La Ragnatela a Mirano | Slowfudisti più di Carlo Petrini


Una siepe che copre la strada e un supermercato neanche piccolo accanto. 25 km da Venezia e anni luce distanti dalla poesia lagunare. L’insegna recita Cooperativa La Ragnatela e d’emblée pensi a un circolo ambientalista, mica ad un monumento della ristorazione slow d’Italia. Dietro alla porta, una sala da 30 posti al piano terra e un salone da 80 qualche scala all’insù. Pochi ristoranti tengono insieme spazi ampi e cura del dettaglio come avviene qui. Il metro quadro sa di battesimo-cresima-matrimonio, il particolare di osteria nuova, minimale, colorata e giovanile dal parquet ai bicchieri. Pochi fronzoli, sostanza e leggerezza in abbondanza. Pesce e carne, informalità e precisione viaggiano alla pari. Il meccanismo è rodato, al tavolo si alternano tre portapiatti diversi con pari disinvoltura e cordialità, roba che neanche in un bistellato.

Il menù è enciclopedico: “la tradizione” conta 6 antipasti, 5 primi e 7 secondi, “il mercato e la ricerca” altrettanti, poi ci sono 3 menù sul tema Presidi Slow Food. Niente al confronto della precisione millimetrica di ogni piatto. Spaghettini con seppioline nere di laguna che te li ricordi finché campi, come il tonno al sale e mandorle con maionese delle stesse e zuppetta di topinambur. Porzioni rare per generosità ed equilibrio di sapore, un trancio di ricciola agli agrumi del Gargano canditi al sale con zucchine al finocchietto e salsa all’aneto così buono che fai prima a mangiarti il piatto che a leggerne il nome. C’è di vero che quando 3 piatti di pesce a testa gratificano così preziosamente appettito e gastrofanatismo le chiacchiere stanno a zero.

La Ragnatela è un viaggio così buono pulito e giusto che neanche Carlin Petrini in cucina farebbe di meglio. Per ogni piatto di sarde in saor consumato, un euro viene donato ad Emergency. Prodotti del commercio equo e Presidi Slow Food in abbondanza, in carta e venduti al dettaglio. Qualcuno se ne frega, io mi esalto. Il prezzo mette d’accordo pure i muri, con 35/40 euro sorriso assicurato. Il vino in aggiunta non manca, il rapporto prezzo-felicità sfiora l’incredibile. Prego qualcuno di ravvisare note dolenti, al di là dei 3 euro di coperto; se il gentilissimo curdo-iracheno Fouad che mi serviva ha girato il mondo prima di fermarsi a lavorare tra questi tavoli, un motivo forse c’è.

Trattoria Cooperativa La Ragnatela
via Caltana, 79
30030 Scaltenigo di Mirano (Ve)
Tel.-Fax 041 43 60 50
mercoledì chiuso




20 commenti a “La Ragnatela a Mirano | Slowfudisti più di Carlo Petrini”

  1. carolina carolina commenta:

    visto che in 40 min ci arrivo, lo proverò… se poi passa la prova suoceri mi sa che siamo apposto!

  2. Cellar Tours Cellar Tours commenta:

    vado in quella direzione la prossima settimana … una piccola deviazione verso Mirano non mancherà di certo! Grazie

  3. MAurizio MAurizio commenta:

    Una curiosità. Ma un ristorante gestito in forma di cooperativa usufruisce delle “agevolazioni” stigmatizzate in un altro post, quello sui “furbetti” ????

  4. Damon Damon commenta:

    provato anni fa… Ottimi ricordi delle moeche fritte, i gamberetti da antica ricetta veneziana, sarde in saor da manuale, rapporto q-p da encomio… Difetto? Dista 300 km da casa mia;-)

  5. Corrado Viscardi commenta:

    Provato anche io….nel lontanissimo 1994…il ricordo è più che positivo…mai provate sarde in saor migliori…

  6. Andrea gori Andrea gori commenta:

    Nei finti ristoranti e le cooperative che si spacciano come ristoranti e NON pagano le tasse come i ristoranti ci mancherebbe anche che i prezzi siano alti…
    Boycott forever

