Il ristorante Sud di Marianna Vitale a Quarto, Napoli

Per comprendere davvero la cucina di Marianna Vitale dovresti ascoltarla quando alla fine del service racconta di quando la sua vita deragliò tra i fuochi di un piano di cottura. Si toglie l’altissimo cappello – quasi una laicissima tiara – e si guarda attorno cercando con occhi grandi e un poco smarriti le parole. Poi, quando trova quelle giuste, le infila una dietro l’altra, con una metrica larga e marcata. Studiava lingue, una laurea; poi il cambio di vita, gli stage, l’apprendistato, e ora il Sud.
Marianna possiede questa esattezza del gesto, questa consapevolezza aritmetica che non è meccanica. Scolpisce i piatti con brevi rintocchi, maneggiando con cura addizioni e sottrazioni. Arrotola i suoi spaghetti agli zucchini attorno al mito di Marina del Cantone, dove il piatto è via verità e vita. Brucia appena lo zucchino, abbrunandolo da un lato, poi lo unisce allo spaghettone di Gerardo di Nola con una manteca di caciotta pezzottella di Torca in quattro differenti stagionature. Lascia che il sodalizio diventi ruffiano quel poco che basta, poi lo esplode con un atomo di basilico e pochi grammi di alici. Lì a fianco, seducente, la granella piccante.
Il nervo della pasta è scoperto senza essere elettrico, i movimenti sono misurati, l’orizzonte larghissimo. Alla fine, la pagina di storia è conchiusa nel piatto.
C’è molto altro al Sud: ti converrà cercarlo a Quarto, dalle parti di Pozzuoli.
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Sud Ristorante
Via Santi Pietro e Paolo,8
Quarto NA
0810202708
solo la sera, chiuso il lunedì.
Degustazione di 6 piatti et coetera 38 europei (sic.)
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Peccato che il sito non dica molto… puoi dare indicazioni sul resto del menù?
Non ci posso credere…..sono stato in religioso silenzio mentre prendevi appunti.
Aspettavo questo momento da quando ho cominciato a leggere Dissapore. Avere il piacere di cenare con te e leggere poi le descrizioni dei piatti come solo tu sai fare e te ne esci con un raccontino così striminzito?
Subito la descrizione altrimenti puoi anche cancellare il mio numero dalla tua rubrica
concordo.
Ah, il meraviglioso dono della sintesi…“La forma letteraria perfetta può essere soltanto il racconto, che permette di concentrarsi direttamente sull’essenziale, come fa la poesia…” Jorge Luis Borges
Dissento Tomacelli. Con due “penne” di tal livello allo stesso tavolo era lecito aspettarsi di più….
Per me o si descrivono dei piatti come sa fare Caffarri o si raccontano dei luoghi, le persone, come sa fare Cortese.
Questo post è ibrido, così non dice nulla. La sintesi, seppur mirabile, in un blog dove si scrive di gastronomia, c’entra poco.
E’ solo un inutile esercizio, fine a sè stesso.
in un blog di gastronomia? poesia essenziale? tipo:
“m’ingurgito d’immenso”??
La scrittura è arte A PRESCINDERE dall’argomento ed è lo stile che fa la differenza. Anche una recensione gastronomica può essere arte:
http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/food_and_drink/eating_out/a_a_gill/article6816906.ece
Così, una a caso.
Niente da dire Tomacelli quando dice “la scrittura è arte a prescindere”. Che dubbio c’è.
Infatti ho scritto sintesi “seppur mirabile”.
Mi ripeto. Un blog, un post, scritto con arte o meno, deve raccontare qualcosa. Qui il racconto non c’è.
Sono d’accordo con l’arte: è scritto bene. Ma qui “a prescindere” vuol dire trascurare quello di cui si voleva parlare, a cui non si fa giustizia. E poi al lettore comune si voleva dire che Caffarri scrive bene, e basta?
bravo, davvero,
scrivi veramente bene stefano, viene il desiderio di andare subito:-))
ciao ciao
Caffarri è sempre Caffarri.
Marianna Vitale: gli occhi, le mani, la seduzione.
Stordente, se addirittura mentre scolpisce i suoi piatti si odono rintocchi di campane: domenica è sempre domenica
Cosa si vuole di più?
Caffarri è contempoaneamente patrimonio che l’Unesco dovrebbe tutelare nonché candidatura eccellente al Nobel per la letteratura (di viaggio)
Forse sarebbe opportuno mantenere il senso delle proporzioni, suvvia;-)
@Francesco
Non credo sia necessaria la descrizione di tutti i piatti per “raccontare” un ristorante o chi ci lavora, a volte basta descriverne l’atmosfera o la perfezione maniacale nell’esecuzione di una ricetta e questi “dati” permettimi, ci sono tutti.
Bellissima pagina questa, post e commenti.
