La “Guida Michelin” della pizza romana

Incaricati della missione impossibile di romanizzare la famosa “Guida Michelin” della pizza napoletana, dopo un iniziale momento di smarrimento abbiamo detto sì. Consapevoli che la seconda è un culto con tanto di adoratori, mentre la romana, al massimo, un piacere della tavola in formato mignon.
Innanzitutto, a Roma la pizza è un disco di pasta sottile che ne devi impilare 10 per farne una partenopea, ma la vita, lo sappiamo, non è solo una questione di spessore: impasto, ingredienti e lavorazione contano. Poi, per una volta, l’elenco non contempla La Gatta Mangiona, La Fucina o Sforno, ovvero i divini covi romani della pizza napoletanizzata, piuttosto gli immancabili santuari (a volte un po’ bettole) della scrocchiarella capitolina. Come sempre, per rafforzare la fase dialettica, è vostro preciso dovere morale segnalare altri indirizzi imperdibili.
(1) REMO, Piazza di Santa Maria Liberatrice, 44 – Roma. Tel. 06 5746270.
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Chi è Remo? Maccome, Remo è il simbolo della pizza testaccina. Sottile e singolarmente scrocchiarella, bordo un po’ sbruciacchiato, servita con la rapidità di chi sforna quantitativi monstre ad ogni apertura. Bianche, rosse e “fai da te” si scelgono in un foglietto prestampato che arriva insieme alle stoviglie ancora prima di sederti. No frills. Segnalazione obbligatoria per la pizza della casa: salsiccia, funghi e melanzane. Ci sono anche fritti e bruschette servite da uno staff rodato, verace ma gentile, anche dopoteatro (una rarità a Roma).
(2) AI MARMI (PANATTONI), Viale di Trastevere, 53 – Roma. Tel. 06 5800919.
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“Il Cassamortaro” (simpatico nomignolo affibbiato dai romani) è in pratica una fabbrica di pizze sfornate fino a notte fonda, diciamo le 02:00. Proprio fuori orario, quando a Roma mangiare seduti è un miraggio, il giro di pasta di Panattoni sembra la cosa commestibile migliore del mondo. Servita su tavoli senza tovaglie con l’appoggio in marmo è accompagnata da calzoni, crostini, bruschette e fritti. Un tempo era il capoluogo del supplì al telefono romano, oggi, ahinoi, non più.
(3) COCCO, Circonvallazione Appia, 37 – Roma. Tel. 06 786819.
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Si trova nella zona dell’Alberone, l’ambiente come vedete è spartano con tavolacci in legno e tovaglie di carta. Pizza bassa nei gusti classici con segnalazione per la pizza Cocco, una margherita con parmigiano e fette di fior di latte. Plauso incondizionato per i fritti, nessuno dei quali surgelato, specie le migliori crocchette di patate dei cinque continenti, enormi e tassativamente “fatte in casa”.

(4) GIACOMELLI, Via Faà di Bruno, 25 – Roma. Tel. 06 3725910.
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Generazioni di romani devono alla mitica pizzeria Giacomelli il piacere di essere rifocillati da stuzzicanti pizze di dimensioni variabili: decidete voi in base alla fame che avete. Tradizionali o più creative, romane ma fino a un certo punto (leggermente più alte del solito), sono in lista insieme a fritti, bruschette, dolci fatti in casa. Dentro Giacomelli regnano gli anni ‘80, dai tavoli uno addosso all’altro si vedono ancora le foto con i vips, e può capitare che i camerieri non siano esattamente gentili. E’ il prezzo da pagare per un locale dall’atmosfera veracemente romana.
(5) GALLO ROSSO, Via di VignaMangani, 13 – Roma. Tel. 338 7410147.
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Ora tocca a San Lorenzo, quartiere universitario che tante volte ci ha sfamati e in vista di questa classifica quasi avveleneti (abbiamo provato tutti gli indirizzi ancora appuntati nelle improvvisate Moleskine dell’epoca: libri, quaderni, diari). D-E-L-U-S-I-O-N-E: nemmeno uno citabile. Affranti, ci siamo lasciati tentare dal trash, vale a dire Al Gallo Rosso, a Pietralata, diversi chilometri più in là. Posto da gran caciara preso d’assalto dalle comitive attirate dai prezzi che più bassi non si può. La pizza praticamente è una sfoglia richiestissima in versione boscaiola (funghi e salsiccia su base margherita). Un culto – quasi più della pizza – gli arrosticini.
(6) SAN MARINO, Corso Trieste, 161 – Roma. Tel. 06 86203479.
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E’ su Corso Trieste, dove occupa una buona fetta di marciapiede con vetrine, tavolini esterni e tende rosso bordeaux sovrastate da un’insegna ciclopica. Da un anno la pizzeria, sempre piena malgrado le dimensioni mega, si è rinnovata senza traumi per il menu che elenca pizze un po’ più alte del solito. I supplì e le crocchette sono potabili, servite da uno staff organizzato e sempre sorridente. Anche qui in perfetto stile Remo, un foglietto di carta presente sulla tovaglia di stoffa permette scelte “fai da te”.
