di | mer 13 lug 2011 ore 12:34
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ristoranti

Milano | Col diavolo al Pont de Ferr

(disclaimer: questo post e’ stato scritto a quattro mani con titty_marie_natalie_gabriela (ci tiene alla precisione); ai nullafacenti un premio se indovinano chi ha scritto cosa … e comunque: scusatela).

“Le liste non te le lasciano neanche se gli dici … (ehm) … te la do”, sentenzia il diavolo. Usciamo con le liste sotto il braccio, belle, grandi e gialle. Font a prova di miope. Usciamo dopo tre ore di tartaro acustico e di alterne sensazioni, ma con la soddisfazione di aver intuito finalmente il dolce. E con un parcheggio manualistico dentro un garage convenzionato. Lo chef Matias Perdomo … me lo hanno consigliato, ho recalcitrato ma poi sono andato, un po’ per sconfessare il mio “metro mito campione” che nel suo blog (nel suo blo’) gli ha arrotato una scarsa sufficienza piena. Un po’ per bassa curiosità, un po’ per provare a smitizzare il canone inverso dei navigli (di Milano) e, soprattutto, per conoscere il diavolo.

Rumore esagerato e pareti da pizzeria. Siamo sui navigli (di Milano) … Tavolo di legno scuro, spoglio, essenziale, tovaglietta di carta e brusio degli avventori che man mano aumenta. Una trattoria. Una di quelle in cui vai per sfondarti di vino, spiluccare quel che c’è e parlare ad alta voce, non tanto perché altrimenti non ti si sente, ma perché è liberatorio. Poi arrivano le liste e capisci che sei lì per ben altro.

Omaggi di benvenuto della cucina che alternano un prosciutto e melone (non utilissimo) a un crostino di parmigiano con crema di tonno (persistentissimo) a un cucchiaino di legno con foie-gras al fico (equilibratissimo). Gran cesta di pane e grissini.

E un rosso “scelto” con fatica, a occhi bassi, squadrettando i ben piu’ golosi Radikon, Podversic, Kante e compagnia cantante. Anche un Movia avrei accettato nella storia. Ma niente da fare, secca la scelta sul Ciliegiolo, fratello di Carneade e imbianchino di Don Abbondio. Nulla di eccezionale, ma con un nome meraviglioso. Ciliegiolo. Non si può essere tristi quando si dice “ciliegiolo”: lo ordini, è subito allegria.

All’arrivo dei piatti resto senza parole, per almeno quattro secondi buoni. C’è dolcezza. E nulla disarma di più della dolcezza. Intimidisce.

Certo, se ordino il foie gras con confettura di pomodoro dovrei aspettarmela. Ma anche il pan brioche è dolce, peccato: amo i contrasti. Per fortuna la nostra vicina di tavolo indossa stivali adorni di catene e sembra bacchettare il partner. “Assertiva”. Così la confettura di pomodoro scendeggiù molto meglio. “Una cravatta così scura su una camicia di lino anche no”. E anche l’agnello (ottimo, ma perché questa punta di dolce? Genio, sara’ mica il caramello?) scompare magicamente dal piatto. Potenza delle parole e della perfidia, in fondo dal diavolo che aspetti?

Il pezzo forte resta il dolce: semplicemente geniale. Tornerei solo per quello. No, anche per il resto, però a inizio settimana, sperando ci sia meno rumore.

Il sigaro di cioccolato piangerebbe banalita’ ma il tocco di Montecristo e fumo in domopak un po’ meno. Pretenzioso? Yep, e allora ?

Meglio il “filetto di sasso”? Non lo so, buona l’idea, bella l’estetica, ma mi si perde la solita punta che sempre si cerca. C’e’ in effetti, ma e’ una acciuga distribuita tutta concentrata. Basterebbe poco, davvero poco.

Tanto vince facile il mio sashimi di bue, acidissimo e ingraziante con le sue prugne umeboshi e la salsetta. E chiudiamola qui.

Perche’ “c’e’ molto di non detto e di non chiesto nel valutare una cucina”.

E si torna si … ma solo dopo ablazione del tartaro.

[Crediti | Link: Appunti digola, immagini: Pocketfork, Globoblò, Riccidimare]

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48 commenti a Milano | Col diavolo al Pont de Ferr

  1. Splendida recensione. Sono stata in quel posto varie volte, sia a pranzo che a cena: c’è qualcosa che mi ha convinto molto, qualcosa che invece mi ha lasciato piuttosto interdetta, come il caffé imbevibile a fine pasto, che ti lascia proprio “l’amaro in bocca” è il caso di dirlo, o la generale scarsa capacità di saperci fare con l’ospite da parte del personale di sala. Per non parlare di un coniglio su purea di patate e spinacini, in cui la purea sembrava fatta con lo stucco da parati.

