di | ven 14 gen 2011 ore 8:40
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terapia di gruppo

I clienti che non pagano il conto, anzi no, i peggiori clienti del vostro ristorante

I canoni della commedia all’italiana sono pienamente rispettati, anche se la scena capita in Spagna. Uno poggia la tazzina vuota, fruga nelle tasche, estrae le sigarette, s’infila il cappotto e va verso la porta: “Esco un attimo a fumare”. E’ un effetto della nuova legge antitabacco. Epperò, quello che sembrava un tranquillo avventore, se la fila lasciando tazzina e piattino del conto vuoti. Ma la conferma di come non pagare il conto al ristorante sia il trend più caldo del 2011, arriva da New York, dove perfino i ricchi si adeguano alla moda. E’ chiaro che tendenza peggiore di questa non esiste, ma se facciamo a chi ce l’ha più lungo…

Ehm, volevo dire, se snocioliamo i peggiori vizi dei peggiori clienti dei nostri ristoranti, l’elenco rischia di essere lungo.

  • C’è il maleducato che pretende di sedersi al tavolo già assegnato perché amico del titolare.
  • Quello che il sabato prenota per 15 ma si presentano in 7, poi a cena iniziata se ne aggiungono 4 però due hanno già mangiato.
  • Quello che chiede il ketchup per gli spaghetti dei bambini (e poi ti dice che sono abituati a mangiare la pasta così).
  • A proposito, quello che sorridendo perché convinto di far bene, lascia fare ai bambini qualsiasi cosa: urlare, correre in sala, tirare le tovaglie, pasticciare il muro con le mani sporche.
  • Quello che entra in cucina senza bussare.
  • Quello che litiga da quando si siede a quando se ne va, perché a un certo punto se ne va, e sbatte pure la porta.
  • Quello che maneggia la tipa sopra e sotto il tavolo.
  • Quello che chiede la musica più bassa.
  • E quello che la vuole più alta.
  • Quello che… ma non fate la pizza? E la carbonara? Neanche un’arrabbiata?
  • Quello che va in bagno prima del conto così paga l’altro.
  • Quello che: “come mai non c’è nessuno stasera”?
  • Quello che: “uff, quanta gente c’è stasera!”
  • Quello che si dichiara allergico ai paccheri e chiede le penne rigate.
  • Quello che ti fa togliere la schiuma dalla birra perché lui il bicchiere lo paga intero.

Avanti, dicono che lo sfogo sia terapeutico.

[Crediti | Link: Corriere.it, Gawker. Immagine: Gawker]

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166 commenti a I clienti che non pagano il conto, anzi no, i peggiori clienti del vostro ristorante

  1. Quello che vuole cambiare la bottiglia di vino che secondo lui ha ” sentore di tappo ” , ma dopo aver bevuto piu’ della meta’ del contenuto stesso della bottiglia .

  2. avatar christian m

    beh, francamente trovo che sia giusto pretendere (nel limite dell’educazione) un servizio adeguato a quello che paghi, va da sé che andando in una bettola non ti fai troppi problemi. Le cose fastidiose capitano, tipo quando cercano di infilarti in posti improbabili, non so, accanto alla porta del bagno oppure alla porta d’uscita, una pratica odiosa. Ma ripeto, restando entro certi limiti (purtroppo non definibili esattamente) occorre farsi sentire, non e’ tollerabile accettare di tutto.

  3. avatar gianluca

    “Quello che si dichiara allergico ai paccheri e chiede le penne rigate.”

    questa non l’ho mai sentita, sinceramente…

    • avatar jade

      ma come no! ora vanno di modissima l’allergia e l’intolleranza.

      • avatar gianluca

        per chi ne soffre non sono una moda.
        non scriviamo minchiate per cortesia.

        • avatar jade

          chi ne soffre lo rispetto, ovviamente.
          ma ammetterai che c’ gente che va in fissa con le intolleranze senza un reale riscontro scientifico.
          complimenti comunque per l’eleganza della risposta

          • avatar gianluca

            le intolleranze, tranne glutine e lattosio, non hanno MAI riscontro scientifico. perchè non sono individuabili con esami tradizionali.
            tuttavia non mi sembra difficile capire che se la gente va in fissa…..è perchè sta male sul serio.
            notti in bianco sul water, crampi allo stomaco, eritemi cutanei, sono problemi reali.
            tu non puoi sapere chi ne soffre veramente, per cui non si capisce chi rispetti e chi no.
            inoltre già dicendo così presupponi che ci sia chi si inventa di soffrirne, come se fosse un piacere non poter mangiare liberamente.
            secondo te per quale motivo qualcuno dovrebbe inventarsi una minchiata del genere? vorrei sentire almeno un motivo razionale.
            per il resto, perdonami per la poca eleganza, ma era proporzionata al livello del tuo intervento. la “moda delle malattie” non esiste, sarebbe come dire che il tumore è di moda. ti rendi conto dell’assurdità che hai scritto?

            saluti

          • Lungi dal ridicolizzare o minimizzare le vere allergie e le vere intolleranze alimentari: la cosa è evidentemente ironica perché non si può essere allergici ai paccheri sì e alle penne no- e allude alla moda di generare scorrettamente allarmismo immotivato fingendosi appunto afflitti da una problematica alimentare.
            C’é poi il ristorante sciatto (per dire poco) che gli fai presente di essere allergico ai peperoni… se ne frega beatamente e te li porta comunque nel piatto di fritto,… glielo fai pazientemente notare… ti riporta la stessa porzione da cui maldestramente ha espunto- a mano- i predetti!!!

          • avatar jade

            gianluca, sei completamente fuori strada.
            a parte che quoto Ughetto: non hai capito l’ironia di Massimo.
            i tumori non c’entrano nulla.

          • avatar gianluca

            appunto.
            ““Quello che si dichiara allergico ai paccheri e chiede le penne rigate.” è una frase talmente idiota che non ha nessun riscontro reale. non esiste nessuna persona al mondo che possa aver chiesto una cosa del genere, almeno che non abbia qualche problema mentale grave.
            “fingendosi appunto afflitti da una problematica alimentare” mi sembra veramente supido. me ne sfugge il motivo.
            avere problemi alimentari è solo una rottura e non capisco come qualcuno possa inventarsi e procurarsi scocciature così, a gratis e senza motivo.
            forse sono i sostenitori di quest’ultima tesi che dovrebbero porsi qualche domanda un pò più razionale.

          • avatar gianluca

            @jade: l’ironia di Massimo l’ho colta benissimo.
            ed è proprio quella che mi ha infastidito.
            semmai sei tu che continui a non capire il concetto.
            nessuno si inventa problemi che non esistono per rompere i maroni alla gente senza motivo.
            e pernsare questo, vuol dire implicitamente (ma pure esplicitamente) mancare di rispetto a chi ha problemi di salute.

          • avatar Paolo

            Mi permetto di dissentire: avevo una compagna che sosteneva di essere allergica a latticini e pomodoro (dall’oggi al domani per giunta), salvo poi fortunatamente rinsavire.
            Ce ne sono di persone così, credimi…

          • avatar gianluca

            le intolleranze possono durare anche pochissimi mesi. può essere che in quel periodo il fisico sia leggermente debilitato per qualsivoglia motivo e non riesce a metabolizzare alcuni cibi.
            per quale motivo la tua compagna sosteneva la sua tesi? ha fatto un incubo una notte e si è svegliata cosi? non credo…..probabilmente avrà avuto qualche problema reale…..

