
Massimiliano Ceccarelli: Okay condivido stavolta ...ma
Turinèis: So che questo articolo è vecch
enrico: Ricordo a tutti .....che menu.
Due coperti: 20 euro. 4 bottiglie di acqua minerale: 24 euro. 6 scampi: 300 euro. 6 gamberoni: 90 euro. Un plateaux (4 ostriche, 2 fasolari): 70 euro. Due bourguignonne: 380 euro. Una fonduta di frutta: 30 euro. Un Zacapa (bicchierino di rum): 40 euro. Totale: 954 euro (#novecentocinquantaquattro#). Avete letto, no? Questo è il conto pagato da una coppia per cenare a La Malmaison, ristorante milanese (via Comune Antico 27, zona Greco) di Davide Lacerenza, il compagno di Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi. “Mazzancolle abbacchiate…”, “Gamberi storditi…”, “Aragosta con salse cromoterapiche…”, per insospettirsi bastava un’occhiata al menù, poi certo, il cameriere che lo ritira prima di chiedere alla coppia se vuole gli antipasti (390 €) fa pensare al furto con (poca) destrezza. Ma la vera domanda è: che razza di ricarichi hanno i ristoranti di Milano?
Tralascio le penose giustificazioni del proprietario (“Hanno mangiato scampi di Mazara”, “Gli antipasti li hanno chiesti loro”, “Erano 3 o 4 kg. di roba”) per dire quello che risulta a me. Ieri, al Mercato Ittico di Torino, un chilo di scampi costava 50 €. Come posso pagarne 6 di numero 300 €? Cos’è, la versione bauscia del Passetto romano?
Anzi, voi che di ristoranti ne capite, mi aiutate a ricostruire il giusto prezzo per la cena a La Malmaison, al netto dei ricarichi da mago do Nascimiento? Ricapitoliamo le portate. Antipasti: 3 Scampi, 3 Gamberoni. Piatto unico: Plateau con 4 ostriche e due fasolari. Secondo: Bourguignon per 2 persone. Frutta: Fonduta di frutta mista. Acqua, caffè e distillato. Coperto. NIENTE VINO. Forza, allora, quanto fa?
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Precisiamo però che nel conto della Malmaison è prevista anche la cura per il malocchio tiè tiè
Questo è un furto !!!!
Mi chiedo, ma i titolari non provano neppure un pò di vergogna?
Non ci sono parole….sic!
evidentemente il concetto di “vergona nel fottere la gente” non appartiene a quella famiglia…
Ti obbliga qualcuno ad andarci?
Che schifo
Premetto che mi piace fare la spesa e cucinare e che mi piace andare in ristorante per avere nuove idee in cucina.
Prezzi da ristorante di alto livello a persona:
antipasti-3 scampi 3 gamberoni (pezzatura grossa 50gm l’uno)max 30€
piatto unico-4 ostriche e 2 fasolari max18€
Bourguignon (filetto di manzo fritto con fonduta e salsetta Bourguignon )-max30€
fonduta di frutta mista-max8€
acqua caffe distillato (scegliendo anche un ottimo barricato) max12€
tot. 98€
Il bello è che quando sono stato IO alla Malmaison, all’epoca della sua apertura, i prezzi erano su per giù quelli che prospetta Paolo. Non c’era traccia di coperti a 20 euro, furbate varie o ricarichi reboanti. La qualità oltretutto era buona, la varietà del conchigliame e dei crudi notevole, la carta dei vini molto originale. Peccato che Lacerenza si sia montato la testa così.
Perché non apri tu un ristorante come La Malmaison con relativi arredi eccetera e poi applichi i prezzi che vuoi?
Questo li batte tutti!!!!!!
Il Target del locale mi sembra piu’ alto rispetto al passetto… quindi la truffa è proporzionata
Proviamo a fare i conti in logica Extra-lusso dando per scontata la qualità delle materie prime:
6 scampi (100€)
6 gamberoni (40€)
4 ostriche + 2 fasolari (supponiamo delle belon enormi… 50€)
Bourguignon x2 (100€)
Dessert (20€)
Zacapa (20€)
Accettando i prezzi di acqua e coperto il totale viene 374€… praticamente meno della metà.
Ricordo che da Cracco (noto per avere prezzi non proprio pololari) il menu degustazione grande costa 170€
Chiariamo, per i miei criteri alla Malmaison sono ladri; e anche se se la tirano da localino super esclusivo con quattro salette, 300 candele e i mobili d’epoca…un menu con crostacei, caviale, ostriche e sezione intitolata “formaggi RARI e PREGIATI” è evidentemente tamarro (del resto dalla cricca di Wanna Marchi cosa ti vuoi aspettare).
Però scusa…non ho capito, anche questi due: mentre avevano il menu in mano non l’hanno guardata la colonna a destra?
O erano due menu senza prezzi?
in questo caso i fidanzatini erano milanesi, quindi autoctoni.
secondo me, modestamente, nel mio piccolo, credo sia colpa dei clienti e non del ristoratore.
Anche secondo me, in questo caso (non quello dei giapponesi – da quanto ho potuto capire da come sono stati riportati i fatti). non dico al 100%, ma almeno all’80% toh!
Primo perché, seppur autoctoni, fra tanti ristoranti hanno scelto proprio quello.
