La “Guida Michelin” della pizza romana

Incaricati della missione impossibile di romanizzare la famosa “Guida Michelin” della pizza napoletana, dopo un iniziale momento di smarrimento abbiamo detto sì. Consapevoli che la seconda è un culto con tanto di adoratori, mentre la romana, al massimo, un piacere della tavola in formato mignon.

Innanzitutto, a Roma la pizza è un disco di pasta sottile che ne devi impilare 10 per farne una partenopea, ma la vita, lo sappiamo, non è solo una questione di spessore: impasto, ingredienti e lavorazione contano. Poi, per una volta, l’elenco non contempla La Gatta Mangiona, La Fucina o Sforno, ovvero i divini covi romani della pizza napoletanizzata, piuttosto gli immancabili santuari (a volte un po’ bettole) della scrocchiarella capitolina. Come sempre, per rafforzare la fase dialettica, è vostro preciso dovere morale segnalare altri indirizzi imperdibili.

(1) REMO, Piazza di Santa Maria Liberatrice, 44 – Roma. Tel. 06 5746270.
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Chi è Remo? Maccome, Remo è il simbolo della pizza testaccina. Sottile e singolarmente scrocchiarella, bordo un po’ sbruciacchiato, servita con la rapidità di chi sforna quantitativi monstre ad ogni apertura. Bianche, rosse e “fai da te” si scelgono in un foglietto prestampato che arriva insieme alle stoviglie ancora prima di sederti. No frills. Segnalazione obbligatoria per la pizza della casa: salsiccia, funghi e melanzane. Ci sono anche fritti e bruschette servite da uno staff rodato, verace ma gentile, anche dopoteatro (una rarità a Roma).

(2) AI MARMI (PANATTONI), Viale di Trastevere, 53 – Roma. Tel. 06 5800919.
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“Il Cassamortaro” (simpatico nomignolo affibbiato dai romani) è in pratica una fabbrica di pizze sfornate fino a notte fonda, diciamo le 02:00. Proprio fuori orario, quando a Roma mangiare seduti è un miraggio, il giro di pasta di Panattoni sembra la cosa commestibile migliore del mondo. Servita su tavoli senza tovaglie con l’appoggio in marmo è accompagnata da calzoni, crostini, bruschette e fritti. Un tempo era il capoluogo del supplì al telefono romano, oggi, ahinoi, non più.

(3) COCCO, Circonvallazione Appia, 37 – Roma. Tel. 06 786819.
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Si trova nella zona dell’Alberone, l’ambiente come vedete è spartano con tavolacci in legno e tovaglie di carta. Pizza bassa nei gusti classici con segnalazione per la pizza Cocco, una margherita con parmigiano e fette di fior di latte. Plauso incondizionato per i fritti, nessuno dei quali surgelato, specie le migliori crocchette di patate dei cinque continenti, enormi e tassativamente “fatte in casa”.

(4) GIACOMELLI, Via Faà di Bruno, 25 – Roma. Tel. 06 3725910.
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Generazioni di romani devono alla mitica pizzeria Giacomelli il piacere di essere rifocillati da stuzzicanti pizze di dimensioni variabili: decidete voi in base alla fame che avete. Tradizionali o più creative, romane ma fino a un certo punto (leggermente più alte del solito), sono in lista insieme a fritti, bruschette, dolci fatti in casa. Dentro Giacomelli regnano gli anni ’80, dai tavoli uno addosso all’altro si vedono ancora le foto con i vips, e può capitare che i camerieri non siano esattamente gentili. E’ il prezzo da pagare per un locale dall’atmosfera veracemente romana.