    • gianluca gianluca risponde:

      Forse lei parla per sentito dire o per partito preso o ancor peggio per preclusioni ideologiche una Cooperativa non è altro che una forma societaria equiparata ad una srl e in fattispecie la citata da impiego regolarmente pagando tasse contributi e stipendi a 22 persone in due locali gestiti dalla cooperativa. La differenza è che non abbiamo padroni e che ci sentiamo liberi di discutere litigare e di dicidere le nostre scelte sia gestionali che di vita di impegnarci nelsociale cosa che ormai da più di 25 anni facciamo con il rispetto di molte associazioni e, enti e amministrazioni con cui collaboriamo a titolo puramente gratuito.
      Speriamo che un giorno possa pasare da noi presentarsi così le potremmo regalare un libro della ns storia e se vuole potremmo farle vedere i ns bilanci e se sarà ancora scettico anche darle i resoconti delle alcune delle centinaia di migliaia di euro che ogni anno versiamo al fisco.

  7. markuskoellner markuskoellner commenta:

    onore al merito, ma – senza voler sembrare polemico – parlare di precisione millimetrica nelle esecuzioni mi sembra francamente eccessivo: La Ragnatela è decisamente una valida meta (quattro o cinque volte all’anno ci passo), qui però la vedo dipinta in modo leggermente troppo aulico..

  8. angelo angelo commenta:

    vi ho fatto tappa 3 mesi fa ed è indubbiamente un posto da consigliare. Per la sua categoria vi si mangia bene…ma non facciamo confronti con gli stellati. Faremmo torto ai soci della Ragnatela che si rivolgono ad un targeto completamente diverso.

  9.  gumbo chicken commenta:

    Ma i poster in cucina ci sono sempre? :-)
    (chiunque li abbia visti sa cosa intendo!)

    Scusate ma se in un locale si mangia bene e a prezzi onesti, perché dovrei boiccottarli solo perché loro hanno deciso di organizzarsi come cooperativa e non come società?

  10. Amarone Amarone commenta:

    A 5 minuti, a Zianigo, c’è “da Mauro”, stupefacente!
    Molti meno piatti, ma di qualità eccelsa, senza spendere molto di più.
    Io alla Ragnatela non ho mai mangiato bene, certo i prezzi sono interessanti,
    ma la qualità è un’altra cosa! E’ la tipica trattoria a prezzo fisso, Oldani docet! Non tutti possono essere come lui…
    Di questi tempi vedo molta confusione, basta il prezzo politico e, voilà, ecco una nuova stella nel firmamento gastronomico.

  11. Il mondo è bello perché vario: per me la Ragnatela non è né una tipica trattoria (la scelta è molto ampia, troppo, e non solo tradizionale – per stare solo ai piatti) né tantomeno a prezzo fisso.
    Io 1 su 1 (100%) di successo, tu 0 %: statisticamente, sei sfigato ;-)

  12.  gumbo chicken commenta:

    Anche secondo me non è una “solita” trattoria a prezzo fisso.
    Anche perché, a meno che non sia cambiata nel frattempo, non c’era né obbligo di menu a prezzo fisso, né ingredienti dozzinali, né piatti banali.

    Unica cosa in comune con la trattoria classica sono le porzioni!
    A fine pasto noi eravamo KO e – saputo troppo tardi che sarebbero stati ben disponibili alle mezze porzioni – la prossima volta che avrò occasione di andare di sicuro ne approfitterò!

    Anch’io comunque rientro nella statistica 1 su 1 – 100% di successo. :-D

  13. alexandra alexandra commenta:

    Ci sono stata (abito a pochi km da Mirano)ho mangiato bene, rapporto qualitá delle materie prime e prezzo…ci sta.
    Niente di stratosferico (sarde in saor, moeche fritte o baccalá mantecato… ben eseguiti…ma credo sia il minimo in una trattoria slow nel veneziano)
    Manco da un anno….che sia migliorata la cantina?…non sono riuscita a bere qualcosa di decente.


Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Dissapore

Registrati o accedi per commentare.