Secondo, perché a quanto pare i prezzi sul menu c’erano.
Il 20% è colpa del locale perché ha prezzi che a me sembrano ingiustificabili per quello che sembra offrire.
E alla fine – da alcuni commenti qui e altrove – mi sembra di capire che invece dei locali-pacco di ogni ordine e grado saranno facilmente penalizzati anche quelli che lavorano bene, ma non hanno prezzi stracciati…
nell’articolo si legge
“il cameriere che lo ritira [il menu] prima di chiedere alla coppia se vuole gli antipasti”.
senza nulla togliere alle responsabilita’ dei singoli, e’ un comportamento decisamente strano… sbaglio?
Infatti una percentuale di colpe al ristoratore le lascio (per i prezzi e qualche atteggiaemnto sospetto).
Ma resta il fatto che io quando guardo un menu ho di fronte tutti i prezzi. Se si sono presi il tempo per decidere hanno avuto modo di sfogliarlo. Se volevano ordinare un antipasto potevano guardare la pagina corrispondente prima che il cameriere lo portasse via!
Quello che invece potrebbe esser stato poco chiaro o poco visibile o non indicato è il prezzo del coperto, aperitivo, caffé, dessert e distillato. Questo sì che può essere (spesso) una brutta sorpresa e/o fregatura alla fine.
…il prezzo indicato a menù è del SINGOLO scampo, facilmente fraintendibile con il prezzo del piatto: scampi di mazara del vallo 40 E….
io ci sono stata e devo dire che il comportamento del cameriere è proprio di chi agisce con l’intento di fregarti…
credo che Lacerenza sia una persona molto furba.. ha capito come farsi pubblicità senza spendere assolutamente niente. una cosa da sottolineare. in quel pasto l’ingrediente sottovalutato e non citato é il sale di Wanna: prezzo al kilo anche 200mila euri
Ed ecco l’ altro esempio di intelligentone della rete !
Ma che vadano a lavorare!
Questi sono crimini che nemmeno l’indulto dovrebbe evitargli la galera.
Spero che la crisi economica operi una selezione naturale: ristoranti come il Passetto, la Malmaison, per non parlare di tutte quelle schifezze turistiche di cui è infestato il centro di Roma -per intenderci, quei localacci col buttadentro accalappiaturisti e la ghiacciaia col pesce in vista all’esterno, tipo i ristoranti di via della Paglia- ‘ANN ‘A MURI’ SCHIATTAT’!!! DEVONO FALLIRE per mancanza di clienti o perchè la magistratura li chiude d’imperio!
Non è possibile andare a mangiare fuori con l’ansia di essere rapinati e turlupinati se non sei più che vigile e sul chivalà: io voglio rilassarmi, non andare in trincea. E non voglio neppure essere terrorizzato perchè non so se quello che mi mettono nel piatto sia commestibile o velenoso. Fresco o scaduto da mesi e “taroccato”.
Mi dispiace per i ristoratori onesti e seri, ma se non si adoperano loro stessi per contribuire a suon di denunce a ripulire la categoria dall’enorme numero di mele marce, io -da consumatore e cliente- non me la sento più di fare “esperimenti”: ormai vado solo in posti di cui mi fido ciecamente. E sono pochi, purtroppo.
Gli altri li lascio agli esploratori arditi e ai pionieri. Con tanti auguri che non ci rimettano penne o portafogli.
Ragazzi, con la ristorazione di alto livello prendono per il culo tutti. Qui in Sardegna e’ scoppiato un casino allucinante per un’importante grossista che vendeva surgelati AVARIATI a mezza regione…e indovinate chi c’era tra la lista dei clienti? Alcuni dei ristoratori che hanno il coraggio di far pagare alla carta i gamberoni, acquistati per freschi, a 30€ l’etto!!!
Meditate gente meditate…
Alt, stop. Questa non è ristorazione di alto livello, non identifichiamo i prezzi con la qualità.
Tra l’altro sembra di capire con poca “cucina” (da un po’ non si entra nel link del menu) e soprattutto un arredamento più da centro benessere aiurvedico che da ristorante.
Ma come si fa a mangiare una bourguignonne al ristorante? Ma la fanno con le forchettine e le salsine e aspetti che i pezzetti di carne sfrigolino? Lì in mezzo alle candele a 380 euro? Sorseggiando acqua? Trimalcionesco astemio.
Concordo sul fatto che l’alta ristorazione sia in parte una montatura. Scoprire che Stefano Bonilli e Tommaso Farina, due esperti che rispetto, nei rispettivi blog hanno scritto schede tutto sommato positive del Passetto e de La Mailmaison, non aiuta la situazione a migliorare
Bonilli, per essere precisi, non ha fatto una scheda sul Passetto. Ci ha scritto due parole. Io idem, e ho raccontato di averci mangiato una buona carbonara e un mediocre antipasto di mare. Si può?
Comunque ieri sera verso le 8 e mezza – 9, ho scritto di getto una riflessione amara e delusissima sul mio blog. Io per aver fatto un servizio giornalistico su questo ristorante mi sono beccato vari sfottò, e per aver osato dire che non se ne usciva avvelenati mi hanno scritto veri e propri insulti. Veramente deludente essere stato insultato per aver fatto il mio lavoro scrivendo di gente così. All’epoca, un par d’annetti fa, io e la collega che mi accompagnava (che aveva avuto l’idea del pezzo, e che il redattore capo volle fosse affiancata da me) spendemmo non più di 60-70 euro a testa. Un’inflazione del 10000% in due anni non me l’aspettavo proprio.
