guide

Olimpiadi Londra 2012: 10 cose a tema food scalettabili senza svenarsi

olimpiadi, London Bridge

I ristoranti di culto non sono più quelli di Heston Bluementhal o Gordon Ramsay,  perché il vero tormentone estivo resta la crisi e l’idea che Londra sia zona “recession-free” pare stravagante. Piuttosto Pitt Cue Co, che vende enormi hamburger e pulled pork (straccetti di spalla di maiale) a 7 sterline in un camion mobile sotto l’Hungerford Bridge (in centro, tra Waterloo Bridge e Westminster Bridge).

Per queste Olimpiadi c’è un inizio di movimento tipo “ci vado ma tengo d’occhio lo spread” e chi siamo in fondo noi per non assecondarlo. Eccovi allora 10 cose a tema food scalettabili senza svenarsi.

The Rock and Sole Place, londra

1. Adeguarsi al fish&chips.
Alle spalle di Covent Garden c’è Rock&Sole Place, localetto semplice che frigge fish & chips dal 1871. Per il pesce scegliete tra cod e rock a haddock, abbinato a una buona dose di chips fresche tagliate a mano, con buona pace di McDonald’s e delle sue olimpiche esclusive.
Rock&Sole Place, 47 Endell st (metro Covent Garden)

salt beef al the brass rail

2. Perdersi in un department store (grande magazzino)
Obbligatorio una volta nella vita sbalordire per la magnificenza della food hall di Harrod’s. Se il pienone vi rende ansiogeni un’alternativa è Fortnum & Mason con una mostruosa selezione di thè e confetture, o Selfridges dove alternare l’obbligatoria visita al fornitissimo cook store con uno dei migliori Salt Beef  (manzo sotto sale) della città.

byron hamburgher st paul

3. Mangiare il superhamburger.
L’effetto superhamburger o hamburger gourmet, da noi all’inizio (vedi Ham Holy Burger) oltremanica è una realtà conclamata. Interni curati, pane all’altezza, carne saporita, la scelta è ampia ma il Byron di Kensington High Street svetta per l’aria rassicurante, e la carne scozzese alla griglia buona da abboffarsi.

icecreamist vice lolly

4. Leccare un gelato (famolo strano).
Lo dico forte: The Icecreamists. Non la migliore gelateria di Londra nel senso ortodosso del termine (comunque ottima), se vogliamo poco rassicurante con gli interni nero-fucsia e un teschio per marchio. Ma in quale altro posto trovate un ghiacciolo all’assenzio fatto con l’acqua benedetta di Lourdes?
The Icecreamists, 23/47 the market building south piazza Covent garden

la gelatiera londra

4b. Leccare un gelato.
La Gelatiera è un angolo d’Italia tranquillizante (dopo The Icecreamist ci vuole) tra Leicester Square e Covent Garden: gusti classici e raffinati  come birra St. Peter Best o Sharon Fruit, una rara varietà di kaki coltivata in Israele, e una contenuta proposta di pasta artigianale.
La Gelatiera, 27 new row (metro Leicester Square)

beigel bake brick lane london

5. Cercare  un bagel alle tre di mattina.
Esperienza spirituale. Si va fuori orario in un’istituzione londinese, il Beigel Bake, panificio sempre aperto, anonimo, con la polvere di farina che esce dal laboratorio e i prezzi popolari. Un posto simile poteva sopravvivere solo a Brick Lane. Si ordina un bagel (ciambella) con la carne dentro, the salt beef on rye, o con il salmone, anche vuoto. L’effetto posticcio in stile California Bakery è scongiurato.
Beigel bake, 159 Brick Lane (metro Liverpool st.)

pierre herme olympic macaron

6. Compiacere il nostro lato femminile con un macaron.
Qui parla un seguace di Pierre Hermé, pasticcere francese dei cui macaron abboffarsi complusivamente anche a Londra. Ben due le boutique. Non comprare la bellissima confezione di macaron olimpici, malgrado il prezzo folle, richiede autentico equilibrio mente-corpo, ma il mini-sacchettino è alla portata di molti. Per anglofoni a ogni costo c’è Hummingbird Bakery, paradiso londinese dei cupcakes all’americana.