  2. Ok! Bello… alla fine non ho capito se sei stato bene o male?
    Spesa? Si paga il coperto?

    • ammazza, se non si è capito se siamo stati bene o male allora siamo a cavallo! :)

      Si è mangiato bene, però la prossima volta sceglierò cose meno dolci :)

      La cosa negativa è il rumore. L’acustica è la vera nota dolente: a volte annuivo ai camerieri e facevo finta di capire, ma non sentivo.

    • avatar jade

      con Maurozz è così: non si capisce mai, è sempre un dico-non dico, col corollario di uno stile dadadista.
      Mauro secondo me è di quelli che alla domanda “è fica la tua amica?” rispondono “è un sacco simpatica”.

      • e’ simpafica

        ma al di la’ di quello, una volta per post (piu’ o meno) mi viene da tentare di rispondere con granu saliz

        se mi piace un piatto si e l’altro meno cosa devo dire ?

        allineare il tutto ?

        qui e’ stato un po’ cosi’, ma gia’ come disse lei qui sopra: troppo troppo rumore

  3. In fatto di dessert-sigari preferisco (a livello estetico) quello di un altro Mattias.

    [img]http://imageshack.us/photo/my-images/405/mattiasphoto3.jpg/[/img]

  4. avatar Antonio Scuteri

    “Il pan brioche è dolce, peccato”

    Perché, come deve essere il pan brioche? :-D

    • Deve essere dolce, ma è un peccato abbinare il pan brioche alla confettura di pomodoro e foie gras: risulta tutto troppo dolce.
      Ci avrei visto bene un altra tipologia di pane, più salato, per creare un po’ di contrasto :)

      • io faccio comuqnue una gran fatica con foie gras e niente di salato

      • si vede che han segato la confettura di pomodoro. Dovrebbe essere agro-piccante (meglio in genere con pomodori verdi)…comunque FG con una mostarda (o frutta acida tipo albicocche, ma sciroppata) e pan brioche sono un fondamentale. E in generale col FG funziona meglio il tono su tono che il contrasto. Basta vedere l’abbinamento classico con gli Alsaziani, dalle note (guarda caso) di buccia di pomodoro…suvvia, siamo seri…

      • avatar Antonio Scuteri

        Sarà anche un peccato, ma è un abbinamento ultra classico, mica un’invenzione del Pont: foie, pan brioche e una confettura è una delle cose più tradizionali che ci siano. Poi può anche non piacere, per carità (per esempio, a me non piace particolarmente), ma se si dice “peccato” in riferimento alla presenza del pan brioche come se fosse una cosa strana e inedita lo si fa sembrare un errore del ristorante, cosa che non è. Tutto qui :-)
        Semmai, come dice Aza, l’errore può essere l’eccesso di dolcezza della confettura

  5. avatar Roberto

    ci sono foto di piatti che ho provato ma non avete descritto : vi sono piaciuti ? uno é il mosaico di ricciola, nocciole, pompelmo foie gras mi pare e arancia, l’altro é il dolce, la tarte tatin reinterpretata ( con la quale ho goduto ). Ci sono stato un paio di volte e ci tornerei volentieri, a me piace il contrasto tra l’ambiente  e la cucina. Rispetto all’elemento dolce io l avevo trovato in più piatti a causa di quelle “sculture” dolci ( come nella tarte tatin in foto) usate per racchiudere qualcos’altro, anche in preparazioni salate :un formaggio in un piatto con la cipolla o a forma di carota con all’interno un puré di carota, appunto, come contorno alla lepre se non erro. Un elemento dolciastro che a me  non é dispiaciuto affatto ma che ad alcuni potrebbe stufare. 

  6. avatar Viola

    ho un rapporto di odio/amore verso questo posto dove vado spesso, perchè capita di essere da quelle parti con amici….

    alcuni piatti li trovo un po’ noiosi, quasi dei virtuisismi, in genere, secondo me, mettono troppi ingredienti dappertutto
    ; un paio di anni fa mi era piaciuto davvero poco, trovavo la cucina estremamente pasticciata, ora lo sto riabilitando

    golosissimo il “dentro” del tortino caldo di cioccolato e a me piacciono molto i loro “spaghetti al pomodoro”

    il sashimi di bue era con il foie gras o senza?
    anche quello secondo me si perde nel piatto

    servizio mediamente scadente però; a volte tempi lunghissimi e intervalli incomprensibili