(5) GALLO ROSSO, Via di VignaMangani, 13 – Roma. Tel. 338 7410147.
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Ora tocca a San Lorenzo, quartiere universitario che tante volte ci ha sfamati e in vista di questa classifica quasi avveleneti (abbiamo provato tutti gli indirizzi ancora appuntati nelle improvvisate Moleskine dell’epoca: libri, quaderni, diari). D-E-L-U-S-I-O-N-E: nemmeno uno citabile. Affranti, ci siamo lasciati tentare dal trash, vale a dire Al Gallo Rosso, a Pietralata, diversi chilometri più in là. Posto da gran caciara preso d’assalto dalle comitive attirate dai prezzi che più bassi non si può. La pizza praticamente è una sfoglia richiestissima in versione boscaiola (funghi e salsiccia su base margherita). Un culto – quasi più della pizza – gli arrosticini.

(6) SAN MARINO, Corso Trieste, 161 – Roma. Tel. 06 86203479.
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E’ su Corso Trieste, dove occupa una buona fetta di marciapiede con vetrine, tavolini esterni e tende rosso bordeaux sovrastate da un’insegna ciclopica. Da un anno la pizzeria, sempre piena malgrado le dimensioni mega, si è rinnovata senza traumi per il menu che elenca pizze un po’ più alte del solito. I supplì e le crocchette sono potabili, servite da uno staff organizzato e sempre sorridente. Anche qui in perfetto stile Remo, un foglietto di carta presente sulla tovaglia di stoffa permette scelte “fai da te”.

(7) DEL GHETTO, Via Luigi Cadorna, 17 – Civitavecchia. Tel 0766 29276.
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Unica escursione fuori Roma per segnalare la Pizzeria del Ghetto di Civitavecchia, posto a suo modo storico sia per l’offerta minimalista (solo margherita e marinara) che per il curioso ibrido tra pizza al piatto e al taglio. Vietati i vizi da gastrofighetti, perfino le posate, qui si accartoccia e si mangia con le mani. Il successo della formula ha consentito ai titolari di aprire un secondo locale ad alcuni chilometri dal primo, chiamato opportunamente Fuori dal Ghetto.

(8) LA MONTECARLO, Vicolo Savelli, 13 – Roma. Tel. 06 686 1877.
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A costo di risultare ripetitivo, preciso che questa è la “Guida Michelin” della scrocchiarella romana, non vorrei che qualcuno cadesse dalla sedia scoprendo al posto n. 8 e n. 9 La Montecarlo e Baffetto. Del resto, altri cadrebbero dalla sedia non trovandoli. Per capirci: la bontà della pizza è solo un ingrediente del successo di questi locali, e neanche il principale, per curiosità gugolate le parole “Pizzeria” + “Roma”: Montecarlo è il primo risultato, Baffetto il secondo. Due leggende del centro storico che convivono felicemente a pochi metri una dall’altra servendo un disco di pasta snellissimo nei piatti di metallo.

BAFFETTO, Via del Governo Vecchio, 11 – Roma. Tel. 06.6861617.
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Rispetto all’illustre vicino, Baffetto concede di scegliere la dimensione della pizza (usanza quasi esclusivamente romana), chi la ordina grande avrà una specie di disco volante che esce dal piatto e quasi decolla. Le file all’ingresso, spesso più lunghe del tempo necessario a mangiare la pizza, disponibile bianca, rossa e in tutti le versioni tradizionali, restano un mistero per i gastrofanatici, i quali si chiedono dubbiosi se è solo una questione di prezzo. A proposito, secondo voi è solo una questione di prezzo?

(10) ANTICA SCHIACCIATA ROMANA, Via Folco Portinari, 38 – Roma. Tel. 06 536112.
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L’elenco non può che chiudersi con la madre di tutte le pizze romane… la pinsa o schiacciata. Pare che gli antichi Romani si dilettassero a combinare farine macinate a pietra, a seguire processi di lievitazione lunga 24/48 ore, dando alla pizza dell’epoca una forma ovale, tipo pane schiacciato. L’Antica Schiacciata Romana a Monteverde, e, degli stessi proprietari, la Pratolina in Prati e Condimenti a Montesacro, la interpretano ancora oggi con ottimi risultati. Una pizza che condivide pochi aspetti con la classica romana, ha bordi alti, è fragrante e di elevata digeribilità.