(7) DEL GHETTO, Via Luigi Cadorna, 17 – Civitavecchia. Tel 0766 29276.
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Unica escursione fuori Roma per segnalare la Pizzeria del Ghetto di Civitavecchia, posto a suo modo storico sia per l’offerta minimalista (solo margherita e marinara) che per il curioso ibrido tra pizza al piatto e al taglio. Vietati i vizi da gastrofighetti, perfino le posate, qui si accartoccia e si mangia con le mani. Il successo della formula ha consentito ai titolari di aprire un secondo locale ad alcuni chilometri dal primo, chiamato opportunamente Fuori dal Ghetto.
(8) LA MONTECARLO, Vicolo Savelli, 13 – Roma. Tel. 06 686 1877.
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A costo di risultare ripetitivo, preciso che questa è la “Guida Michelin” della scrocchiarella romana, non vorrei che qualcuno cadesse dalla sedia scoprendo al posto n. 8 e n. 9 La Montecarlo e Baffetto. Del resto, altri cadrebbero dalla sedia non trovandoli. Per capirci: la bontà della pizza è solo un ingrediente del successo di questi locali, e neanche il principale, per curiosità gugolate le parole “Pizzeria” + “Roma”: Montecarlo è il primo risultato, Baffetto il secondo. Due leggende del centro storico che convivono felicemente a pochi metri una dall’altra servendo un disco di pasta snellissimo nei piatti di metallo.
BAFFETTO, Via del Governo Vecchio, 11 – Roma. Tel. 06.6861617.
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Rispetto all’illustre vicino, Baffetto concede di scegliere la dimensione della pizza (usanza quasi esclusivamente romana), chi la ordina grande avrà una specie di disco volante che esce dal piatto e quasi decolla. Le file all’ingresso, spesso più lunghe del tempo necessario a mangiare la pizza, disponibile bianca, rossa e in tutti le versioni tradizionali, restano un mistero per i gastrofanatici, i quali si chiedono dubbiosi se è solo una questione di prezzo. A proposito, secondo voi è solo una questione di prezzo?
(10) ANTICA SCHIACCIATA ROMANA, Via Folco Portinari, 38 – Roma. Tel. 06 536112.
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L’elenco non può che chiudersi con la madre di tutte le pizze romane… la pinsa o schiacciata. Pare che gli antichi Romani si dilettassero a combinare farine macinate a pietra, a seguire processi di lievitazione lunga 24/48 ore, dando alla pizza dell’epoca una forma ovale, tipo pane schiacciato. L’Antica Schiacciata Romana a Monteverde, e, degli stessi proprietari, la Pratolina in Prati e Condimenti a Montesacro, la interpretano ancora oggi con ottimi risultati. Una pizza che condivide pochi aspetti con la classica romana, ha bordi alti, è fragrante e di elevata digeribilità.
Ecco, abbiamo romanizzato così la “Guida Michelin della pizza napoletana”. Spazio ora ai lettori che sono d’accordo, a quelli che no, e a chi vuol dirci quali indirizzi indipensabili mancano.
PS. Ci avete fatto caso? Siamo riusciti a parlare di pizza romana senza nominare Gabriele Bonci.
[Crediti | Immagini: RomaToday, 2Spaghi, Nessun Dove, Il Secchio e L'Olivaro, SobreItalia, Roma Ristoranti, Flickr/Zio Paolino]
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Li rioni via dei SS Quattro nel Rione Celio , prezzi onestissimi , locale molto carino, fritti buoni e pizza romana fatta bene
Vero, volevo dirlo io.
appuntino: “il Cassamortaro” è un locale a ponte Milvio, leggermente posh. “I marmi” è conosciuto come “l’obitorio”
hai ragione jade ma oramai il “cassamortaro” di trastevere ha talmente surclassato il locale a corso francia che si è conquistato il nome sul campo!
ma nessuno a Roma ha mai chiamato Panattoni “Cassamortaro”, però.
Eh, ma un conto è un cassamortaro e un altro un obitorio: non facciamo confusione col gotico, che sennò a questo punto ci sarebbe anche l’Acchiappafantasmi a via dei Cappellari…
Tu parli con parole di saggezza
Baffetto? Montecarlo? dai ragazzi… sembra la guida che consegnano ai turistoni americani sbarcati dalla Royal Caribbean
Remo oramai la pizza te la tira dietro, non fai in tempo a masticare che ti cacciano via. e le ricevute sono un miraggio
se Testaccio deve essere, allora meglio NuovoMondo a via Giovanni Branca o il Cantinone in piazza
e Sforno? e 00100?
ciao Jade parlando di pizza romana ,ovvero sfoglia bassissima e scrocchiarella , Sforno non viene giustamente citato , sul nuovo mondo sono d’accordo con te ( ha anche dei dolci fatti da loro notevoli)
hai ragione. è che per me sforno trascende ogni categoria.
dolci da nuovomondo mai provati, ci tornerò, è dietro casa. grazie!
