Identità Golose 2010 | Una guida senza voti

Se esiste la reincarnazione vorrei tornare come polpastrello di Paolo Marchi. Era Pamela Anderson, nella battuta originale di Woody Allen, ma questo per il demi-monde gastronomico è il giorno dell’inventore di Identità Golose. Non il congresso di cucina, ma l’edizione 2010 della guida, presentata ieri alla libreria Feltrinelli di Milano, in piazza Piemonte. Per certi versi una guida coraggiosa. Non dà voti come la Michelin [inserite qui la vostra guida di riferimento] non impone classifiche. Si prende perfino la libertà di sconfinare all’estero. Racconti, segnalazioni, menù, somiglia a un piccolo Baedecker gastronomico.

Ma questa differenza è anche il suo limite. Con i voti le guide si vendono. Con i voti i ristoranti si riempiono riempivano. Con i voti i giornali parlano. Con i voti i gastrofanatici discutono. Senza, è difficile conquistare il centro della scena, si resta laterali, nel migliore dei casi la lettura di una piccola élite.

Voti sì, voti no. Le altre volte che abbiamo discusso l’argomento, e sono state millemila, non ho capito bene da che parte stare. Ne riparliamo?
PS. Ieri, Identità golose 2010 ha assegnato anche dei premi. Li condividete?
- Migliore chef (uomo) | Enrico Crippa del ristorante Piazza Duomo di Alba (CN)
- Migliore chef (donna) | Iside De Cesare del ristorante La Parolina di Acquapendente (VT)
- Migliore sous-chef | Fabio Pisani e Alessandro Negrini del ristorante Il luogo di Aimo e Nadia di Milano.
- Migliore chef-pasticcere | Franco Aliberti del ristorante Franco Aliberti del ristorante Vite di Coriano (RN).
- Migliore maitre | Benedetta De Prà del ristorante Dolada di Pieve d’Alpago (BL)
- Migliore sommelier | Daniele Montano del ristorante Il Pagliaccio di Roma.
- Migliore giornalista | Fede e Tinto di Decanter, Radio2. (Giornalista? Migliore???)
- Sorpresa dell’anno | Peter Brunel del ristorante Chiesa di Trento.
Tutte le foto sono di Roberto Granatiero.








Niente voti, molti premi, viva!
Si puo’ discutere sulla scala di giudizio, ma comunque voti SI… anche se rigorosamente accompagnati da un trafiletto descrittivo. Penso che ogni gastro-fanatico che si rispetti ben sappia che un ristorante che prende 80 sul GR non è necessariamente “migliore” di quello che prende 79. E tutto sommato perchè privarsi dell’aspetto ludico delle guide?
perchè distinguere chef uomini da chef donne?
ma poi il premio a fede e tinto è andato a chi? a entrambi?
grazie per le riflessioni Massimo, con una precisazione: sono premi under 40 anni perché nella guida cerchiamo di incoraggiare cuochi e ristoratori ventitrentenni, specificando dove se ne incontrano. troppo facile applaudire l’arcinoto.
quando alla reincarnazione, credo che Allen sognasse di rinascere sotto forma di mutandine di ursula andress, ventenne
buon tutto
oloap
(Allen = sempre meglio [seppur in linea con] delle fantasie di His Royal Highness, The Prince of Wales)
Oilà! Grazie per il link.
Ti faccio il solito bonifico?
Fede e Tinto nun se po’ guardà. Ma neanche poco poco.
Io li piglierei a schiaffi, altro che migliori (migliori???) giornalisti (???????).
Contento Paolone….sempre più Paolone mi par di capire a guardare le foto…
Che bordata a salve di simpatia!
Interessante notare come l’ invidia e la bile possano offuscare le menti umane… se è consentito un intervento da profana tra queste menti eccellenti e lingue pungenti mi permetto di dire che se per miglior giornalista enogastronomico si intende la persona che riesce a comunicare bene, e a tutti, il mondo del buon mangiare e del buon bere, allora il premio a Fede e Tinto è perfetto. Li ascolto da un po’ e mi hanno fatto avvicinare al meraviglioso mondo del buon cibo e del buon vino in maniera semplice e chiara, quello stesso mondo che le vostre parole incomprensibili, le vostre caste e le vostre bocche piene non sono mai riusciti a farmi capire nemmeno da lontano.
Cercate di rosicare meno ed essere un po’ più umili, si vive meglio!
