
Cristian: Che poi a Londra non si mangia
Marika: Io mangio sushi
Il mio lui, c
Massimiliano Ceccarelli: Okay condivido stavolta ...ma
Turinèis: So che questo articolo è vecch
Se sono seduta a questo bel tavolo, i casi sono tre: o ne ho letto la recensione e mi è piaciuta, o me lo hanno consigliato di persona, o qualcosa da fuori (il menù, l’insegna, la fame) mi ha convinto ad entrare. Fatto sta che ora, buona parte della mia soddisfazione dipende dal rapporto con il cameriere che si sta avvicinando al tavolo. E da quanto mi mentirà. In fondo, è un business. E tanto più sei bravo a vendere, tanto meglio vanno (o dovrebbero andare) gli affari. In America, dove questa verità è tanto più sentita per via delle mance, il NY Post ha dedicato un articolo alle bugie che i camerieri raccontano agli avventori. Noi abbiamo provato ad allungare l’elenco.
All’arrivo:
* Il tavolo sarà pronto tra 10 minuti ( = 30 minuti, come minimo).
Sul cibo:
* Quale mi consiglia? “Questo è uno tra i più richiesti” (= è tremendo, ma non posso dirlo); “questo è uno dei più buoni!” (= è il secondo più costoso tra quelli in elenco, mai il primo); “non saprei consigliarle, è tutto buono!” (= hai sbagliato posto, era meglio un trancio di pizza qua fuori).
Ma in generale, è un po’ come chiedere all’oste se il vino è buono….
* Il pesce? E’ sempre arrivato il giornata – anche se è lunedì sera e stai mangiando merluzzo congelato dell’Atlantico.
* La pasta fresca è fatta in casa, e la fa ancora la nonna del proprietario, Nonna Papera.
* Del pane, non fidatevi mai. Davvero.
* I dolci? “Fatti dal nostro chef!”, quello di casa Bindi.
Sul vino:
* Che tipo di vino è? “un rosso di corpo medio, con bouquet intenso e profumi di pepe nero, piacevole al palato con sentori di frutta rossa e spezie”. Tutto e niente, ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate cantava Bersani.
* Vorrei questo (il meno costoso della lista) “Mi spiace, è terminato”. Ovvio.
In fondo, scrive Steve Dublanica, ex cameriere e autore del best-seller “La resa del conto“, “un buon cameriere è anche un buon attore!”. Peccato che il ristorante non sia un teatro, almeno non basato sulla performance di un unico solista.
Di quali classiche bugie da cameriere mi sono dimenticata?
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La più grande: “Un attimo e glielo porto!”, detta da me quando in un ristorante mi hanno scambiato per il cameriere…
Un “grande” ristoratore di un golf club si avvicinava al gruppetto giusto di soci e con aria molto professionale: “ho ricevuto 2 branzini pescati all’amo che dicono mangiami mangiami, se volete li tengo da parte per voi.” alla risposta affermativa dei soci andava al telefono ad ordinare i branzini.
Più che bugie, le migliori che abbia mai sentito furono verità. Dette incoscientemente durante una serata in cui l’intero staff era andato nel pallone.
- Scusi, ma la pizza della signorina?
- Arriva, arriva. Sa com’è -lei m’insegna- noi le pizze le facciamo espresse…
- Scusi, avevamo chiesto degli antipasti 45 minuti fa.
- E che ne so, io? Mica l’ho presa io la comanda.
- Scusi, ma il tagliere di formaggi che ho ordinato?
- Eccolo, è pronto! Basta tagliarli (indicando il carrello dei formaggi).
- Persone che attendono fuori dal locale: scusate, possiamo accomodarci? Avevamo prenotato per mezz’ora fa…
- Cameriere, indicando una sala semivuota: eh, un attimo di pazienza! Non lo vede che casino, stasera?
ordinato BRASATO al Barolo e prugne…dopo 30 minuti di attesa mi è arrivato il sugo senza la carne.
Scusi ma il brasato? il CAMERIERE:Era finito ma le abbiamo serivito il doppio del condimento
fantastica !!!!!!!!!!1
posso copiarla?
Ore 12,00 di un’assolata giornata estiva. Arriva Harrison Ford e moglie. Lavoravo in un ristorante pizzeria sul mare. A pranzo la pizza era assolutamente vietata, pena il licenziamento:). L’attore ovviamente chiede la pizza ed io cameriera che non dice mai bugie rispondo “NO PIZZA”
.. LUI si alza e se ne va. Sono dovuta andare a riprenderlo, pena 100 frustate, dicendo che la PIZZA era già in forno per lui.
