di | mer 04 ago 2010 ore 19:25
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Il piatto che vale il viaggio

1) Tiramisù di baccala – Bacalao island gold su passatina di fagioli della regina di San Lupo, polvere di cacao e peperoni disidratati. Ristorante Kresios – Via Palazzo, 1 – 82037 Castelvenere (BN) – Chef Giuseppe Iannotti . Comincio io perché questa cosa l’ho pensata al termine dei 16 160 chilometri percorsi in sella a uno scooter, sbagliando strada e finendo così per allungarla maledettamente. Le ambitissime tre stelle Michelin, che dovrebbero indicare le vette assolute della ristorazione internazionale, vengono tradotte nella legenda illustrata della Guida con l’espressione “vale il viaggio”.

Come se la massima soddisfazione del gurmé fosse quella, al termine del pranzo, di benedire le trasferte (così le chiamano nel gergo calcistico).

Andando nello specifico, vi sarà capitato di apprezzare a tal punto un singolo piatto, spesso di dimensione microscopica, da farvi nell’ordine, sussultare sulla sedia e una volta atterrato, pensare che quella sola portata, solo LEI, meritava tutti i chilometri che qualche ora prima stavate macinando tra mille dubbi.

Tutto cio’ per lanciare l’appello, che in tempi di trasferte collettive forzate (leggi vacanze) credo risulti gradito: Fuori il vostro piatto (con relativa paternità) che, nonostante il viaggio, il caldo torrido, il traffico… vi fa semplicemente pensare: Lo rifarei domani !

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21 commenti a Il piatto che vale il viaggio

  1. Per me è stato il piccione con le sue cosce farcite di spugnole e foie gras di Iside e Romano della Parolina di Acquapendente… con la fortuna che il viaggio è di soli 10 minuti :)

  2. avatar Giampiero Prozzo

    Ovviamente nel conteggio dei chilometri, per un banale refuso, manca uno zero… per cui tra l’andata (sbagliando strada) e il ritorno ne ho rilevati 160!!!

  3. avatar Alessandro Bocchetti

    La sura di Pino Cuttaia a Licata. Un pezzo di ventresca di tonno leggermente affumicato e aromatizzato con una brace di mandorla… Una meraviglia, mangiata one shot in un giugno di anni fa, mai più riassaggiata neanche a La Madia. Giugno è periodo di passo del tonno rosso a Licata.
    Ps avete presente Licata, al confine del mondo conosciuto, ma ripartirei domani se Pino mi dicesse: c’è ;-)
    Ciao A

  4. avatar Filippo

    Pane, piccione e nutella di foie gras di Perbellini e il babà di gennaro Esposito

  5. avatar stefano

    la focaccia di recco solo a recco però…………

  6. Lasciatemi fare il nostalgico…

    Focaccia con la milza “maritata”
    Antica Focacceria S. Francesco

    Via Paternostro 58, Palermo.
    Via S. Paolo 15, Milano.

  7. avatar diego

    per me il “profumo ” di ilario vinciguerra in quel di galliate lombardo idea geniale !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. avatar ric. la p.

    i primi piatti e gli “stuzzichini”al duomo da ciccio sultano.. la padellata di crostacei e il birramisu` di claudio sadler, la pizza al pizzarium di bongi gabriele….il carciofo farcito di gamberi di pino cuttaia….ma sii…anche le granite di corrado assenza…evviva il buono!!

  9. Il risotto alla parmigina con petto di piccione arrostito, salsa al vino e sale grosso dei fratelli Trovato da Arnolfo a Colle Val d’Elsa.

  10. avatar Milla

    Il “pane cunzato” di Alfredo a Salina….anche a nuoto!!!

  11. avatar eleuterio

    il piatto che valeva il viaggio:

    Capasanta con mortadella, mela e finocchio:

    http://www.lomejordelagastronomia.com/it/piatti/capasanta-con-mortadella-mela-e-finocchio-0

  12. Ritornerei di corsa a Melizzano per il meglio di Sorbillo, Pepe e Coccia: 1.400 km andata e ritorno, sorbole!!! …. ma li rifarei subito!!!

  13. avatar Puccio

    Visto che ho un pò di tempo ne butto lì qualcuno in ordine sparso:
    - pizza con burrata a San Daniele (Pizzeria i Tigli, San Bonifacio)
    - Battuto di crudo di seppia, carbone vegetale e piselli (Povero Diavolo, Torriana)
    - Porcaloca! (Perbellini, Isola Rizza)
    - Parmigiana di melanzane al cucchiaio, ragù di carne e maccheroncini al basilico friabili (La Peca, Lonigo)
    - Il bosco animato (El Poblet, Denia)
    - Agnello e pane al pomodoro (El Celler de Can Roca, Girona)
    - Melanzana a pomodoro (Combal.zero, Rivoli)

  14. Pescando a caso dalla memoria…

    - Albanella di molluschi e crostacei (Uliassi – Senigallia)
    - Raviolo Shake (Combal.Zero – Rivoli)
    - La neve al sole (Osteria Francescana – Modena)
    - Costolette di maialino arrosto con crespella di cicorie (Già sotto l’arco – Carovigno)
    - Insalata Russa (Dolce Stil Novo – Venaria Reale)
    - Escudela de Baccalà (Celler de Can Roca – Girona)
    - Branzino alla Liquirizia (Arnolfo – Colle val d’Elsa)

  15. avatar io me & la Bassa p.se

    fuori il vostro piatto da “lo rifarei domani!”

    anziché un piatto-super di super-chef che nel migliore dei casi
    avrò assaggiato tre volte in occasioni non ravvicinate, vi dico invece dove rimangerei domani un piatto di prosciutto di Parma. Mica facile, sapete? Ormai è il culatello a spadroneggiare nei risto; sicché trovare un piatto ad parsùt bon bombén, ossia molto buono, non è così facile e oltretutto c’è niente da fare: puoi ammazzare il maiale migliore del mondo, addirittura il porco definitivo, ma se non hai la cantina coi superpoteri… e appunto per quella vado ai Due Foscari di Busseto, per il prosciutto.

    pensare che quella portata, solo lei, merita tutti i chilometri che

    [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/si_va/11.gif[/img]
    dire che il piatto valga il viaggio è piuttosto relativo, nel mio caso
    casa mia dista sì e no venti chilometri da Bussetto, e in realtà non è un piatto bensì una degusta di tre stagionature: tre o quattro anni in media, sinora ci ho provato ma non so dire come voialtri questo è definitivo, quello ha i superpoteri… so che quando esco da quel portone son più contento di quando l’ho infilato, immancabilmente metto su Verdi e smiagolo alticcio verso casa. (si potrà almeno dire alticcio alla guida?)

  16. avatar dtm

    Tigelle e gnocco fritto con formaggi freschi, affettati ma, soprattutto, il mitico lardo da spalmare. Io che son veneto a Modena in un ristorantino del centro ho trovato il paradiso.

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