Ecco, abbiamo romanizzato così la “Guida Michelin della pizza napoletana”. Spazio ora ai lettori che sono d’accordo, a quelli che no, e a chi vuol dirci quali indirizzi indipensabili mancano.

Tavole Romane

PS. Ci avete fatto caso? Siamo riusciti a parlare di pizza romana senza nominare Gabriele Bonci.

[Crediti | Immagini: RomaToday, 2Spaghi, Nessun Dove, Il Secchio e L’Olivaro, SobreItalia, Roma Ristoranti, Flickr/Zio Paolino]

Tavole Romane

23 maggio 2011

commenti (91)

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  1. Li rioni via dei SS Quattro nel Rione Celio , prezzi onestissimi , locale molto carino, fritti buoni e pizza romana fatta bene

  2. appuntino: “il Cassamortaro” è un locale a ponte Milvio, leggermente posh. “I marmi” è conosciuto come “l’obitorio”

    1. hai ragione jade ma oramai il “cassamortaro” di trastevere ha talmente surclassato il locale a corso francia che si è conquistato il nome sul campo! 🙂

    2. ma nessuno a Roma ha mai chiamato Panattoni “Cassamortaro”, però.

    3. Eh, ma un conto è un cassamortaro e un altro un obitorio: non facciamo confusione col gotico, che sennò a questo punto ci sarebbe anche l’Acchiappafantasmi a via dei Cappellari… 😎

  3. Baffetto? Montecarlo? dai ragazzi… sembra la guida che consegnano ai turistoni americani sbarcati dalla Royal Caribbean
    Remo oramai la pizza te la tira dietro, non fai in tempo a masticare che ti cacciano via. e le ricevute sono un miraggio
    se Testaccio deve essere, allora meglio NuovoMondo a via Giovanni Branca o il Cantinone in piazza
    e Sforno? e 00100?

    1. ciao Jade parlando di pizza romana ,ovvero sfoglia bassissima e scrocchiarella , Sforno non viene giustamente citato , sul nuovo mondo sono d’accordo con te ( ha anche dei dolci fatti da loro notevoli)

    2. hai ragione. è che per me sforno trascende ogni categoria.
      dolci da nuovomondo mai provati, ci tornerò, è dietro casa. grazie!

    3. Beh Jade, è vero che sono locali frequentati e consigliati anche agli stranieri però da romano io ci vado sempre volentieri, e spessissimo invitato da altri romani! Certo location e ambiente contribuiscono al mio piacere di andare lì ma la pizza non mi ha mai deluso e ci torno sempre volentieri…

      Se però bisogna escludere le cose “contaminate dalla presenza di stranieri” forse la lista degli esclusi si allunga con posti che in molti amiamo…

    4. non si tratta di “contaminazione”. ben venga un pubblico variegato ovunque, ma Baffetto e Montecarlo ormai sono trappole per turisti, ore di fila per mangiare in 4 secondi netti una pizza che il più delle volte è bruciacchiata (male) e umidissima al centro, trattati con una finta cordialità al limite dell’invadenza, conto su un foglio di carta e via, tanto semo a Roma e famo i simpatici.
      no, grazie.

    5. Se non ho voglia di perder tempo però io vado proprio da Remo o da Montecarlo, proprio perché so che arrivo, mangio e me ne vado. Pago poco in assoluto e la pizza è buono, son d’accordo con voi nel dire che il servizio potrebbe essere migliore. San Marino per me rappresenta un riferimento per il rapporto qualità/prezzo anche se non si mangia la pizza.

    6. su montecarlo ti dò ragione è molto calato ultimamente, mentre baffetto, anche se va evitato nei weekend per l’assalto dei turisti, fa sempre un’ottima pizza!