Tommaso, non ho ancora letto il tuo pezzo ma ricordo bene le polemiche dell’altra volta.
A volte è piacevole e divertente difendere l’indifendibile ma in questo caso, con personaggi come le Marchi, condannate e palesemente colpevoli di truffe aggravate (e lasciamo perdere Striscialamestizia: ci saremmo dovuti arrivare da soli) il giochino non ti è venuto bene.
Da parte della critica gastronomica doveva esserci il vuoto intorno a quel locale.
La prima cosa che ho imparato dai miei maestri è l’imparzialità. Raspelli ha voluto giudicare alcuni ristoranti a prescindere da chi ne fosse il proprietario, e ciò gli causò vari problemi col suo vecchio editore. Io alla Malmaison sono andato a giudicare il cibo e a fare un servizio giornalistico. Non me ne frega chi possiede il ristorante. Non recensisco proprietari, ma locali. Credo che questo dovrebbe essere abbastanza chiaro. Se poi uno vuole o non vuole andarci, son fatti suoi. Non ho certo dimenticato di scrivere a chi apparteneva. Il lettore ha tratto le sue conclusioni. Io e Silvia Crivella non abbiamo fatto un pezzo d’opinione, ma di cronaca.
Di poi, non si capisce perché “Da parte della critica gastronomica doveva esserci il vuoto intorno a quel locale.”, così, all’indicativo, senza neanche disturbarti a usare il condizionale. Da un punto di vista giornalistico, si trattava di una notizia curiosa da dare. Dal punto di vista critico, io ho fatto la critica gastronomica anche ai ristoranti delle Feste dell’Unità, non vedo perché non dovrei farlo con un ristorante. Un giornalista sportivo non si sarebbe mai sognato di dare un voto basso a Bachini (uso un giocatore medio per evitare imbarazzanti paragoni tipo Maradona, che non è proprio il corrispettivo calcistico della Malmaison) perché faceva spesso uso di cocaina, anziché per come giocava. Questo concetto non era chiaro agli stonzetti anonimi che commentavano sul mio blog, mi spiace che non sia chiaro a te che hai un nome, una simpatia e un cervello (anche migliore di molti miei colleghi giornalisti, se posso azzardare).
Io non difendo l’indifendibile, difendo il mio lavoro e quello della mia collega, che è stato onesto, professionale, senza censure a priori. E sul mio lavoro non faccio alcun giochino.
Un abbraccio.
Tommaso, grazie dell’abbraccio ma ho paura che mi stritoleresti vista la mia esigua corporatura
Hai piena ragione sulla parola giochino: lasciava intendere fraintendimenti che non intendevo. Era soltanto per evidenziare il tuo lato, a volte forzoso, politically incorrect.
Per il resto rimango della mia idea ma rispetto la tua anche se:
Nessun giornalista sportivo avrebbe dato un voto basso (o meglio non avrebbe giudicato) Jonathan Bachini solo perchè era cocainomane: giustissimo. Resta il fatto che la giustizia sportiva nel marzo 2006 lo ha squalificato a vita, la qual cosa può essere assimilata ad una condanna in Cassazione come quella ricevuta dalla Marchi Family, e di lui non ne sentiamo più parlare nè da Gianni Mura nè da Xavier Jacobelli, tanto meno se aprirà un fast-food a Brisbane.
La tua è cronaca e siamo d’accordo ma se il Malmaison (nomen omen) l’avesse aperto Giuseppe Mastropietro l’avresti recensito ugualmente ?
Un abbraccio (poco vigoroso
)
Io credo che ci sarei andato. Quando apre qualche nuovo posto cerco sempre di metterci piede, magari una o due volte.
In questo caso, ho unito recensione e cronaca.
E ho bevuto una Ribolla di Radikon veramente superlativa. Io non so se inserire in carta un vino simile, o i gianduia di Gobino, fosse uno specchietto per le allodole da mostrare ai “gourmet qualificati” per farsi belli. All’epoca c’erano. Chissà se la Ribolla oggi c’è ancora. Qui sembra che l’unico a fare un giro di quel locale sia stato io…
Egregio Sig. Tomacelli,
approfitto di questa discussione per esprimere il mio personale disappunto per i comportamenti di alcuni ristoratori che, purtroppo, contribuiscono a creare sempre maggior distacco tra la buona ristorazione ed i consumatori.
Tuttavia, lo spunto è utile per sottolineare, invece, chi si sta impegnando per avvicinare i clienti all’alta e buona cucina, un’opera di trasmissione di cultura enogastronomica importante e determinante per lo sviluppo di un sistema.
Un esempio è stato l’appuntamento dei cuochi del gruppo CHIC lo scorso lunedì 20 luglio a Castel Guelfo, una sontuosa cena di 18 portate oltre all’aperitivo, accompagnata da numerosi vini, il tutto proposto a 50 euro in un’atmosfera serena e rilassante.
Per chi vuole leggere il resoconto http://charmingitalianchef.wordpress.com/2009/07/25/lowchic-la-cucina-di-qualita-alla-portata-di-tutti/
Sono disponibile, su richiesta, per inviare il menu in pdf.