Anche se è OT su Sforno almeno siamo d’accordissimo!!
Beh Jade, è vero che sono locali frequentati e consigliati anche agli stranieri però da romano io ci vado sempre volentieri, e spessissimo invitato da altri romani! Certo location e ambiente contribuiscono al mio piacere di andare lì ma la pizza non mi ha mai deluso e ci torno sempre volentieri…
Se però bisogna escludere le cose “contaminate dalla presenza di stranieri” forse la lista degli esclusi si allunga con posti che in molti amiamo…
non si tratta di “contaminazione”. ben venga un pubblico variegato ovunque, ma Baffetto e Montecarlo ormai sono trappole per turisti, ore di fila per mangiare in 4 secondi netti una pizza che il più delle volte è bruciacchiata (male) e umidissima al centro, trattati con una finta cordialità al limite dell’invadenza, conto su un foglio di carta e via, tanto semo a Roma e famo i simpatici.
no, grazie.
Se non ho voglia di perder tempo però io vado proprio da Remo o da Montecarlo, proprio perché so che arrivo, mangio e me ne vado. Pago poco in assoluto e la pizza è buono, son d’accordo con voi nel dire che il servizio potrebbe essere migliore. San Marino per me rappresenta un riferimento per il rapporto qualità/prezzo anche se non si mangia la pizza.
su montecarlo ti dò ragione è molto calato ultimamente, mentre baffetto, anche se va evitato nei weekend per l’assalto dei turisti, fa sempre un’ottima pizza!
dai, Francesco. ottima mi sembra esagerato…
vabbè posizionamoci su “buona”
))
e cmq preferisco quella del cassamortaro, ops obitorio!
dai, vieni a Testaccio da Nuovomondo.
segnalo anche “Da Bruno alla Tavernaccia”, via Giovanni da Castel Bolognese (zona Porta Portese/stazione Trastevere): di base è una trattoria con cucina romana, ma la sera fanno anche pizze buone (su tutte, provola e melanzane)
Sul miraggio delle ricevute (un punto cui ti assicuro teniamo molto) non siamo d’accordo. In anni di onorate pizze consumate da Remo lo scontrino fiscale ce l’hanno sempre fatto e non siamo neanche riconoscibili come blogger se questo potesse in qualche modo influenzare.
In zona buona anche Nuovo Mondo, ma dovendo fare una scelta non abbiamo avuto tanti dubbi. I dolci però non li abbiamo mai provati…rimedieremo sicuramente, grazie a Jaws per la dritta!
Jade quanto sono d’accordo con te!!!
Montecarlo e Baffetto vogliono recitare la parte della romanità ma in modo malinteso, ormai rischiano di essere maleducati e fastidiosi e tutt’altro che simpatici!!
Io vorrei segnalare Formula 1 a San Lorenzo!
Nuovo mondo senza dubbio! Remo negli anni sembra essersi un po’ seduto sugli allori (tanto per rimanere in zona Testaccio)
E, purtroppo, vi siete persi il vero numero uno della pizza romana nel forno a legna: l’Hermand Pub a Via di Grottarossa 123.
Non c’è il minimo paragone con quelli che avete citato e che avevo già provato tempo fa, in gran parte gabbole per turisti. In periferia si trova spesso di meglio, di più curato e sorprese assai inaspettate.
Ottima aggiunta Marco! Provata varie volte a portar via per mangiarla a casa di amici che abitano lì vicino.
Addirittura il numero uno della pizza romana secondo un esperto come te? Per impasto, ingredienti, cottura o cos’altro?
E aspettiamo curiosi altre “perle” di periferia…
Se devo scegliere preferisco fare incetta a Roma di pizza al taglio, piuttosto che la tonda al piatto…quella, da tradizione, la preferisco napoletana verace e magari anche STG…
Il mio indirizzo preferito per la pizza al taglio a Roma è Alice a San Pietro: pasta sottile, leggera, croccante e … digeribilissima!!! Ingredienti tutti di qualità e gusti uno più buono dell’altro. Ogni volta faccio sosta almeno per un’ora, tra i vari assaggi e cedo sempre alla tentazione di aspettare la prossima sfornata…
Una personale aggiunta:
Leoncino: via del Leoncino
Paino: Via di Parione
In più una cosa particolare la pizza nè pizza romana (estremamente sottile) nè napoletana,cotta in un antico forno elettrico dentro un padellino….da provare.
ANTICA PIZZERIA EST EST EST F.LLI RICCI a Via Genova
grande Andrea che ha ripescato i Fratelli Ricci a via Genova. Meglio prenotare soprattutto adesso che ci si può sedere anche fuori.