    7. dai, Francesco. ottima mi sembra esagerato…

    8. vabbè posizionamoci su “buona” 🙂
      e cmq preferisco quella del cassamortaro, ops obitorio! :)))

    9. dai, vieni a Testaccio da Nuovomondo.
      segnalo anche “Da Bruno alla Tavernaccia”, via Giovanni da Castel Bolognese (zona Porta Portese/stazione Trastevere): di base è una trattoria con cucina romana, ma la sera fanno anche pizze buone (su tutte, provola e melanzane)

    10. Sul miraggio delle ricevute (un punto cui ti assicuro teniamo molto) non siamo d’accordo. In anni di onorate pizze consumate da Remo lo scontrino fiscale ce l’hanno sempre fatto e non siamo neanche riconoscibili come blogger se questo potesse in qualche modo influenzare.

      In zona buona anche Nuovo Mondo, ma dovendo fare una scelta non abbiamo avuto tanti dubbi. I dolci però non li abbiamo mai provati…rimedieremo sicuramente, grazie a Jaws per la dritta!

    11. Jade quanto sono d’accordo con te!!!
      Montecarlo e Baffetto vogliono recitare la parte della romanità ma in modo malinteso, ormai rischiano di essere maleducati e fastidiosi e tutt’altro che simpatici!!

      Io vorrei segnalare Formula 1 a San Lorenzo!

    12. Nuovo mondo senza dubbio! Remo negli anni sembra essersi un po’ seduto sugli allori (tanto per rimanere in zona Testaccio)

  4. E, purtroppo, vi siete persi il vero numero uno della pizza romana nel forno a legna: l’Hermand Pub a Via di Grottarossa 123.

    Non c’è il minimo paragone con quelli che avete citato e che avevo già provato tempo fa, in gran parte gabbole per turisti. In periferia si trova spesso di meglio, di più curato e sorprese assai inaspettate.

    1. Ottima aggiunta Marco! Provata varie volte a portar via per mangiarla a casa di amici che abitano lì vicino.
      Addirittura il numero uno della pizza romana secondo un esperto come te? Per impasto, ingredienti, cottura o cos’altro?
      E aspettiamo curiosi altre “perle” di periferia…

  5. Se devo scegliere preferisco fare incetta a Roma di pizza al taglio, piuttosto che la tonda al piatto…quella, da tradizione, la preferisco napoletana verace e magari anche STG… 😉
    Il mio indirizzo preferito per la pizza al taglio a Roma è Alice a San Pietro: pasta sottile, leggera, croccante e … digeribilissima!!! Ingredienti tutti di qualità e gusti uno più buono dell’altro. Ogni volta faccio sosta almeno per un’ora, tra i vari assaggi e cedo sempre alla tentazione di aspettare la prossima sfornata…

  6. Una personale aggiunta:

    Leoncino: via del Leoncino

    Paino: Via di Parione

    In più una cosa particolare la pizza nè pizza romana (estremamente sottile) nè napoletana,cotta in un antico forno elettrico dentro un padellino….da provare.
    ANTICA PIZZERIA EST EST EST F.LLI RICCI a Via Genova

    1. grande Andrea che ha ripescato i Fratelli Ricci a via Genova. Meglio prenotare soprattutto adesso che ci si può sedere anche fuori.

  7. Toglierei l’obitorio: nel giro di pochi anni la loro pizza è diventata immangiabile soprattutto per il pomodoro di qualità pessima. In compenso sono lievitati i prezzi.. Tra i locali citati l’unico che, a mio parere, mantiene le stesse caratteristiche è Giacomelli.

    1. dissento, l’ho riprovata settimana scorsa ed è sempre un’ottima pizza romana.

      sui prezzi sono cresciuti ma molto meno di altri posti anche citati nell’elenco…

  8. D’accordissimo su buona parte delle recensioni ma c’è una mancanza CLAMOROSA…!
    Colui che nei decenni passati ha aperto – grazie a Dio! – dapprima “Remo a Testaccio” e successivamente la “San Marino di Corso Trieste” – entrambe poi cedute a gestori compaesani (Amatrice) che hanno mantenuto in tutto e per tutto la sua qualità e il suo stile, è vivo, vegeto e operativo, insieme al figlio Alessandro, presso la cosiddetta San Marino “piccola” in via di San Marino n. 52, all’angolo con piazza Istria.
    Per il suo passato e per il suo presente non può essere assente nella Guida Michelin della Pizza Romana, grazie alla pizza medesima e a molto altro (i supplì e l’amatriciana su tutto).