Proteste. Apprezzamenti. Dibattito. Cos’è Dissapore? Come si deve scrivere. Attese e aspettative. Una vera community. Bene.
in un blog dove si scrive di gastronomia (la sintesi) c’entra poco scrive Francesco, e aggiunge che un blog deve raccontare qualcosa, trovando consensi tra altri commentatori.
Innanzitutto, è Dissapore un blog dove si scrive di gastronomia? O non piuttosto un luogo che parla del mondo del cibo?
La sintesi poi.
si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Accidenti, ma le tecniche di costruzione delle trincee dove sono? e la situazione economica dell’impero austro-ungarico? e il Piave, perchè il Piave mormorava?
Eppure quanto evocative queste parole, e quanto hanno fatto per raccontare una guerra.
Vogliamo più parole. E da Massimo Bottura vogliamo più tagliatelle? Tu quoque lettore di Dissapore?
Evocazione, suggerimento, racconto, e libertà on top of it.
E poi curiosità e dita leste: il mio motore di ricerca di riferimento risponde a “sud ristorante quarto” con circa 172.000 risultati; tra i primi un paio, Vinix e AIS Napoli, pieni pieni di parole.
Grazie Stefano per aver teso il dito verso la luna, io guardo quella.
Nei fatti però, una decina d’interventi che parlano del dito (compreso il tuo), con scomodamento di Borges e Ungaretti: e per avere una parola in più su Sud e Marianna Vitale, consigli di correrre su Gugle.
Per fortuna che non si deve scegliere tra il magnifico, geniale post di Caffarri e il poetico (ma quanta sostanza) commento di Dan Lerner. Magnifiche letture. Cibo per la mente.
Pezzo magistrale Stefano, complimenti. A differenza dei feticisti del didascalico, trovo che riuscire a trasmettere l’essenza sia quanto di più alto l’arte e l’interpretazione dell’arte possa aspirare a fare. Stefano c’è riuscito in questo pezzo. Io ho colto “come” cucina questa donna, il suo tocco, molto di più che una lista ben argomentata di portate. E’ come l’avrei scritta io se ne fossi capace.
Un caro saluto, Fil.
“Feticisti del didascalico” te la scopiazzerò alla grande.
L’arte, come al solito, divide. È il suo compito.
Mi associo alla bonaria irritazione del Cortese anche perchè incredibilmente non sono riuscito ancora a recarmi a Quarto nonostante tutte le notizie che tempestivamente mi aveva fornito il buon Lino Scarallo di questa avventura della sua ex collaboratrice a Palazzo Petrucci. Chapeau per il coraggio di aprire in un posto non facile e dal quale certamente non si passa per caso.
La Campania ci sta abituando a continue sorprese e sebbene molti ne saranno già a conoscenza volevo anche segnalare la nuova “dimora” di Giuseppe Daddio che dopo la sfortunata esperienza del Dwine a Napoli opera adesso in quel di San Leucio a Caserta presso la “Locanda delle trame”.
[...] e perfettibile):lo spaghettone Gerardo di Nola alla maniera di Nerano, stupendamente descritto da Stefano Caffarri su Dissapore, non convince. La manteca della caciotta risulta eccessivamente sapida, la granella di peperoncino [...]
[...] nostro Stefano Caffarri nel settembre del 2009 e a ruota da uninfinità di foodblog. – Il ristorante Sud di Marianna Vitale a Quarto, Napoli [Dissapore, 25-9-2009] – Wi-Fu 5 | Marianna Vitale del Sud Ristorante, a Quarto NA [Appunti di [...]
una festa per tutti i sensi:olfatto, vista, gusto…
specie per la vista !
TUTTO MOLTO CURATO
consiglierei di andare dopo cena, magari anche dopo un buon aperitivo….a stomaco un pò pieno…diciamo
tutto molto bello e molto buono
ma perchè solo 30 gr di pasta per porzione????
perchè 15 gr di calamaro?
non bisogna confondere la nouvelle cousine con la FAME!
ANCHE PERCHè IL PREZZO NON è DA FAME!
come consigliarlo agli amici???
sono venuta un anno fa, ho mangiato bene, pagato in proporzione e volentieri
non penso che ritornerò
FINALMENTE UNA CUCINA CHE VA OLTRE LA TRADIZIONE!!!
UN CONTRASTO DI SAPORI KE SI SPOSANO BENISSIMO TRA LORO.
LE PORZIONI??? NON CREDONO SIANO MISERE ANZI PER CHI VORRA’ DEGUSTARE UNA CENA COMPLETA PENSO CHE ANDRA’ VIA MOLTO SODDISFATTO. LO CONSIGLIO A TUTTI SOPRATUTTO A PERSONE CHE SIANO ALL’ALTEZZA DI ASSAPORARE QUESTA INSOLITA CUCINA!!!