Toglierei l’obitorio: nel giro di pochi anni la loro pizza è diventata immangiabile soprattutto per il pomodoro di qualità pessima. In compenso sono lievitati i prezzi.. Tra i locali citati l’unico che, a mio parere, mantiene le stesse caratteristiche è Giacomelli.
dissento, l’ho riprovata settimana scorsa ed è sempre un’ottima pizza romana.
sui prezzi sono cresciuti ma molto meno di altri posti anche citati nell’elenco…
D’accordissimo su buona parte delle recensioni ma c’è una mancanza CLAMOROSA…!
Colui che nei decenni passati ha aperto – grazie a Dio! – dapprima “Remo a Testaccio” e successivamente la “San Marino di Corso Trieste” – entrambe poi cedute a gestori compaesani (Amatrice) che hanno mantenuto in tutto e per tutto la sua qualità e il suo stile, è vivo, vegeto e operativo, insieme al figlio Alessandro, presso la cosiddetta San Marino “piccola” in via di San Marino n. 52, all’angolo con piazza Istria.
Per il suo passato e per il suo presente non può essere assente nella Guida Michelin della Pizza Romana, grazie alla pizza medesima e a molto altro (i supplì e l’amatriciana su tutto).
Questa non la sapevamo e visto che parliamo dell’artefice di due tra le pizze romane che ancora oggi amiamo di più è una grave lacuna da colmare quanto prima!
Grazie a voi lettori di Dissapore forse si riesce a realizzare davvero questa “guida” quasi impossibile
Magari appena possibile tiriamo giù la lista delle integrazioni che state facendo, un po’ sullo stile di quanto fatto tempo fa per le trattorie…
Vista la tipologia e l’intento del post, non discuto la selezione.
Suggerisco solo qualche possibile integrazione:
Al Grottino, via Orvieto 4 (06-70.24.440);
Pizzeria Bisteccheria, via dei Castani 33 (06-23.05.149);
Pout Pourri, via Roberto de’ Nobili 8 (06-51.333.12);
Il Carroccio, via del Carroccio 9 (06-44.23.70.18).
il Grottino meriterebbe di essere citato insieme al gotha delle pizzerie di Roma non solo per la pizza ottima( che non è propriamente romana ma direi piu’ una ” quasi napoletana “) ma anche per le birre belghe , gli antipasti, i dolci , tutto di alta qualita’ , sopratutto con un rapporto qualita’ prezzo invidiabile
mi correggo , “pizza ottima” è un po’ troppo per il Grottino , direi una buona pizza , sicuramente leggera e non gommosa , sicuramente non ” alla romana” , ma con tante varianti interessanti che denotano passione per questo tipo di alimento , il proprietario italo canadese , molto gentile, in una delle ultime visite ci ha raccontato che tiene particolarmente alla giusta maturazione dell’impasto che segue varie tempistiche per dare buona digeribilita’ al prodotto finale ( e gia’ questa è cosa buona e giusta )
E chi se l’aspettava un commento così!
A parte la battuta fa piacere siano arrivati l’ironia e gli intenti del post, che vuole soprattutto aprire uno scambio di opinioni e consigli sulla pizza di tipo romano. E la discussione sembra già interessante, grazie di cuore a tutti per integrazioni e commenti, anche contrari ovviamente…
Il Grottino è un buon indirizzo (anche se non ci ha “fulminato”) però la pizza non è proprio di tipo romano. Una foto magari può aiutare a rinfrescare la memoria
Le altre le segno da provare!
[img]http://tavoleromane.files.wordpress.com/2011/05/grottino.jpg[/img]
Come giustamente hanno citato altri, direi anche Nuovo Mondo a Testaccio e Li Rioni al Celio.
Volevo chiedere invece a qualcuno che magari l’ha provata com’è quella di Dar Poeta a Trastevere… sento sempre ‘meraviglie’ del calzone ricotta&nutella, ma mai nessun commento sulla pizza. Turistico? Pizza romana o no?
Mha… la pizza è una sorta di ibrido con un impasto friabile ed abbastanza leggero, i condimenti possono anche essere molto “suggestivi” ed “esotici”….
A me piace la Pratolina a via degli Scipioni, che però fa quella pizza chiamata “pinza”.
Ciao
Dar Poeta la pizza è “romana” e ha un impasto misto, a base di soia.
Più che un posto turistico, è semplicemente irritante: l’ultima volta, dopo aver prenotato con largo anticipo, senza che l’avessi ancora minimamente chiesta m’hanno portato la ricevuta insieme al dolce. Anzi, dentro al dolce: era poggiata all’interno del piatto. Adièu…
grazie per le risposte
Quoto quanto scritto da Sponzilli e Riccardo I.