Grazie per l’accoglienza.
70 Euro
Ad Majora
Ma quei signori vestiti di verde con la fiamma gialla sul cappello andranno a dare un’occhiata alla denunia dei redditi di chi ha fatto il conto e anche di chi l’ha pagato?
Vero che il cibo buono costa ma il ricarico sembra davvero eccessivo come pure il mangiarsi due mesi di pensione in una sola serata
A meno che gli scampi non siano stati rincorsi uno per uno con muta e bombole
Puo’ essere interessante anche questa recensione dove si parla di un Plateau di gamberi e scampi alla Maimaison pagato 540€…
http://www.ilmangione.it/recensione.php?id_rist=12983&id_recensione=29080
Qualcuno ha problemi di accesso log-in?
Domenica 28 settembre 2008
Alla vista del conto (790 € per due persone) volevo svenire, ma al momento ho preferito non fare scenate anche perché lo stupido sono stato io a non chiedere quanto mi sarebbe costata la specialità della casa (540 €), o la torta (60 €) portata al posto della fetta con candelina che avevo chiesto per festeggiare il compleanno della mia ragazza.
Giusto un paio di frasettine…
così, solo per completezza di cronaca…
Andrea: semmai tu le leggessi e ne fossi contrariato,
ivi seduta stante affermo tonante che ilmangione è il meglio sito della Rete.
si’ ma alla fine il tipo ha pagato, io non so dal punto di vista legale di chi e’ la responsabilita’, probabilmente il ristoratore era tenuto a comunicare il prezzo.
Pingback: Quanto costa il vino al ristorante Le Malmaison di Milano? | Intravino
Ecco il ragioniere di turno
No, un attimo, scusate, ma il nome del ristorante e’ vero? o ve lo siete inventato voi?
Malmaison? it’s a joke, right? Mal maison?
Deriva da questa dimora storica di NB (e difatti, il tema NB è ripreso): la prima e unica che acquistò coi bottini da generale… il senso potrebbe essere quello, sì.
Con lo stesso denaro avrebbero comprato patate di buona qualità per tre anni e mezzo. Hanno preferito “rischiare” con l’esclusiva esclusività di un posto esclusivo e giustamente sono stati puniti.
Ma ancora c’è qualcuno che frequenta questi posti qui? Basta vedere i menu on-line per annusare che “stringi stringi”…
> mi aiutate a ricostruire il giusto prezzo per la cena a La Malmaison?
Si potrebbe (?) fare il raffronto
tra i 6 scampi a 300 euro, 6 gamberoni a 90, 4 ostriche e 2 fasolari a 70 euro per un totale di 460 €, e
…
(3 alzate di crudité) Gran Plateau Royale composto da:
(sei pezzi x) ostriche Fin de Claire, Belon, Binic selvatica, cannolicchi, fasolari, tartufi di mare, garusi, gambero rosso di Sicilia, mazzancolle, scamponi reali di Manfredonia, astice canadese, aragosta sarda, caviale e sashimi di rombo, ricciola, branzino, alici e ricci di mare. Su ordinazione, 250 € a persona
(2 alzate di crudité) composte da:
(tre pezzi x) ostriche Belon e Fin de claire, tartufi, cannolicchio, fasolari, mazzancolle, scampi, astice e sashimi di branzino. 150 € a persona
(1 gran vassoio) composto da:
ostriche fin de claire, tartufi, cannolicchi, fasolari, scampi, gamberoni, astice, sashimi del giorno, caviale Keta. 80 € a persona
Ristorante Alice’s, by ViaggiatoreGourmet
Salve a tutti, mi chiamo Giorgio Lombardi. Conosco personalmente Davide Lacerenza, Stefania Nobile e Wanna Marchi; sono loro amico dai tempi del blog (occupandomi di web, per alcuni mesi l’ho curato in qualità di moderatore). Sono inoltre il webmaster del sito del ristorante.
Di sicuro qualcuno penserà che sono di parte, ma non è affatto così. Metto per un momento da parte la sincera amicizia che ho con Davide, Stefania e Wanna per fornirvi il mio parere sul ristorante in questione. I conti sono salati, ma come in tutti i casi la qualità si paga! La cucina è ottima e ben curata, i piatti sono ricercati, la cantina fornitissima e pregiata, il servizio lo reputo eccellente. Ho conosciuto persone che hanno centao a “La Malmaison” ed hanno espresso pareri più che positivi su tutto.
Ovvio, non è una trattoria per camionisti, non è un agriturismo, non è un ristorante da “menù a prezzo fisso”; è un locale esclusivo, elegante, raffinato dove tutte le cose hanno un loro prezzo.
Davide è un’ottima persona, onesta, grande lavoratore (per tre anni consecutivi ha rinunciato alle ferie per seguire il suo locale, al quale adesso si affianca anche un elegante bar vicino alla Staz. Centrale); non è un semplice ristoratore, bensì un vero e proprio imprenditore, consapevole delle sue scelte e sempre attento a fornire un servizio eccellente.
Ora parlo da amico, da persona che si ritiene fortunata ad aver conosciuto delle persone che, ancora adesso, a distanza da alcuni anni dalla vicenda giudiziaria che ha visto protagoniste Stefania e Wanna, vengono ingiustamente additate come truffatrici. E’ ora di finirla!!! Nemmeno adesso che sono in carcere a scontare la loro pena riuscite a lasciarle in pace???