          • domanda: se le intolleranze (tranne quelle certificate) non sono individuabili con esami scientifici, con cosa lo sono?

          • avatar gianluca

            quelle certificate sono solo due, lattosio e glutine.
            per il resto l’unico metodo razionalmente utilizzabile è la dieta per esclusione, che non da certezze assolute in caso di lievi intolleranze, ma che si avvicina molto a darle in caso di situazioni più gravi e più facilmente scatenabili.
            la certezza assoluta, in termini rigorosamente scientifici, non si può comunque avere.

          • avatar kikko

            le intolleranza non solo solo due(glutine e lattosio)ma molte altre,tant’è vero che la direttiva allergeni predispone l’obbligo di dichiarare tutta una serie di alimenti che causano allergie(pesce e derivati,latte e derivati,frutta secca a guscio ecc..)
            comunque io lavoro in pasticceria e vi posso assicurare che molte persone chiedono torte gelato senza glutine.all’affermazione che non posso garantire l’assoluta mancanza di glutine(in una pasticceria…..)non ho mai ricevuto un diniego.
            a volte non c’è serietà da parte degli operatori,ma da quella dei clienti…

          • avatar gianluca

            non hai capito. quelle rilevabili con esami medici sono solo due. in realtà si può essere più o meno intolleranti a qualsiasi cosa, così come allergici.
            ma intolleranza e allergia sono due cose completamente diverse, da affrontare in maniera diversa.
            chi è intollerante al glutine ha una soglia minima di tolleranza, come per tutte le intolleranze, e quindi probabilmente non è interessato alle “tracce di” o ai piccoli contaminanti.
            chi è allergico invece, e in maniera grave, rischia la vita e quindi nella tua pasticceria non sarà mai entrato a chiedere nulla, perchè sa già che è inutile: i dolci se li fa a casa con i prodotti che gli garantiscono assenza di contaminazioni di qualsiasi tipo.

          • avatar Glu

            Mamma mia sì, ci sono anche persone che si convincono di avere allergie ed intolleranze perchè magari sono un pochino ipocondriaci, o perchè vogliono sentirsi speciali o particolarmente bisognosi di attenzione. La psiche umana è ricca di contraddizioni, non si fa peccato mortale a sottolinearlo ogni tanto.

        • avatar christian m

          sottoscrivo anche io, non si puo’ generalizzare come e’ stato fatto in questo articolo, pensate prima di scrivere almeno. Thx

          • avatar Paolo

            Nel caso che ha riguardato la persona che avevo vicino hanno inciso in parte l’intolleranza di un genitore ed in parte problemi digestivi, poi credo anche un buona dose di autosuggestione e problemi alimentari. Il tutto, come detto, rientrato come era emerso. Volevo solo evidenziare che a fronte di persone con reali disfunzioni ve ne sono anche altre (esperienza personale) facilmente autosuggestionabili.

          • Mi sa che un poco di senso dell’umorismo non guasterebbe…
            l’esempio era ben intelligibile a volerlo capire e farci un dibattito sulle intolleranze ci incastra assi poco.

            Detto questo porto la mia esperienza diretta proprio per far capire che non è sempre bianco o nero come si dice.
            Partecipo da anni alle fiere sul cioccolato e puntualmente sono decine e decine gli avventori che si dicono allergici al lattosio e che quando mi vedono ritirare la mano con l’assaggio di torta puntualizzano “si.. però se è pochino…” e allungano la mano verso l’assaggio… Non ho notizia che se ne sia mai sentito male nemmeno uno.

            State pur certi che chi è intollerante/allergico davvero non cambia idea per vezzo o per gola…

            Gli altri, molti, spesso sono allergici a quel che gli comoda… e mi va anche bene, sia chiaro.

            Solo non facciamogli un monumento.

          • avatar gianluca

            Pistocchi scusa ma stai facendo confusione tra allergia e intolleranza, sono cose ben diverse.
            a volte gli intolleranti dicono di essere allergici, ma sono solo intolleranti.
            per ogni intolleranza, più o meno grave, c’è comunque una soglia minima di tolleranza consentita: del tipo se mangio 5 gr di latte magari non mi succede niente, se ne bevo una tazza sto male.
            ecco perchè qualcuno ti avrà detto “si però se è pochino”.
            sicuramente non un allergico, che anche per pochissimi quantitativi, può andare in shock anafilattico e rischiare la vita.

  4. Quelli delle penne al posto dei paccheri è un’umanità a sè:
    C’é quello del condimento a parte, anche per sughi e zuppe;
    Quello che è allergico all’olio, al sale e al pepe.. ma se rischi di morire ad ogni pasto….
    Quello che leva, mette, rivolta, e modifica ogni voce del menù fino a raggiungere le estreme vette del ridicolo :
    <>…

    • Vorrei un piatto di tortellini alla panna con i rigatoni al posto dei tortellini e pomodoro e basilico al posto della panna.

      era tra apici e non si visualizzava

      • avatar gianluca

        mi sembra un esempio stupido.
        non credo che in italia possa esistere una sola persona che per ordinare pasta pomodoro e basilico parte dai tortellini alla panna.
        e se vuoi saperlo, chi è allergico veramente (da reazione immunitaria) si, rischia di morire ad ogni piatto, se non gli comunichi cosa mangia.
        non so perchè c’è questa moda dilagante adesso tra i ristoratori di pensare che la gente si inventi intolleranze ed allergie. così, come se fosse un piacere. forse dovrebbero esserne colpiti loro, e poi si accorgerebbero quanto sono stupidi.

        • avatar jade

          gianluca, sei pieno di livore e non capisco perchè.
          quanto alle allergie, è ovvio che chi ne soffre veramente deve tutelarsi in tutti i modi, e ammetto che può risultare abbastanza difficile trovare un ristorante di cui fidarsi ciecamente (specialmente per pentole e posate che possono entrare in contatto con cibi allergeni). però ultimamente senti un sacco di persone dire “sono intollerante” perché c’è in giro questo allarmismo diffuso, siamo diventati tutti intolleranti a qualcosa. com’è che vent’anni fa non era così? com’è che i bimbi dei campi in cui faccio volontariato mangiano salame a un anno e non gli succede mai niente?
          ripeto: massimo rispetto per i problemi di salute veri e documentati, un po’ meno per i salutisti modaioli

          • avatar gianluca

            ho già risposto sopra.
            i “salutisti modaioli” sono una categoria che non c’entra con allergia e intolleranze. queste sono malattie. e per educazione a casa mia i malati si rispettono, non si ridicolizzano come stai facendo tu.
            anche 50 anni fa c’erano meno tumori, quindi adesso chi è malato di tumore lo fa per moda? oppure secondo il tuo ragionamento negli anni 90 l’hiv non era una malattia, era una moda…..
            io ti inviterei a dosare meglio le parole quando parli di malattie.

            non so dirti per quale motivo esatto allergie e intolleranze sono in crescita esponenziale. ci sono varie teorie, chi dice l’inquinamento, chi dice allevamenti intensivi, mangimi sbagliati, campi inquinati, ecc…ecc….
            forse dovresti fare una ricerca o chiedere a qualche studioso in materia per schiarirti le idee.

            ripeto, se stessi male tu, parleresti diversamente di questa “moda”, che è tutto tranne che una moda.

            saluti

          • avatar jade

            gianluca, ora però basta.
            nessuno qua dentro manca né mancherà mai di rispetto ai malati veri.
            non scherziamo per favore.