    1. Questa non la sapevamo e visto che parliamo dell’artefice di due tra le pizze romane che ancora oggi amiamo di più è una grave lacuna da colmare quanto prima!
      Grazie a voi lettori di Dissapore forse si riesce a realizzare davvero questa “guida” quasi impossibile 😀
      Magari appena possibile tiriamo giù la lista delle integrazioni che state facendo, un po’ sullo stile di quanto fatto tempo fa per le trattorie…

  9. Vista la tipologia e l’intento del post, non discuto la selezione.
    Suggerisco solo qualche possibile integrazione:

    Al Grottino, via Orvieto 4 (06-70.24.440);
    Pizzeria Bisteccheria, via dei Castani 33 (06-23.05.149);
    Pout Pourri, via Roberto de’ Nobili 8 (06-51.333.12);
    Il Carroccio, via del Carroccio 9 (06-44.23.70.18).

    1. il Grottino meriterebbe di essere citato insieme al gotha delle pizzerie di Roma non solo per la pizza ottima( che non è propriamente romana ma direi piu’ una ” quasi napoletana “) ma anche per le birre belghe , gli antipasti, i dolci , tutto di alta qualita’ , sopratutto con un rapporto qualita’ prezzo invidiabile

    2. mi correggo , “pizza ottima” è un po’ troppo per il Grottino , direi una buona pizza , sicuramente leggera e non gommosa , sicuramente non ” alla romana” , ma con tante varianti interessanti che denotano passione per questo tipo di alimento , il proprietario italo canadese , molto gentile, in una delle ultime visite ci ha raccontato che tiene particolarmente alla giusta maturazione dell’impasto che segue varie tempistiche per dare buona digeribilita’ al prodotto finale ( e gia’ questa è cosa buona e giusta )

    3. E chi se l’aspettava un commento così! 😎
      A parte la battuta fa piacere siano arrivati l’ironia e gli intenti del post, che vuole soprattutto aprire uno scambio di opinioni e consigli sulla pizza di tipo romano. E la discussione sembra già interessante, grazie di cuore a tutti per integrazioni e commenti, anche contrari ovviamente…

      Il Grottino è un buon indirizzo (anche se non ci ha “fulminato”) però la pizza non è proprio di tipo romano. Una foto magari può aiutare a rinfrescare la memoria 😉

      Le altre le segno da provare!

  10. Come giustamente hanno citato altri, direi anche Nuovo Mondo a Testaccio e Li Rioni al Celio.

    Volevo chiedere invece a qualcuno che magari l’ha provata com’è quella di Dar Poeta a Trastevere… sento sempre ‘meraviglie’ del calzone ricotta&nutella, ma mai nessun commento sulla pizza. Turistico? Pizza romana o no?

    1. Mha… la pizza è una sorta di ibrido con un impasto friabile ed abbastanza leggero, i condimenti possono anche essere molto “suggestivi” ed “esotici”….

      A me piace la Pratolina a via degli Scipioni, che però fa quella pizza chiamata “pinza”.

      Ciao

    2. Dar Poeta la pizza è “romana” e ha un impasto misto, a base di soia.
      Più che un posto turistico, è semplicemente irritante: l’ultima volta, dopo aver prenotato con largo anticipo, senza che l’avessi ancora minimamente chiesta m’hanno portato la ricevuta insieme al dolce. Anzi, dentro al dolce: era poggiata all’interno del piatto. Adièu… 😎

    3. Quoto quanto scritto da Sponzilli e Riccardo I.
      Dopo le ultime visite ci siamo ripromessi di non tornarci per un bel po’. Peccato perchè diversi anni fa secondo noi era un’altra cosa.

      @Andrea Sponzilli non hai visto che si parla anche di pinSa e della Pratolina? 😉

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