Ale
Dillo a StefanoB, non a me. Io lo pigliavo in giro!
Hai ragione tommaso, il mio commento era rivolto a lui, naturalmente!
Scusa!
nteressante notare come l’ invidia e la bile possano offuscare le menti umane… se è consentito un intervento da profana tra queste menti eccellenti e lingue pungenti mi permetto di dire che se per miglior giornalista enogastronomico si intende la persona che riesce a comunicare bene, e a tutti, il mondo del buon mangiare e del buon bere, allora il premio a Fede e Tinto è perfetto. Li ascolto da un po’ e mi hanno fatto avvicinare al meraviglioso mondo del buon cibo e del buon vino in maniera semplice e chiara, quello stesso mondo che le vostre parole incomprensibili, le vostre caste e le vostre bocche piene non sono mai riusciti a farmi capire nemmeno da lontano.
Cercate di rosicare meno ed essere un po’ più umili, si vive meglio!
Egr. Sig Stefano B, lei è per caso Stefano Bonilli?
Federico Quaranta
Ne dubito. Bonilli sui blog si firma sempre “bonilli” (ignoro il perché della minuscola), non scrive in questo modo, e soprattutto non queste boiate.
Ma per caso avete litigato?
per chi si fosse perso le puntate precedenti:
I Gastrocratici alla cena pro Bottura
Dissapore su Fede Quaranta: new entry nella gastrocrazia, alla Francescana il conduttore del programma Decanter di Radio Due è stato la personale valletta di Oscar Farinetti. E quando lui non era disponibile, di ogni altro potente che passava di lì. Un po’ di pudore non guasterebbe. Giù, fino a quando limiterà il suo prezzemolare al servizio di questo e quello. Piuttosto, si prendesse un po’ di tempo per migliorare il programma radiofonico.
(Dissapore, 3 giugno 2009)
Security Feel Better la bevanda che riduce l’alcol nel sangue
Federico Quaranta risponde: Egr. Signori di Dissapore, mi chiedo quali siano le vs fonti? e soprattutto in che modo le verificate? Vi attenete ad un comunicato di un ufficio stampa? Non commentiamo i vs. giudizi sul ns. operato, ne tantomeno gli insulti gratuiti che ci rivolgete (non si può piacere a tutti). Ma le notizie false si! Noi non siamo testimonial di nessuno, tantomeno di Security Feel Better come qui trovo scritto. Abbiamo parlato in trasmissione della bevanda, così come lo hanno fatto in molti sia in televisione che sui giornali. Ma, a differenza vs. prima di sparare notizie non corrette, abbiamo spedito un campione del contenuto al professor Benvenuto Cestaro dell’ Università di Milano che abbiamo interpellato anche in diretta. Lo stesso dicasi per la notizia relativa alla cena pro Massimo Bottura: sono un presentatore e come tale sono stato chiamato a porgere un servizio… In ogni caso credo che accertarsi dell’attendibilità delle fonti e della veridicità delle notizie sia la prima cosa necessaria per chi si occupa di divulgarle. Fede & Tinto
(Dissapore, 7 agosto 2009)
>> to be continued
Secondo me l’idea è ottima.
Per chi si riconosce nella linea di quella guida.
Giro per lavoro, apro la guida, e mi scrive che a pochi km dalla città x c’è tizio e poco dopo c’è caio, magari un breve accenno alle specialita, ed io decido dove andare.
Con il punteggio a volte si uccide un bravo chef o comunque un buon ristorante, che cucina bene ama il proprio lavoro, ma fa cose semplici che magari alla Michelin non iteressa, pero non puo rientrare nelle osterie o trattorie perche è un ristorante.
il fatto che non ci siano dei voti mi sembra fuori luogo. il ‘voto’ c’é ed é quello di essere presenti nella guida. grande ricerca dei contenuti che la rende unica. io la farei un po’ più grande e con qualche immagine in più. oltre ad essere un guida diventerebbe un piccolo sussidiario gastronomico.
Ottima l’idea di una guida senza voti. Ci “obbliga” a leggere il commento e ad essere più curiosi e aperti a nuove esperienze.
Il fatto di essere presenti in guida, poi, indica già una scelta e una scrematura da parte della redazione.
Un giudizio più definitivo quando la comprerò.