          • avatar gianluca

            bhe’ tu l’hai appena fatto.
            ma se non riesci a rendertene conto, non è un problema mio.

          • avatar jade

            “bhé” lasciamo perdere

          • avatar gianluca

            ti conviene lasciar perdere, visto l’assurdità della tua tesi.
            e poi non sei riuscita a spiegare un solo motivo per cui qualcuno dovrebbe fingere. per cui ciò che dici oltre a essere assurdo è per ora completamente inventato.

          • avatar jade

            ancora? santo cielo.
            allora: c’è chi finge per rompere le scatole, c’è chi dice che è intollerante perché ha letto un articolo e improvvisamente sente tutti i sintomi.
            c’è chi si lascia affascinare da sedicenti naturopati che ti dicono che per dimagrire devi eliminare completamente farinacei, olio, zuccheri e latticini perché sei £intollerante”. grazie che dimagrisco, non mangio più niente!

          • avatar gianluca

            guarda, di deficenti il mondo è pieno.
            chiunque potenzialmente può raccontarti fesserie.
            ma nel caso specifico è molto meno frequente di quello che vuoi far sembrare, perchè il primo ad ottenre disagio dalla palla raccontata sarebbe chi la racconta.
            diete dimagranti e intoleranze poi c’entrano come i cavoli a merenda.
            gli articoli li leggiamo tutti, se qualcuno avverte dei sintomi e altri no, è perchè probabilmente qualcosa sente veramente. hai mai valutato questa ipotesi?
            inoltre, oltre ad allergie ed intolleranze, esiste anche l’incapacità del singolo di digerire facilmente alcuni alimenti, oppure il gusto personale per cui si schifano alcune cose, piuttosto che il diritto fondamentale del cliente di sapere cosa si sta mangiando.
            il fatto è che una volta quando si andava al ristorante poi la gente doveva prendere la pastiglia per digerire, oppure saltava il pasto successivo.
            ora queste cose non sono più possibili per un ristorante di successo, il cuco deve stare attento a molte più cose e ovviamente per lui è una scocciatura, e quindi tende a ridicolizzare i problemi allergologici o semplicemente digestivi di chi invece ne soffre realmente.
            in questo caso consiglierei allo chef di dedicarsi ad altro, potrebbe per esempio fare il carrozziere e non avrebbe questi problemi.

          • In parte ci hai preso: una volta la gente sbafava e prendeva il digestivo, perché aveva MAGNATO TANTO. Ora, credo in molti casi, è intollerante, o almeno crede.
            Sela diagnostica attuale (e non quella medievale) non riconosce molte intolleranze, non è che non ci sono?

          • avatar gianluca

            non lo so, diccelo tu, che a quanto pare sai tutto.
            probabilmente sul pianeta terra c’è in corso un flashmob di massa dove si partecipa inventandosi di star male e si investono centinaia di euro in visite e analisi, così, tanto per uccidere la noia.
            saranno i postumi della globalizzazione, chi lo sa.

      • avatar enrico

        gianlu…e sei troppo pesante mamma mia..fatt na risat..mamma mì..e te lo dico io che sono celiaco..

        • avatar serena

          ohiohi gianluca ma dove vivi?
          io ne conosco parecchia di gente che si dice intollerante a questo o a quello perché gliel’ha detto il guru di turno…
          ora forse già meno, ma qualche anno fa “faceva figo” (nella loro mente) essere intollerante a qualche cibo.
          io (e anche jade, direi) i malati veri li rispetto, ma gli ipocondriaci o come li vuoi chiamare mica tanto, soprattutto quando ti rompono le scatole…

    • credo che vada di moda dire “sono allergico/intollerante”invece di “non mi piace l’uovo, può portarmi una carbonara senza?”… una delle mie cugine odia il piccante e crede che faccia male…ogni volta che andiamo al ristorante insieme ho l’impulso di alzarmi e andarmene…

  5. avatar Fabrizio pagliardi

    Christian i tavoli vicino al bagno e vicino all’entrata esistono. Che ci possiamo fare??

    • avatar MAurizio

      Oddio. Magari rinunciare a un tavolo, massimo due ?
      Perchè se hai un locale “alla moda” dove la gente fa la fila e prenota mesi prima è un conto: in gran parte (non tutti) accetteranno con gioia un pessimo tavolo.
      Personalmente, se mi offrono un pessimo tavolo me ne vado specie se tavoli “migliori” sono prenotati e poi scopriche restano liberi ….. (poi, se il locale è strapieno e non ho alternative …. pazienza per la porta, ma vicino al bagno o alla porta della cucina mai …)

      • avatar fabrizio pagliardi

        Se tu prenoti e me lo chiedi non avrai il tavolo vicino al bagno. E’ una delle richieste più frequenti. Se io levo due tavoli rinuncio al 15 % dei coperti e dell’incasso mensile, tu Troverai posto con più difficoltà se non hai prenotato e spenderai di più a fine serata perchè i miei costi fissi non cambiano.

        • avatar Deckart

          Oppure quando fai il ristorante ti affidi ad un architetto capace che risolve il problema con un divisorio o una posizione intelligente dei bagni.

          Ancora devo trovare il risoratore che ascolta davvero questo tipo di richieste prenotando per telefono.

          • avatar fabrizio pagliardi

            Oppure magari è strutturalmente impossibile mettere un separatore ??

            E magari il bagno li sta e li deve rimanere perchè gli scarichi sono tra due muri portanti ??

        • avatar MAurizio

          Cioè vuol dire che il 15% dei tuoi clienti debbano mangiare in un pessimo contesto per il bene di tutti ?
          Ma gli fai uno sconto ?
          Sono informati di questo loro “merito” ?
          Boh. Ripeto. Accetto un tavolo pessimo solo se proprio non se ne può fare a meno. E la “volta dopo” ci penso tre volte prima di ritornare.

  6. avatar Simone

    Il cliente che esamina per mezz’ora una carta dei vini da 800 referenze per poi chiederti, guarda caso, giusto quel vino che in carta non c’è.

  7. avatar Antonio Scuteri

    - Quelli che arrivano, si siedono e iniziano a prendere appunti e scattare foto ai piatti :-D

  8. avatar Mario1

    ..con gran rispetto per chi allergico è , lungi dal sostitutirmi ad ogni diagnosi e men che meno terapia che sia; altrettanto lungi dal ridiciolizzare alcunchè ( trattasi di malattie, noscherziamo proprio)….domanda ( retorica ) a cui credo più di uno abbia già pensato: se sei allergico alla metà degli ingredienti ( tua grave sfortuna lo capisco), magari i ristoranti li eviti? ovvero…visto che spesso sono un obbligo ( per lavoro ad esempio…mica si può morir di fame), capisco in tal caso le richieste chiare e che devono ASSOLUTAMENTE essere rispettate, che diciamo di quanti, sì sfortunati, si ostinano ad anadre in luoghi di moda o di grido, in posti gorumand, pretendendo tale rispetti? Ma per piacere…siamo seri….se son allergico a più di qualcosa di certo mi riconosco buonsenso e rispetto degli altri e dell’altrui lavoro…da evitare cucine importanti o luoghi dove il cibo è l’unico vero scopo e motivo di una visita.