Un saluto.
Beh, se sono in galera è perchè la Giustizia Italiana le ha dichiarate colpevoli di qualcosa, credo anche la truffa.
Quindi sono tutto tranne che additate ingiustamente, semmai sono additate giustamente !!!
Poi anche io sono un ristoratore, anche io faccio poche ferie, anche io nel mio piccolo penso di dare un prodotto di una certa qualità ad un prezzo credo corretto, ma questo invero è opinabile.
Ora, caro Lombardi (ha il mio stesso cognome), le dico che fra i tanti clienti che vengono da me che quando devono scegliere il vino mi demandano la scelta io scelgo per loro un vino decisamente poco costoso o con un eccellente rapporto tra prezzo e qualità. Si figuri se io avrei proposto così al volo, con tranquillità, un antipasto così costoso a due avventori senza prima appurarmi con le dovute maniere che abbiano capito a cosa andavano incontro in senso economico !!!
.
Ciao
Egregio ristoratore, ma nel suo ristorante i prezzi li fa fare dai clienti o li decide lei?
Ciao Giorgio, mi ricordo di te.
La cosa che mi lascia perplesso è la crescita di questi prezzi. Quando visitai il locale per la prima volta (e tu te lo ricordi, perché venisti anche a commentare sul mio blog), alla Malmaison si spendevano cifre certamente molto più basse di queste che leggo oggi. Certo, a quanto vedo col tempo si sono aggiunti vari piatti, ci sono statee evoluzioni. Ma perché un aumento tanto cospicuo?
Questo fermo restando il fatto che quella volta io e chi mi accompagnava fummo soddisfatti.
Ciao Tommaso. Tutto dipende da ciò che si ordina, se un cliente ordina un plateau di coquillage “principesco” mi sembra normale che si spendano cifre da capogiro. Stesso discorso vale per i vini e champagne. Ci sono vini pregiati e costosi e vini molto più economici e di qualità inferiore.
Negli anni il ristorante “La Malmaison” si è molto evoluto (come dicevo nel precedente commento è stato aperto anche un bar gemellato con il ristorante che si chiama per l’appunto “La Malmaison Cafè”); quindi mi pare normale che i prezzi abbiano subito delle modifiche / aumenti. Ma il tutto è successo con un considerevole aumento della qualità.
Se sono in galera c’è un motivo o sono anime innocenti?
Cosa c’entra con l’argomento in questione???
Hai scritto tu questo: “Ora parlo da amico, da persona che si ritiene fortunata ad aver conosciuto delle persone che, ancora adesso, a distanza da alcuni anni dalla vicenda giudiziaria che ha visto protagoniste Stefania e Wanna, vengono ingiustamente additate come truffatrici.” pertanto sono io a non capire cosa c’entri con l’argomento in questione….
Cito dall’articolo del corriere:
«Dopo che avevamo ordinato, il cameriere ha ritirato il menu e ci ha chiesto se nell’attesa gradivamo degli antipasti», racconta Barbara, la donna di 37 anni che ha invitato a cena il suo fidanzato per festeggiare il compleanno di lui. «Abbiamo risposto di sì. Mai avremmo immaginato fossero così costosi».
—
Aggiungo che e’ inutile fare un processo qui, se i ragazzi hanno sporto una denuncia allora ci pensera’ l’autorita’ giudiziaria a verificare chi avra’ ragione.
Detto cio’, certi ricarichi sono assurdi e non sono giustificabili con niente, 6 scampi a 300 euro non si pagano neanche da Pinchiorri ( = 50 euro a scampo ).
Dai, ONESTAMENTE, 6 scampi a 300 euro sono una truffa.
Lo sono.
Dai.
Beh, allora visto che Lei dice di essere il web master del sito web http://www.lamalmaison.it, sappia che “a tà maison” fa ridere, caso mai dovrebbe essere “à ta maison”, e farebbe ridere lo stesso, i francesi direbbero “chez toi” (d’accordo, non tornerebbe l’assonanza con “malmaison”, lasciamo perdere). Comunque, con quello che spillano ai clienti spero che l’abbiano pagata di conseguenza, e quindi il Suo errore è imperdonabile; in caso contrario, Lei è un’altra vittima della loro furberia. Tertium non datur.
Ed ecco finalmente Luigi, colui il quale risolverà i problemi dei refusi….
e se avessero bevuto ?
Tutte le ipotesi su http://www.intravino.com!
Si sta parlando del ristorante “La Malmaison” non di Stefania Nobile e Wanna Marchi. Perchè divagare sempre sulla loro vicenda giudiziaria, tra l’altro già conclusa?…
Mi viene in mente una frase famosa di Vanna Marchi, la suocera
di questo gentleman:
“Ogni giorno nasce un pollo e Vanna Marchi lo aspetta per spennarlo”
Speriamo che, d’ora in poi, polli e non, si tengano lontani da quel ristorante: gia’ la sua ubicazione lasciava facilmente prevedere una “sola”.
Oriana é amica intima di Wanna Marchi, ne conosce persino le frasi usate ….