Dopo le ultime visite ci siamo ripromessi di non tornarci per un bel po’. Peccato perchè diversi anni fa secondo noi era un’altra cosa.
@Andrea Sponzilli non hai visto che si parla anche di pinSa e della Pratolina?
complimenti per la citazione del GHETTO a civitavecchia, è veramente eccezionale!!!
solo 2 gusti, a temperatura immangiabile nei primi minuti ma come un gusto memorabile a fine teglia.
se dovessimo giudicare dalle foto però queste pizze romane sono proprio tristi
E infatti non sono “pizze”.
Diciamo che sono (in alcuni casi) delle ottime… focacce? pani azzimi? carta musica condita? Boh…
Accreditiamo “pizza romana” come nuova tipologia di impasto lievitato cotto al forno elettrico o a legna, generalmente condito come la pizza (ma che pizza non è).
Sono generalmente più digeribili della pizza (quella vera), spesso lievitata e cotta male, con troppo sale, troppo condimento…
E’ un altro di quei topic sempre più misteriosi in cui mi imbatto in Dissapore.
Sarebbe come fare la Michelin del risotto alla milanese (ma quello venuto male) a Palermo, del miglior prosciutto crudo (non di Parma) a Milano,… attendo con ansia la classifica dei migliori goulasch alla spagnola di Firenze e la classifica dei Clam chowder (pero’ a base di cozze e capriolo) a Cervinia.
Iperquoto (che non vuol dire squotere con moltissima forza)
la pizza romana ha una sua autonoma dignità come ce l’hanno la pizza napoletana, il risotto alla milanese e il prosciutto di Parma… altroché…!!!
La pizza romana è un tipo di pizza, come può esserlo lo sfincione, o la genovese… e non comprendo quest’aggressività nei suoi confronti. Credo che i romani, per quanto poi possano preferire la napoletana quella vera, non rinuncerebbero mai a una bella pizza romana scrocchiarela con gli amici e a un supplì (che a napoli non c’è;) ).
ps. la mia preferita resta sempre quella di Remo a Testaccio che non mi delude mai!
Beh che dire, mi avete fatto felice!Ho ritrovato i luoghi e i sapori dei tempi universitari.Il Gallo Rosso, La Montecarlo e Baffetto..Una madeleine gastronomica..In realtà sono stata recentemente alla Montecarlo e al Gallo Rosso e confermo di aver ritovato i sapori di un tempo…Ora un salto è d’obbligo da Baffetto…
Grazie per le segnalazioni, a me piacciono tutti (i locali) e tutte (le pizze)!!!
Forse aggiungerei “Er Panonto” alla Garba (di fronte al teatro Palladium), gran confusione ma pizza e fritti da divorare!
[...] Articolo da cui è stato tratto il post pubblicato su Dissapore La “Guida Michelin” della pizza romana [...]
Raccolgo l’invito di segnalare pizze di periferia: conoscete i Gerani a via della Pisana? Non la giudicherei ottima ma è sicuramente ..enorme! Le dimensioni e i prezzi inversamente proporzionali l’hanno resa famosa. Posteggiare durante k’orario di apertura è un’impresa.
Conosco. Detta anche Da Peppe. Specialità pizza Peppe e crostino Peppe
. Effettivamente le dimensioni del fritto misto e la quantità di condimento sono quasi allarmanti…
Ma è ancora attivo il Buchetto a via Flaminia 119? Quello famoso soprattutto per la bruschetta fatta con la ciriola e il ventaglio alla crema.
ancora attivo, economico e pizza dignitosa; unica e buona la ciriola con la passata, pepe e aglio e il ventaglio con la crema!
la dimensione e il prezzo fanno scopa con la qualità
con 1 sola si cena in 2 …
E’ vero, er panonto!
Ci sono stata di recente… sempre un’ostia, ma espressa. E in realtà non è poi malissimo.
A parte Giacomelli e Cocco, le ho provate tutte queste nell’elenco e le mie preferita, se di pizza romana si tratta, restano San Marino e la Montecarlo. Sono ritornata di recente all’Obitorio e mi ha molto deluso la pizza (e anche i fritti).
Aggiungo numero tre a via di Pietralata: Pizza romana e arrosticini!
Laboratorio 3.
La quantità di suggerimenti è impressionante…grazie a tutti! Ecco il bollettino per “quartiere” finora, ma mica ci vorremo fermare qui
Bravetta
- I Gerani, via della Pisana 192 – Lilli/Riccardo I.
Cassia
- Hermand Pub, via di Grottarossa 123 – Marco Lungo
Centocelle
- Pizzeria Bisteccheria, via dei Castani 33 – Riccardo I.