    • avatar gianluca

      bhe’ si. dipenda a cosa e quante cose si è allergici.
      innanzitutto va fatta distizione netta tra allergie e intolleranze: una persona intollerante può mangiare tranquillamente in quasi tutti i ristoranti, solitamente si trova sempre un compromesso.
      l’allergico ha un problema ben più grave, primo perchè rischia molto di più, secondo perchè c’è il problema della contaminazione del cibo-attrezzi-mestoli-padelle che un intollerante solitamente non ha, visto che una soglia minima di tolleranza c’è, mentre per le allergie gravi no.
      quindi un allergico con problemi gravi dovrebbe quantomeno prima informarsi telefonicamente sulle possibilità che ha di mangiare qualcosa in quel posto.
      mentre un intollerante può mangiare qualcosa più o meno ovunque, basta informalo al momento sugli ingredienti dei piatti.
      e sinceramente, anche nei ristoranti stellati, almeno che non abbiano tutto esaurito, per esperienza ti dico che il ristoratore preferisce sicuramente avere un tavolo con intolleranze piuttosto che un tavolo vuoto.
      ;-)

      saluti

    • Scusa Mario1 non ho molto capito la domanda, ma mi preme ribadire, spero di essere compreso, che si sta SCHERZANDO, autorizzati da un taglio dell’articolo iniziale chiaramente incline all’ironia.
      Nel mondo ci sono le malattie, le guerre, la fame diffusa e tutta una pletora di cose serissime, ma in questo post ci stiamo facendo quattro risate, magari sfiorando argomenti spinosi, ma senza la minima intenzione di offendere nessuno e men che meno di ridicolizzare una sofferenza.

      • avatar gianluca

        però lo state facendo, guarda un pò.
        l’ironia della ridicolizzazione del post l’abbiamo capita tutti, ed è proprio quella che infastidisce parlando di malattie.
        dai ughetto, ce la puoi fare a capirlo.

        • Ho evitato accuratamente di scendere sul personale, ma visto che mi inviti alla perspicacia ti faccio notare che le situazioni che tutti stiamo descrivendo sono volutamente grottesche, iperboliche al limite della realtà, proprio per criticare un malcostume, purtroppo, diffuso, quello di dichiarare finte allergie per dissimulare il mancato gradimento verso un ingrediente o una preparazione.
          E questo, Tu non l’hai capito!
          Sei completamente fuori tema quando sposti il discorso sulla serietà e complessità di certe patologie, perché qui si sta parlando d’altro.
          E questo, Tu non l’hai capito!
          Ho cercato di farti notare, qualche post fa, la mia solidarietà e compartecipazione rispetto alla serietà della problematica,
          Ma neanche questo hai capito!
          Parto dal presupposto di assoluta buona fede che la tua incomprensione sia dovuta alla mia/nostra difficoltà di spiegarci, ma, una volta per tutte:
          Qui si sta parlando d’altro e non puoi pretendere, ad un concerto, che si suoni più piano perchè a te fa male la testa.
          Cordialità!

          • avatar gianluca

            guarda che io ho capito benissimo tutto.
            non ci vuole il genio ughetto per spiegarmi le citazioni volutamente grottesche atte a criticare un malcostume.
            frequento dissapore da tempo sufficiente per conoscere bene il taglio ironico e provocatorio tipico dei suoi post, che tra l’altro mi piace molto.
            quello che tu ti ostini a non capire è che questa volta ho trovato questo modo di ironizzare di pessimo gusto, proprio perchè si parla di problemi reali.
            infatti se qualcuno dice che c’è la “moda delle intolleranze” non si rende conto che c’è una moda ben più pericolosa, ormai semi-diffusa, che è quella di non credere più alle intolleranze.
            per questo ti ritrovi ad avere dei poblemi seri che vengono affronati dal ristoratore con estrame superficialità (perchè tanto “le intolleranze sono “inventate”), al punto che spesso ti ritrovi nel piatto cose che ti fanno stare poi magari parecchio male, perchè tanto “le intolleranze sono inventate” e lo chef non gli da più peso.
            se tu soffrissi di questi problemi e mentre ordini al ristorante vedessi il cameriere o maitrè sogghignare alla tua dichiarazione di intolleranze, perchè tanto “le intolleranze sono inventate”, probabilmente capiresti che dichiarazioni stupide come ““Quello che si dichiara allergico ai paccheri e chiede le penne rigate” oppure quelle qui sopra lette in alcuni interventi, non fanno altro che alimentare il problema e a creare disagio in chi ne soffre realmente.

            se dovessi capitarti, magari capiresti meglio, visto che a immedesimarti proprio non ce la fai.

            comunque la chiudo qui, perchè non è un dramma esistenziale, nè un problema vitale.
            ci sono problemi salutari decisamente molto ma molto più gravi.
            apprezzo Massimo e ho molta stima di lui per quello che scrive quotidianamente. mi piace lo stile tipico dissacratorio, però in questo caso continuo a dire che ho trovato la citazione di cattivo gusto.
            è la mia opinione e rimane questa, per tutti i motivi che sopra ho spiegato.
            e sia chiaro, non perchè non ho capito quello che tu dici. quello l’avevo già capito ancor prima che me lo insegnassi tu.

            saluti

        • Dopo tre anni di dieta ipoproteica da insufficienza renale terminale, dovrei sentirmi offeso da una battuta del post? Ma de che? Seconso me qui si esagera abbondantemente.

      • avatar gumbo chicken

        Veramente mi risulta comodoamente possibile che qualcuno chieda penne rigate al posto di paccheri!

        A parte che molti hanno solo una vaga idea di cosa siano cereali e legumi ma soprattutto sapendo che ora l’intolleranza è diventata comune, molti rompini colgono l’occasione per dare un tono più serio e una gisutificazione universale a quella che è solo una faccenda di gusti o fisima – ma senza sapere realmente di cosa parlano!

        • avatar gianluca

          si ma non per motivi allergici, sveglia !

          adesso siamo passati direttamente a “rompini” “per dare un tono più serio” e “fisime”.
          facendo di tutta l’erba un fascio tra l’altro. anzi no, dicendo che solo “molti” fanno così.
          perfetto !! evviva il rispetto, complimenti.

          • avatar gumbo chicken

            Ah tu chiami “rispetto” quello di far passare la propria fisima, schizzinosità o dieta per intolleranza per non far brutta figura? – vedi anche commento di viola, che evidentemente ha esperienze di commensali simili alle mie! ;-)
            Sei proprio strano.

          • avatar gianluca

            infatti, ho già scritto che quello è un comportamento demente.
            i dementi ci sono in tutte le categorie sociali e ci saranno clienti dementi, così come ristoratori e chef, sicuramente.
            il fatto è che se tu dici “molti” devi avere le prove per dimostrare che la maggior parte di chi dice di esserlo in realtà stia raccontando consapevolmente una palla, per darsi un tono o per nascondere una fisima, perchè questa è l’unica tesi che si può ricavare dal tuo messaggio.
            è completamente ignoto tra l’altro come tu possa stabilire con certezza se una persona ti stia raccontando consapevolmente una minchiata oppure no, ma tant’è, attendiamo le prove.
            altrimenti devi renderti conto che con messaggi d questo tipo non fai altro che creare disagi in chi soffre realmente di questo tipo di problemi, perchè se passa il messaggio che MOLTI fanno finta, allora di conseguenza anche MOLTI chef non crederanno più al problema, con tutte le conseguenze del caso per chi sta realmente male.
            prova a pensarci, vedrai che non è così difficile capirlo.