    • il sashimi era con FG, ma e’ vero che si perde un po’ nell’insieme

      a volte la “colpa” e’ anche un po’ nostra che non mischiamo i sapori

      la nota sui virtuosismi non e’ capziosa, ma al momento mi sembra ci sia ancora un certo autocontrollo

  7. avatar Antonio Scuteri

    “marie, antonio e’ uno di quelli che crede alla regole assolute non al gusto soggettivo … speriamo sia distratto”

    No Mauro, io non credo solo alle regole assolute, e rispetto il gusto soggettivo, e ovviamente da esso mi faccio guidare.
    Ma penso che quando si fa una recensione, e si giudica il lavoro degli altri, bisogna far capire bene ai lettori la distinzione tra gusto personale ed errori oggettivi della cucina. Mi sembra una buona regola di comunicazione, sia che ci si firmi con nome e cognome che con un nick, sia che si scriva a livello professionale che per hobby.
    Sempre che si scriva per i lettori, e non per se stessi

    Titty/Marie ha poi chiarito meglio il suo pensiero, ma il testo originario era ambiguo

    • antonio, non c’e’ niente da fare, siamo proprio di due scuole di pensiero diverse … non e’ un problema, semplicemente e’ cosi’

      per me gli errori, a quel livello li’, non esistono oppure non sono in grado di coglierli

      e quindi preferisco il mi piace oppure non mi piace, magari arzigogolato nel lessico ma la vedo meglio cosi’

      poi so benissimo che c’e’ una serieta’ della madonna dietro il cibo, ma io non sono all’altezza di giudicarla

      e quindi non giudico, commento

      il nostro testo qui e’ ambiguo per definizione, perche’ l’abbiamo imbastito a 4 mani e non siamo sostenitori del pensiero unico :-)

      … naturalmente, marie, parlo anche per te senza chiederti il permesso ;-)

      • avatar Antonio Scuteri

        Ma figurati se c’è problema, si fa per chiacchierare :-)

        E non penso neanche però che sia questione di scuole di pensiero diverse. Per me va benissimo che ci siano recensioni, come dici tu, commentative e non valutative. L’importante è che questa distinzione sia chiara, sennò si confondono le idee a chi legge
        E per questo mi sono permesso di segnalare un passaggio nel quale questa distinzione chiara non era

        In generale, e per capirci meglio (estremizzo il discorso, non mi riferisco a questa rece): se si commenta in base al proprio gusto personale ma si lascia intendere che una determinata cosa non ci è piaciuta per un errore della cucina, si è scorretti nei confronti del cuoco e scorretti nei confronti del lettore. Se a me non piace il pomodoro e in un ristorante mangio spaghetti al pomodoro, poi non posso scrivere che quel piatto di pasta faceva schifo :-D

        • probabilmente non era molto chiaro quello che ho scritto, ma pensavo che lo fosse :)
          per fortuna dissapore ha i commenti che permettono di togliere tutti i dubbi :)

  8. avatar gianluca

    mauro il tuo stile è gggiovane, divertente, scanzonato, personale….e tutto quello che vuoi.
    però io sinceramente alla fine delle tue recensioni non capisco mai se in quel ristorante si mangia bene o male e se vale la pena andarci, anche se ti rileggo 3 volte.
    van bene gli esercizi di stile ma crea anche tu un pò di contrasto: ogni tanto una frase chiara e lineare metticela dentro !

  9. quelle chiare sono della copilota

    tu rispondimi secco adesso e qui: pensi di andarci ?

  10. avatar luca m

    vado spesso al pont. trovo la cucina di perdomo veramente geniale. ottimo rapporto qualita’/prezzo sopratutto con le degustazioni che spesso vanno oltre quelle indicate nel menu
    (l’ultima volta erano 17 + gli appetizer ,addirittura troppo).
    ovvio non sempre tutti i piatti sono al massimo ma vista la vastita’ dei menu mi sembra accetabile. quello che non e’ accettabile ,ma spero risovibile, e’ “il contorno”: rumore folle,aria condizionata a palla, tavoli troppo vicini, tovaglia e tovaglioli di carta in un posto che potrebbe raggiungere i vertici della ristorazione milanese.

    • quoto tutto.

      i piatti, poi, sono presentati in maniera spettacolare.
      Il problema è il rumore, passi la tovaglia di carta e la parete da pizzeria (non mi formalizzo), ma l’acustica…peccato :(

  11. avatar Roberto

    Oh peccato, io sostenitore dell’insolito, tipo buon veccchio sistema alla romana ;-)

  12. avatar Gianni

    Ma a nessuno viene il dubbio che forse sia arrivato il momento di pensare ad una dieta Veg*ana (vegetariana al 100%).