Centro Storico
- Leoncino, via del Leoncino – Andrea
- Paino, via di Parione – Andrea
- Acchiappafantasmi, via dei Cappellari
- Antica Pizzeria Est Est Est fr.lli Ricci, via Genova – Andrea/Jade
Celio
- Li Rioni, via SS Quattro nel Rione – Jaws/Tiberina17
Flaminio
- Il Buchetto,via Flaminia 119 – Riccardo I./Pippo65
Garbatella
- Er Panonto, via Enrico Cravero 8 – Denny/Tiberina17
- Pout Pourri, via Roberto de’ Nobili 8 – Riccardo I.
Pietralata
- Laboratorio 3, via di Pietralata 180 – Francesco/Raimondo
San Giovanni
- Al Grottino, via Orvieto 4 – Riccardo I./Jade
San Lorenzo
- Formula 1, via degli Equi 11 – Elio
Testaccio
- NuovoMondo, Via Amerigo Vespucci 15 – Jade/Giulia/Tiberina17
Tiburtina
- ll Carroccio, via del Carroccio 9 – Riccardo I.
Trastevere
- Da Bruno alla Tavernaccia, via Giovanni da Castel Bolognese (stazione Trastevere/porta Portese) – Jade
Trieste
- San Marino “piccola”, via di San Marino 52 (piazza Istria) – Fratello di Tavola1969
Complimenti a tutti, ma non può mancare in questa lista il mitico Casale Rocchi (Pietralata)
Da romano, dico qui davanti a tutti che la pizza romana è un obbrobrio. Mangiare una buona pizza bassa è una illusione, o quasi. Per me nella STRAGRANDE maggioranza dei casi non è neanche una pizza, ma una strana cosa realizzata con ingredienti scadenti e messa lì espressa tanto per mettere qualcosa in tavola a palati non “poco raffinati” ma proprio sordi e ciechi.
La pizza romana è uno dei simboli della sciatteria della mia amata città. E’ un “non cibo”, così come un aeroporto è un “non luogo”.
Sempre meglio di un fast food, per carità. Ma certi discacci bruciacchiati, o inspiegabilmente bagnati, con questo formaggio a seimila gradi irrorato d’olio, il bordo inesistente carbonizzato, il condimento che cade puntualmente sul piatto in una pozza biancastra che va irrigidendosi… no, no e no.
Poi c’è qualche rara eccezione. La mia si chiama Acchiappafantasmi, si trova in via dei Cappellari, a pochi metri da Campo de’ Fiori, ma lontana dal casino per uno strano miracolo. Ristorante calabrese, ottimi ingredienti. Segnalo in particolare la Parimai (Pomodoro, Mozzarella, Salame piccante e ‘Nduja), la Silana (Mozzarella, Caciocavallo e Patate rosse della Sila), la Campagnola (Pomodoro fresco, Mozzarella, Cipolla di Tropea, Patate rosse della Sila, Peperoncino di Soverato, Prezzemolo e Ricotta salata) e, per chi ama il pesce, la Dello Stretto (Pomodoro, Pesce spada affumicato, Bottarga di Tonno di Pizzo Cal. e scorza di Limone). Senza contare gli ottimi piatti calabresi, e le sfiziosità.
A San Lorenzo tollero solo la Formula 1.
La Montecarlo, Baffetto, Remo..e giú fino al trash del Gallo Rosso..”invadenti trappole per turisti”? Andatelo a raccontare a chi legava regolarmente il “ciaetto” al palo subito fuori da questi pezzi di Roma! Qualche decennio e tutti ancora lí a far parlare vecchie e nuove generazioni..mentre altri aprono e chiudono, cambiano nome e menu, pizzaioli e camerieri. Se fra vent’anni mio figlio mi chiederá dove andare a mangiare una pizza lo manderó a Vicolo Savelli..e non credo che troverá un ristorante giapponese..
mangiare una pizza romana, o pseudo pizza per me napoletano, non è mai stato facile. Poi va a finire che col tempo affini il palato, fai l’abitudine, e cominci ad apprezzare pure il disco capitolino.
Ma ce ne vuole per trovarla buona.
In vent’anni a Roma le migliori
Panattoni – attualmente è leggermente più piccola rispetto al passato e gli ingredienti … chissà
Montecarlo – saranno buoni 4 anni che da Carlo non ci vado più, l’ultima volta il cameriere di turno ha rovesciato la pizza addosso alla mia ragazza e fatto cascare la bottiglia di birra. Per fortuna siamo usciti illesi da quel turbillon di camerieri che manco azzanni l’ultimo boccone che già sono lì: serve altro? e la risposta è stata sempre la stessa: duminuti per farla scende!
Panonzo – lo chiamerei panunto
Formula 1 – ancora quasi tutta made in Italy dal forno ai tavoli.
Remo e Nuovo Mondo – ma esci sempre che sei un fritto, chissà perchè … e potremmo continuare con tanti altri.