          • avatar gumbo chicken

            A parte ho detto “molti” e non “maggior parte” c’è un motivo.
            La differenza certa è che chi è intollerante argomenta la cosa con una serie di motivazioni, che sebbene a volte a me non appaiano particolarmente “scientifiche” non ho nessuna intenzione di negare.

            I “rompini” e mentitori conclamati – a parte che di solito lo sono anche su in altri settori, non solo in alimentazione – se chiedi maggiori dettagli divagano perché l’hanno sparata e non hanno niente da dire; è un po’ come che so, chi sceglie il vino fingendosi esperto e poi se fai due domande capisci che è un paccaro…insomma solite cose.

          • avatar gianluca

            su questo sono assolutamente d’accordo.

    • avatar Viola

      ragazzi, a volte le donne simulano allergie/intolleranze per stare a dieta ed evitare certi piatti senza fare figuracce…..

      demente, vero, ma capita

  9. avatar Mario1

    … e mi scuso per gli errori di battitura….

  10. …quello che mangia gli avanzi del tavolo vicino! ahahahah!

  11. avatar Mr. R

    Quelli che chiedono un consiglio sul vino e poi tirano fuori il loro iphone e ti dicono che sulla guida che hanno loro non c’è(vero).
    Quelli che quando entrano passano dritti, tu li saluti tre volte ma loro niente, si infilano fino all’ultimo buco del locale e si siedono come nulla fosse. A sto punto fate tutto da soli!
    Quelli che come mancia lasciano una saccata di bronzini.
    Quelli che anche se non c’è posto vogliono stare al bancone, per loro va bene così, poi arrivano gli amici e ti chiedono dove si possono mettere perchè sono in tanti.
    Quelli che ti chiedono lo sconto prima di dire buonasera.
    Quelli che ti chiedono di farti un prezzo buono perchè ti portano gente.
    Quelli che quando gli versi il vino ti guardano scioccati e ti chiedono se per 4 euro è tutto?

  12. avatar Jade

    quelli che
    * mi porta subito subito gli spaghetti al pomodoro del “bambino”? (in molti casi bambino = animaletto di 12 anni che fino a dieci minuti prima stava sbriciolando Pringles sul sedile davanti giocando alla PSP (con cui continua a giocare anche a tavola)

    * un caffé d’orzo macchiato in tazza grande e bollente (facciamoci del male)

  13. avatar GIANLU63

    a proposito di tavolo vicino al bagno,cucina,ingresso…

    se mi viene proposto perchè non ci sono alternative, decido o meno se accettare e va tutto bene.
    ma molte volte, se non ti conoscono, è il primo tavolo che ti propongono, e che puntualmente rifiuto

  14. avatar blau

    Quelli che alla sera vogliono pagare con i buoni pasto.

    • avatar Jade

      ecco, ma questa però me la spiegate?
      nel senso, esiste una regola per cui alla sera non si può pagare coi buoni? lo chiedo senza polemiche eh, proprio a livello informativo.

      • avatar blau

        Il ticket viene accettato dall’esercente in base ad una convenzione, con cui si impegna ad erogare un certo pasto per il pranzo dei dipendenti. Fuori da questa convenzione (in giorni ed oarri non lavoratiovi ad esempio) non è tenuto ad accettarlo, come non è tenuto a dare resti annotati sullo scontrino eccetera.

        Ricordo che sul valore facciale del ticket gravano commissioni del 10% e talvolta extra oneri del 5-10% (tipicamente piccole frodi* sul conteggio e sulla validità dei ticket presentati dall’esercente).

        Molti esercizi, dalle pizzerie al taglio con cucina ai ristoranti, hanno un menu di mezzogiorno con determinate caratteristiche di offerta e prezzo, ed uno serale per una clientela differente.

        Pagare la sera con i ticket al ristorante che li accetta a mezzogiorno, è un gesto suqlificante.

      • avatar fabrizio pagliardi

        Si e no.

        Il buono pasto dovrebbe essere usato durante la pausa pasto e a questo serve. in realtà vengono dati dalle aziende anche ai dipendenti in trasferta che, giustamente, cercano di utilizzarli anche la sera. O come premio o integrazione di stipendio al dipendente (sono esenti da contributi fino a 5,17 euro al giorno)
        Il problema è che durante l’orario del pranzo sai che ti potrebbe capitare qualcuno con il buono pasto ed emetti lo scontrino fiscale, o compili la ricevuta soltanto dopo avere chiesto al cliente come pagherà. La sera è talmente raro che ti dimentichi di farlo. E una volta emesso il documento fiscale far pagare con il buono è un problema. Per evitare, molti appendono un bel cartello con scritto che si può pagare con i buoni pasto solo negli orari del pranzo.

        • avatar fabrizio pagliardi

          si e no era riferito a jade quanto scritto da blau è tutto vero.

          • avatar MAurizio

            Oddio. L’idea di portare a cena la tipa e poi paghi con i buoni pasto … :-) )
            Io ci faccio la spesa (nella GDO, altro motivo per preferirla ai mercatini :-) .. ma evito come la peste tutti quei punti dove espongono cartelli tipo “con i buoni pasto si può pagare solo il 50% della spesa” o, peggio “l’importo nominale del buono pasto verrà calcolato al 70%
            Chi commercia ha i suoi motivi per accettarli o meno. Ma chi non li accetta o li accetta “limitati” corre il rischio di perdere il cliente. Che, come nel mio caso, continua a fare la spesa abitualmente nello stesso posto anche quando non ha BP da spendere.

  15. avatar gianluca

    per legge non esiste un orario ticket restaurant.
    infatti in alcuni supermercati si può fare anche la spesa con i ticket.
    ogni esercente è libero a sua discrezione di non accettarli mai, di accettarli solo a pranzo oppure di accettarli sempre.
    inoltre non vi è obbligo di dare resto ed è vero che chi paga li deve dichiarare prima che venga emessa la fattura, altrimenti poi diventa un problema.

    • avatar fabrizio pagliardi

      Nessuno ha detto che c’è un orario ma che andrebbe usato nella pausa pasto. i dipendenti ci fanno la spesa negli alimentari e supermercati perchè si presuppone che si comprino il pasto.

      • avatar Jade

        però tantissima gente ci fa la spesa di casa normale, usandone più di uno
        alcuni supermercati non li accettano, altri sì ma per un valore massimo 50% dello scontrino, in altri puoi pagarci l’intera spesa, ma se i buoni non bastano devi aggiungere contanti, se invece il totale dei buoni supera quello dello scontrino, non hai diritti al resto in contanti

        • avatar Jade

          Fabrizio, ma tu trovi scorretto usarli praticamente al posto del contante?

          • avatar fabrizio pagliardi

            No sinceramente li considero un mezzo di pagamento come gli altri. io li accetto anche la sera se mi informano prima di chiedere il conto. Detto questo vengono usati in modo improprio ma che si faccia una scorrettezza non direi, è di uso comune.