Concordo
A mio avviso, per le portate in oggetto, un prezzo tra i 250 e 300 euro totali potrebbe pagare dignitosamente anche artistiche elaborazioni culinarie ed un servizio di lusso.
Solo un’ulteriore nota: la cosa che non capisco in alcuni ristoranti è un ricarico così assurdo sui vini e superalcolici. Sulla cucina ci sono alcune elaborazioni particolari che possono valere una grande differenza di prezzo sullo stesso prodotto base…ma i vini e liquori sono sempre uguali per tutti. Se stiamo parlando dello Zacapa 23 Etiqueta Negra, conosco benissimo il suo prezzo (perchè lo vendo nella mia locanda) e 40€ per un bicchiere (con il miglior servizio “di contorno”) proprio non ci stanno…
Pingback: La settimana dei record: Milano (La Malmaison) batte Roma (Il Passetto) 954 a 695 € | Dissapore
sono Davide Lacerenza, tralascio di rispondere ai vari insulti che non mi toccano, ma voglio dare una risposta coerente a quella che può essere una mal informazione, dunque gli scampi che si trovano nel mio locale sono i migliori scampi al mondo arrivano vivi e vengono perscati nella zona di ponente della sicilia a differenza di quelli che pur riportando l’etichettaa mazara vengono pescati in tunisia e poi entrano nel porto di mazara solo per avere il timbro mazara difatti questa è la politica di alcune aziende che aprono appunto la sede in un determinato punto solo per poter etichettare e poi…. ed inoltre sono una pezzatura che si chiama 0-4 significa che in un kilo ci sono massimo 4 scampi, poi ci sono altre pezzature per es. 10-15 ciò che in un kilo possono esserci da 10 a 15 scampi, siccome gli scampi si comprano a peso ma vengono venduti a numero basta sapere il prezzo al kilo e il conto è subito fatto. i miei variano dai 95 ai 105 euro al kilo a seconda del tempo e del mare, e se qualcuno ha un amico pescivendolo può chiedere ( se la risposta dovesse essere ohhh io li trovo alla metà) bene allora investite 50 euro se la curiosità è forte e vi garantisco che vi arriverà un altra cosa, in caso contrario presentatemi il fornitore che cambio il mio.
per quanto riguarda l’intervista del tg5 che premetto mi ha fatto sono piacere come quella di panorama in quanto comunque in concomitanza con vari insulti telefoni ma da tre giorni ho prenotazioni che devo rifiutare, comunque come mi diceva sempre la mia fidanzata Stefania non ti fidare dei giornalisti perchè con i tagli da un significato che vuoi dare poi vedrai tutto l’opposto. cioè 20 minuti di intervista che non volevo rilasciare ma mi era stato promesso visto che loro per primi nei vari servizi hanno sempre cercato di legare il mio nome a Stefania e Wanna allora avrei rilasciato l’intervista se a questo punto mi avessero anche fatto parlare delle condizioni gravi di salute di Stefania e del fatto che hanno tutti paura a concedere misure alternative in quanto il nome fa tremare e che se fosse un altra persona sarebbe già in una struttura più idonea alle sue gravissime condizioni avenddo perso 8 kilio e con un emoglobina a 8 e tante altre cose, ho anche detto che nel mio ristorante per quanto esclusivo se una persona mangia un linguina ricci e bottarga o mezze penne scampi e gamberi( chiaramente vi anticipo già.. di pezzatura inferiore a quelli crudi ma comunque sempre ottimi) da 35 euro e di secondo un ottimo branzino al vapore 30 euro e una bottiglia di vino tipo un blangè a 35 euro un dolce da 20 euro fate il conto e vedete se con circa 100 euro a testa non si mangia, ma tutto questo è stato tagliato come il pezzo dove spiego che la bourguignonne che è di pesce e non di carne dove viene detto anche al tg5 e andate a rivedere servizio se non ricordate, viene detto che era composta da 4 ostriche e 2 fasolari, invece e (provare per credere io sono qui) la bourguignonne comprende numero1 aragosta rosa intera, 1 astice blu di circa 6-7 etti , 2 chele di king crab(granchio gigante pescato in alaska pregiatissimo difficile da reperire e molto costoso) 2 scampi di quei famosi…. 2 gamberi rossi, branzino tonno spada salmone noci di capesante giuganti il tutto tagliato a tocchetti più varie verdurine da intocciare nell’olio bollente con aromi speciali che non vi dirò in quanto è il tocco del mio chef che rende il tutto un piatto unico. spero di aver chiarito qualcosa solo a chi comunque agli insulti perferisce la conoscenza vera dei fatti e poi comunque il mio è veramente un ambiente unico dove il menu viene sempre dico sempre lasciato fino alla fine al tavolo del cliente se poi da qui viene montato tutto ad hoc per fare notizia allora…… grazie per la pubblicità. Davide Lacerenza La Malmaison via comune antico 27 tel 02 67101302
mi scusi, sig. Lacerenza, ma leggere il Suo messaggio è un’impresa da mal di testa… potrebbe per cortesia, se ne è in grado, riscriverlo aggiungendo la punteggiatura e rivedendo l’analisi logica di alcune frasi? grazie.
Perché non lo aiuti tu….
Caro Sig. Lacerenza, sono un collega pugliese e le scrivo le mie perplessità in merito al suo scritto.