Preferisco la napoletana, nun ce sta nient’ a fa
Pensa te, per queste sono tutte tra le peggiori
infatti so anni che non la mangio più
non ho capito la specifica del “made in italy” per Formula 1
il 99% dei dipendenti è ancora italiano
scusa, quindi gli stranieri non sono secondo te in grado di imparare (da un conoscitore della tradizone italiana, ovvio) a lavorare altrettanto bene?
non intendevo dire questo.
Mi riferivo al fatto che i dipendenti di quella pizzeria, cosi come quella del “Maratoneta”, sempre a San Lorenzo, sono quasi gli stessi, stoici e storici.
E’ principalmente con loro che preferisco instaurare un buon rapporto.
E per anni ho sempre trovato le stesse persone ad accogliermi.
Quando anni fa (una ventina circa) ho visto nelle pizzerie napoletane apprendisti giapponesi (e più o meno lo stesso periodo in cui a Roma i primi egiziani che si affacciavano ai forni delle pizze) ho da subito compreso, con immenso stupore, quale fosse la voglia di apprendere le tecniche di preparazione, la selezione dei singoli ingredienti e tutto quanto serve per continuare a trasmettere passione e tradizione.
Ovvio che non sono cose che ti insegnano ai corsi del Gambero ma le apprendi vivendo la quotidianità sul posto.
aggiungo inoltre che un napoletano che discrimina nun se pò sentì.
E comunque, reduce da una domenica napoletana, a me questo post mette in ogni caso tristezza
Antò, e mo’ ci vuole: e grazie al c….!
Pensavo fosse un post sulla pizza romana [maddai..la napoletana é piú buona!?]..allora diciamo pure che la romana é meglio della deep-dish pizza! A proposito..provate a dire agli abitanti di Chicago che da Giordano’s turistoni europei sbarcati dalla “Royal Carribbean” aspettano due ore tra un “turbillon di camerieri” per mangiare una cosa che con l’amata napoletana non ha nulla a che fare..
Carissimi Antonio e Jade, il post metterà tristezza..ma se dopo la prima inequivocabile frase dell’autore stiamo ancora a “vuoi piú bene a Mamma o a Papá” dite bene: nun ce sta nient’ a fa..
Ma no, mica stavo commentando il post, che va benissimo ed è coerente con le premesse
Comunque io tifo in assoluto per il Grottino, che mi sembra una spanna sopra le altre pizze romane
PS: Riccardo, il Carroccio fino a due anni fa faceva pizza napoletana. Ha cambiato stile?
A sapere esattamente come sia fatta la pizza napoletana…
Comunque, al Carroccio, effettivamente romana “a ostia consacrata” non è. Somiglia più a quella della Gatta (che però nemmeno ‘issa è napoletana, se non erro), anche come dimensioni, che a quella del Grottino.
M’ha stupito positivamente per impasto e leggerezza.
Poi c’ha il bonus della bella piazzetta silenziosa con panchine, in caso di attesa. Cosa che attualmente del Grottino proprio non si può dire.
Infatti la ricordo buona. Ma “napoletana” nel senso che aveva il cornicione
Il Grottino secondo me comunque è superiore. Certo, il parcheggio è un bel dramma
Invece non conosco Nuovo Mondo, mai sentita
ritrovo molto popolare qua a Testaccio (famiglie con bimbi che giocano alla PSP a tavola, giovanotti post-calcetto, coppie pre/post cinema, gruppi di signore da teatro…) posto semplice, veloce, che vanta tra gli antipasti un simpatico piatto di fagioli al fiasco
e della “gatta mangiona” ne vogliamo parlare???!!!!
Leggi bene il post
E non si può dire che e’ una pizzeria di cui si parla poco…
Da buona salentina doc che non ama particolarmente la pizza romana (troooopppppoooo sottile!!!!!!!!!!!) il post di TR mi fa venire voglia di andare a provare le pizzerie che ancora non conosco tra quelle menzionate..
mi unisco al coro dei defenders della Montecarlo (a cui sono legata anche affettivamente), ci porto sempre tutti gli amici che vengono a Roma in trasferta e nessuno, e sottolineo nessuno, si è mai lamentato, anzi. ottimi fritti, ottima pizza romana e ottimo esempio di romanità nel burbero proprietario e simpatici camerieri..ed è fantastico come dopo soli 10/15 minuti qualcuno grida “voi quanti siete? prego prego..laggiù in fondo” proprio quando meno te lo aspetti.
forse vale la pena menzionare anche la Montecarlo vicino a V.le Regina Margherita, stessa filosofia e stessi prodotti..meno fila ovviamente data la posizione.