Fa piacere questo corale apprezzamento alla guida di Identità Golose ma, pur riconoscendone il valore e la serietà – si parla di più di settanta autori insieme al bravo Paolo Marchi- mi tiro fuori dal coro e personalmente dichiaro di amare le vecchie guide (ma quella di Gourmet è pure simpatica) con la votazione in ventesimi o centesimi.
Ma poi tutti questi estimatori la acquisteranno in libreria? lo chiedo perchè l’anno scorso non ha certo brillato per vendite e distribuzione. Io per esempio spesso non l’ho trovata. Spero che quest’anno vada meglio.
Ho appena comprato la guida e l’assenza di voti non mi disturba affatto … tra l’altro la grandezza di Identità golose è l’ampliamento all’Europa e non solo, oggi grazie ai voli low cost spesso è piu semplice ed economico recarsi all’estero che sedersi a talune tavole nostrane!!
Ho sempre avversato i voti e i simbolini per ricerche frettolose, preferendo storie e racconti: Paolo Marchi ha spesso uno sguardo obliquo rispetto alla tavola, un originale punto di vista, che rende piacevoli le sue note.
Con o senza voti la guida resta comunque una frequentazione per appassionati non incalliti, un utile entry level, persino necessario per addentrarsi nel mondo dell’enogastronomia, secondo preferenze e fiducia.
Ben venga se questo mondo è raccontato con lievità, e ben venga se lo spirito dell’opera, come riportano le note di presentazione, si accosta ad una cucina non pomposa, semplice ma accattivante. Sarebbe auspicabile che tale impostazione facesse breccia anche nell’appassionato meno addicted, esente dai fanatismi, per quanto inoffensivi, propri della rete.
La presenza di Oldani credo sia significativa in tal senso, e l’incombenza sui protagonisti delle immagini di Lennon e McCartney sembra poter essere di buon auspicio per un successo Pop.;-)
La mia esperienza del senza voto è relativa solo a Pappa e Ciccia, guida dei ristoranti di Firenze e dintorni. In libreria come va? Per una tiratura locale bene, spero per Paolo che il progetto fatto per una guida nazionale sia recepito dal pubblico.Il senza voto è patrimonio del turista curioso(Osterie d’Italia insegna, che poi dentro ci siano anche fior di ristoranti è un altro paio di maniche), il gourmet accanito desidera i voti, il sangue, la vittoria, la sconfitta..mi sono lasciato prendere lo so…diciamo che bisogna solo capire chi sono coloro che comprano le guide:-)))
OT,
bravo Roberto, belle foto.!
Dani, hai visto che ci siamo anche io e Virginia in foto?
Non credo che il “gourmet accanito” prediliga i voti.
Personalmente credo più nelle “categorie”. Pizzerie, trattorie, ristoranti a loro volta divisi in categorie di merito.
“I primi dieci ristoranti d’Italia”, ad esempio, avrebbe molto più senso di un voto dato ad ognuno di loro perchè vorrei che qualcuno mi spiegasse se ai livelli di un Bottura, di un Alajmo o di un Uliassi, quel mezzo voto in più o in meno, che spesso determina una scia di sterili polemiche, non sia altro che il frutto di un valore puramente soggettivo dato da chi esprime il giudizio.
Esiste davvero, oggettivamente, il miglior ristorante d’Italia oppure, come credo, ognuno predilige il suo in base alla propria formazione gastronomica, simpatia per un cuoco, affezione o altro ancora?
plois di pieve d’alpago, da dove arriva Benedetta de Prà, (migliore maitre) è in provincia di Belluno (BL) non di Biella (BI)
ma tranquilli, di solito i giornalisti rai danno Belluno in provincia di Trento.
abalush
Bellunese nel mondo.
Corretto, grazie.
qualcuno mi può delucidare?
cosa intendeva Bottura, quando su una domanda del pubblico ha risposto: aceto balsamico? stendiamo un velo pietoso, 7 consorzi in 2 province
grazie
si parlava di Emilia Romagna regione ospite a gennaio/febbraio a Identità Golose e delle sue eccellenze, tra le quali l’Aceto Balsamico Tradizionale dovrebbe avere un posto d’onore, salvo essere oggetto di una interminabile e feroce guerra tra i fautori della qualità del Tradizionale e quelli della quantità del Balsamico che, vergogna assoluta, hanno da poco ottenuto la Igp.
La presentazione di una guida non era quindi il posto migliore per parlarne
buon tutto
e grazie per i commenti
oloap