pub londra

7. Bere una rinfrescante pinta di ale.
Qui la birra è una cosa seria, soprattutto le birre Ale ad alta fermentazione spillate dagli impianti a pompa nei tradizionali pub inglesi, difese dall’attacco delle lager d’importazione con una campagna di sensibilizzazione (la CAMRA), mica chiacchiere. Infilatevi in un pub, ordinate birra inglese, abbinatela a uno bell’arrosto fumante e viva l’istinto di conservazione.

sunday up market brick lane

8. Pranzare in un mercato.
Ogni domenica, (più o meno) tutte le cucine del mondo si danno appuntamento al Sunday (up) Market, in una fabbrica di birra dismessa di Brick Lane, la Old Truman Brewery. Una passeggiata surreale tra piatti birmani, nepalesi, giapponesi, italiani, greci, indiani, thai, caraibici. Se non è domenica accontentatevi del Borought Market (pranzo dal lunedì al sabato, solo farmer’s market venerdì e sabato) che è soltanto uno dei mercati alimentari più belli del mondo.
Sunday Up Market, The Old Truman Brewery 91 Brick Lane (metro Liverpool st.)

Whole Foods Market, londra

9. Comprare succhi bio (e molto altro)  da Whole Foods Market.
Anche io vittima della sindrome del cibo naturale e biologico non posso non suggerire un giro nei supermercati della catena americana Whole Foods Markets, attrezzati per appagare ogni desiderio: frutta, verdura, carne e dolci. E al ritorno, mi raccomando, lasciatevi casualmente sfuggire un molto mondano “non hai visto quello nuovo a Piccadilly, che peccato, è bellissimo”.
Whole Food Market, 20 glasshose street (metro Piccadilly circus)

Busaba Eathai, londra

10. Conoscere Busaba Eathai una volta per tutte.
All’ingresso del Parco Olimpico vi attende il nuovo centro commerciale Westfield Stratford City con il suo cosmo di ristoranti. In pratica sono solo catene, ma alcune –mai viste in Italia– diabolicamente interessanti. Io voto Busaba Eathai, il ristorante Thai aperto nel 1999 da Alan Yau, replicato a Londra nei minimi dettagli. Design esotico con lunghi tavoli in legno decappato e panche, menu a base di curry verde, papaya, pane aromatico, verdure e salse piccanti. Niente fronzoli, turnover veloce e prezzi per tutte le tasche.
Busaba Eathai, 6 Chestnut Plaza stores at Westfield Stratford City

m&m's world

Angolo bambini.
Non pensate di lasciare Londra senza aver portato il bimbo all’M&M’s world di Leicester Square. Tre piani irresistibili di cioccolatini colorati declinati in ogni forma possibile. Non molto gourmet? Al premier delle vostre vacanze, il frugoletto insomma, non interessa granché. Piuttosto, mettetevi in posa per una foto con gli omini M&M’s a grandezza naturale, ve lo ha appena ordinato.
M&M’s world, 1 Swiss Court (metro Leicester square)

[Crediti | Immagini: Andrea Soban, Culture.gov.uk, The Icecreamists]

Login with Facebook:
Login

 

21 commenti a Olimpiadi Londra 2012: 10 cose a tema food scalettabili senza svenarsi

  1. il Bourough market è un posto eccezionale, dove si coglie il senso del piccolo e buono, dove c’è un contatto diretto con i produttori e la qualità dei prodotti è altissima. Certo non ci sono i cartelloni sui muri, le divise col logo e le confezioni fighette, ma insomma non si può avere tutto. Ho l’impressione, ma solo l’impressione e chiedo l’opinione altrui, che a Londra nonostante la “catenizzazione” spinta, soprattutto negli anni scorsi, la grande diversità ed inclusività della metropoli offra ancora la possibilità di trovare tante piccole chicche e, per chi ne ha voglia, di creare piccoli e nuovi business di successo, insomma che ci sia un po’ meno voglia di omologazione di quanta non se ne riscontri da noi. forse perché si sono omologati di più prima?