Appoggio anche chi ha tirato in ballo la Formula 1, stesso genere della Montecarlo sempre piena di gente e grezza al punto giusto..
detto ciò, aspetto da TR una nuova trasferta salentina alla scoperta delle nostre ottime pizze..e non solo..
ancora complimenti!
quello che mi sorprende sempre è come questo lato della romanità che trovo francamente insopportabile (il finto simpatico/sfottente/amicone) sia invece una cosa che piace ancora tantissimo ai forestieri e, ahimé, diventa il simbolo di Roma
il mix di caos, fretta, toni a volte troppo confidenziali, piatti “soppalcati” e contorno di gente in fila fuori che ti guarda con gli occhioni da Bambi affamato mi mette ansia. e l’ansia non è esattamente una buona commensale
Scusa Jade, una curiosità a questo punto ce la “devi” togliere…quando sei stata l’ultima volta da Montecarlo e/o Baffetto?
Nulla da dire sulla tua opinione ovviamente, che poi è quella di tanti come scritto anche nel post. Però non ci torna la definizione di locali solo da crocerista americano. Ogni volta che ci troviamo lì è vero che ci sono turisti, ma la maggior parte della clientela sembra proprio romana.
E in fatto di “finzione” del servizio, magari sarà stato solo un caso fortunato ma per un dopo-compleanno a tarda ora una volta ci hanno praticamente ri-arredato una sala per fare un mega tavolo quadrato stile matrimonio…a locale pieno e anche con il sorriso! Avrà aiutato l’accento romano?
Poi questo non vuol dire che secondo noi il servizio e le loro pizze siano il top a Roma in assoluto. C’è di meglio (fortunatamente) ma nel genere “napoletanizzato” che non è oggetto di discussione di questo post.
Comunque sono usciti fuori alcuni nomi che non conoscevamo…bisognerà provarli!
Montecarlo ultima volta poco meno di un anno fa, il mio capo la vende come la migliore pizzeria di Roma a clienti e collaboratori, quindi me toccava
e per carità. mai più.
opinione personale e soggettivissima, certo, ma quel modo di fare (un soft-Betto e Mary/Parolaccia) mi urta, non mi fa ridere, mi dà ai nervi mangiare di corsa, con la schiena contro il vicino di tavolo, i gomiti nel piatto del vicino di sedia, la fretta e i toni di voce alti
che vi devo dire? mi dà noia.
e poi la pizza non è davvero nulla, ma nulla di che
Baffetto trascinata a forza tempo fa. croce sopra forever. e la fila, le scene e le pizze che vedo nei piatti passandoci ogni tanto vicino, non mi hanno fatto cambiare idea.
ma ripeto, tantissima gente lo trova fico, simpatico, rrrromano, ecc. rispetto, ma io no grazie.
Grazie Jade. Veramente nulla da dire sul tuo giudizio.
Però l’accostamento con la Parolaccia dai no, è un’altra cosa…penso che lì veramente di romano (forse) ci trovi solo il personale.
Secondo me l’autentico (unico?) punto di forza di Baffetto e Montecarlo è che stanno in pieno centro: fra Campo de Fiori e Piazza Navona e lungo lo struscio sciccoso fra via dei Coronari e Piazza Pasquino.
Diciamocelo francamente: se stessero al Torrino o al Nuovo Salario, chi diavolo ci metterebbe piede?
E questo vale per romani, fuori sede e turisti occasionali.
Idem per Panattoni: viale Trastevere. Ottimo posto per un rapido pre o post cinema/locale/passeggiata.
Altrimenti…
Poi dietro la “romanità” del servizio si apre un mondo intero, che meriterebbe un argomento a se stante. A me piaceva quella di Candido alla Sagra del vino: lui e il figlio sono simpatici, veraci e disincantati ma mai invadenti, volgari e sopra le righe. Non si può dire la stessa cosa di altri posti, dove si sconfina nella cafonaggine pura o nella furberia da quattro soldi di chi fa l’amicone -non richiesto- e poi ti tira la sòla (“Allora dottò, famo un bell’antipastino misto per tutti e poi una grigliata di pesce?”)
Quando fanno così il tavolo dovrebbe reagire all’unisono “passamo direttamente ar primo?”
Fortunatamente l’usanza dell’antipastino misto e menu a voce sta diventando sempre più rara. Perfino alla Formula 1 hanno un bel menu e pure con le foto delle Ferrari (e non sto scherzando).
Personalmente, oltre a trovarlo scorretto perchè non conosco i prezzi, al quarto piatto che mi dicono già entro in confusione e mi passa la fame
Aggiungo un’altra pizzeria romana in zona Boccea periferia inoltrata (nr. 1401). Ristoro La Dispensa…direi buona…ma potrebbe essere ancora migliorata visto che la mia ultima visita è di un anno fa quasi…vale però una prova!
Vorrei aggiungere Bruno ai 4 venti, a Monteverde appunto.
E poi una precisazione a tutti quelli che non amano la pizza alla romana: perché dovete intervenire qui per dire che la napoletana è più buona? Se fanno un post sul minestrone mica intervenite per dire che vi piace di più l’aragosta?
[...] Il mondo non si divide tra chi ha la pistola carica e chi scava, ma tra chi è per la pizza napoletana e chi è per la pizza romana. [...]