la linea del burro, quella linea che divideva anticamente i paesi sfortunati da quelli più fortunati che avevano ed utilizzavano l’olio di oliva e di conseguenza (per fame) La dieta mediterranea (bacino mediterraneo) ora anche di ….tutte le regioni italiane
Mi pare strano che da noi non ci siano NON RISTORANTI, ma posso essere anche in errore.
Parlo da terrone “romanizzato” ma che per lavoro e diletto si sposta di frequente lungo la penisola con annesse scorribande gastronomiche: al Sud, a mio parere, il pranzo ha ancora una sua “sacralità” che porta a tenere distinti i ristoranti, o comunque i locali adibiti alla ristorazione, dalle gastronomie, pur di livello. Perchè se si vuol andare a tartufare in giro, al di sotto del Tevere, si trovano degli angoli di paradiso, forse meno celebrati dei romani o dei milanesi, ma comunque validissimi. Penso a Doddis di Messina (le olive ripiene danno dipendenza!) o a Pizzimenti di Reggio Calabria (tutta la Calabria sotto vetro), Apreda a Sorrento (salumi, formaggi e altro ancora) e altri ancora…
A Brindisi ne conosco due: l’Enogastronomia di Luigi in Via Provinciale San Vito, dove si possono trovare molto prelibatezze: i piatti della tradizione locale come il riso patate e cozze magistralmente cucinato, parmigiana, polpette al sugo, i salumi e formaggi più ricercati, una cantina ben fornita, insieme ad alcune birre sfiziose. Dimenticavo di ricordare che potrete gustare una buona pizza, sia da asporto che seduti nell’intimità di un angolo del locale (è molto piccolo, ma ne vale la pena). Il secondo si chiama Fedele, una vera miniera: tartufi, salmone pregiato, la cantina con tutto ciò che possa incontrare i miei gusti e un piccolo scaffale con detersivi e i biscotti del mulino bianco.
Grande Giuseppe! Da Pugliese barese non posso che condividere il tuo pensiero.
Le gastronomie con annesse cucine ci sono anche da noi, sta tranquillo!
Una su tutte? De Bartolo a Bari in via Bozzi 53. Oltre 100 varietà di prestigiosi salumi e 150 tipi diversi di formaggi, quasi tutti a latte crudo. E poi ancora oli, vini, marmellate e tante altre super chicche molte delle quali made in Puglia.
Dietro una piccola saletta con 4 tavoli dove poter gustare tutto ciò con due menù fissi, uno di mare l’altro di terra.
Non si paga pochissimo ma la qualità è indiscussa.
…a queste aggiungerei gli intramontabili “fornelli pronti” di cui è ricca la provincia, macellerie che una o due volte la settimana ti arrostiscono sulla brace la carne che tu scegli al bancone, bombette, costate, cavallo, asino, trippa e podolica (ma bisogna saperla frollare) e la si mangia nel retrobottega, in maniera spesso spartana, su carta oliata ed accompagnata da primitivo.
effettivamente l’assenza di roscioli è per me quasi inconcepibile… ma c’è una motivazione specifica? inoltre, all’ osteria di gusto ho mangiato la cacio e pepe più cattiva della mia vita(in realtà in assoluto il peggior piatto mangiato in un ristorante!)e ogni volta manca almeno un terzo dei formaggi in carta; è peccato perchè il locale è proprio bello!
Forse è meglio spiegare che …
si tratta di Ristoranti ma Non Ristoranti che possono sembrare delle altre cose.
Sono veri e propri Ristoranti tradizionali !!!
Oppure mi sbaglio?
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Vi siete dimenticati di inserire l Emiliana Tortellini via Ariberto 17 angolo via Ausonio Milano. Provare per credere!