          • avatar Antonio Scuteri

            Io ormai li uso ESCLUSIVAMENTE per farci la spesa. E neanche per il cibo dei miei pasti, bensì per quelli delle mie gatte :-D

          • avatar gianluca

            fabrizio ma in italiano modo improprio o scorretto sono sinonimi.
            se li usi in modo improprio fai una scorrettezza altrimenti no.

      • avatar gianluca

        ma questo l’hai letto da qualche parte o è una tua supposizione?
        perchè da me danno i buoni pasto anche ai lavoratori part-time, che non hanno nessuna pausa pranzo da fare.

        anche leggendo qui non c’è nessun riferimento a pranzo o cena:
        http://www.ticketrestaurant.it/gli-utilizzatori/come-utilizzarli/

        la cosa strana che ho trovato è che invece non dovrebbero essere cumulabili, quando invece, almeno nei locali dove vado io, ne puoi usare quanti vuoi nella stessa giornata, senza problemi.

        • avatar fabrizio pagliardi

          rileggi il mio primo post non mi va di scrivere di nuovo.

          • avatar gianluca

            l’ho già letto, grazie.
            tu dici che “dovrebbe essere utilizzato nella pausa pranzo”.
            ti chiedo se questo dovrebbe, che implica un dovere, quindi una regola, è una tua supposizione, oppure è sancito da un regolamento ufficiale della società emittente oppure dell’azienda stessa.
            perchè io non ho trovato nessun riferimento a riguardo.

          • avatar fabrizio pagliardi

            ho riletto tutto il 3ed ora so che sei da ignorare.

          • avatar gianluca

            ah bene, mi fa piacere.
            tu hai scritto una minchiata e siccome te l’ho fatto notare allora sono da ignorare.
            ok, lo terrò presente per il futuro.
            e ignorami pure, ho come l’impressione che sopravviverò ugualmente.

    • avatar GIANLU63

      per regola si dovrebbe accettarne solo uno per cliente,
      esistono anche badge a scadenza oraria.

      • avatar gianluca

        esatto. ma stai attento a non scriverlo troppo in evidenza, che se no poi fabrizio pagliardi ti ignorerà e anche a te non resterà che passare la notte in bianco per il dispiacere…
        :-)

  16. avatar giggi

    Dal Mc Donalds sono più furbi, si fanno pagare prima.

  17. avatar Piperita Patty

    Ma sto Gianluca è lo stesso iper-polemico del Papero Giallo?

    • avatar gianluca

      ma STA PATTY invece chi è? oltre ad essere educatissima, ma chi ti conosce. sul papero sarò intervenuto in due post, forse, e non ci scrivo praticamente mai.

      ciao finezza

      • avatar Romanoff

        In effetti stai scassando mica poco. Un post su due è tuo, e riguarda o sfuriate su cose che hai frainteso, o insulti a utenti.

  18. avatar Piperita Patty

    Ha parlato l’elegante:

    Jade “vanno di modissima l’allergia e l’intolleranza”
    gianluca “per chi ne soffre non sono una moda. non scriviamo minchiate per cortesia.”

    Era chiaro il pensiero di Jade tu invece intervieni carico di spocchia con testi da Antonio Ricci. Le allergie e le intolleranze sono un problema ma sono anche un business costruito sulla paura e l’ignoranza. Suina Docet.

    • avatar gianluca

      ripeto, ma chi ti conosce?
      ma tu chi sei per giudicare un messaggio tra me e jade?
      il dio in terra?
      qualcuno ti ha chiesto qualcosa?
      carico di spocchia? antonio ricci? magari. sarei miliardario.
      grazie perchè ci sei tu a dirci che ci sono le truffe, le suggestioni, le finte malattie, e il desiderio umano incontrollabile di creare business su tutto.
      grazie, veramente, senza di te non ci sarei mai arrivato.
      ora si che mi sento illuminato, stanotte dormirò meglio.
      madonna che noia sta gente. ma scendi dal piedistallo, che non riesci neanche a capire il senso di due righe di italiano scritte in un blog.

  19. avatar Mr. R

    Gianluca troll,ignoratelo.

    • avatar gianluca

      cacchio, adesso che mi ignora pure Mr.R non sopravviverò fino a domani.
      gli interventi troll sono questi, come il tuo, completamente inutili.
      io sto parlando di argomenti precisi, riferiti al post. non sto facendo polemiche personali, se non rispondere ai poveretti che si sentono nella posizione di giudicarmi, senza conoscermi, come te.
      Mr.R rimani sul pezzo, oppure fai silenzio. non c’è bisogno di scomodarmi per niente, grazie.

  20. ho scorso velocemente e potrei averlo perso

    quelli che leggendo la lista chiedono allo chef “maaaaa questo e’ buono ?”

    al che uno mitico ha risposto “no, fa cagare ma ho deciso di tenerlo in lista lo stesso”

  21. avatar Piperita Patty

    Commento moderato dallo staff di Dissapore

    • avatar MAurizio

      Non credo che sia più elegante l’insulto razzista :-(
      Al massimo su questo sito si può dare del TORRONE a qualcuno …
      :-) )

      • avatar Piperita Patty

        Per esperienza personale direi che è salentino al 90%. Comunque chiedo venia alla direzione. Un aneddoto sul caso:
        Ristoratore: Le posso consigliare il tiramisu?
        Cliente (mio amico): Perchè? Ve ne è avanzato molto?
        …gelo in sala…

  22. Quanta gente strana!!
    Io nella mia carriera di ristoratore ne ho viste tante ma una mi è rimasta impressa:agli inizi della mia carriera, in un ristorante di londra,una tizia americana ordina un piatto di spaghetti al burro e chiede del caffè macinato per cospargerlo sopra.
    Li mangia con un tale appetito…
    Gusti son gusti.

  23. avatar il conte mascetti

    quella che urlando mi chiama e urlando sentenzia ” ma c’è un vetro nel mio piatto!” e dopo un’occhiata il vetro presunto non è altro che un croccante trasparente ai capperi e limone.

  24. avatar Simonì

    “Un caffè ristretto un po’ lungo, per favore…” Giuro è vera.

    • avatar Oste della Malora

      e già e come la vedi …sabato sera locale pieno e signorina con accompagnatore attempato, che insiste con la cameriera per avere la tartare di chianina che non era in menù, e dopo averla preparata (con tanto di accidenti inclusi operchè la voleva assolutamente battuta a coltello) l’ha rimandata in cucina “….la signora chiede se possiamo farla ben cotta perchè non mangia la carne al sangue!”……!!!!!!!!!!!!!!!!!

  25. avatar Oste della Malora

    e a propsito del post precedente sulla cottura della fiorentina…e relativa polemica…nel nostro ristorante si vendono a peso ovviamente e non avete idea di di quanti chiedono fiorentine e costate di oltre un chilo e mezzo……ben cotte………

  26. Chiedo scusa io a Jade e ai lettori per Gianluca, che non è cattivo ma ogni tanto parte per la tangente. Ricordo anche, sono petulante lo so, che su Dissapore i commenti non devono:

    - essere fuori tema (comportamenti dei clienti e allergie non sono la stessa cosa, Gianluca)
    - essere offensivi. Non siamo in un collegio per orsoline ma nemmeno dobbiamo elevare l’insulto al rango di un saluto.
    - essere troppo aggressivi. La prepotenza non assegna punti nel campionato delle opinioni, calma.
    - essere ennemila. Il lettore non è obbligato a lasciare ennemila commenti nello stesso post.