Ora lei può giustamente giustificare il conto richiesto ai suoi due famosi avventori accampando l’altissima e costosissima materia prima che lei utilizza nel suo ristorante.
Però gli avventori hanno affermato che l’antipasto gli sia stato proposto quando questi non avevano più fra le mani il menù in modo da poterne controllare il prezzo. In ogni caso per portate così importanti il mio modo di agire sarebbe molto prudente. Sia io che lei o i suoi collaboratori possediamo sicuramente il modo per far notare elegantemente l’importanza (costo) della portata all’avventore. Ad esempio io quando propongo il tartufo bianco di Acqualagna segno nel menù il prezzo al grammo e lo peso direttamente al tavolo prima e dopo la grattata…così facendo non ho mai avuto problemi.
Comunque anche considerando il costo della materia prima che lei utilizza, il costo complessivo del pasto mi sembra spropositato.
Se lei chiede queste cifre gli altri grandi e blasonati ristoranti italiani quanto dovrebbero chiedere?
Io in parecchi ristoranti di questi colleghi famosi ho già mangiato e mai neppure lontanamente mi è mai stato presentato un conto così alto.
Questa mia ultima considerazione non le fa sorgere qualche dubbio?
Ciao
Vignadelmar alias Luciano Lombardi
piccola precisazione: il menù NON viene lasciato fino alla fine ma anzi tolto dal tavolo prima degli antipasti, ed i prezzi, che si intendono al pezzo e non alla portata, non sono chiari…
per il sig. Tommaso Farina aggiungo che ricordo bene la sua visita nel mio locale e come prova che sono io Davide le ricordo che aveva bevuto un Radikon del 2002 che va servito a temperatura ambiente pur essendo un bianco ed era nella sala rossa con una ragazza, aveva preso un plateu di crudo, dunque visto che la ritengo un critico gastronomico di un certo livello e che comunque per causa mia aveva avuto non pochi problemi vista la discriminazione sociale nei confronti della mia fidanzata, la invito volentieri a ritornare nel mio ristorante per farle vedere comunque l’evoluzione del mio locale in questi anni e il perchè dell’aumento dei prezzi oltre a fornirle materiale esclusivo per suo articolo in caso voglia farne uno o anche per semplice sua curiosità personale. Se gradisce mi può rispondere alla mail del mio locale in quanto non amo molto scrivere nei blog dove per lo più ricevo insulti. Distinti saluti Lacerenza Davide
Invito pure io. Tommaso, se vai, chiedo l’esclusiva del racconto. Giusto?
buongiorno sig. Lacerenza, all’inizio del post ho scritto che lei è una persona estremamente furba e ne sono ancora più convinto dopo aver letto le sue ‘giustificazioni’. viviamo in mondo di furbi e bisogna adeguarsi, bravo. mi lasci passare la battuta del sale che, con tutto il rispetto per i suoi amici, fidanzata e consuocera, rimane fondamentalmente una ‘battuta inevitabile’, ma senza offesa.
credo che lei faccia bene a far pagare 1000 euro ad un cliente che, non essendo obbligato, entra nel suo locale e le consuma il corrispettivo in alimenti e vini dopo aver letto il suo menu. nessuno si scandalizza per bottiglie di vino che da sole hanno costi ben superiori.
abbandonerei però, fossi in lei, puntualizzare luoghi e provenienza del suo pesce. lei è uno tra i tanti ristoratori che viene commercialmente e quotidianamente raggirato.
Questo é un dipietrista travestito
Caro Lacerenza, non ho a disposizione la sua email, quindi le rispondo qui. Lei ricorda bene: ero in compagnia della collega Silvia Crivella, che è rimasta assai colpita da quel vino. Era anche venerdì di Quaresima, perché io presi solo portate di pesce, mentre la collega, non credente (o non praticante), provò anche i tortellini bolognesi che allora erano in carta.
Visto che anche Bernardi mi pungola in tal senso, un giorno o l’altro ci rivedremo senz’altro. In questo momento non mi è possibile per tutta una serie di ragioni che sarebbe ozioso spiegare qui, ma da settembre in poi credo di farcela.
Quanto poi ai “problemi” che ho avuto, le dico di tranquillizzarsi e non sentirsi minimamente in colpa. I problemi li hanno quelli che hanno scritto certe cose sul mio lavoro, che ho cercato di difendere.
Un saluto cordiale.
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1) (visto che è lei a ricicicciarla continuamente):
“discriminazione sociale nei confronti della mia fidanzata”
Al mio paese si chiama ‘condanna’.
Così a naso, anche ben meritata.
2) Con quello che lei fa pagare le linguine, un branzino, un dolce e il vinello, mi par di capire si possa avere un menù degustazione in tutti i principali ristoranti d’europa (salvo Pinchiorri e Harry’s bar, forse); si considerino inclusi Fat Duck (12 portate), El Bulli (40 portate), la Francescana, Vissani e Cracco.
3) Sono d’accordo con Eggi sulla questione “raggiro quotidiano”.
3a) Il “pregiatissimo king crab” attualmente è uno dei crostacei più immeritatamente sopravvalutati: l’ho mangiato in Norvegia pagandolo circa 250 corone/kg (30 euro, al cambio attuale), come alternativa ad un astice che costava il doppio. Credo non ripeterò l’esperienza. Qual’è il pregio di questa bestia? E’ grosso, null’altro.