  2. temo invece che proprio a Londra in ogni quartiere sempre più negli utlimi anni ci siano blocchi interi di vie con i loro ristoranti replicati identiche in altri.
    Ovunque troverai una sequela ininterrotta di starbucks-caffe nero-pretamanger-eat-giraffe-caluccio’s-gbk-ecc.. ed è sempre più difficile scovare piccoli imprenditori non omologati. Perchè i negozi appetibili hanno una fila di pretendenti (per locare un negozio devi fare dei colloqui, dimostrare solidità, presentare un business plan, affiancarti a qualcuno che ti presenti ecc..) che spesso soccombono davanti alle catene. Perchè le nuove zone ristrutturate finiti i lavori si affidano ai marchi consoidati della ristorazione. Perchè chinatown si allarga sempre più fagocitando le vie vicine. Perchè spesso (soprattutto nelle zone centrali) interi block sono in mano ad un unico proprietario che non li affitta all’ultimo arrivato. perchè quando hai successo subito rischi di attirare investitori e trasformarti anche tu in catena.

    • che tristezza. mi chiedo se anche lì i proprietari di catene siano osannati come leader della società perché forniscono lavori interinali e come reagisca la gente all’omologazione

    • In UK il 50% del mercato ho.re.ca e’ rappresentato da catene. Questo pero’ non toglie un grande spirito di imprenditorialita’ dei piccoli artigiani che si ritrovano ai vari markets per promozionare i prodotti…..artigiani che spesso vengono dall’Italia e portano salumi e pasta eccezionali e che magari vedono piu’ speranza di successo a Londra che in Italia. Concordo con Anto…si respira ancora aria di potere fare qualcosa in proprio e con successo…..aprire un’attivita’ a Londra non e’ complesso come in altri paesi dove ti passa la voglia solo al pensiero della burocrazia che dovrai affrontare..

  3. Bella lista, per me vale la pena di farle tutte (ok, a parte l’M&M’s World). Viva i food markets (anche il giovedì nella turisticissima piazza di Covent Garden), e mi hai fatto venire voglia di un salt beef bagel!

    Da “La Gelateria” l’ultima volta ho preso un gusto a non so quale formaggio e miele al tartufo che era inaspettatamente buono…
    Per gli hamburger preferisco altri (Patty&Bun, Lucky Chip, Admiral Codrington) ma Byron è sempre affidabile ed è ovunque!

    Pitt Cue è spettacolare… comunque ora ha anche un ristorante “vero” (anche se il camioncino è rispuntato per l’estate), peccato per le file interminabili in orari affollati.

    E in effetti Pierre Hermé non è proprio a prova di crisi… va bene “un macaron” come dice il titolo ma per “abbuffarsi compulsivamente” ci vorrebbero più £££ che per pranzare al miglior ristorante di Londra (almeno per me -- il Ledbury. £30! Praticamente quando la scatoletta di macaron olimpici :D )

  4. Sono tanti i buoni suggerimenti gastronomici, che mi vedo costretto (causa ignorantezza congenita) a esprimermi sul punto #2, quello dei department store.
    Giuste le indicazioni, ma mi permetto di inserire un nome che raramente appare, o piu’ probabilmente scompare di fronte agòli usuali Harrod’s, Fortnum, ecc.
    Si tratta dei grandi magazziny Liberty, ingresso in Great Marlborough Street.
    Tranquilli, non sta in fondo alla suburra, ma in pieno pienissimo centro, dove merita di stare. Personalmente fu una scoperta che mi lascio’ senza fiato, piu’ rutilante e sorprendente dei sei piani di Harrod’s.
    E poi, diciamola tutta ragazze, signorine: in quale altro department store di Londra si possono comprare camice da notte maschili? Ma camice da notte vere, mica robetta da fumetti. Che quando le indossi, il pigiama diventa un ricordo della lontana infanzia: maipiusenza!