    Grazie. E se vogliamo continuare con i peggiori clienti del vostro ristorante…

    • avatar gianluca

      ciao Massimo. non mi sembra il caso che tu chieda scusa per me, se sono un problema e me ne devo andare basta dirmelo.
      tra l’altro non capisco perchè io non ho offeso nessuno e tu chiedi scusa per me, mentre a me nessuno chiede mai scusa, pur avendomi offeso.

      ma a parte questo, mi sembra che purtroppo questo blog non sia ancora preparato ad accogliere voci fuori dal coro, sembra che per non fare polemica sia necessario livellarsi al pensiero unico.
      non c’è possibilità di avere idee diverse ed essere rispettati per questo. (vedi anche tomacelli)
      è un peccato e forse ho perso anche troppo tempo qui, con l’effetto di aver rotto probabilmente troppo i maroni.

      se così è mi scuso e mi eclisso. infatti se i miei commenti sono un problema a quanto pare per tutti, eviterò di intervenire.
      anche se, senza confronto e senza critiche, mi sfugge quale sia il senso di un blog.
      ma tant’è, ognuno a casa sua decide come fare. mi sembra anche giusto.

      tanti saluti
      ;-)

      • Gianluca, le voci fuori dal coro vanno bene, non devi “evitare di intervenire”. Però, segui anche tu quelle poche regolette.

        • avatar gianluca

          ok grazie Massimo. mi basta questo da parte tua per fare chiarezza.
          cercherò di seguire meglio quelle “regolette” allora.

          quindi, per iniziare, non interverrò più in questo speficio post, in cui obiettivamente ho già scritto ennemila commenti.

          ;-)

  27. Caro gianluca, sono stato tra i primi a suscitare i tuoi interventi, diciamo così, appassionati.
    Ritengo che il diverbio anche acceso sui limiti dell’ironia, su ciò su cui si può scherzare e su cui no, possa e debba esistere purchè si mantenga una certa serenità ed imparzialità nel giudizio.
    Dalla difesa appassionata delle tue argomentazioni ho notato che, per motivi che non ho il diritto di conoscere,ma suppongo gravi e meritevoli di assoluta comprensione, non puoi mantenere quell’equidistanza necessaria ad un sereno pour parler .
    Per questo non ho ritenuto di insistere, non per ignorarti.
    Nella consapevolezza di aver evidentemente urtato, involontariamente,sia chiaro, un tuo nervo scoperto, ti chiedo scusa per aver forse contribuito a sollevare nei tuoi confronti un clima di ostilità.
    P.S. chi, invece, pur redarguito, continua ad argomentare con il bieco preconcetto della discriminazione territoriale è un essere umano piccolo piccolo!!!!

    • avatar gianluca

      grazie ughetto. finalmente una persona corretta.
      la pensiamo diversamente e stop, non c’è bisogno di aggiungere altro.

      il mio nervo scoperto non è un segreto, deriva dal fatto che soffrendo abbastanza gravemente di intolleranze alimentari, ultimamente, proprio per la mentalità palesata in questo post, ho avuto parecchi problemi, tanto da non poter quasi più andare al ristorante.

      infatti la moda del momento non è più quella delle intolleranze ma quella di non credere alle intolleranze.
      a parte il cliente che dichiara il falso, che in quel caso è un demente, su questo post è stata messa in dubbio l’esistenza dell’intolleranza in sè, defindendola una fisima o solo autosuggestione.
      capirai che per chi ne soffre veramente, questo è un bel problema. quando parlo di ridicolizzazione della malattia intendo proprio scambiare l’intolleranza per autosuggestione. intendo il sorrisino che compare in faccia ad alcune persone quando gli dici che sei intollerante.
      quando in realtà le ore passate sul water piuttosto che due settimane con forte eritema cutaneo hanno veramente poco in comune con l’autosuggestione, credimi.

      ma a quanto pare se dici questo, sei un povero pirla.

      ma non importa, io ormai sono fuori dai commenti, ti ho risposto solo per educazione, visto che mi hai chiamato in causa.

      cordiali saluti
      ;-)

      • avatar frhack

        Le ore passate sul water non sono una prova della presenza di intolleranze alimentari.

        L’ideale è il parere di un buon medico, cosa non sempre facile.

        Un buon endocrinologo forse …

    • avatar Piperita Patty

      per me è semplice canzonatura, sfottò da stadio e nulla più, se ci vedete della cattiveria sbagliate di grosso.
      tra chi ti etichetta e chi vuole imporre il proprio parare siamo messi bene.
      ora è il turno di buonismo e vittimismo?

  28. avatar Frank

    A me è capitatp anche il cliente (pure abituale) con le sue belle fisse:

    - nessuna amenità sul tavolo: via candele, fiori e decorazioni di qualsiasi genere (tollerato solo il posacenere);
    - assenza assoluta del colore verde sulla tavola e nei piatti;
    - utilizzo del solo coltello a punta arrotondata: anche se avesse ordinato un filetto alto 5 dita o un pesce, il coltello non doveva assolutamente essere cambiato.
    - grande gioia nell’ordinare qualsiasi cosa non fosse presente nel menù.

    Però era simpatico! :P

  29. avatar gianni rigoni

    Lui con l’amante, arriva e trova ad un altro tavolo la moglie
    con il suo amante.Io morto.
    Circa 15 anni fà,li conoscevo, non li ho piu visti.
    Basta water.

  30. avatar Simone

    Quello che viene quattro volte al mese da due anni e ancora non impara a prenotare di venerdi sera. E si risente se non gli trovi il tavolo alle 21.30 quando ti compare sulla porta con il piglio deciso e l’appetito aggressivo.

    Quello che fa il mix con gli ingredienti di 4 diverse portate del menù creandosi estemporaneamente un piatto che lo chef secondo lui gli deve realizzare di sabato sera col locale strapieno.

    Quello che ti chiede che Cognac, Bas Armagnac, Baroli Chinati, Rum e Grappe hai e dopo averti fatto elencare ogni ben di dio per 15 minuti prende uno Jagermeister con ghiaccio.

    Quello che si siede come sul divano di casa sua.

    Quello che pretende di entrare col Doberman tanto “è educatissimo”.

    Quello che prenota di martedi per 8 persone alle 20.30 e si presenta in 3 alle 22.

    Quello che si crede un critico enogastronomico e non capisce sinceramente alcunchè. In particolare di cucina e vini.

    Quello che appena sedutosi ti inzia a dire quanto bene ha mangiato in tutta una serie di ristoranti tuoi competitors diretti.

    Quello che viene la prima volta, ti promette di eleggere domicilio da te per quanto ha mangiato bene e non si farà vedere mai più nella vita.

    Quello che va a ristorante perchè sta per aprirsi un ristorante e non capisce nulla di ristorazione. Investe in formazione più che mangiare.

    Quello che spara stelle Michelin come se fosse in Vietnam.

    Quello che ti paragona a Marchesi per farti una critica.