3b) Quanto ai gamberi di Mazara, le ricordo che Mazara da qualche anno non ha più nemmeno la bandiera blu di Goletta Verde, ha un depuratore fermo da decenni, getta i reflui cittadini in mare aperto e ha un porto più volte sanzionato per gli scarichi fuori norma. Il mito del “gambero di mazara” è morto, da tempo.
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E abbastanza un furto sì, detto questo, direi che i fidanzati se la sono proprio andata a cercare, e di brutto. Nel senso che il lusso e l’amore del pacchiano si paga, e generalmente molto più del (buon) cibo. Come dire, in fondo, che nessuno va al billionnaire per poi lamentarsi del conto, vero? Eccoqua. Per il resto, v’assicuro che da Pino Cuttaia i gamberi di Mazzara, sono per forza di cosa più freschi che alla casa del male e non costano 100 euro al chilo. E in bonus lui li sa pure cucinare
Davide Lacerenza scrive:
gli scampi che si trovano nel mio locale, sono i migliori scampi al mondo. Arrivano vivi, e vengono pescati nella zona di ponente della Sicilia a differenza di quelli che, pur riportando l’etichetta Mazara, vengono pescati in Tunisia e poi entrano nel porto di Mazara solo per avere il timbro Mazara (difatti questa è la politica di alcune aziende che aprono appunto la sede in un determinato punto solo per poter etichettare)
Nicola Cavallaro scrive:
gli scampi vivi da Mazara del Vallo non arrivano, e non arriveranno mai per un semplice motivo. La flotta di quasi 1.000 barche di Mazara sta in mare per tre settimane: le pescate dei 18 20 gg vengono generalmente trattate con bisolfito e congelate a bordo, quelle dell’ultimo paio di gg vengono trattate e spedite fresche, nel ghiaccio. Vivi non arriveranno mai né a Milano né in nessun posto che non sia Mazara stessa (forse qualche località limitrofa)
…
Lacerenza scrive:
inoltre, sono una pezzatura che si chiama 0-4: significa che in un chilo ci sono massimo 4 scampi, poi ci sono altre pezzature (per es. 10-15, in un chilo possono esserci da 10 a 15 scampi); siccome gli scampi si comprano a peso ma vengono venduti a numero [...] i miei variano dai 95 ai 105 euro al chilo a seconda del tempo e del mare.
Cavallaro scrive:
altra è la questione delle pezzature. Gli scampi più grossi di Mazara arrivano a pesare 120 130 grammi, ma su 200 kg di crostacei ne troveremo poco più di un chilo. Le pezzature di cui parla sono di scampi che possono arrivare, vivi, principalmente da tre paesi europei: Norvegia, Scozia e Danimarca. Nel mercato italiano e di Milano in particolare arrivano i danesi e gli scozzesi, vivi, intubati e conservati con una gelatina sulla parte superiore del cartone (intubati: vengono messi come se fossero delle bottiglie di vino, in verticale con la coda vs il basso e la testa vs l’altro, divisi da dei cartoncini). I prezzi di questi non superano i 45 euro al kg, a noi ristoratori: uno scampo *di prima* di Mazara arriva tra i 40 e i 45 euro. Per i milanesi in pescheria da Claudio, a 80 85 euro. Arrivano a 120 sotto le feste di Natale.
Lacerenza scrive:
95-105 euro [...] se qualcuno ha un amico pescivendolo può chiedere: se la risposta dovesse essere ohhh, io li trovo alla metà, allora investite 50 euro e vi garantisco che vi arriverà un altra cosa; in caso contrario presentatemi il fornitore che cambio il mio.
Cavallaro scrive:
il loro fornitore di crostacei, per inciso, è anche il mio
Per inciso gli specialisti sul pesce di Mazara del Vallo sono due.
Quello che più da fastidio è la mancanza di chiarezza dei prezzi sul menù. Tant’è vero che sul sito del ristorante non compaiono, perchè???
perche’ ti vogliono fregare…ecco perche’nel menu’ non ci sono prezzi!!!!
linguine ai ricci e bottarga a 35€…cakkio… a Cagliari nel miglior ristorante lo stesso piatto lo pago la meta’!!!!
e come esempio ho preso il piatto piu’ economico del ristorante mailmofregotutti!!!
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A proposito dei 35€ per un piatto di linguine ai ricci e bottarga, vorrei far notare l’enorme differenza di prezzi tra Milano e Cagliari, qui si rischia di pagare 20€ per un pitto di pasta con il pomodoro, e pizze tra i 10 e 15€ in pizzerie più che normali, per cui se vai a farti una pizza con gli amici, rischi che ti partano dai 25( se ti va bene) ai 35€.
se volete vi specifico il menù.
Pizza
Birra
Caffè
Coperto
Per quanto riguarda il resto della discussione, sono sicura che sul menù i prezzi sia ben specificati, e sicuramente viene specificata anche la quantità alla quale il presso si riferisce altrimenti il ristorante sarebbe già stato chiuso.
Per cui se le persone ordinano senza aver attentamente letto il menù sono fattacci loro.
Questo non per difendere il propietario, ma perchè se facciamo i polli, andiamo spennati, cosi la volta dopo stiamo più attenti.
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Im so glad you went out on a good note!!