  5. Io mi permetto di aggiungere, per chi fosse stanco del cinese finto che si mangia in Italia, l’eccellente anitra alla cantonese del Four Season (tranquilli, niente a che vedere con l’omonima catena alberghiera di superlusso) di Queensway, Bayswater, a pochi passi dalla fermata della Circle; la pelle dell’anitra intinta nella salsa è, di per sè, una di quelle cose che giustificano il comprare un biglietto per andare a Londra. Incluso nel prezzo un servizio tirato via e anche un pò sgarbato (come si deve a un ristorante cinese degno di tale nome), e prezzi più che decenti. Provatelo e non ne farete più a meno.

  6. Aggiungo una tappa “off the beaten track”: Banner’s Crouch End.
    English breakfast colossali, con pane bello spesso fatto in casa, patatine belle grosse; ma anche un occhio caraibico e ancora menu per tutti. Uno dei migliori bloody mary in città (insieme a quello del Grenadier) un ambiente “easy going” dove i piu piccoli possono dare libero sfogo alla loro vena artistica (provvedono a fornire una buona dose di pastelli). Banners Restaurant 21 Park Road -- Crouch End London.

  7. Bella lista!

    Busaba è veramente ottimo come posto, e Byron penso sia la migliore catena di hamburger in giro.

    Per un’opzione alla buona, andrei a mangiare il salt beef dallo storico Gaby’s Deli a fianco della stazione di Leicester Square -- un deli “Jewish” molto buono, non a livelli newyorchesi, ma non si può avere tutto.

    Un gelato molto buono lo fa anche Danieli a Richmond, magari un po’ fuori mano ma un bellissimo posto x una giornata in bici lungo il fiume con una birra e un gelato.

    Aggiungerei un bel curry, magari da Tayyabs (pachistano) oppure da Sagar ad Hammersmith -- cucina vegetariana del sud dell’India. Rasa a Charlotte Street fa cucina indiana di pesce, merita anche quello.

    Io quando esco a Londra mangio praticamente solo cucina asiatica -- ottimo Koya a Soho (giapponese, noodles stupendi). Per una roba elegante, Yauatcha è quasi imbattibile, anche se un po’ peggiorato da quando Ala Yau l’ha venduto.

    Per carne alla rozzissima, Bodean’s -- ribs, pulled pork e altre schifezze deliziose del genere.

  8. Ciao,
    da neoespatriata a Londra vorrei aggiungere qualche consiglio:

    - HAMBURGER: Meat Liquor, ex baracchino di ‘best hamburger ever’ che girava la città, ora ristorante (non prenotabile, fate la fila). Ottimi hamburger e ottimi cocktail per pasteggiare.

    - JAPPO: Jin Kichi ad Hampstead. Buonissimo e poco pretenzioso.

    - JAPPO-ALTERNATIVE: in zona Leicester Square c’è un Jappo, Abeno, che fa solo Okonomiyaki. Per i nostalgici di Osaka.

    - GELATO: Slice of Ice, Flask Walk.

    - MAROCCHINO: Momo, Heddon St. Non è economico, ma è ottimo e molto bello come atmosfera.

    - FISH N’CHIPS: Fish, al Borough Market.

    - TAPAS: Barrafina a Soho e Josè a Bermondsey St.

    Quest’ultima (Bermondsey) si sta affermando come nuovo centro gastro-chic londinese.

    :)

    • GELATO..slice of ice… no dai…

      non per altro, ma perchè è una rivendita di gelato non una gelateria
      ‘Our products are sourced from small, local producers wherever possible. Our ice cream comes from an Italian gelato producer in North London.’

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
accedi
3. Iscritto a dissapore