    Quello che ci mette due ore per scegliere il vino e si lamenta che il vino non sia arrivato a tavola quando sono usciti gli antipasti.

    Quello che gli dai il benvenuto salutandolo e lui risponde: “c’è posto?”.

    Quello che viene con la escort. Fa pena.

    Quello che si guarda ovunque tranne che nel piatto dove si trova ciò che dovrebbe mangiare.

    Quello che va a ristorante e non mangia. Ma guarda caso va in bagno ogni 12 minuti…

    Quello che viene per diventare tuo amico ad ogni costo.

    Quello che vuol essere riconosciuto apertamente per vantarsene con gli amici al seguito tutta la serata.

    Quello che millanta associazionismo con le più prestigiose associazioni culinarie e poi non ci capisce nulla ma spara sentenze sennò si sgamerebbe che è solo un gastrocretino.

    Quello che va a mangiare a ristorante e non è affatto interessato nè al cibo nè al vino.

    Quello che dopo 22 anni che hai aperto un’attività di ristorazione ti incontra per strada e “…devo sempre venire a mangiare da te poi…chissà com’è…”

    …quanti ce ne sono…

  31. Quelli che il ristorante è vuoto e se ne infischiano di tutte queste quisquilie ;)

  32. Da anni, quando voglio far levare qualcosa dal piatto perché non mi piace (vedi cose come i peperoni, ad esempio), dico al cameriere che la mia religione me lo impedisce.
    Detto seriamente e con lo sguardo fisso negli occhi di chi prende la comanda, funziona perfettamente.

  33. avatar Luca Pelini

    live dal servizio domenicale:
    una bistecca da 250 – 300g però bella alta…

    • avatar Simone

      Ahahahahahah…

      Bella questa. E vera.

      A me è capitato di sentirmi chiedere:

      “Vorrei la vostra famosa fiorentina. Però senza osso perfavore”

      Brividi in sala.

  34. La signora al tavolo accanto che ogni piatto che le arriva lei lo sa fare meglio?
    Ma stai a casa…

  35. avatar le cronache culinarie

    @ gianluca

    hai riempito il post di commenti inutilmente polemici.
    Basta così per cortesia.
    O cominceremo a diventare intolleranti o persino allergici.

    Grazie, saluti.

  36. avatar londinese

    “Quello che chiede il ketchup per gli spaghetti dei bambini (e poi ti dice che sono abituati a mangiare la pasta così).”

    Ma davvero c’e’ gente che chiede ketchup per la pasta? Questi si che sono da cacciare, e’ una cosa che andrebbe vietata per legge!

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  38. avatar Piperita Patty

    Ho visto degli inglesi mettere olio, sale e pepe su un antipasto di salumi misti, il ketchup è niente al confronto, mi sono trattenuta a fatica dal dirgli qualcosa!

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  40. Quelli che durante la stagione lirica…vorrei un bicchiere d’acqua metà naturale metà frizzante
    Quelli che durante la stagione lirica…vorrei un bicchiere d’acqua calda per il soprano…

  41. avatar luca

    ennò!
    io la musica la faccio abbassare eccome!
    ci sono quelli che aprono il “ristoranteperfetto”, ci vai alle 7 per stare tranquillo, ti siedi tra calibratissime luci soffuse, un apparecchiata perfetta, foccaccina fragrante fatta in casa che ti aspetta già li, un cameriere affascinante che modula il menu con voce da baritono al velluto, un piccolo angolo di sogno e poi.. e poi dalle casse “invisibiliperchèintegrate” esce una raccolta senza capo ne coda che saltabeccha dai gun’s and roses a raf a clair de lune…
    e allora abbassi mio caro.
    anzi spegni proprio…

    insomma anche i ristoratori si facciano un esame di coscienza sulla musica che diffondono!!

  42. avatar Luca Chef

    Quelli che si portano il vino da casa perche non si fidano :)

    quelli che quando passi per i tavoli ti fermano a farti elogi per la cucina e poi vanno in cassa e chiedono lo sconto perche non andava bene qualche cosa (capisco l’amore per le divise, ma prendere per il c…o no :) )
    Quelli che ordinano in 6 il menu della casa e lo mangiano in 10 e poi si lamentano che era poco

  43. avatar Mr. R

    Questa è successa stasera:
    il cliente ordina un vino che non avevo freddo.
    -se può pazientare cinque minuti lo posso raffreddare in abbattitore.
    -ma….non so…non viene freddo come quello del frigo…
    - l’abbattitore è a -18.
    - e viene freddo?
    -……

  44. avatar Sara

    Lavoro in un bar e non in un ristorante… ma può andar bene lo stesso?
    - Un caffé, grazie.
    Metto sotto il caffé, il caffé scende e il cliente non dice altro: ok, lo vorrà liscio, ma forse è meglio chiedere prima di servirglielo.
    - Liscio?
    - No, macchiato.
    (Vedi che ho fatto bene a chiedere!). “Macchiato” sifìgnifica macchiato caldo: forse, però, prima di fare la schiumetta sarebbe meglio accertarsi di nuovo di quello che c’è nella testa del cliente.
    - Macchiato caldo? (Anche se sarebbe una domanda inutile).
    - No, macchiato freddo. (…Ok, non era una domanda inutile…).
    La stessa cosa si ripete a volte anche per il caffé corretto… e pure per il tipo di correzione. Mah…

  45. avatar Simone

    Il cliente viene alle ore 17.30.

    Entra nel ristorante, si guarda attorno, chiede se può dare un’occhiata (e ci mancherebbe altro)…

    Poi chiede se c’è lo chef.

    Lo chef esce dalla cucina, si presenta e inizia a discuterci amabilmente della linea di cucina e del lavoro suo e della brigata.

    Il cliente chiede lumi sul tipo di cucina. E’ interessato, molto distinto, sembra competente. Vuol vedere il menù, il maitre glielo porge prontamente e lui sembra apprezzare molto.

    Prenota un tavolo per le ore 22. Due persone.

    Lì no, lì no, lì meglio di no, lì c’è poca luce, lì ce n’è troppa, lì è nell’angolo, da lì non si vede bene la cucina…sceglie il tavolo cui vorrà sedere per esclusione.

    Saluta cordialmente e dice “ci vediamo più tardi”.

    Ovviamente non si presenta.

    • avatar Annamaria

      Classico!
      un’altro interessante aspetto??.
      quando prenotano per dieci e arrivano in quattordici perchè hanno anche quattro bambini piccoli che naturalmente devono sedersi, ma non per mangiare (hanno già le loro pappe o hanno già mangiato). E come facciamo ad accomodare 14 persone in un tavolo da 10?? quando è tutto pieno??. I bimbi sono piccoli, e se non hanno, la carrozzina, semopre un posto ci vuole per loro!!.

  46. HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

    perdonatemi,
    dovrei sfogarmi e avrei tutte le ragioni di farlo,
    ma sto piangendo dal ridere…

    (Quello che ti fa togliere la schiuma dalla birra perché lui il bicchiere lo paga intero.)

    hahahahahahahahahahahaahaahahhahahaahahahahahahahahaahahah
    questa è fantastica…
    hahahahahahahahahahahahaahahhaahha

  47. avatar Sbrundi

    Lasciate loro un nano da giardino nel piatto e questi pagheranno a forza. parola di Brando Bacchelli. Ammazza.

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