Intano la cuoca era in cucina che impastava impastava …
ah ah ah ah jo…….io sono dall’altra parte della barricata ma potrei farti ridere tanto.
Racconta, racconta.
Anche io sono stata dall’altra parte
una sera d’estate andiamo a cena da un paio di amici, ristoratori, ci sediamo, premetto non avevo prenotato il locale si riempie …..vengono serviti altri 6 tavoli prima del nostro passano 45 minuti locale pieno neanche una piccola domanda: vuole un aperitivo nell’attesa?
dopo 50 minuti, volevo vedere come finiva la cosa mi arriva un giovane cameriere ansimante: mi scusi e’ un po’ che ha chiesto il conto eccolo!
praticamente era la coppia in parte a noi….ci siamo messi a ridere in 4 non solo noi due.
pizzeria famosa. arriviamo un po’ prestino ma diciamo che non abbiamo fretta…vedo il pizzaiolo che armeggia col fuoco….e la fiamma che sale di riflesso….dopo 20 minuti ci hanno portato due pizze con porcini e crudo aromatizzate alla diavolina.
locale chic con tovaglie in lino e sala bellissima con pianta centrale…..in tavola bicchieri per bianco decidiamo per un rosso ci cambiano i bicchieri e li portano da una vecchia vetrina impolverati ma veramente opachi, facciamo notare al cameriere gentilmente e lui con nonchalance li pulisce davanti a noi con uno straccettino……ma la chicca finale quando la ragazza al tavolo chiede un vino rosso dolce arriva con un rosso nel bicchiere con cucchiaino mescolando lo zucchero. giuro….mi sarei nascosto per lui….
neanche sotto tortura faro’ i nomi di questi locali. ma tant’e’.
forse e’ meglio che non continui….:-O)
di tutte quelle elencate la piu’ irritante e’ quella dei dolci
a parte tutti noi sboroni che bene o male pensiamo di intenderci di cibo solo perche’ ne vaneggiamo qui, anche i bambini capiscono quando un dolce e’ industriale
perche’ perche’ perche’ … perche’ lo fate cari camerieri ??
E quelli che ti raccomandano il risotto, ti fanno aspettare i canonici venti minuti, e poi ti portano il riso precotto girato un attimo con il condimento?
mi sembra che Dissapore stia sempre più diventando come una pagina di facebook, usata solo per coinvolgere i lettori/fan con opinioni su vari argomenti. Mi chiedo quale sia a questo punto l’utilità di avere un sito rispetto a una pagina FB.
Mi piacerebbe vedere Dissapore tornare alle origini.
Quando ho espresso il medesimo concetto qualche mesata fa, hanno usato l’artiglieria pesante…
Ti auguro maggior fortuna.
Eh beh si… questi post sono un po’ come i servizi sul gelato del TG5 o il cioccolato artigianale sotto Pasqua… insomma riempitivi.
Ma non è mica un dramma… nel food non è che ci siano mille news ogni giorno!
ma alla domanda “tale piatto è buono??” quel poveraccio del cameriere cosa dovrebbe rispondere?!
eh, bella domanda…
a me una volta il proprietario del ristorante a cui avevo chiesto com’era il pollo ha risposto “mah, io veramente non lo prenderei, non è mica granché”.
Sono dall’altra parte della barricata,e credetemi è difficile ripondere alla domanda ” è buono ?” . Si presume che si cerca sempre di offrire pietanze buone, che possono piacere o non piacere, ma sempre di qualità, senza raccontare bugie
A me questo post diverte.
Io onestamente difficilmente ho grossi contatti coi camerieri dopo aver ordinato.
Però mio padre ha alcuni episodi edificanti da menzionare. Tipo quando andò a cena con alcune persone, tra cui un vescovo. Il prelato, alla domanda del cameriere, disse che quella sera preferiva non ordinare nessun vino. E il cameriere: “Ah, scusi, allora lei non è un BEVERENDO?”.
un mio cameriere aveva appena finito di dire ad un tavolo che il cocomero non c’era, quando nel preciso momento il mio socio gli passa alle spalle con due fette per un tavolo. ” scusi e quelle allora?”
lui rispose “in verità, non sono buone…”
10 euro di mancia.
Quand’ero al servizio civile avavamo la convenzione in un postaccio da turisti in centro a Firenze.
Le ordinazioni erano del tipo:
- “io prenderei le lasagne”
- “io no”
- “Allora portami il pollo”
- “Ecco, il pollo va bene”
E via chili e chili di lasagne agli ignari turisti.