    So bene che molti opineranno che non si puo’ vivere senza carne e pesce, ma sono tutte frottole. C’e’ un mondo da scoprire…..

    La terra’ non ha abbastanza pesce per sfamare tutto il mondo e vivere in equilibrio, non abbastanza spazio per tutti i bovini.
    Tra l’altro sono essere innocenti, hanno un anima e percepiscono il dolore.

    BASTA MANGIARE CADAVERI, la Terra Ha bisogno di noi!!!!

    Mi stupisce la vostra “ingenuita’”. Parlate tanto di qualita’ e di raffinatezza/

    E ancora a fare i raffinati dicendo: prosciutto e melone (non utilissimo) a un crostino di parmigiano con crema di tonno (persistentissimo), a un cucchiaino di legno con foie-gras al fico (equilibratissimo),
    E tu che mangi cadaveri sei (volgarissimo e crudelissimo, aggiungerei anche stronzissimo).

    Come on, state parlando di CADAVERI di animali indifesi!!!!! Siete macabri!!!

    Come psi puo’ pretendere che il Foie-Gras sia equilibrato?!?! Sai cosa stai mangiando?! E da dove viene?!?

    la carne non ‘e altro che la carcassa di un animale morto, uguale uguale a quella di un cane o di un gatto morto in strada, solo che e’ meglio presentata, ma sono sicuro che non tutti ci hanno pensato a questo.

    Buona digestione

    Gianni

    • avatar Antonio Scuteri

      Ti dirò, io ci penso spessissimo. Vorrei veramente avere la forza di diventare vegetariano. So che sarebbe la scelta migliore nei confronti delle splendide creature che condividono il pianeta con noi, nonché per la mia salute

      Ma poi, periodicamente, arriva un fanatico fuori di testa che con la sua violenza verbale, la sua arroganza e la sua intolleranza mi fa girare le scatole e mi fa venire un’infinita voglia di una bella bistecca.

    • Guarda, Antonio ti ha risposto in maniera splendida.

      Non penso di diventare vegetariana perché mi piace mangiare la carne.
      Sarò deprecabile ai tuoi occhi, ma questa è la mia scelta e come io non contesto la tua non vedo perché tu dovresti contestare la mia e offendere in maniera gratuita.

      Quindi mangerò dei cadaveri preoccupandomi di cucinarli nella maniera più raffinata che posso.

      • avatar M&M

        Perchè poi mischiare la questione delle risorse limitate con la retorica sui cadaveri?
        Sono due argomenti completamente separati e se mentre sul primo si può anche discutere, sul secondo….

        Ma soprattutto: che c’entra il Pont de Fer con tutto ciò?

        • ah, non lo so.
          me lo sono chiesto anch’io.

          • avatar Gianni

            …Antonio per quel che mi riguarda potrebbe avere un’eta’ mentale di 3 anni se non diventa vegetariano per fare dispetto a qualche presunto “fanatico”.

            Antonio, sii sincero e fai come Titty che ammette di amare la carne e di sapere cucinare ben bene i suoi cadaveri.

            Detto cio’, Caro M&M:
            non e’ retorica, chi mangia carne sta mangiando il cadavere (carcassa se preferite) di un animale allevato ed ucciso per lo scopo di essere mangiato. Dov’e’ la retorica?!?

            Le risorse limitate sono direttamente collegate ai cadaveri dei poveri animali uccisi per un semplice motivo:
            Una vacca mangia, durante la sua breve esistenza prima del mattatoio, molti piu’ vegetali (almeno il 500% in piu’) della carne che riuscira’ a fornire.

            Se ti informi un po’ sullo spazio richiesto per un allevamento, e sui residui ambientali ed inquinanti che produce un allevamento, allora non verrai piu’ a chiedermi cosa c’entra.

            Il problema come sempre e’ la mancata informazione dei popoli.

            Non sto provando ad offendervi, solo a farvi riflettere.

            Se dico che mangiate cadaveri, sto semplicemente guardando la realta’ cosi’ com’e', senza eufemismi.

            E per rispondere a tutti gli altri:
            il mio post qui si incastra perfettamente perche’ e’ assurdo che nel 2011, a Milano, una delle citta’ piu’ presumibilmente “avanzate” del Sud Europa, si parli di Foie Gras (perfavore informatevi sui come) e si sventoli ai quattro venti l’amore per la cucina di animali morti.

            http://www.youtube.com/watch?v=2RXnxTB9S1w

            Buona digestione

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